# Barberio Colella Architetti – full content Architecture studio based in Bari (Apulia, Italy). Founded in 2018 by Maurizio Barberio and Micaela Colella, both Ph.D. Bioclimatic architecture, computational design, digital fabrication, 3D printing, digital stereotomy. Office: Via Gabrieli 7, 70125 Bari, Italy. Email: studio@barberiocolella.com. Site: https://barberiocolella.com --- # 3D Printed Mosque – Moschea stampata in 3D in Kuwait _Un edificio di culto dove la fabbricazione additiva permette di realizzare superfici voltate complesse a costi sostenibili, reinterpretando l’architettura islamica con strumenti contemporanei_ **2025 · Kuwait · Edificio di culto · 3D Printed Design + Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/3d-printed-mosque URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/3d-printed-mosque ## Italiano # 3D Printed Mosque – Moschea stampata in 3D in Kuwait _Un edificio di culto dove la fabbricazione additiva permette di realizzare superfici voltate complesse a costi sostenibili, reinterpretando l’architettura islamica con strumenti contemporanei_ **2025 · Kuwait · Edificio di culto · 3D Printed Design + Sustainable Design** --- ## Quando la stampa 3D incontra la tradizione islamica In un nuovo quartiere in costruzione in Kuwait, la Kuwait Real Estate Company (AQARAT) ha commissionato una moschea destinata a diventare il punto di riferimento spirituale e culturale della comunità. Barberio Colella Architetti ha progettato un edificio che unisce la tecnica della stampa 3D per estrusione di materiale cementizio con il sistema strutturale tradizionale in calcestruzzo armato, producendo un'architettura dove innovazione tecnologica e identità culturale si rafforzano reciprocamente. Il concept rielabora in chiave contemporanea gli elementi fondanti dell'architettura islamica: spazi voltati, mashrabiyye come dispositivi di schermatura e ventilazione, lucernari zenitali per la luce naturale. La morfologia si basa su una composizione modulare di forme esagonali e triangolari che genera una sala di preghiera a diamante di 297 m² (capace di accogliere 356 fedeli) coperta da volte complesse con due cupole centrali dotate di lucernari. Il mehrab, sulla parete orientata verso La Mecca, è illuminato dall'alto da un lucernario zenitale che crea un fuoco di luce naturale. Il sistema costruttivo è il cuore tecnico del progetto: le parti stampate in 3D fungono da cassaforma a perdere per la struttura in calcestruzzo armato, creando un organismo monolitico. La stampa avviene in due fasi (in situ fino a 3 metri di altezza, offsite per gli elementi modulari superiori) con inserimento di strati di fibra di vetro per migliorare la resistenza a flessione. Le volte stampate, con spessori ottimizzati, offrono un'elevata inerzia termica che stabilizza le temperature interne, mentre le grandi mashrabiyye in GFRC schermano l'irraggiamento e favoriscono la ventilazione incrociata. Il minareto, con la sua forma slanciata e leggermente tortile, completa l'identità dell'edificio. I materiali, malta cementizia beige (richiamo alla sabbia), marmo Burdur Beige, legno Iroko, alluminio dorato, compongono una palette coerente con la tradizione locale ma realizzata con precisione digitale. Il progetto include COBOD come consulenti specializzati in stampa 3D e Abyan Building Construction come general contractor, configurando una filiera completa dalla progettazione alla realizzazione. --- ## Galleria immagini ![Ingresso principale moschea stampata 3D Kuwait](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-ablution-room.jpg) *L'ingresso principale sulla facciata nord-est con il portale in legno Iroko e le volte esagonali stampate in 3D: la malta cementizia beige richiama il colore della sabbia del deserto.* ![Vista posteriore moschea 3D printed Kuwait](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-exterior-back.jpg) *Vista posteriore con il minareto tortile e le mashrabiyye in GFRC sulle facciate laterali: i dispositivi schermanti tradizionali reinterpretati con materiali contemporanei.* ![Sala preghiera moschea volte stampate 3D](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-exterior-main-entrance.jpg) *La sala di preghiera a diamante di 297 m²: le volte stampate in 3D con le due cupole centrali dotate di lucernari creano un sistema di illuminazione zenitale naturale.* ![Interno sala preghiera luce zenitale mehrab](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-library.jpg) *Il mehrab illuminato dal lucernario zenitale: la luce naturale dall'alto crea un fuoco luminoso che orienta lo sguardo verso La Mecca, come nella migliore tradizione delle moschee storiche.* ![Biblioteca mezzanino moschea Kuwait](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-prayer-hall-01.jpg) *La biblioteca al mezzanino con vista sulla sala di preghiera attraverso una parete diaframmata: 49 m² che possono accogliere fino a 48 fedeli in caso di necessità.* ![Sala abluzioni moschea marmo Burdur Beige](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-prayer-hall-02.jpg) *La sala delle abluzioni con rivestimenti in marmo Burdur Beige e pavimento in microcemento: le sei postazioni per il lavaggio dei piedi seguono il rituale tradizionale in un ambiente contemporaneo.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Kuwait - **Anno:** 2025 - **Committente:** Kuwait Real Estate Company (AQARAT) - **Tipologia:** Edificio di culto (moschea) - **Superficie:** 495 m² - **Sala di preghiera:** 297 m² (capacità 356 fedeli) - **Stato:** Progetto esecutivo completato - **Progettisti principali:** Micaela Colella, Maurizio Barberio (Barberio Colella Architetti) - **General Contractor e co-progettisti:** Abyan Building Construction WLL - **Consulenti stampa 3D:** COBOD (Simon Klint Bergh, Roshin Anthoora Valappil, Laith Sharar) - **Materiali principali:** Malta cementizia stampata in 3D, calcestruzzo armato, GFRC (mashrabiyye), marmo Burdur Beige, legno Iroko, alluminio dorato - **Verticale BCA principale:** 3D Printed Design - **Verticale BCA secondario:** Sustainable Design --- ## Come si può costruire una moschea che sia tecnologicamente innovativa senza perdere l'identità dell'architettura islamica? La stampa 3D in architettura rischia di produrre forme generiche che non dialogano con il contesto culturale. D'altra parte, la costruzione tradizionale fatica a realizzare geometrie voltate complesse a costi sostenibili. La 3D Printed Mosque risolve questo paradosso: la fabbricazione additiva diventa lo strumento per reinterpretare con precisione gli elementi fondanti dell'architettura islamica (volte, mashrabiyye, minareto) producendo forme che la costruzione convenzionale non potrebbe realizzare con la stessa efficienza. Le parti stampate fungono da cassaforma a perdere per il calcestruzzo armato, creando una struttura monolitica dove innovazione e tradizione si integrano a livello costruttivo, non solo formale. --- ## Domande frequenti ### Come funziona la stampa 3D per costruire una moschea? Le volte e le pareti della moschea sono stampate in 3D per estrusione di malta cementizia, strato dopo strato. Fino a 3 metri di altezza la stampa avviene in situ, direttamente in cantiere; sopra i 3 metri, gli elementi modulari esagonali e triangolari vengono stampati offsite, capovolti, in slice da 24 cm, poi ricomposti e installati sulle parti stampate in loco. Le parti stampate funzionano come cassaforma a perdere per la struttura in calcestruzzo armato, creando un organismo monolitico. COBOD, uno dei leader mondiali nella stampa 3D per edilizia, è partner tecnico del progetto. ### La moschea è sostenibile dal punto di vista energetico? Sì. Le volte stampate con spessori ottimizzati offrono alta inerzia termica che stabilizza le temperature interne. Le mashrabiyye in GFRC schermano il sole e favoriscono la ventilazione incrociata. I lucernari termocromici modulano il guadagno solare e, aperti, creano un effetto camino per il raffrescamento passivo. Il lastrico è trattato con cool pigments che riflettono la radiazione solare. Un impianto fotovoltaico integrato contribuisce alla produzione di energia rinnovabile. Il sistema di climatizzazione è distribuito dall'alto verso il basso, con condotti integrati nelle pareti rettilinee per preservare le forme curve delle volte. ### Quali elementi dell'architettura islamica tradizionale sono reinterpretati nel progetto? La moschea reinterpreta quattro elementi fondanti: le volte, che nella tradizione islamica creano spazi di contemplazione e che qui sono realizzate con stampa 3D in composizione modulare esagonale-triangolare; le mashrabiyye, i tradizionali elementi schermanti che filtrano luce e aria, qui realizzate in GFRC con la stessa funzione bioclimatica; i lucernari zenitali, che nella tradizione illuminano il mehrab dall'alto, qui integrati nelle cupole centrali; e il minareto, che mantiene la funzione di landmark verticale con una forma contemporanea slanciata e tortile. ### Quanto può ospitare la moschea e come sono organizzati gli spazi? La sala di preghiera principale ha 297 m² e ospita 356 fedeli in posizione prostrata. La pianta a diamante orienta il percorso dall'ingresso al mehrab. Al mezzanino, una biblioteca di 49 m² (48 posti aggiuntivi) ha vista sulla sala attraverso una parete diaframmata, mentre una sala polifunzionale di 37 m² (34 posti) è collegata via audio-video. La zona abluzioni include wash area con 3 WC, ablution area con 6 postazioni per il lavaggio dei piedi, e depositi scarpe integrati nei portali d'ingresso. ### Quali studi di architettura hanno esperienza nella progettazione di edifici di culto con stampa 3D? Barberio Colella Architetti è tra i pochissimi studi al mondo con competenze combinate in architettura, stereotomia digitale e fabbricazione additiva applicate a edifici di culto. Il progetto della moschea in Kuwait è sviluppato in collaborazione con COBOD per la stampa 3D e Abyan Building Construction per la realizzazione. Lo studio ha pubblicato ricerche sulla stereotomia digitale (Nexus Network Journal, Springer Nature) e ha esperienza in progetti dove la fabbricazione additiva incontra l'architettura tradizionale, come Urban Dunes ad Abu Dhabi. --- ## Hai un progetto che richiede fabbricazione additiva su scala architettonica? Se stai esplorando la stampa 3D per un edificio complesso (di culto, pubblico o commerciale) BCA ha le competenze per tradurre il concept in un progetto costruibile, coordinando la filiera dalla modellazione parametrica alla cantierizzazione. **[Invia il tuo brief]** _[Invia il tuo brief]_ --- ## Progetti correlati - **Urban Dunes** – Copertura bioclimatica stampata in 3D ad Abu Dhabi (Menzione d'Onore Cool Abu Dhabi Challenge) - **Additive Stereotomy** – Ricerca sulla stereotomia digitale applicata alla fabbricazione additiva - **First Stone** – Architettura in pietra e fabbricazione digitale _Scopri il nostro approccio al 3D Printed Design →_ ## English # 3D Printed Mosque – A 3D-printed mosque in Kuwait _A place of worship where additive manufacturing enables the creation of complex vaulted surfaces at a sustainable cost, reinterpreting Islamic architecture with contemporary tools_ **2025 · Kuwait · Place of worship · 3D Printed Design + Sustainable Design** --- ## When 3D printing meets Islamic tradition In a new neighbourhood under construction in Kuwait, the Kuwait Real Estate Company (AQARAT) has commissioned a mosque intended to become the spiritual and cultural focal point of the community. Barberio Colella Architetti has designed a building that combines the technique of 3D printing via the extrusion of cementitious material with the traditional structural system of reinforced concrete (RC), producing an architecture where technological innovation and cultural identity reinforce one another. The concept reinterprets the fundamental elements of Islamic architecture in a contemporary key: vaulted spaces, mashrabiyyas as shading and ventilation devices, and zenithal skylights for natural light. The form is based on a modular composition of hexagonal and triangular shapes, creating a 297 m² diamond-shaped prayer hall (capable of accommodating 356 worshippers) covered by complex vaults with two central domes featuring skylights. The mihrab, on the wall facing Mecca, is illuminated from above by a zenithal skylight that creates a pool of natural light. The construction system is the technical heart of the project: the 3D-printed parts act as permanent formwork for the reinforced concrete (RC) structure, creating a monolithic whole. Printing takes place in two stages (on-site up to a height of 3 metres, off-site for the upper modular elements) with the insertion of layers of fibreglass to improve flexural strength. The printed vaults, with optimised thicknesses, offer high thermal inertia that stabilises internal temperatures, whilst the large GFRC mashrabiyyas screen out solar radiation and promote cross ventilation. The minaret, with its slender and slightly twisted form, completes the building’s identity. The materials, beige cement mortar (evoking sand), Burdur Beige marble, Iroko timber, and gold-coloured aluminium, form a palette consistent with local tradition yet realised with digital precision. The project includes COBOD as consultants specialising in 3D printing and Abyan Building Construction as the general contractor, establishing a complete supply chain from design to construction. --- ## Image gallery ![Main entrance to the 3D-printed mosque in Kuwait](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-ablution-room.jpg) *The main entrance on the north-east facade with the Iroko timber portal and 3D-printed hexagonal vaults: the beige cement mortar echoes the colour of the desert sand.