Moduli Just a Minute villaggio montano Nepal

    Sustainable Design

    Just a Minute – Casa di emergenza dispiegabile in bambù per il terremoto del Nepal

    Una casa temporanea che si apre in pochi minuti, bambù, juta e lana riciclata da capi donati, montabile da pochi volontari per ricostruire la comunità dopo il sisma.

    2015 · Nepal · Housing temporaneo di emergenza · Sustainable Design

    Una casa che si dispiega in pochi minuti

    Il 25 aprile 2015 un terremoto di magnitudo 7,8 ha devastato il Nepal: quasi 9.000 vittime, oltre 600.000 abitazioni distrutte, intere comunità rurali costrette a vivere sotto tende per mesi. È in questo contesto che nasce Just a Minute, il progetto di Barberio Colella Architetti per una casa di emergenza pensata per essere veloce da montare, economica, durevole e, soprattutto, capace di rispondere ai bisogni reali delle famiglie nepalesi: spazi per quattro fino a dieci persone, materiali locali o regionali, autosufficienza energetica e adattabilità ai climi diversi del Paese, dalla pianura del Terai all’altopiano himalayano.

    L’idea generatrice è una struttura dispiegabile. Chiusa, la casa occupa una superficie di 2,5×4 metri, sufficientemente compatta per essere trasportata su un mezzo standard fino al sito di destinazione. Una volta sul posto, l’involucro si apre attorno a un nucleo permanente in pannelli OSB (1,5×4 metri), che ospita i servizi: bagno con WC chimico, doccia, lavandino in alluminio, piastra elettrica, serbatoio d’acqua da 30 litri. La struttura raggiunge così 4×7,11 metri, con due stanze laterali (zona giorno e zona notte) e una piccola area esterna coperta di 1×4 metri.

    La struttura portante è composta da pali di bambù di diametro 60 mm (montanti, traversi e travi di copertura), controventati con pali di bambù di diametro 30 mm disposti in croci di Sant’Andrea. I pali sono forati al centro e alle estremità per permettere il dispiegamento del telaio; una volta aperto, il sistema viene fissato con viti a galletto. L’involucro è una doppia tela di juta bianca con interposta un’imbottitura di lana riciclata (ricavata da capi e maglioni donati attraverso campagne di solidarietà) che fornisce isolamento termico contro il caldo e contro il freddo. Una membrana impermeabile esterna, tesa con distanziatori dalla juta, protegge dalla pioggia e dalla neve permettendo allo stesso tempo la traspirazione degli ambienti interni. Le facciate corte sono in policarbonato montato su telaio di bambù, con piccoli pannelli aggiuntivi di canne di bambù che funzionano come schermatura solare reversibile (rimovibili in inverno, riposizionabili d’estate).

    La copertura monopendenza è progettata per ospitare pannelli solari e fotovoltaici, rendendo l’unità energeticamente autosufficiente. L’acqua piovana viene raccolta dalla copertura e convogliata nel nucleo centrale per il riutilizzo. Il vero valore del progetto, però, è nella sua dimensione sociale: le unità sono pensate per essere aggregate (case doppie, quadruple, piccoli villaggi) ricreando i tessuti comunitari frantumati dal sisma. La fabbricazione non richiede tecnologie complesse né manodopera specializzata: il processo è organizzabile come una catena di montaggio (un team prepara i moduli di bambù, un altro il nucleo OSB, un altro l’involucro tessile), e parti dei componenti possono essere prefabbricate fuori sito per accelerare ulteriormente l’assemblaggio. Just a Minute non è un’architettura d’autore: è un’infrastruttura di ricostruzione comunitaria.

    Render & Foto

    Insediamento Just a Minute contesto montano Nepal
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    Vista esterna dei moduli dispiegati nel contesto montano nepalese: le unità da 4 × 11,7 m con copertura monopendenza ricreano la comunità dopo il sisma.

