Vista frontale BinBaz Towers Vision 2030

    High-End Interiors

    BinBaz Towers – Hotel iconico e ospedale per la Bin Baz Foundation a Riyadh

    Due torri aerodinamiche per il programma Vision 2030 saudita: Torre A (hotel + appartamenti, 160 m / 45 piani) e Torre B (ospedale, 55 m / 15 piani), con design parametrico e interior design firmati BCA all’interno del team Bottega Aurea.

    2021 · Riyadh, Arabia Saudita · Hotel iconico + Ospedale specialistico · Digital & Parametric Design + High-End Interiors + Architettura Specialistica

    Vele di luce nel deserto

    Riyadh è una città in trasformazione accelerata. Vision 2030 (la strategia saudita di diversificazione economica e di apertura) sta riscrivendo lo skyline della capitale, con investimenti pubblici e privati che cercano di coniugare modernità, identità araba e standard ambientali contemporanei. La Bin Baz Foundation, ente di rilievo del Regno, ha commissionato un complesso urbano di due torri lungo King Fahad Road, una delle arterie principali della città, destinato a diventare un riferimento per i futuri interventi nel cuore di Riyadh: un’infrastruttura privata che incarna i valori (bellezza, comunità, autosufficienza, qualità della vita) del programma nazionale.

    Il progetto è stato guidato dal team affiliato alla società Bottega Aurea Architecture & Masterplanning di Taranto. All’interno del team, Barberio Colella Architetti ha curato due ambiti specifici e complementari: Maurizio Barberio ha guidato il Digital and Parametric Design, la geometria curvilinea aerodinamica delle torri, generata e verificata con strumenti computazionali, mentre Micaela Colella ha sviluppato l’Interior Architecture degli appartamenti privati. La progettazione ambientale è stata curata da Angelo Figliola, in continuità con le collaborazioni storiche del team. La sfida progettuale era duplice: rispondere al clima desertico estremo di Riyadh (temperature oltre i 45°C, vento prevalente da nord, radiazione solare intensissima) e tradurre i temi di Vision 2030 in un’architettura iconica ma misurabile, capace di reinterpretare gli archetipi dell’architettura islamica tradizionale (spazi voltati, mashrabiyya, bacini d’acqua) in chiave contemporanea.

    Le due torri sono di scala e funzione differenziate. Torre A è l’edificio iconico del complesso: 160 metri d’altezza per 45 piani, ospita un hotel con servizi di alta gamma (sale conferenze, ristoranti, rooftop garden bar, piscina, palestre, hammam e shop) e 66 appartamenti di taglio diverso con vista sullo skyline. Torre B, 55 metri per 15 piani, è destinata a diventare un ospedale moderno con oltre 100 posti letto, di cui cinque piani dedicati a cliniche specialistiche e ai servizi più efficienti per i pazienti. Sotto il piano stradale, quattro livelli di parcheggio interrato ospitano circa 500 posti auto. La forma aerodinamica della pianta (un volume curvilineo che si curva sull’asse dei venti dominanti) è il risultato di un’ottimizzazione fluidodinamica: riduce la pressione del vento sulle facciate esposte a nord e in copertura, condizione critica per torri di queste altezze a Riyadh.

    L’involucro è una doppia pelle ventilata che evita il surriscaldamento degli ambienti interni; un camino solare integrato nel core delle torri estrae l’aria calda e attiva la ventilazione passiva nei mesi più caldi. Le aperture vetrate sono protette da una schermatura tessile con nebulizzatori d’acqua incorporati, che riduce la radiazione solare diretta e abbassa la temperatura dell’aria all’ingresso degli ambienti grazie all’evaporazione. Il progetto combina luxury degli interni e ampio spazio pubblico verde all’esterno, con piazze urbane disegnate per la comunità del quartiere. BinBaz Towers non è un singolo manufatto: è un piccolo pezzo di città che ambisce a diventare modello replicabile per Riyadh, luce e forme per la nuova umanità che la capitale saudita sta costruendo.