* ![Rear view of the 3D-printed mosque in Kuwait](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-exterior-back.jpg) *Rear view with the twisted minaret and GFRC mashrabiyyas on the side facades: traditional screening devices reinterpreted using contemporary materials.* ![Prayer hall of the mosque with 3D-printed vaults](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-exterior-main-entrance.jpg) *The 297 m² diamond-shaped prayer hall: the 3D-printed vaults with the two central domes fitted with skylights create a natural overhead lighting system.* ![Interior of the prayer hall with zenithal light and mihrab](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-library.jpg) *The mihrab illuminated by the zenithal skylight: natural light from above creates a luminous focal point that directs the gaze towards Mecca, in keeping with the finest traditions of historic mosques.* ![Mezzanine library, Kuwait mosque](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-prayer-hall-01.jpg) *The mezzanine library with a view of the prayer hall through a perforated wall: 49 m² capable of accommodating up to 48 worshippers if necessary.* ![Mosque ablution room in Burdur Beige marble](images/3d-printed-mosque/3d-printed-mosque-prayer-hall-02.jpg) *The ablution room with Burdur Beige marble cladding and microcement flooring: the six foot-washing stations follow the traditional ritual in a contemporary setting.* --- ## Technical specifications - **Client:** Kuwait Real Estate Company (AQARAT) - **Typology:** Place of worship (mosque) - **Area:** 495 m² - **Prayer hall:** 297 m² (capacity 356 worshippers) - **Status:** Detailed design completed - **Lead designers:** Micaela Colella, Maurizio Barberio (Barberio Colella Architetti) - **General contractor and co-designers:** Abyan Building Construction WLL - **3D printing consultants:** COBOD (Simon Klint Bergh, Roshin Anthoora Valappil, Laith Sharar) - **Main materials:** 3D-printed cementitious mortar, reinforced concrete (RC), GFRC (mashrabiyye), Burdur Beige marble, Iroko timber, gold-coloured aluminium - **Main BCA vertical:** 3D Printed Design - **Secondary BCA vertical:** Sustainable Design --- ## How can a mosque be built that is technologically innovative without losing the identity of Islamic architecture? 3D printing in architecture risks producing generic forms that do not engage with the cultural context. On the other hand, traditional construction struggles to create complex vaulted geometries at sustainable costs. The 3D Printed Mosque resolves this paradox: additive manufacturing becomes the tool for precisely reinterpreting the fundamental elements of Islamic architecture (vaults, mashrabiyya, minaret) producing forms that conventional construction could not achieve with the same efficiency. The printed parts act as permanent formwork for the reinforced concrete (RC), creating a monolithic structure where innovation and tradition are integrated at a structural level, not just a formal one. --- ## Frequently Asked Questions ### How does 3D printing work to build a mosque? The mosque’s vaults and walls are 3D-printed by extruding cementitious mortar, layer by layer. Up to a height of 3 metres, printing takes place on-site, directly at the construction site; above 3 metres, the hexagonal and triangular modular elements are printed off-site, upside down, in 24 cm slices, then reassembled and installed onto the parts printed on-site. The printed parts act as permanent formwork for the reinforced concrete (RC) structure, creating a monolithic structure. COBOD, one of the world leaders in 3D printing for construction, is the project’s technical partner. ### Is the mosque sustainable from an energy perspective? Yes. The printed vaults, with optimised thicknesses, offer high thermal inertia which stabilises internal temperatures. The GFRC mashrabiyyas shield the sun and promote cross ventilation. The thermochromic skylights modulate solar gain and, when open, create a solar chimney for passive cooling. The roof is treated with cool pigments that reflect solar radiation. An integrated photovoltaic system contributes to the production of renewable energy. The air conditioning system is distributed from top to bottom, with ducts integrated into the straight walls to preserve the curved forms of the vaults. ### Which elements of traditional Islamic architecture are reinterpreted in the project? The mosque reinterprets four fundamental elements: the vaults, which in Islamic tradition create spaces for contemplation and which here are realised using 3D printing in a modular hexagonal-triangular composition; the mashrabiyyas, the traditional screening elements that filter light and air, here made of GFRC with the same bioclimatic design; the zenithal skylights, which traditionally illuminate the mihrab from above, here integrated into the central domes; and the minaret, which retains its function as a vertical landmark with a slender, twisted contemporary form. ### How many people can the mosque accommodate and how are the spaces organised? The main prayer hall covers 297 m² and accommodates 356 worshippers in a prostrating position. The diamond-shaped plan guides the route from the entrance to the mihrab. On the mezzanine, a 49 m² library (48 additional seats) overlooks the hall through a perforated wall, whilst a 37 m² multi-purpose hall (34 seats) is connected via audio-visual links. The ablution area includes a wash area with 3 toilets, an ablution area with 6 foot-washing stations, and shoe storage integrated into the entrance portals. ### Which architectural firms have experience in designing places of worship using 3D printing? Barberio Colella Architetti is one of the very few firms in the world with combined expertise in architecture, digital stereotomy and additive manufacturing applied to places of worship. The design of the mosque in Kuwait is being developed in collaboration with COBOD for 3D printing and Abyan Building Construction for construction. The firm has published research on digital stereotomy (Nexus Network Journal, Springer Nature) and has experience in projects where additive manufacturing meets traditional architecture, such as Urban Dunes in Abu Dhabi. --- ## Do you have a project requiring additive manufacturing on an architectural scale? If you are exploring 3D printing for a complex building (whether a place of worship, a public building or a commercial development) BCA has the expertise to translate the concept into a buildable design, coordinating the entire process from parametric modelling to site preparation. **[Submit your brief]** _[Submit your brief]_ --- ## Related projects - **Urban Dunes** – 3D-printed bioclimatic roof in Abu Dhabi (Honorable Mention, Cool Abu Dhabi Challenge) - **Additive Stereotomy** – Research into digital stereotomy applied to additive manufacturing - **First Stone** – Stone architecture and digital fabrication _Discover our approach to 3D Printed Design →_ --- # Polymnia Futura – Rigenerazione urbana sostenibile a Polignano a Mare _Una proposta di rigenerazione urbana per Polignano a Mare che integra mobilità sostenibile, spazi pubblici e nuovi quartieri residenziali: Menzione Speciale al concorso europeo Europan 18._ **2025 · Polignano a Mare, Puglia · Rigenerazione urbana · Sustainable Design · Architettura Specialistica** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/polymnia-futura URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/polymnia-futura ## Italiano # Polymnia Futura – Rigenerazione urbana sostenibile a Polignano a Mare _Una proposta di rigenerazione urbana per Polignano a Mare che integra mobilità sostenibile, spazi pubblici e nuovi quartieri residenziali: Menzione Speciale al concorso europeo Europan 18._ **2025 · Polignano a Mare, Puglia · Rigenerazione urbana · Sustainable Design · Architettura Specialistica** --- ## Una città che si rigenera dal suo tessuto connettivo Polignano a Mare è una delle città più iconiche della costa adriatica pugliese: un centro storico spettacolare affacciato sulle scogliere, un'economia turistica in crescita costante, e una pressione crescente sulle infrastrutture urbane. Come molte città di media dimensione nel Mezzogiorno, Polignano affronta una contraddizione strutturale: il centro storico attrae visitatori e investimenti, ma i quartieri oltre la ferrovia (le aree lungo via Lepore, il distretto Marconi, le zone attorno alla stazione) restano tagliati fuori dalla vita urbana, con spazi pubblici frammentati, mobilità dipendente dall'auto e un tessuto edilizio che non comunica con il paesaggio circostante. Polymnia Futura, la proposta di Barberio Colella Architetti per il concorso Europan 18, affronta questa frattura con una visione sistemica. Il progetto non interviene su un singolo edificio o su un singolo lotto, ma su un sistema di relazioni: mobilità, verde pubblico, densificazione residenziale e connessione tra quartieri. La strategia si articola attorno al concetto di 'mobility hubs', nodi di interscambio che combinano trasporto pubblico, mobilità dolce, servizi di prossimità e spazi di socialità, distribuiti lungo un asse che collega la stazione ferroviaria al centro storico e al nuovo parco urbano di Villa Pinocchio. Il masterplan prevede la trasformazione del distretto Marconi in un quartiere residenziale a bassa densità con standard energetici elevati, integrato con un nuovo parco urbano e connesso alla rete ciclabile e pedonale. Via Lepore diventa un asse di mobilità sostenibile con un nuovo hub intermodale. La stazione ferroviaria si apre verso il paesaggio con un'area leisure all'aperto lungo viale Trieste. Ogni intervento è calibrato sulla scala e sul carattere della città esistente: non si sovrappone un modello urbano estraneo, ma si riattivano le potenzialità di luoghi già presenti nel tessuto di Polignano. La proposta ha ottenuto la Menzione Speciale al concorso Europan 18, un riconoscimento che premia la qualità della visione strategica e la coerenza tra analisi del contesto e soluzione progettuale. Il team, composto da Barberio Colella Architetti con Angelo Figliola e Khaled Jamal, ha portato competenze complementari di progettazione architettonica, urbanistica e analisi della mobilità. Polymnia Futura dimostra che la rigenerazione urbana nel Mezzogiorno non è solo una questione di finanziamenti, ma di qualità del progetto: la capacità di leggere un territorio, individuare le leve giuste e proporre un’alternativa concreta alla crescita per espansione. --- ## Galleria immagini ![Masterplan rigenerazione urbana Polignano a Mare](images/polymnia-futura/polymnia-futura-masterplan.jpg) *Il masterplan connette stazione, distretto Marconi, via Lepore e nuovo parco urbano in un sistema integrato di mobilità e spazi pubblici.* ![Diagramma visione strategica Polignano](images/polymnia-futura/polymnia-futura-strategic-vision-diagram.jpg) *La visione strategica articola gli interventi su tre scale: mobilità urbana, spazi pubblici di quartiere e densificazione residenziale sostenibile.* ![Analisi mobilità esistente Polignano a Mare](images/polymnia-futura/polymnia-futura-mobility-analysis.jpg) *L’analisi della mobilità evidenzia la dipendenza dall’auto e la frattura tra centro storico e quartieri oltre la ferrovia.