
EY Bari — Ristrutturazione e interior design della sede Ernst & Young a Bari
La ristrutturazione integrale di tre piani, con un nuovo ingresso dedicato su strada, trasforma un edificio per uffici in spazi di lavoro flessibili e fedeli all’identità di un brand globale.
2022 · Bari · Uffici corporate · High-End Interiors
Riportare i piani alla struttura per ricostruire un modo di lavorare
EY – Ernst & Young, una delle principali società di consulenza al mondo, ha avuto una rapida crescita a Bari negli ultimi anni. La sede, in via Oberdan 40U, occupava già i piani quarto e quinto, da poco rinnovati; l’espansione del team pugliese ha reso necessario estendere gli uffici ai piani primo e secondo, riqualificare il terzo e ricavare un nuovo ingresso dedicato ai visitatori al piano terra. CBRE Italia ha gestito per conto di EY la gara design & build da cui Barberio Colella Architetti – in raggruppamento con il general contractor Sigma Sud e con Rinnova I.C. per gli impianti – sono usciti vincitori, curando il progetto architettonico e di interni. La richiesta non era “arredare” nuovi piani: serviva una ristrutturazione integrale.
I tre livelli sono stati riportati allo stato grezzo. Tutte le preesistenze non strutturali – partizioni, controsoffitti, finiture e impianti – sono state rimosse (strip out), lasciando a vista la struttura dell’edificio, con i suoi pilastri e setti, e una condizione di partenza priva di pavimento sopraelevato e di controsoffitto. Su questa tela grezza BCA ha riprogettato gli interni da zero – layout, partizioni, impianti, illuminazione, acustica, finiture e arredi – assumendo i piani quarto e quinto già rinnovati come riferimento, per garantire coerenza di materiali e soluzioni su tutta la sede.
La strategia parte dal programma funzionale: quante e quali postazioni servono, come si distribuiscono tra lavoro individuale, collaborazione e formazione. Il brief fissava un obiettivo di circa 350 postazioni sull’intera sede a cinque piani – intese non solo come scrivania tradizionale, ma anche come banchi, tavoli alti e sedute condivise. Invece di file di scrivanie identiche, ogni piano è organizzato come un sistema unitario e flessibile che alterna postazioni individuali, postazioni ibride – sale riunioni di diverse capienze, touchdown, phone booth – e spazi di relazione come lounge, hub caffè e sale di formazione. È l’approccio dell’activity-based working: lo spazio non assegna una sedia a testa, ma offre l’ambiente giusto per ogni attività della giornata. Ogni piano ha la sua area break e il suo hub caffè; un livello concentra gli ambienti collaborativi e riconfigurabili, con sale riunioni e una sala di formazione fino a 30 persone.
L’identità EY entra negli interni senza diventare decorazione. La palette del marchio – il giallo EY, il grigio antracite, gli accenti teal e blu – guida finiture, arredi e pareti brandizzate, su cui compaiono i claim dell’azienda come “Building a better working world”. Le pareti divisorie sono interamente vetrate, per portare luce naturale nel cuore dei piani e mantenere la trasparenza tipica di un ambiente di consulenza; il comfort acustico è affidato a pannelli fonoassorbenti di diversa tipologia a seconda dell’ambiente in cui sono installati. Il verde – piante sospese nell’hub caffè, essenze negli ambienti di lavoro – introduce una componente biofila che ammorbidisce il rigore dell’open space. Un dettaglio racconta bene l’approccio: la sala di formazione è uno spazio riconfigurabile, con tavoli pieghevoli e sedute impilabili su ruote che permettono di passare in pochi minuti da aula a luogo per eventi.
Al piano terra, un nuovo ingresso dedicato ai visitatori e ai dipendenti, in aggiunta alla reception centrale esistente, con modifica del prospetto su strada, diventa il biglietto da visita dell’azienda. L’intero intervento è stato condotto seguendo gli standard interni EY di sostenibilità, garantendo qualità dello spazio e benessere di dipendenti e lavoratori fin dall’avvio del concept progettuale.

Scheda tecnica
- Anno
- 2022
- Committente
- EY – Ernst & Young
- Tipologia
- Uffici corporate — ristrutturazione integrale e ampliamento di interni (strip out + fit-out), design & build
- Superficie
- ~1980 m²
- Stato
- realizzato (formula design & build)
- Progettisti
- Arch. Maurizio Barberio, Arch. Micaela Colella (Barberio Colella Architetti)
- Collaboratori
- Sigma Sud Srl (general contractor); Rinnova I.C. Srl (impianti MEP e refurbishment)
- Processo
- incarico in formula design & build; processo di selezione gestito da CBRE Italia; gara vinta da BCA in raggruppamento (Sigma Sud, Rinnova I.C.)
- Verticale BCA
- High-End Interiors
«EY» e il logo EY sono marchi registrati di EY (Ernst & Young Global Limited) e/o delle sue entità affiliate. Barberio Colella Architetti non è affiliata a EY, né sponsorizzata o approvata da EY. Le immagini di progetto sono pubblicate a fini illustrativi e di portfolio professionale.
Come si trasforma un ufficio in uno spazio che rappresenti davvero un’azienda, e non in un semplice restyling degli arredi?
Chi guida l’ampliamento di una sede aziendale si trova davanti a un bivio. Da un lato gli arredatori, che propongono cataloghi e finiture ma non ridisegnano lo spazio; dall’altro gli studi generalisti, che risolvono la pratica tecnica ma consegnano interni anonimi, scollegati dall’identità del brand. Per una società come EY il problema è duplice: lo spazio deve riflettere i valori di un marchio internazionale e, allo stesso tempo, supportare modi di lavorare nuovi – ibridi, collaborativi, in continua riconfigurazione. Qui, oltretutto, non si trattava di rivestire ambienti esistenti: i piani andavano svuotati fino alla struttura e ricostruiti. Serve interior architecture, non decorazione: un progetto che parta dal programma funzionale e dalla relazione con l’edificio, non da una palette di tendenze. È il punto preciso in cui un brief corporate incontra il mestiere di uno studio di architettura.
Domande frequenti
State ripensando una sede o uno spazio di lavoro?
Se la vostra azienda deve ampliare, ristrutturare o ricollocare i propri uffici e cerca un progetto che rifletta l’identità del brand e supporti modi di lavorare contemporanei, possiamo parlarne. Una prima videochiamata è sufficiente per valutare insieme esigenze, tempi e fattibilità.
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