    Scheda tecnica

    Luogo
    Nepal, destinazione: aree colpite dal terremoto del 25 aprile 2015
    Anno
    2015
    Committente
    Progetto sviluppato in risposta all’emergenza umanitaria post-sisma
    Tipologia
    Housing temporaneo di emergenza, modulo abitativo dispiegabile aggregabile
    Dimensioni – chiuso (per trasporto)
    2,5 × 4 m
    Dimensioni – aperto
    4 × 7,11 m (di cui 1×4 m di spazio esterno coperto)
    Capacità
    4–10 persone (con uso del soggiorno per pernottare e letti a castello nella zona notte)
    Stato
    Concept progettuale per emergenza
    Progettisti
    Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti)
    Materiali – struttura
    Pali di bambù Ø 60 mm (montanti, traversi, copertura) + pali Ø 30 mm per controventi a croce; viti a galletto per fissaggio rapido
    Materiali – involucro
    Doppia tela di juta bianca + imbottitura di lana riciclata (da capi/maglioni donati) + membrana impermeabile esterna tesa con distanziatori (per la traspirazione)
    Materiali – facciate corte
    Pannelli di policarbonato (20 mm) su telaio di bambù; canne di bambù piccole come schermature solari reversibili
    Materiali – nucleo centrale (1,5×4 m)
    Pannelli OSB 50 mm; al suo interno: WC chimico, doccia, lavandino in alluminio, piastra elettrica, serbatoio acqua da 30 L
    Pavimentazione
    Pannelli OSB 30 mm + parquet di bambù laminato
    Copertura
    Monopendenza, predisposta per pannelli solari e fotovoltaici; canalizzazione per la raccolta dell’acqua piovana verso il serbatoio centrale
    Aggregabilità
    Modulo singolo aggregabile in case doppie, quadruple o piccoli villaggi

    Disegni tecnici

    Schema assemblaggio modulo dispiegabile Just a Minute
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    Lo schema di assemblaggio: trasporto via elicottero, configurazione chiusa compatta, dispiegamento con pochi volontari e fissaggio rapido con viti a farfalla.

    Come si fornisce abitazione dignitosa, veloce e durevole alle comunità colpite da un disastro?

    Le risposte standard all’emergenza abitativa post-disastro sono note: tendopoli, container, prefabbricati industriali. Tutte hanno limiti severi: comfort termico inadeguato, durata limitata, impossibilità di adattarsi a climi diversi, costo elevato per la qualità che offrono. Soprattutto, raramente tengono conto della dimensione comunitaria della ricostruzione: una famiglia colpita dal terremoto non ha bisogno solo di un riparo, ma di tornare a vivere nella propria comunità. Just a Minute affronta questi limiti con un’idea netta: una casa temporanea dispiegabile in pochi minuti, costruita con materiali locali e regionali (bambù, juta, lana riciclata), aggregabile per ricostruire piccoli villaggi, autosufficiente energeticamente grazie al fotovoltaico in copertura. La fabbricazione non richiede tecnologie complesse né manodopera specializzata: la casa è progettata per essere assemblata da volontari con istruzioni semplici.

    Domande frequenti

    La casa arriva sul sito già pre-assemblata in configurazione chiusa di 2,5×4 m, su un mezzo standard. Una volta posizionata, il telaio in pali di bambù si apre attorno al nucleo permanente in OSB grazie a fori passanti realizzati al centro e alle estremità dei pali; il dispiegamento è facilitato dalla membrana esterna tesa che agisce come involucro continuo. La struttura raggiunge 4×7,11 m. Il fissaggio finale avviene con viti a galletto, connessioni meccaniche reversibili, senza saldature né colle. L’unica operazione che si svolge dopo l’apertura è la posa del pavimento, che viene depositato sotto la casa durante il trasporto. L’assemblaggio richiede pochi volontari e non manodopera specializzata.