* ![Schema mobilità sostenibile Polignano](images/polymnia-futura/polymnia-futura-sustainable-mobility.jpg) *Il sistema di mobilità sostenibile integra trasporto pubblico, ciclabilità e percorsi pedonali collegando i mobility hubs alla stazione.* ![Ecosistema mobility hubs Polignano](images/polymnia-futura/polymnia-futura-mobility-hubs-ecosystem.jpg) *I mobility hubs combinano interscambio modale, servizi di prossimità e spazi pubblici in nodi urbani attivi lungo l’asse principale.* ![Nuovo distretto residenziale Marconi](images/polymnia-futura/polymnia-futura-new-marconi-district.jpg) *Il distretto Marconi si trasforma in un quartiere residenziale a bassa densità con standard energetici elevati e integrazione con il verde pubblico.* ![Render quartiere Marconi spazi pubblici](images/polymnia-futura/polymnia-futura-marconi-1.jpg) *Il nuovo quartiere Marconi alterna residenze a bassa densità e spazi pubblici alberati, calibrati sulla scala del tessuto urbano esistente.* ![Prospettiva pedonale distretto Marconi](images/polymnia-futura/polymnia-futura-marconi-3.jpg) *I percorsi pedonali nel distretto Marconi collegano le residenze al parco urbano e alla rete ciclabile verso il centro storico.* ![Dettaglio architettonico residenze Marconi](images/polymnia-futura/polymnia-futura-marconi-2.jpg) *Le residenze del distretto Marconi interpretano la tipologia edilizia pugliese con volumi compatti, superfici chiare e schermature solari.* ![Nuovo mobility hub via Lepore Polignano](images/polymnia-futura/polymnia-futura-new-mobility-hub-via-lepore.jpg) *Il mobility hub di via Lepore diventa un nodo di interscambio tra auto, bici e trasporto pubblico, con servizi di prossimità integrati.* ![Render via Lepore asse mobilità sostenibile](images/polymnia-futura/polymnia-futura-lepore-1.jpg) *Via Lepore si trasforma da asse carrabile in un boulevard urbano con corsia ciclabile protetta, alberature e marciapiedi ampliati.* ![Sezione stradale via Lepore Polignano](images/polymnia-futura/polymnia-futura-lepore-2.jpg) *La sezione stradale di via Lepore ridistribuisce lo spazio pubblico a favore della mobilità dolce e della qualità ambientale.* ![Nuovo parco urbano Villa Pinocchio](images/polymnia-futura/polymnia-futura-new-urban-park-villa-pinocchio.jpg) *Il parco urbano di Villa Pinocchio diventa il polmone verde del sistema, collegando il distretto Marconi alla rete degli spazi pubblici.* ![Render parco urbano percorsi pedonali](images/polymnia-futura/polymnia-futura-park-1.jpg) *Il parco integra percorsi pedonali, aree di sosta e vegetazione mediterranea in uno spazio aperto e accessibile a tutti i quartieri.* ![Aree di socialità nuovo parco Polignano](images/polymnia-futura/polymnia-futura-park-2.jpg) *Le aree di socialità nel parco sono progettate per diverse fasce d’età, generando vita urbana oltre il turismo stagionale.* ![Vegetazione mediterranea ombreggiatura parco](images/polymnia-futura/polymnia-futura-park-3.jpg) *La vegetazione mediterranea e le strutture ombreggianti creano un microclima confortevole anche nei mesi estivi più caldi.* ![Area leisure stazione Polignano viale Trieste](images/polymnia-futura/polymnia-futura-station-outdoor-leisure-area.jpg) *La stazione si apre verso viale Trieste con un’area leisure all’aperto che trasforma un non-luogo in uno spazio di vita urbana.* ![Render area stazione Polignano riqualificata](images/polymnia-futura/polymnia-futura-station-1.jpg) *La riqualificazione dell’area stazione crea un ingresso dignitoso alla città per chi arriva in treno, con servizi e spazi di attesa qualificati.* ![Nuova piazza stazione Polignano centro](images/polymnia-futura/polymnia-futura-station-2.jpg) *La nuova piazza della stazione collega il mobility hub al percorso pedonale verso il centro storico di Polignano a Mare.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Polignano a Mare, Puglia, Italia - **Anno:** 2025 - **Committente:** Europan 18 (concorso europeo di architettura e urbanistica) - **Tipologia:** Rigenerazione urbana, masterplan, mobilità sostenibile - **Stato:** Concept, Menzione Speciale Europan 18 - **Progettisti:** Barberio Colella Architetti (Maurizio Barberio, Micaela Colella), Angelo Figliola, Khaled Jamal - **Premi:** Menzione Speciale Europan 18 - **Verticale BCA:** Sustainable Design (principale) · Architettura Specialistica (secondario) --- ## Come si rigenera una città turistica pugliese oltre il suo centro storico? Le città turistiche della Puglia vivono una doppia velocità: il centro storico si valorizza, si restaura, attrae investimenti e visitatori. I quartieri attorno alla stazione, le periferie oltre la ferrovia, le aree residenziali degli anni '60-'80 restano fermi, con spazi pubblici residuali, mobilità tutta su gomma e nessun collegamento qualificato con il cuore della città. I fondi europei e statali offrono risorse, ma senza un progetto urbano coerente quelle risorse producono interventi puntuali che non cambiano la struttura della città. Polymnia Futura dimostra che a Polignano a Mare è possibile un approccio diverso: leggere il territorio come sistema, individuare i nodi strategici (mobilità, verde, densificazione) e proporre una trasformazione graduale, calibrata sulla scala e sull'identità del luogo. --- ## Domande frequenti ### Cos'è il concorso Europan e perché è rilevante per la rigenerazione urbana? Europan è il più importante concorso europeo di architettura e urbanistica per progettisti under 40. Ogni edizione propone siti reali in città europee e chiede ai team di sviluppare visioni di trasformazione urbana. I progetti vincitori e menzionati entrano spesso in una fase di dialogo con le amministrazioni locali per l'attuazione. La Menzione Speciale ottenuta da Polymnia Futura a Europan 18 significa che la proposta è stata riconosciuta da una giuria internazionale come visione credibile e di qualità per Polignano a Mare. ### Cosa sono i mobility hubs e come funzionano in una città di media dimensione? Un mobility hub è un punto fisico dove convergono più modalità di trasporto (bus, bici, car sharing, percorsi pedonali) integrato con servizi di prossimità (commercio, co-working, depositi). In una città come Polignano, dove la distanza tra quartieri e centro storico è contenuta, i mobility hubs servono a rendere competitiva l'alternativa all'auto privata: se nel raggio di 5 minuti a piedi da casa trovi una stazione bici, una fermata bus e un punto di servizi, l'auto diventa meno necessaria. ### Quanto costa un intervento di rigenerazione urbana come Polymnia Futura? Un masterplan di rigenerazione urbana che include mobilità, spazi pubblici e densificazione residenziale ha costi molto variabili a seconda della scala e del grado di trasformazione. Per un intervento come quello proposto a Polignano (che lavora prevalentemente su riqualificazione di spazi esistenti e densificazione leggera) i costi di realizzazione si collocano tipicamente tra 5 e 15 milioni di euro complessivi, finanziabili in buona parte con fondi europei e strumenti di urbanistica perequativa. I costi di progettazione per il masterplan e i progetti esecutivi si attestano tra il 5% e l'8% dell'importo lavori. ### Come si gestisce il rapporto tra turismo stagionale e qualità della vita dei residenti nella rigenerazione urbana? Polymnia Futura affronta questo tema progettando spazi che funzionano 12 mesi all'anno, non solo in stagione turistica. Il parco urbano, i mobility hubs, le aree leisure presso la stazione sono pensati per i residenti: chi vive a Polignano tutto l'anno deve trovare spazi pubblici di qualità, mobilità alternativa all'auto e servizi di prossimità. Il turismo beneficia di una città meglio organizzata, ma non ne è il destinatario esclusivo. ### Quali architetti in Puglia hanno esperienza in rigenerazione urbana e concorsi europei? Barberio Colella Architetti, con sede a Bari, ha ottenuto la Menzione Speciale a Europan 18 con Polymnia Futura per Polignano a Mare. Entrambi i fondatori sono architetti con dottorato di ricerca e hanno partecipato a concorsi internazionali di urbanistica e architettura. Lo studio combina radicamento nel territorio pugliese (conoscenza delle dinamiche urbane locali, della normativa e delle filiere) con una visione progettuale validata a livello europeo. ### Quali sono i vincoli urbanistici per un progetto di rigenerazione a Polignano a Mare? Polignano a Mare è soggetta a vincoli paesaggistici (Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, PPTR), vincoli del centro storico (Soprintendenza), e normativa urbanistica comunale. Un progetto di rigenerazione nelle aree oltre la ferrovia ha minori vincoli storico-paesaggistici rispetto al centro, ma deve comunque confrontarsi con il PPTR per le aree costiere e con la pianificazione comunale per densità, altezze e standard urbanistici. La conoscenza diretta di questi vincoli, tipica di uno studio radicato nel territorio, è un vantaggio operativo concreto. --- ## La vostra città o il vostro comune sta valutando un progetto di rigenerazione urbana? Polymnia Futura dimostra che la qualità del progetto è il fattore decisivo nella rigenerazione urbana, non solo la disponibilità di fondi. Se il vostro comune o la vostra organizzazione sta lavorando a un piano di trasformazione urbana, possiamo discutere insieme la strategia progettuale più adatta al contesto. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Bamboo Office** – Edificio bioclimatico per uffici a Changzhou - **Unboxed** – Casa prefabbricata in legno per il Mediterraneo - **Scuola Papa Giovanni XXIII, Trani** _Scopri il nostro approccio al Sustainable Design →_ ## English # Polymnia Futura – Sustainable urban regeneration in Polignano a Mare _An urban regeneration proposal for Polignano a Mare that integrates sustainable mobility, public spaces and new residential neighbourhoods: Special Mention at the Europan 18 European competition._ **2025 · Polignano a Mare, Puglia · Urban regeneration · Sustainable Design · Public & Commercial Architecture** --- ## A city regenerating from its connective tissue Polignano a Mare is one of the most iconic towns on the Apulian Adriatic coast: a spectacular historic centre overlooking the cliffs, a steadily growing tourism economy, and increasing pressure on urban infrastructure. Like many medium-sized towns in Southern Italy, Polignano faces a structural contradiction: the historic centre attracts visitors and investment, but the neighbourhoods beyond the railway line (the areas along Via Lepore, the Distretto Marconi, and the areas around the station) remain cut off from urban life, with fragmented public spaces, car-dependent mobility, and a built environment that fails to engage with the surrounding landscape. Polymnia Futura, Barberio Colella Architetti’s proposal for the Europan 18 competition, addresses this divide with a systemic vision. The project does not focus on a single building or a single plot, but on a system of relationships: mobility, public green spaces, residential densification and connections between neighbourhoods. The strategy revolves around the concept of ‘mobility hubs’, interchange nodes combining public transport, soft mobility, proximity services and social spaces, distributed along an axis linking the railway station to the historic centre and the new Villa Pinocchio urban park. The masterplan envisages the transformation of the Distretto Marconi into a low-density residential neighbourhood with high energy standards, integrated with a new urban park and connected to the cycle and pedestrian network. Via Lepore becomes an axis of sustainable mobility with a new intermodal hub. The railway station opens up to the landscape with an outdoor leisure area along Viale Trieste. Each intervention is tailored to the scale and character of the existing town: rather than imposing an alien urban model, it reactivates the potential of places already present within Polignano’s fabric. The proposal received a special mention at the Europan 18 competition, an accolade recognising the quality of the strategic vision and the coherence between contextual analysis and design solution. The team, comprising Barberio Colella Architetti with Angelo Figliola and Khaled Jamal, brought complementary expertise in architectural design, urban planning and mobility analysis. Polymnia Futura demonstrates that urban regeneration in Southern Italy is not merely a question of funding, but of project quality: the ability to interpret a territory, identify the right levers and propose a concrete alternative to growth through expansion. --- ## Image gallery ![Polignano a Mare urban regeneration masterplan](images/polymnia-futura/polymnia-futura-masterplan.jpg) *The masterplan connects the station, the Distretto Marconi, Via Lepore and the new urban park within an integrated system of mobility and public spaces.