    Render & Foto

    Vista frontale BinBaz Towers Vision 2030
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    La forma curvilinea delle torri ottimizza la pressione del vento e la radiazione solare incidente, principale strategia passiva per il clima di Riyadh.

    Scheda tecnica

    Luogo
    Riyadh, Arabia Saudita, King Fahad Road
    Anno
    2021
    Committente
    Bin Baz Foundation (Riyadh, Regno dell’Arabia Saudita)
    Tipologia
    Complesso urbano misto: Torre A (hotel + appartamenti; Torre B) ospedale specialistico
    Scala – Torre A
    160 m di altezza, 45 piani · hotel di alta gamma con sale conferenze, ristoranti, rooftop garden bar, piscina, palestre, hammam, shop · 66 appartamenti di taglio diverso
    Scala – Torre B
    55 m di altezza, 15 piani · ospedale moderno con oltre 100 posti letto, di cui 5 piani di cliniche specialistiche
    Parcheggio interrato
    4 piani sotto strada, ca. 500 posti auto
    Stato
    Concept
    Studio capofila
    Bottega Aurea Architecture & Masterplanning S.r.l.
    Project Management
    Rinaldo Melucci
    Principal Architect
    Ubaldo Occhinero
    Architectural Design
    Marco Stigliano, Micaela Pignatelli
    Digital and Parametric Design
    Maurizio Barberio (Barberio Colella Architetti)
    Interior Architecture
    Micaela Colella (Barberio Colella Architetti)
    Environmental Design
    Angelo Figliola
    Collaboratori
    Dario Costantino, Ilaria Pinto, Alma Tafuni
    Strategie ambientali
    Forma aerodinamica per la riduzione della pressione del vento; doppia pelle ventilata anti-surriscaldamento; camino solare integrato nel core per ventilazione passiva; schermatura tessile sulle aperture vetrate con nebulizzatori d’acqua; bacini d’acqua e vegetazione come dispositivi di raffrescamento evaporativo
    Riferimenti culturali
    Reinterpretazione contemporanea di archetipi dell’architettura islamica tradizionale: spazi voltati eleganti, mashrabiyya, bacini d’acqua e cascate, vegetazione integrata

    Disegni tecnici

    Sezione bioclimatica camino solare BinBaz
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    Sezione bioclimatica con il camino solare integrato nel core: estrae l'aria calda dagli ambienti e attiva la ventilazione passiva nelle ore di punta.

    Come si progetta un complesso urbano iconico in clima desertico estremo, riducendo la dipendenza dagli impianti?

    Le grandi città mediorientali (Riyadh in primis) affrontano un paradosso costruttivo: per garantire comfort negli edifici alti durante l’estate (oltre 45°C), la prassi è dimensionare massicci impianti di climatizzazione che bruciano enormi quantità di energia. Il risultato è uno skyline di edifici sigillati, energivori e culturalmente neutri, dove la radiazione solare e il vento diventano problemi da nascondere invece che risorse da governare. BinBaz Towers dimostra un approccio diverso: la forma aerodinamica curvilinea riduce la pressione del vento già a livello geometrico; la doppia pelle ventilata, il camino solare nel core e le schermature tessili con nebulizzatori d’acqua governano passivamente luce, calore e umidità; la reinterpretazione contemporanea della mashrabiyya e dei bacini d’acqua reintroduce nell’architettura saudita di alta gamma un linguaggio radicato nella tradizione locale. Il design parametrico non è esercizio formale: è lo strumento che permette di calibrare ogni curva e ogni apertura sui dati climatici reali del sito.

    Domande frequenti

    Vision 2030 è il programma di trasformazione economica e sociale del Regno saudita, lanciato nel 2016 e oggi in piena attuazione: prevede diversificazione dell’economia oltre il petrolio, apertura culturale e turistica, investimenti su qualità della vita, salute e sostenibilità. Per chi progetta a Riyadh nel quadro di Vision 2030, questo significa rispondere a tre richieste convergenti: un’architettura di qualità riconoscibile internazionalmente, un’identità saudita non folkloristica, e standard ambientali misurabili. BinBaz Towers (hotel iconico per il turismo internazionale + ospedale moderno per la salute pubblica) incarna questi tre temi in un singolo intervento privato di rilievo cittadino.