    Il bambù è una risorsa abbondante nella regione (Nepal, India settentrionale, Cina sud-occidentale), ha un rapporto resistenza-peso paragonabile all’acciaio per certi rapporti dimensionali, è leggero (facile da trasportare anche su strade dissestate) e ha un ciclo di crescita molto rapido (3–5 anni). La geometria triangolare del controvento a croci di Sant’Andrea (pali di bambù Ø 30 mm tesi tra i montanti Ø 60 mm) sfrutta la rigidezza intrinseca del triangolo per garantire stabilità senza richiedere giunti complessi. Per un’emergenza, il bambù offre il giusto compromesso fra prestazioni strutturali, disponibilità locale, leggerezza e basso impatto ambientale.

    Il Nepal ha tre fasce climatiche molto diverse: il Terai (pianura calda e umida), la fascia collinare temperata, l’altopiano himalayano (freddo intenso). Just a Minute risponde a questa varietà con un involucro stratificato: doppia tela di juta, un materiale traspirante e a basso costo, prodotto localmente in Nepal e in India, con interposta un’imbottitura di lana riciclata, ottenuta da capi e maglioni donati attraverso campagne di solidarietà. La lana è un eccellente isolante naturale, sia contro il freddo sia contro il caldo. Una membrana impermeabile esterna, tesa con distanziatori dalla juta, protegge da pioggia e neve permettendo la traspirazione interna. Le facciate corte in policarbonato fanno entrare luce e possono essere aperte per ventilare; le canne di bambù come schermature solari sono reversibili: si rimuovono in inverno e si aggiungono d’estate.

    Un singolo modulo ospita tipicamente da 4 a 10 persone, la fascia alta si raggiunge sfruttando la zona giorno per pernottare e installando letti a castello nella zona notte. È una capacità pensata per le famiglie estese, frequenti nelle aree rurali del Nepal. Il nucleo centrale OSB ospita i servizi essenziali per garantire un buon livello di igiene: WC chimico, doccia, lavandino in alluminio, piastra elettrica e serbatoio d’acqua da 30 litri. La modularità del sistema permette inoltre di aggregare più unità per creare case più grandi (doppie, quadruple) o piccoli villaggi temporanei.

    La copertura è una falda monopendenza progettata espressamente per ospitare pannelli solari termici e fotovoltaici. Il numero e la potenza dei pannelli dipendono dal budget disponibile e dal contesto climatico (la radiazione solare in Nepal è generalmente alta). I pannelli alimentano l’illuminazione interna, la piastra elettrica del nucleo servizi e (quando dimensionati adeguatamente) possono coprire piccole esigenze di refrigerazione. La copertura raccoglie inoltre l’acqua piovana, convogliata nel serbatoio centrale per il riutilizzo: una soluzione che riduce drasticamente la dipendenza dalle reti idriche, spesso danneggiate dopo un terremoto.

    Sì, l’aggregazione è uno dei principi progettuali di Just a Minute. Le singole unità possono essere disposte affiancate (case doppie, quadruple) o in configurazioni urbane più articolate, formando piccoli villaggi temporanei che ricreano i tessuti comunitari frantumati dal sisma. Questa logica risponde a una domanda specifica: dopo un disastro le comunità non si ricostruiscono solo con singoli ripari ma con relazioni di vicinato, spazi condivisi, percorsi comuni. Just a Minute è progettata per favorire questo, non per produrre solo case isolate.

    Just a Minute è un concept progettuale sviluppato dallo studio in risposta all’emergenza umanitaria post-terremoto del 2015. La fabbricazione non richiede tecnologie complesse né manodopera specializzata: il progetto è pensato per essere distribuito ad ONG, agenzie umanitarie ed enti pubblici di paesi a rischio sismico/idrogeologico, che possono adattarlo ai propri contesti. ---

    Lavorate con comunità colpite da disastri o con fragilità abitativa?

    Se sviluppate progetti di housing temporaneo in contesti di emergenza umanitaria, ricostruzione post-disastro o fragilità abitativa, possiamo discutere insieme un approccio basato su materiali locali, sistemi dispiegabili e scalabilità comunitaria. BCA progetta dal concept ai dettagli costruttivi adattabili a contesti diversi.

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