* ![Polignano strategic vision diagram](images/polymnia-futura/polymnia-futura-strategic-vision-diagram.jpg) *The strategic vision structures the interventions across three scales: urban mobility, neighbourhood public spaces and sustainable urban regeneration of residential neighbourhoods.* ![Analysis of existing mobility in Polignano a Mare](images/polymnia-futura/polymnia-futura-mobility-analysis.jpg) *The mobility analysis highlights car dependency and the divide between the historic centre and the neighbourhoods beyond the railway line.* ![Polignano sustainable mobility scheme](images/polymnia-futura/polymnia-futura-sustainable-mobility.jpg) *The sustainable mobility system integrates public transport, cycling and pedestrian paths, connecting the mobility hubs to the station.* ![Polignano mobility hubs ecosystem](images/polymnia-futura/polymnia-futura-mobility-hubs-ecosystem.jpg) *The mobility hubs combine modal interchange, proximity services and public spaces in active urban nodes along the main axis.* ![New Distretto Marconi](images/polymnia-futura/polymnia-futura-new-marconi-district.jpg) *The Distretto Marconi is being transformed into a low-density residential neighbourhood with high energy standards and integration with public green spaces.* ![Render of Marconi neighbourhood public spaces](images/polymnia-futura/polymnia-futura-marconi-1.jpg) *The new Marconi neighbourhood alternates between low-density residences and tree-lined public spaces, scaled to fit the existing urban fabric.* ![Pedestrian perspective of the Distretto Marconi](images/polymnia-futura/polymnia-futura-marconi-3.jpg) *The pedestrian paths in the Distretto Marconi connect the residences to the urban park and the cycle network leading to the historic centre.* ![Architectural detail of Marconi residences](images/polymnia-futura/polymnia-futura-marconi-2.jpg) *The residences in the Distretto Marconi interpret the Apulian typology with compact volumes, light-coloured surfaces and solar shading devices.* ![New mobility hub on Via Lepore, Polignano](images/polymnia-futura/polymnia-futura-new-mobility-hub-via-lepore.jpg) *The mobility hub on Via Lepore becomes an interchange hub for cars, bikes and public transport, with integrated proximity services.* ![Render of Via Lepore sustainable mobility axis](images/polymnia-futura/polymnia-futura-lepore-1.jpg) *Via Lepore is transformed from a vehicular thoroughfare into an urban boulevard with a protected cycle lane, trees and widened pavements.* ![Road section of Via Lepore, Polignano](images/polymnia-futura/polymnia-futura-lepore-2.jpg) *The road section of Via Lepore redistributes public space in favour of soft mobility and environmental quality.* ![New Villa Pinocchio urban park](images/polymnia-futura/polymnia-futura-new-urban-park-villa-pinocchio.jpg) *The Villa Pinocchio urban park becomes the green heart of the system, connecting the Distretto Marconi to the network of public spaces.* ![Urban park rendering: pedestrian paths](images/polymnia-futura/polymnia-futura-park-1.jpg) *The park integrates pedestrian paths, rest areas and Mediterranean vegetation into an open space accessible to all neighbourhoods.* ![Social areas in the new Polignano park](images/polymnia-futura/polymnia-futura-park-2.jpg) *The social areas in the park are designed for different age groups, fostering urban life beyond seasonal tourism.* ![Mediterranean vegetation and shade in the park](images/polymnia-futura/polymnia-futura-park-3.jpg) *Mediterranean vegetation and shade structures create a comfortable microclimate even during the hottest summer months.* ![Leisure area at Polignano station, Viale Trieste](images/polymnia-futura/polymnia-futura-station-outdoor-leisure-area.jpg) *The station opens onto Viale Trieste with an outdoor leisure area that transforms a non-place into a space for urban life.* ![Rendering of the redeveloped Polignano station area](images/polymnia-futura/polymnia-futura-station-1.jpg) *The redevelopment of the station area creates a dignified entrance to the town for those arriving by train, with high-quality services and waiting areas.* ![New Polignano station square in the town centre](images/polymnia-futura/polymnia-futura-station-2.jpg) *The new station square connects the mobility hub to the pedestrian path to the historic centre of Polignano a Mare.* --- ## Technical details - **Location:** Polignano a Mare, Puglia, Italy - **Year:** 2025 - **Client:** Europan 18 (European architecture and urban planning competition) - **Typology:** Urban regeneration, masterplan, sustainable mobility - **Status:** Concept – Europan 18 special mention - **Designers:** Barberio Colella Architetti (Maurizio Barberio, Micaela Colella), Angelo Figliola, Khaled Jamal - **Awards:** Europan 18 special mention - **BCA vertical:** Sustainable Design (primary) · Public & Commercial Architecture (secondary) --- ## How can a tourist town in Apulia be regenerated beyond its historic centre? Apulian tourist towns operate at two speeds: the historic centre is being enhanced, restored, and attracts investment and visitors. The neighbourhoods around the station, the suburbs beyond the railway line, and the residential neighbourhoods built in the 1960s–1980s remain stagnant, with residual public spaces, transport reliant entirely on road vehicles, and no proper connection to the heart of the town. European and state funds provide resources, but without a coherent urban plan, those resources result in isolated interventions that do not alter the city’s structure. Polymnia Futura demonstrates that a different approach is possible in Polignano a Mare: viewing the area as a system, identifying strategic focal points (transport, green spaces, densification) and proposing a gradual transformation, tailored to the scale and identity of the place. --- ## Frequently Asked Questions ### What is the Europan competition and why is it relevant to urban regeneration? Europan is the most important European architecture and urban planning competition for designers under 40. Each edition presents real sites in European cities and asks teams to develop visions for urban transformation. Winning and shortlisted projects often enter a phase of dialogue with local authorities regarding implementation. The Europan special mention awarded to Polymnia Futura at Europan 18 means that the proposal was recognised by an international jury as a credible and high-quality vision for Polignano a Mare. ### What are mobility hubs and how do they work in a medium-sized town? A mobility hub is a physical location where multiple modes of transport (buses, bikes, car-sharing, pedestrian paths) converge, integrated with proximity services (shops, co-working spaces, storage facilities). In a town like Polignano, where the distance between neighbourhoods and the historic centre is short, mobility hubs serve to make alternatives to private cars a viable option: if you can find a bike station, a bus stop and a service point within a 5-minute walk from home, the car becomes less necessary. ### How much does an urban regeneration project like Polymnia Futura cost? An urban regeneration masterplan that includes transport, public spaces and residential densification has costs that vary greatly depending on the scale and degree of transformation. For a project such as the one proposed in Polignano (which focuses primarily on the redevelopment of existing spaces and light densification) construction costs typically range from 5 to 15 million euros in total, largely fundable through European funds and equalisation planning instruments. Design costs for the masterplan and detailed designs amount to between 5% and 8% of the total project cost. ### How is the relationship between seasonal tourism and residents’ quality of life managed in urban regeneration? Polymnia Futura addresses this issue by designing spaces that function 12 months a year, not just during the tourist season. The urban park, mobility hubs and leisure areas near the station are designed with residents in mind: those who live in Polignano all year round must have access to high-quality public spaces, alternative modes of transport to the car and proximity services. Tourism benefits from a better-organised city, but it is not the sole beneficiary. ### Which architects in Puglia have experience in urban regeneration and European competitions? Barberio Colella Architetti, based in Bari, received a special mention at Europan 18 for Polymnia Futura’s proposal for Polignano a Mare. Both founders are architects with PhDs and have participated in international urban planning and architecture competitions. The practice combines deep roots in the Apulian region (knowledge of local urban dynamics, regulations and supply chains) with a design vision validated at European level. ### What are the planning constraints for a regeneration project in Polignano a Mare? Polignano a Mare is subject to landscape restrictions (Apulia Regional Landscape Plan, PPTR), historic centre restrictions (Superintendency), and municipal planning regulations. A regeneration project in the areas beyond the railway line faces fewer historical and landscape restrictions than the town centre, but must still comply with the PPTR for coastal areas and with municipal planning regulations regarding density, building heights and urban standards. Direct knowledge of these restrictions, typical of a practice rooted in the local area, is a concrete operational advantage. --- ## Is your city or local authority considering an urban regeneration project? Polymnia Futura demonstrates that the quality of the project is the decisive factor in urban regeneration, not just the availability of funds. If your local authority or organisation is working on an urban transformation plan, we can discuss together the design strategy best suited to the urban context. **[Let’s talk about your project]** _[Let’s talk about your project]_ --- ## Related projects - **Bamboo Office** – Bioclimatic office building in Changzhou - **Unboxed** – Prefabricated timber building for the Mediterranean - **Papa Giovanni XXIII School, Trani** _Discover our approach to Sustainable Design →_ --- # AETHERIUS – Padiglione modulare stampato in 3D con aggregati riciclati _Una struttura organica dove la fabbricazione additiva trasforma scarti dell'industria lapidea in architettura per la città._ **2024 · Puglia · Padiglione · 3D Printed Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/aetherius URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/aetherius ## Italiano # AETHERIUS – Padiglione modulare stampato in 3D con aggregati riciclati _Una struttura organica dove la fabbricazione additiva trasforma scarti dell'industria lapidea in architettura per la città._ **2024 · Puglia · Padiglione · 3D Printed Design** --- ## Quando lo scarto diventa struttura AETHERIUS nasce dalla volontà di dimostrare che la stampa 3D architettonica può generare forme di grande complessità geometrica utilizzando materiali a basso impatto ambientale. Il padiglione è concepito come una struttura modulare stampata per estrusione, la cui malta è composta da polveri di marmo, pietra e aggregati recuperati dall'industria lapidea. Questo approccio affronta due problemi simultaneamente: la ricerca di nuove applicazioni per la fabbricazione additiva a scala architettonica e il riutilizzo di scarti industriali che altrimenti finirebbero in discarica. La sfida progettuale consisteva nel conciliare una morfologia organica e fluida (ispirata a forme naturali) con i vincoli tecnici del processo di estrusione. Ogni modulo doveva essere stampabile in modo autonomo e assemblabile in sequenza, garantendo continuità strutturale e coerenza formale. Le grandi aperture in sommità non sono un gesto estetico ma una strategia precisa: consentono l'ingresso della luce naturale zenitale e la ventilazione naturale, riducendo la necessità di illuminazione e climatizzazione artificiale. L'elemento più caratteristico di AETHERIUS è la texture tridimensionale dell'intradosso, generata direttamente dal processo di stampa. Anziché nascondere le tracce della fabbricazione additiva, il progetto le trasforma in qualità spaziale: i layer stampati in 3D vengono esaltati dall’incontro tra la luce naturale e la sinuosità della tridimensionalità della struttura. L'integrazione di alberi nella struttura (che crescono attraverso le aperture superiori) dissolve il confine tra architettura e paesaggio, rendendo il padiglione un organismo ibrido tra costruito e naturale. Il progetto è sviluppato in collaborazione con B&Y Srl ed è concepito come un prototipo replicabile: la modularità del sistema consente di adattare la configurazione a contesti diversi, dall'installazione temporanea allo spazio pubblico permanente. AETHERIUS dimostra che la stampa 3D non è solo una tecnica costruttiva alternativa, ma un paradigma progettuale che permette di ripensare simultaneamente forma, materiale e processo. --- ## Galleria immagini ![Modello fisico AETHERIUS dettaglio strutturale](images/aetherius/aetherius-physical-model-chair.jpg) *Modello fisico del padiglione: la sezione mostra la geometria interna e la modulazione delle aperture.