    Le torri di grande altezza a Riyadh sono esposte a venti dominanti da nord, spesso sabbiosi, che generano forti pressioni dinamiche sulle facciate e in copertura. Una pianta curvilinea ottimizzata fluidodinamicamente (modellata con strumenti parametrici e verificata con simulazioni CFD) devia il flusso d’aria attorno al volume invece di farlo impattare, riducendo la pressione massima sulle facciate e permettendo dimensionamenti strutturali più contenuti. La stessa geometria aiuta sull’irraggiamento solare: orientando le superfici curve, si limita l’esposizione diretta al sole nelle ore peggiori e si guida la ventilazione naturale negli spazi pubblici al piede delle torri.

    La doppia pelle ventilata è una facciata composta da due pareti vetrate distanziate da una cavità d’aria. In estate, l’aria nella cavità si scalda per radiazione e sale per effetto camino, evacuando il calore verso l’esterno e impedendogli di entrare negli ambienti interni. Il camino solare è un’estensione di questo principio: un grande condotto verticale integrato nel core dell’edificio che si scalda intensamente sotto il sole e crea una depressione che estrae l’aria calda dagli ambienti, attivando la ventilazione naturale anche su grandi altezze. In un clima estremo come Riyadh, queste due strategie passive riducono drasticamente i carichi sull’impiantistica di raffrescamento, lo strato impiantistico più costoso e energivoro di una torre.

    La mashrabiyya tradizionale (la grata lignea che ombreggia le aperture nelle case del mondo islamico) non è solo un dispositivo estetico: filtra la luce, accelera il vento per effetto Venturi e raffredda l’aria che incontra superfici fresche all’interno. In BinBaz Towers questo principio è stato reinterpretato come schermatura tessile parametrica con nebulizzatori d’acqua incorporati: il vento viene rallentato e raffreddato per evaporazione prima di entrare negli ambienti pubblici. I bacini d’acqua e le cascate (anch’essi citazione dell’architettura tradizionale) completano il dispositivo sfruttando l’evaporazione come raffrescamento passivo, e introducono un elemento sensoriale (vista e suono dell’acqua) che psicologicamente abbassa la percezione del caldo.

    Su BinBaz Towers, BCA è parte del design team coordinato dallo studio italiano Bottega Aurea (Taranto). Maurizio Barberio è responsabile del Digital and Parametric Design: dalla forma aerodinamica delle torri agli involucri, dalle schermature parametriche all’ottimizzazione fluidodinamica e strutturale. Micaela Colella è responsabile dell’Interior Design degli spazi privati della torre residenziale.

    Sì, a condizione che le due funzioni siano organizzate per servire bacini d’utenza distinti e per condividere lo spazio pubblico in modo regolato. In BinBaz Towers, Torre A (hotel + appartamenti) e Torre B (ospedale) hanno accessi separati, percorsi differenziati e blocchi di servizi indipendenti. La piazza pubblica al piede del complesso è uno spazio condiviso che funziona come luogo civico aperto: vegetazione, bacini d’acqua, sedute. La differenza di altezza fra le due torri (160 m vs 55 m) genera una composizione urbana riconoscibile e crea ombreggiamento reciproco nelle ore di maggiore insolazione. ---

    Avete un progetto a scala urbana o un edificio iconico in clima estremo?

    Se sviluppate progetti di torri, complessi misti, hotel di alta gamma o infrastrutture sanitarie in climi desertici o tropicali, possiamo supportarvi nelle fasi di Digital and Parametric Design (geometria, ottimizzazione fluidodinamica, schermature parametriche) e nell’Interior Design degli spazi di rappresentanza. BCA collabora con studi italiani e internazionali all’interno di team multidisciplinari.

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