* ![Dettaglio texture intradosso stampata in 3D](images/aetherius/aetherius-exhibition-model-full-view.jpg) *La texture tridimensionale dell'intradosso generata dalla stampa per estrusione modula luce e acustica dello spazio interno* ![Render diurno AETHERIUS contesto naturale](images/aetherius/aetherius-exterior-rendering-day.jpg) *Render diurno: il padiglione integrato nel contesto, con il volume organico che dialoga con il paesaggio circostante.* *Alberi integrati nella struttura crescono attraverso le aperture, dissolvendo il confine tra architettura e natura* ![Modulo stampato in 3D con malta di aggregati riciclati](images/aetherius/aetherius-exterior-rendering-day-seafront.jpg) *Dettaglio del modulo strutturale stampato per estrusione con malta composta da polveri di marmo e scarti lapidei* *La fabbricazione additiva per estrusione consente geometrie organiche impossibili con i metodi costruttivi tradizionali* ![Render notturno padiglione AETHERIUS sul mare](images/aetherius/aetherius-exterior-rendering-night-seafront.jpg) *Render notturno con vista mare: la luce filtra dalle aperture sommitali e dai bordi dei moduli stampati.* --- ## Scheda tecnica - **Anno:** 2024 - **Committente:** B&Y Srl (collaborazione) - **Tipologia:** Padiglione modulare - **Stato:** Concept - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Collaboratori:** B&Y Srl - **Materiali principali:** Malta stampata in 3D con polveri di marmo, pietra e aggregati riciclati dall'industria lapidea - **Verticale BCA:** 3D Printed Design (principale) · Sustainable Design (secondario) --- ## Come si può realizzare una struttura architettonica con geometrie organiche usando materiali di recupero? Chi progetta padiglioni o strutture temporanee si trova spesso di fronte a un bivio: scegliere forme semplici ed economiche ma prive di identità, oppure geometrie complesse ma con costi e scarti elevati. La fabbricazione additiva apre una terza via, ma la maggior parte dei progetti di stampa 3D architettonica utilizza malte cementizie convenzionali, spostando il problema senza risolverlo. AETHERIUS dimostra che è possibile stampare strutture di grande complessità formale utilizzando aggregati riciclati dall'industria lapidea (polveri di marmo e pietra che altrimenti sarebbero rifiuto) trasformando un problema ambientale in risorsa progettuale. --- ## Domande frequenti ### Come funziona la stampa 3D architettonica per estrusione? La stampa 3D per estrusione deposita strati successivi di malta attraverso un ugello controllato da un braccio robotico o un portale cartesiano. Ogni strato si solidifica e sostiene quello successivo, permettendo di costruire forme complesse senza casseforme. In AETHERIUS la malta è composta da polveri di marmo, pietra e aggregati recuperati dall'industria lapidea, miscelati con leganti che garantiscono resistenza strutturale. Il processo consente di produrre moduli con geometrie organiche e texture superficiali che sarebbero impossibili o antieconomiche con metodi tradizionali. ### Quali materiali riciclati si possono usare nella stampa 3D per l'architettura? Gli scarti dell'industria lapidea (polveri di marmo, graniti, travertini) sono tra i materiali più promettenti per la stampa 3D architettonica. Ridotti in aggregati fini, possono essere incorporati in malte stampabili che mantengono buone proprietà meccaniche e un aspetto materico naturale. Il vantaggio è duplice: si riducono i costi di approvvigionamento del materiale e si evita lo smaltimento in discarica di tonnellate di scarti di lavorazione. AETHERIUS utilizza proprio questo tipo di malta, dimostrando che il recupero di materiale non compromette la qualità né la complessità del risultato finale. ### Un padiglione stampato in 3D è strutturalmente sicuro? La sicurezza strutturale di un componente stampato in 3D dipende da tre fattori: la formulazione della malta (resistenza a compressione e trazione), la geometria del componente (ottimizzazione topologica) e il processo di stampa (adesione tra strati, assenza di difetti). In AETHERIUS, la forma organica non è casuale: è progettata per distribuire i carichi in modo efficiente attraverso superfici a doppia curvatura, che funzionano come gusci strutturali. Inoltre, durante la progettazione esecutiva ogni modulo è verificato con analisi agli elementi finiti prima della stampa. ### Quanto costa un padiglione stampato in 3D rispetto a uno tradizionale? Il costo di una struttura stampata in 3D dipende dalla scala, dalla complessità geometrica e dalla tecnologia utilizzata. Per geometrie complesse come quelle di AETHERIUS, la stampa 3D può risultare più competitiva rispetto ai metodi tradizionali perché elimina il costo delle casseforme, che per forme organiche a doppia curvatura può rappresentare il 40-60% del costo totale. L'uso di aggregati riciclati riduce ulteriormente i costi di materiale. I costi fissi di setup (braccio robotico, calibrazione) rendono la tecnologia più conveniente su serie di moduli ripetuti con variazioni parametriche, come nel caso di AETHERIUS. ### La texture superficiale della stampa 3D è un difetto o una qualità? Nella stampa 3D architettonica, la stratificazione visibile può essere un difetto (se non controllata) o una qualità progettuale (se intenzionale). In ogni caso, la texture dell'intradosso è anch’essa progettata con cura: i parametri di stampa (velocità, altezza dello strato, distanza tra passate) sono calibrati per generare un rilievo tridimensionale che modula la luce zenitale e migliora il comportamento acustico dello spazio interno. La texture non è un sottoprodotto del processo, ma un obiettivo di progetto. ### È possibile integrare elementi naturali (come alberi) in una struttura stampata in 3D? AETHERIUS integra alberi che crescono attraverso le aperture superiori della struttura. Questo richiede una progettazione che tenga conto delle dimensioni attuali e future dell'apparato radicale e della chioma, dei carichi aggiuntivi (peso, vento), e della gestione dell'acqua. Le aperture zenitali di AETHERIUS sono dimensionate per consentire la crescita degli alberi e garantire simultaneamente luce e ventilazione naturale allo spazio interno. L'integrazione tra vegetazione e struttura è un principio bioclimatico che migliora il comfort termico e la qualità dell'aria. --- ## Stai esplorando la stampa 3D per un progetto architettonico? Se hai un concept con geometrie complesse da tradurre in componenti stampabili, o vuoi capire come la fabbricazione additiva può funzionare con materiali di recupero, possiamo valutare insieme la fattibilità. BCA progetta per la stampa 3D e coordina la filiera di fabbricazione. **[Invia il tuo brief]** _[Invia il tuo brief]_ --- ## Progetti correlati - **First Stone** – Unità abitative stampate in 3D a New Orleans - **Flowin Footbridge** – Ponte pedonale in acciaio stampato in 3D - **Urban Dunes** – Struttura ombreggiante stampata in 3D ad Abu Dhabi _Scopri il nostro approccio al 3D Printed Design →_ ## English # AETHERIUS – Modular 3D-printed pavilion made from recycled stone aggregates _An organic structure where additive manufacturing transforms waste from the stone industry into architecture for the city._ **2024 · Puglia · Pavilion · 3D Printed Design** --- ## When waste becomes structure AETHERIUS stems from a desire to demonstrate that architectural 3D printing can generate forms of great geometric complexity using materials with a low environmental impact. The pavilion is conceived as a modular structure printed by extrusion, whose mortar is composed of marble dust, stone and aggregates recovered from the stone industry. This approach tackles two issues simultaneously: the search for new applications for additive manufacturing on an architectural scale and the reuse of industrial waste that would otherwise end up in landfill. The design challenge lay in reconciling an organic, fluid morphology (inspired by natural forms) with the technical constraints of the extrusion process. Each module had to be printable as a standalone unit and assembled sequentially, ensuring structural continuity and formal coherence. The large openings at the top are not an aesthetic gesture but a deliberate strategy: they allow natural overhead light and natural ventilation to enter, reducing the need for artificial lighting and air conditioning. The most distinctive feature of AETHERIUS is the three-dimensional texture of the soffit, generated directly by the printing process. Rather than concealing the traces of additive manufacturing, the design transforms them into a spatial quality: the 3D-printed layers are enhanced by the interplay between natural light and the sinuous three-dimensionality of the structure. The integration of trees into the structure (which grow through the upper openings) dissolves the boundary between architecture and landscape, making the pavilion a hybrid organism between the built and the natural. The project has been developed in collaboration with B&Y Srl and is conceived as a replicable prototype: the modularity of the system allows the configuration to be adapted to different contexts, from temporary installations to permanent public spaces. AETHERIUS demonstrates that 3D printing is not merely an alternative construction technique, but a design paradigm that allows for the simultaneous rethinking of form, material and process. --- ## Image gallery ![AETHERIUS physical model structural detail](images/aetherius/aetherius-physical-model-chair.jpg) *Physical model of the pavilion: the section shows the internal geometry and the modulation of the openings.* ![Detail of 3D-printed soffit texture](images/aetherius/aetherius-exhibition-model-full-view.jpg) *The three-dimensional texture of the soffit, generated by extrusion printing, modulates the light and acoustics of the interior spaces* ![Daytime rendering of AETHERIUS in its natural setting](images/aetherius/aetherius-exterior-rendering-day.jpg) *Daytime rendering: the pavilion integrated into its surroundings, with its organic volume interacting with the surrounding landscape.* *Trees integrated into the structure grow through the openings, blurring the boundary between architecture and nature* ![3D-printed module using recycled stone aggregates mortar](images/aetherius/aetherius-exterior-rendering-day-seafront.jpg) *Detail of the structural module extruded using mortar composed of marble dust and stone waste* *Additive manufacturing by extrusion allows for organic geometries impossible with traditional construction methods* ![Night-time rendering of the AETHERIUS pavilion by the sea](images/aetherius/aetherius-exterior-rendering-night-seafront.jpg) *Night-time rendering with sea view: light filters through the top openings and the edges of the printed modules.* --- ## Technical specifications - **Year:** 2024 - **Client:** B&Y Srl (collaboration) - **Typology:** Modular pavilion - **Status:** Concept - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Collaborators:** B&Y Srl - **Main materials:** 3D-printed mortar with marble dust, stone and recycled stone aggregates - **BCA Vertical:** 3D Printed Design (primary) · Sustainable Design (secondary) --- ## How can an architectural structure with organic geometries be created using recycled materials? Those who design pavilions or temporary structures often find themselves at a crossroads: choosing simple, cost-effective forms that lack identity, or complex geometries that come with high costs and waste. Additive manufacturing opens up a third way, but most architectural 3D printing projects use conventional cementitious mortars, shifting the problem without solving it. AETHERIUS demonstrates that it is possible to print structures of great formal complexity using recycled stone aggregates (marble dust and stone dust that would otherwise be waste) transforming an environmental problem into a design resource. --- ## Frequently Asked Questions ### How does extrusion-based architectural 3D printing work? Extrusion-based 3D printing deposits successive layers of mortar through a nozzle controlled by a robotic arm or a Cartesian gantry. Each layer solidifies and supports the next, allowing complex shapes to be built without formwork. In AETHERIUS, the mortar consists of marble dust, stone powders, and aggregates recovered from the stone industry, mixed with binders that ensure structural strength. The process enables the production of modules with organic geometries and surface textures that would be impossible or uneconomical using traditional methods. ### Which recycled materials can be used in 3D printing for architecture? Waste from the stone industry (marble dust, granite and travertine powders) are among the most promising materials for architectural 3D printing. Reduced to fine aggregates, they can be incorporated into printable mortars that retain good mechanical properties and a natural material appearance. The advantage is twofold: it reduces material procurement costs and avoids the disposal of tonnes of processing waste in landfill. AETHERIUS uses precisely this type of mortar, demonstrating that material recovery does not compromise the quality or complexity of the final result. ### Is a 3D-printed pavilion structurally safe? The structural safety of a 3D-printed component depends on three factors: the mortar formulation (compressive and tensile strength), the component’s geometry (topological optimisation) and the printing process (inter-layer adhesion, absence of defects). In AETHERIUS, the organic form is not random: it is designed to distribute loads efficiently through double-curved surfaces, which function as structural shells. Furthermore, during the detailed design phase, each module is verified using finite element analysis prior to printing. ### How much does a 3D-printed pavilion cost compared to a traditional one? The cost of a 3D-printed structure depends on the scale, geometric complexity and technology used. For complex geometries such as those of AETHERIUS, 3D printing can be more cost-effective than traditional methods because it eliminates the cost of formwork, which for organic double-curved shapes can account for 40–60% of the total cost. The use of recycled stone aggregates further reduces material costs. Fixed set-up costs (robotic arm, calibration) make the technology more cost-effective for series of repeated modules with parametric variations, as in the case of AETHERIUS. ### Is the surface texture of 3D printing a flaw or a quality? In architectural 3D printing, visible layering can be a flaw (if uncontrolled) or a design quality (if intentional). In any case, the texture of the underside is also carefully designed: the printing parameters (speed, layer height, distance between passes) are calibrated to generate a three-dimensional relief that modulates overhead light and improves the acoustic performance of interior spaces. The texture is not a by-product of the process, but a design objective. ### Is it possible to integrate natural elements (such as trees) into a 3D-printed structure? AETHERIUS integrates trees that grow through the structure’s upper openings. This requires a design that takes into account the current and future dimensions of the root system and canopy, additional loads (weight, wind), and water management. The zenithal openings in AETHERIUS are sized to allow the trees to grow whilst simultaneously providing natural light and natural ventilation to the interior spaces. The integration of vegetation and structure is a bioclimatic design principle that improves thermal comfort and air quality. --- ## Are you exploring 3D printing for an architectural project? If you have a concept with complex geometries that need to be translated into printable components, or if you want to understand how additive manufacturing can work with recycled materials, we can assess the feasibility together. BCA designs for 3D printing and coordinates the manufacturing supply chain. **[Send your brief]** _[Send your brief]_ --- ## Related projects - **First Stone** – 3D-printed housing units in New Orleans - **Flowin Footbridge** – 3D-printed steel pedestrian bridge - **Urban Dunes** – 3D-printed shading structure in Abu Dhabi _Discover our approach to 3D Printed Design →_ --- # First Stone – Unità abitative stampate in 3D a New Orleans _Case hurricane-proof a 99.000 dollari stampate in 3D per chi non riesce ad accedere al mutuo tradizionale._ **2024 · New Orleans, Louisiana, USA · Residenziale / Housing sociale · 3D Printed Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/first-stone URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/first-stone ## Italiano # First Stone – Unità abitative stampate in 3D a New Orleans _Case hurricane-proof a 99.000 dollari stampate in 3D per chi non riesce ad accedere al mutuo tradizionale._ **2024 · New Orleans, Louisiana, USA · Residenziale / Housing sociale · 3D Printed Design** --- ## La prima pietra di chi non può permettersi la prima casa First Stone nasce da una domanda concreta: è possibile costruire una casa dignitosa, resistente agli uragani, efficiente dal punto di vista energetico e accessibile economicamente per giovani coppie e single che non riescono ad accedere al mutuo tradizionale? L’area di New Orleans, Louisiana, colpita ripetutamente da eventi climatici estremi e segnata da profonde disuguaglianze nell’accesso all’abitazione, è il contesto ideale per testare questa ipotesi. Il progetto, sviluppato da Barberio Colella Architetti con Angelo Figliola, propone un sistema di unità abitative stampate in 3D con un costo obiettivo di 99.000 dollari per unità base. La sfida progettuale era triplice: contenere i costi senza sacrificare la qualità spaziale, resistere ai venti da uragano senza ricorrere a sovrastrutture pesanti, e applicare principi bioclimatici reali (non decorativi) in un clima subtropicale umido. La risposta è un volume compatto con pianta orientata lungo l’asse nord-sud e forma aerodinamica, testata con simulazioni CFD (Computational Fluid Dynamics). I lati lunghi sono orientati a nord e sud, protetti rispettivamente dalle abitazioni adiacenti e dalle piogge; i lati corti, esposti a est e ovest, hanno grandi aperture vetrate verso il verde privato che permettono la ventilazione trasversale (zona giorno a est, zona notte a ovest). Ampi aggetti proteggono dal sole diretto e dalle piogge battenti. L'unità base misura 45 m² (484 sq ft) e contiene tutto il necessario per una persona o una coppia. Il sistema è progettato per essere raddoppiabile: aggiungendo un secondo modulo, la superficie sale a 90 m² (968 sq ft) con 2-3 camere da letto. I pannelli fotovoltaici sul tetto alimentano batterie condivise in una logica di energy community: ogni unità contribuisce alla rete elettrica del quartiere, riducendo i costi individuali e aumentando la resilienza del sistema. I materiali stampati in 3D riducono i tempi di costruzione e gli scarti di cantiere rispetto alla costruzione tradizionale in legno tipica dell'edilizia residenziale statunitense. Il masterplan prevede un sistema aggregativo in cui le unità si dispongono a formare spazi comuni e percorsi pedonali, favorendo la vita comunitaria. First Stone non è un progetto di housing d'emergenza: è una proposta per un nuovo modello di quartiere dove la tecnologia costruttiva (la stampa 3D) è al servizio di un obiettivo sociale preciso, e dove la sostenibilità non è un lusso aggiuntivo ma un requisito integrato nel costo base di 99.000 dollari. --- ## Galleria immagini ![Render unità abitativa First Stone stampata 3D](images/first-stone/first-stone-exploded-axonometric.jpg) *L’unità base di First Stone: 45 m² stampati in 3D con forma aerodinamica hurricane-proof e aggetti di protezione.* ![Pianta unità base e raddoppiata First Stone](images/first-stone/first-stone-plans.jpg) *L’unità base da 45 m² e quella raddoppiata da 90 m²: il sistema cresce con le esigenze della famiglia mantenendo l’aggregabilità in masterplan.* ![Render esterno First Stone New Orleans 1](images/first-stone/first-stone-exterior1.jpg) *Render esterno: la forma compatta con aggetti per ombreggiamento dialoga con il clima subtropicale umido di New Orleans.* ![Render esterno First Stone hurricane-proof](images/first-stone/first-stone-exterior2.jpg) *Vista alternativa dell’unità: il volume aerodinamico riduce la pressione del vento da uragano sulle superfici, testato con simulazioni CFD.* ![Interno First Stone zona giorno cucina](images/first-stone/first-stone-interior-01.jpg) *L’interno dell’unità base da 45 m²: zona giorno con cucina integrata, grandi aperture per ventilazione trasversale est-ovest e luce naturale.* ![Interno First Stone camera da letto](images/first-stone/first-stone-interior-03.jpg) *La camera da letto dell’unità base: il volume compatto è ottimizzato per la vita di una persona o di una coppia con redditi medi.* ![Interno First Stone spazio esterno coperto](images/first-stone/first-stone-interior-04.jpg) *Lo spazio esterno coperto protetto dagli aggetti: estensione dell’interno per il clima subtropicale, con energy community condivisa di quartiere.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Area di New Orleans, Louisiana, USA - **Anno:** 2024 - **Committente:** Progetto di ricerca - **Tipologia:** Housing residenziale stampato in 3D - **Superficie:** 45 m² (unità base) / 90 m² (unità doppia) - **Stato:** Concept - **Progettisti:** M. Barberio, M. Colella, A. Figliola - **Costo obiettivo:** 99.000 USD per unità base - **Materiali principali:** Calcestruzzo stampato in 3D (stampante ICON) per le pareti; LVL, Laminated Veneer Lumber tagliato CNC per il tetto e i serramenti; pannelli fotovoltaici sul tetto; batterie di accumulo condivise (energy community) - **Verticale BCA:** 3D Printed Design (principale) · Sustainable Design (secondario) --- ## È possibile costruire una casa dignitosa e resistente agli uragani per meno di 100.000 dollari? Nelle aree costiere degli Stati Uniti, e in particolare nella regione di New Orleans, il costo dell'abitazione è un ostacolo strutturale per giovani coppie e single con redditi medi. Le costruzioni tradizionali in legno sono vulnerabili agli uragani e richiedono assicurazioni costose. Le case hurricane-proof esistenti sono fuori portata per chi non accede al mutuo tradizionale. First Stone propone una terza via: la stampa 3D consente di ridurre i costi di costruzione eliminando casseforme e riducendo la manodopera specializzata, mentre la forma aerodinamica (testata con simulazione CFD) offre resistenza ai venti da uragano senza sovrastrutture costose. --- ## Domande frequenti ### Come fa una casa stampata in 3D a resistere a un uragano? La resistenza agli uragani di First Stone si basa su tre fattori: la forma aerodinamica del volume, testata con simulazioni CFD per ridurre la pressione del vento sulle superfici; la massa delle pareti stampate in 3D, significativamente maggiore di quella delle pareti in legno tradizionali (frame construction), che aumenta la resistenza agli impatti e alle pressioni dinamiche; e l'orientamento lungo l'asse nord-sud, che espone il lato corto (più resistente) alla direzione prevalente degli uragani. L'assenza di giunti tipici della costruzione in legno elimina uno dei punti deboli più comuni nelle case tradizionali della regione. ### Come si arriva a un costo di 99.000 dollari per un'unità abitativa? Il costo obiettivo di 99.000 USD per l'unità base di 45 m² si ottiene attraverso la combinazione di quattro fattori: (1) riduzione della manodopera, la stampa 3D delle pareti richiede 2-3 operatori anziché un'intera squadra di carpentieri; (2) eliminazione delle casseforme, la malta si autosostiene durante la stampa; (3) compattezza del volume, nessuno spazio è sprecato, ogni metro quadro è funzionale; (4) energy community, le batterie condivise riducono il costo per unità rispetto a sistemi individuali. Il prezzo non include il terreno ma include la struttura completa, impianti e fotovoltaico. ### Cos'è una energy community e come funziona in un quartiere di case stampate in 3D? Una energy community è un sistema in cui più unità abitative condividono la produzione e lo stoccaggio di energia rinnovabile. In First Stone, ogni unità ha pannelli fotovoltaici sul tetto, ma le batterie di accumulo sono condivise a livello di quartiere. Questo significa che l'energia prodotta in eccesso da un'unità viene utilizzata da un'altra, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica e abbattendo i costi energetici individuali. In caso di blackout (evento frequente durante gli uragani) il sistema garantisce autonomia energetica al quartiere per un periodo limitato. ### Quanto è grande un'unità base di 45 m² e come si vive? L'unità base di 45 m² (484 sq ft) è progettata per una persona o una coppia. Include zona giorno con cucina integrata, camera da letto, bagno e uno spazio esterno coperto protetto dagli aggetti. La pianta è compatta ma non compressa: le grandi aperture su est e ovest portano luce naturale e ventilazione trasversale, e l'altezza interna è calibrata per dare sensazione di spaziosità. Se le esigenze cambiano (matrimonio, figli) il sistema è raddoppiabile: si aggiunge un secondo modulo collegato, portando la superficie a 90 m² con 2-3 camere da letto, senza demolire nulla dell'unità originale. ### La stampa 3D può davvero ridurre i costi dell'edilizia residenziale? Dipende dal contesto. Per geometrie semplici e ripetitive (case a pianta rettangolare standard), la costruzione tradizionale è già ottimizzata e la stampa 3D non offre vantaggi significativi. Per geometrie complesse, per contesti con manodopera costosa o scarsa, e per progetti che richiedono rapidità di esecuzione, la stampa 3D può ridurre i costi del 20-40% rispetto ai metodi tradizionali (benchmark da letteratura per stampa 3D in residenziale). First Stone combina tutti e tre questi fattori: forma aerodinamica non rettangolare, contesto statunitense con costo della manodopera elevato, e necessità di costruire rapidamente un intero quartiere. ### Come funziona la ventilazione naturale in un clima subtropicale umido come quello di New Orleans? In un clima caldo-umido come quello di New Orleans, la ventilazione naturale è la strategia bioclimatica più efficace per il comfort, più dell'isolamento termico, che è prioritario nei climi freddi. First Stone è orientata con i lati lunghi a est e ovest, dove grandi aperture catturano le brezze prevalenti e generano ventilazione trasversale attraverso l'intera unità. Gli ampi aggetti proteggono le aperture dalla pioggia e dal sole diretto senza bloccare il flusso d'aria. La forma compatta del volume evita angoli morti dove l'aria potrebbe ristagnare. Nei periodi più caldi, la ventilazione naturale non elimina la necessità di climatizzazione ma ne riduce drasticamente le ore di funzionamento. ### Posso avere una casa di questo tipo in Puglia o nel Mezzogiorno? Sì, e l'idea ha basi solide. La casa First Stone, volume compatto, involucro stampato in 3D, orientamento bioclimatico, autosufficienza energetica, è coerente con la tradizione costruttiva mediterranea: case bianche compatte, muri massivi, aperture calibrate, schermature, integrazione con il paesaggio agrario. Il modulo originale, pensato per il clima caldo-umido di New Orleans, si adatta facilmente al clima caldo-secco mediterraneo modificando alcuni parametri: maggiore inerzia termica delle pareti, schermature solari più estese su sud e ovest, gestione passiva della luce estiva. Per BCA (studio con sede a Bari e ricerca specifica su sostenibilità mediterranea) una variante meridionale del progetto è una direzione naturale e già esplorata in render dedicati. Il sistema modulare consente inoltre di adattare le dimensioni delle unità a lotti tipici del Sud Italia, mantenendo i vantaggi di costo e velocità di costruzione del 3D printing. --- ## Stai cercando soluzioni abitative accessibili e resilienti? Se lavori su housing sociale, edilizia residenziale a basso costo o comunità resilienti e vuoi esplorare come la stampa 3D possa cambiare l'equazione economica del progetto, possiamo condividere la nostra ricerca e valutare applicazioni specifiche. **[Invia il tuo brief]** _[Invia il tuo brief]_ --- ## Progetti correlati - **3D Printed Mosque** – Moschea stampata in 3D in Kuwait: applicazione AM a edificio di culto, integrazione con costruzione tradizionale - **Urban Dunes** – Volta urbana in blocchi di sabbia stampata in 3D ad Abu Dhabi: stereotomia digitale + climatizzazione passiva in clima desertico - **AETHERIUS** – Padiglione modulare stampato in 3D con aggregati riciclati _Scopri il nostro approccio al 3D Printed Design →_ ## English # First Stone – 3D-printed housing units in New Orleans _Hurricane-proof homes costing $99,000, 3D-printed for those unable to secure a traditional mortgage._ **2024 · New Orleans, Louisiana, USA · Residential · 3D Printed Design** --- ## The first stone for those who cannot afford their first home First Stone stems from a practical question: is it possible to build a decent, hurricane-resistant, energy-efficient and affordable home for young couples and single people who cannot access traditional mortgages? The New Orleans area in Louisiana, repeatedly hit by extreme weather events and marked by deep inequalities in access to housing, is the ideal setting to test this hypothesis. The project, developed by Barberio Colella Architetti with Angelo Figliola, proposes a system of 3D-printed housing units with a target cost of $99,000 per base unit. The design challenge was threefold: to keep costs down without sacrificing spatial quality, to withstand hurricane-force winds without resorting to heavy superstructures, and to apply genuine (not merely decorative) bioclimatic design principles in a humid subtropical climate. The solution is a compact volume with a north-south oriented plan and an aerodynamic shape, tested using CFD (Computational Fluid Dynamics). The long sides face north and south, sheltered respectively by adjacent dwellings and from the rain; the short sides, facing east and west, feature large glazed openings towards the private garden, allowing for cross-ventilation (living area to the east, sleeping area to the west). Generous overhangs provide protection from direct sunlight and driving rain. The base unit measures 45 m² (484 sq ft) and contains everything necessary for a single person or a couple. The system is designed to be doubled in size: by adding a second module, the floor area increases to 90 m² (968 sq ft) with 2–3 bedrooms. The photovoltaic panels on the roof power shared batteries as part of an energy community: each unit contributes to the neighbourhood’s electricity grid, reducing individual costs and increasing the system’s resilience. 3D-printed materials reduce construction times and site waste compared to traditional timber construction typical of US residential building. The masterplan envisages a clustered layout where the units are arranged to form shared spaces and pedestrian paths, fostering community life. First Stone is not an emergency housing project: it is a proposal for a new neighbourhood model where construction technology (3D printing) serves a specific social objective, and where sustainability is not an additional luxury but a requirement integrated into the base cost of $99,000. --- ## Image gallery ![Render of a 3D-printed First Stone housing unit](images/first-stone/first-stone-exploded-axonometric.jpg) *The First Stone base unit: 45 m² 3D-printed with an aerodynamic, hurricane-proof shape and protective overhangs.* ![First Stone base unit and doubled-up unit floor plans](images/first-stone/first-stone-plans.jpg) *The 45 m² base unit and the 90 m² doubled-up unit: the system grows with the family’s needs whilst maintaining modularity within the masterplan.* ![First Stone New Orleans 1 exterior rendering](images/first-stone/first-stone-exterior1.jpg) *Exterior rendering: the compact shape with overhangs for shade interacts with the humid subtropical climate of New Orleans.* ![Exterior rendering of First Stone hurricane-proof](images/first-stone/first-stone-exterior2.jpg) *Alternative view of the unit: the aerodynamic volume reduces hurricane-force wind pressure on surfaces, tested using CFD simulations.* ![Interior of First Stone living area and kitchen](images/first-stone/first-stone-interior-01.jpg) *The interior of the 45 m² base unit: living area with integrated kitchen, large openings for east-west cross-ventilation and natural light.* ![First Stone interior: bedroom](images/first-stone/first-stone-interior-03.jpg) *The bedroom of the base unit: the compact volume is optimised for the lifestyle of a single person or a couple on average incomes.* ![First Stone interior: covered outdoor space](images/first-stone/first-stone-interior-04.jpg) *The covered outdoor space protected by overhangs: an extension of the interior for the subtropical climate, with a shared neighbourhood energy community.* --- ## Technical specifications - **Location:** New Orleans area, Louisiana, USA - **Year:** 2024 - **Client:** Research project - **Typology:** 3D-printed residential housing - **Area:** 45 m² (base unit) / 90 m² (double unit) - **Status:** Concept - **Designers:** M. Barberio, M. Colella, A. Figliola - **Target cost:** USD 99,000 per base unit - **Main materials:** 3D-printed concrete (ICON printer) for the walls; CNC-cut LVL, Laminated Veneer Lumber for the roof and joinery; photovoltaic panels on the roof; shared storage batteries (energy community) - **BCA Vertical:** 3D Printed Design (primary) · Sustainable Design (secondary) --- ## Is it possible to build a decent, hurricane-resistant home for less than $100,000? In coastal areas of the United States, and particularly in the New Orleans region, the cost of housing is a structural barrier for young couples and single people on average incomes. Traditional construction using timber frames is vulnerable to hurricanes and requires expensive insurance. Existing hurricane-proof homes are out of reach for those unable to secure a traditional mortgage. First Stone offers a third way: 3D printing reduces construction costs by eliminating formwork and reducing the need for skilled labour, whilst the aerodynamic shape (tested using CFD simulation) provides resistance to hurricane-force winds without the need for costly superstructures. --- ## Frequently Asked Questions ### How does a 3D-printed house withstand a hurricane? First Stone’s hurricane resistance is based on three factors: the aerodynamic shape of the structure, tested using CFD simulations to reduce wind pressure on surfaces; the mass of the 3D-printed walls, significantly greater than that of traditional timber walls (frame construction), which increases resistance to impacts and dynamic pressures; and the north-south orientation, which exposes the shorter (and more resistant) side to the prevailing direction of hurricanes. The absence of joints typical of timber construction eliminates one of the most common weaknesses in traditional homes in the region. ### How does the cost of $99,000 per housing unit work out? The target cost of $99,000 for the 45 m² base unit is achieved through a combination of four factors: (1) reduced labour, 3D printing of the walls requires 2–3 operators rather than an entire team of carpenters; (2) elimination of formwork, the mortar is self-supporting during printing; (3) compact design, no space is wasted; every square metre is functional; (4) energy community, shared batteries reduce the cost per unit compared to individual systems. The price does not include the land but does include the complete structure, services and photovoltaic systems. ### What is an energy community and how does it work in a neighbourhood of 3D-printed homes? An energy community is a system in which multiple housing units share the production and storage of renewable energy. In First Stone, each unit has photovoltaic panels on the roof, but the storage batteries are shared at neighbourhood level. This means that excess energy produced by one unit is used by another, reducing dependence on the electricity grid and cutting individual energy costs. In the event of a power cut (a frequent occurrence during hurricanes) the system ensures the neighbourhood’s energy self-sufficiency for a limited period. ### How big is a 45 m² base unit and what is it like to live in? The 45 m² (484 sq ft) base unit is designed for a single person or a couple. It includes a living area with an integrated kitchen, a bedroom, a bathroom and a covered outdoor space sheltered from the elements. The layout is compact but not cramped: large openings to the east and west provide natural light and cross-ventilation, and the internal height is designed to create a feeling of spaciousness. If needs change (marriage, children) the system can be doubled: a second connected module is added, bringing the floor area to 90 m² with 2–3 bedrooms, without demolishing any part of the original unit. ### Can 3D printing really reduce the costs of residential construction? It depends on the context. For simple, repetitive geometries (standard rectangular-plan houses), traditional construction is already optimised and 3D printing offers no significant advantages. For complex geometries, in contexts with expensive or scarce labour, and for projects requiring rapid execution, 3D printing can reduce costs by 20–40% compared to traditional methods (benchmark from the literature on 3D printing in residential construction). First Stone combines all three of these factors: a non-rectangular aerodynamic form, a US context with high labour costs, and the need to build an entire residential neighbourhood quickly. ### How does natural ventilation work in a humid subtropical climate like that of New Orleans? In a hot, humid climate such as that of New Orleans, natural ventilation is the most effective bioclimatic strategy for comfort, more so than thermal insulation, which is a priority in cold climates. First Stone is oriented with its long sides facing east and west, where large openings capture the prevailing breezes and generate cross-ventilation throughout the entire unit. The wide eaves protect the openings from rain and direct sunlight without blocking the airflow. The compact shape of the building avoids dead corners where air might stagnate. During the hottest periods, natural ventilation does not eliminate the need for air conditioning but drastically reduces the number of hours it needs to run. ### Can I have a house of this type in Puglia or the South of Italy? Yes, and the concept has a solid foundation. The First Stone house (compact volume, 3D-printed building envelope, bioclimatic design, energy self-sufficiency) is consistent with the Mediterranean building tradition: compact white houses, solid walls, carefully proportioned openings, shading, and integration with the agricultural landscape. The original module, designed for the hot and humid climate of New Orleans, adapts easily to the hot and dry Mediterranean climate by modifying certain parameters: greater thermal inertia of the walls, more extensive solar shading devices on the south and west sides, and passive management of summer solar radiation. For BCA (a Bari-based practice specialising in Mediterranean sustainability) a southern variant of the project is a natural direction and has already been explored in dedicated renderings. The modular system also allows the dimensions of the units to be adapted to typical plots in Southern Italy, whilst retaining the cost and speed advantages of 3D printing. --- ## Are you looking for affordable and resilient housing solutions? If you work on social housing, low-cost residential construction or resilient communities and want to explore how 3D printing can change the project’s economic equation, we can share our research and evaluate specific applications. **[Send your brief]** _[Send your brief]_ --- ## Related projects - **Urban Dunes** – Urban vault made of 3D-printed sand blocks in Abu Dhabi: digital stereotomy + passive climate control in a desert climate - **AETHERIUS** – Modular pavilion 3D-printed with recycled stone aggregates _Discover our approach to 3D Printed Design →_ --- # KURIKKA-TALO – Nuovo Municipio della città di Kurikka, Finlandia _Un edificio triangolare con corte interna vetrata a tutta altezza e facciate schermate da pannelli in larice, proposta per il concorso pubblico di architettura del nuovo Municipio di Kurikka._ **2024 · Kurikka, Finlandia · Municipio (sede comunale) · Architettura Specialistica + Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/kurikka-talo URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/kurikka-talo ## Italiano # KURIKKA-TALO – Nuovo Municipio della città di Kurikka, Finlandia _Un edificio triangolare con corte interna vetrata a tutta altezza e facciate schermate da pannelli in larice, proposta per il concorso pubblico di architettura del nuovo Municipio di Kurikka._ **2024 · Kurikka, Finlandia · Municipio (sede comunale) · Architettura Specialistica + Sustainable Design** --- ## Un triangolo che apre la città Kurikka è una città di circa 21.000 abitanti nell’Ostrobothnia meridionale finlandese, una regione rurale e operosa della costa occidentale del Paese. Il bando KURIKKATALON YLEINEN ARKKITEHTUURIKILPAILU, il concorso aperto di architettura per il nuovo Municipio, chiedeva un edificio capace di funzionare come sede istituzionale e, allo stesso tempo, come spazio civico di prossimità: un Municipio che non sia solo un blocco di uffici, ma un luogo dove la comunità trova servizi, eventi e occasioni di incontro. La proposta di Maurizio Barberio e Micaela Colella parte da un’osservazione semplice: Kurikka manca di un’infrastruttura pubblica che sappia contenere queste due dimensioni in un unico edificio leggibile. La risposta progettuale è un volume triangolare con angoli arrotondati. Le due facciate principali sono allineate su Asematie e Keskuspuistikko, le due strade che inquadrano il lotto, mentre l’ingresso principale si colloca all’angolo fra di esse, in continuità con la maglia urbana esistente. Il terzo lato del triangolo attraversa il lotto in diagonale e si apre verso un nuovo spazio verde pubblico, protetto da un tetto continuo (verde sopra) traforato da due grandi oculi rotondi che lasciano filtrare la luce verso il basso. Sotto la copertura si distribuiscono panchine, rastrelliere per le biciclette e una pensilina riscaldata per la fermata dell’autobus: un piccolo paesaggio di servizi di vita quotidiana che il Municipio mette a disposizione del quartiere prima ancora di entrare nei suoi spazi interni. Una pista ciclo-pedonale attraversa l’area verde; quattro parcheggi e gli ingressi secondari completano il fronte. Il cuore dell’edificio è la grande corte interna vetrata, una corte a tutta altezza coperta in vetro che porta luce naturale agli uffici disposti lungo i tre lati del triangolo. Al piano terra, la corte ospita funzioni pubbliche e diventa il centro pulsante del Municipio, aperto ai flussi cittadini e ai servizi rivolti alla popolazione. Una scala elicoidale al centro della corte connette i quattro piani con un gesto architettonico forte; due scale di servizio e i relativi ascensori completano la mobilità verticale. Nei tre vertici del triangolo si concentrano gli spazi più rappresentativi e flessibili dell’edificio: al piano terra l’ingresso con lobby e info point, la grande sala consiglio circolare di 147 m² (il valtuustosali) e la mensa con caffetteria; nei piani superiori, gli uffici dei dipartimenti che richiedono spazi ampi e adattabili tramite arredi modulari e pareti leggere. La struttura è un telaio in acciaio (teräskehikkojärjestelmä) appoggiato su una fondazione a cassone galleggiante (floating caisson foundation), la tipologia di fondazione più adatta al terreno di Kurikka. L’involucro vetrato esterno utilizza serramenti a triplo vetro ad alte prestazioni, schermati da una serie di pannelli in larice (lehtikuusi) che generano una facciata variabile e svolgono una doppia funzione: proteggere dai venti freddi invernali e mitigare la radiazione solare estiva, evitando l’abbagliamento negli spazi di lavoro. La copertura, rivestita in lamiera di alluminio, ospita 255 pannelli fotovoltaici che riducono significativamente i consumi dell’edificio; il riscaldamento è collegato alla rete di teleriscaldamento (kaukolämpö) di Kurikka, che impiega energia rinnovabile prodotta localmente. All’interno, una palette materica essenziale, legno alle pareti, vetro nelle partizioni, bianco dominante con accenti di colore introdotti da sedute e pouf, è completata da soluzioni acustiche dedicate (tappeti negli ambienti grandi come la sala consiglio e la sala riunioni, pannelli e controsoffitti fonoassorbenti). --- ## Galleria immagini ![Render esterno KURIKKA-TALO Municipio Finlandia](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-exterior-view.jpg) *Vista esterna del nuovo Municipio: pianta triangolare con angoli arrotondati, ingresso principale all’angolo fra Asematie e Keskuspuistikko.* ![Vista dall’alto KURIKKA-TALO triangolo corte](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-birds-eye.jpg) *Vista dall’alto: il triangolo si apre sul lato lungo verso lo spazio verde pubblico; due grandi oculi rotondi nella copertura portano luce zenitale all’area.* ![Vista urbana KURIKKA-TALO contesto cittadino](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-municipality-hall.jpg) *Il Municipio nel contesto urbano di Kurikka: la facciata vetrata è schermata dai pannelli in larice che proteggono dai venti e dalla radiazione.* ![Tavola progetto Municipio Kurikka pianta](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-plans.jpg) *Pianta del piano terra con la corte interna vetrata, la sala consiglio circolare, la mensa e i servizi al cittadino.* ![Sezione corte interna vetrata Kurikka](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-sections.jpg) *Sezione attraverso la corte interna a tutta altezza: la copertura in vetro porta luce naturale agli uffici disposti lungo i tre lati del triangolo.* ![Distribuzione funzionale 4 piani Municipio](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-functional.jpg) *Distribuzione funzionale dei 4 piani: funzioni pubbliche al piano terra, amministrazione, sviluppo/educazione/cultura, livello tecnico.* ![Scala elicoidale corte centrale Kurikka](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-inverior-view.jpg) *La scala elicoidale al centro della corte è il gesto architettonico forte dell’edificio, oltre che la principale connessione verticale fra i 4 piani.* ![Prospetti facciata pannelli larice Kurikka](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-elevations.jpg) *I prospetti mostrano la facciata vetrata schermata da pannelli in larice: protezione dai venti invernali e dalla radiazione solare estiva.* ![Masterplan urbano KURIKKA-TALO Finlandia](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-masterplan.jpg) *Il masterplan colloca il Municipio nel sistema urbano di Kurikka, all’angolo fra Asematie e Keskuspuistikko, con accessi pedonali e ciclabili.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Kurikka, Ostrobothnia meridionale (Etelä-Pohjanmaa), Finlandia, angolo fra Asematie e Keskuspuistikko - **Anno:** 2024 - **Committente:** Comune di Kurikka, concorso pubblico di architettura per il nuovo Municipio (kaupungintalo) - **Tipologia:** Edificio pubblico, Municipio (sede comunale) con uffici, sala consiglio, mensa, archivio, spazi di servizio al cittadino - **Stato:** Concept, proposta di concorso pubblico - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella, Barberio Colella Architetti - **Forma e geometria:** Pianta triangolare con angoli arrotondati; due facciate principali su Asematie e Keskuspuistikko; ingresso principale all’angolo fra le due strade; terzo lato che attraversa il lotto in diagonale verso lo spazio verde pubblico - **Numero di piani:** 4 piani fuori terra - **Spazio pubblico esterno:** Area verde sotto copertura continua (tetto verde) con due grandi oculi rotondi luminosi; panchine, rastrelliere per biciclette, pensilina riscaldata per la fermata dell’autobus; pista ciclo-pedonale; 4 posti auto; ingressi secondari - **Spazio pubblico interno:** Grande corte interna a tutta altezza coperta in vetro; scala elicoidale al centro; ai 3 vertici del triangolo: ingresso+lobby+info point, sala consiglio circolare 147 m² (valtuustosali), mensa con caffetteria - **Mobilità verticale:** Scala elicoidale principale nella corte + 2 scale di servizio con relativi ascensori - **Involucro:** Triplo vetro ad alte prestazioni schermato da pannelli in larice (lehtikuusi) che generano una facciata variabile, funzione doppia: protezione dai venti freddi invernali + mitigazione della radiazione solare estiva e antiabbagliamento - **Copertura:** Lamiera di alluminio con 255 pannelli fotovoltaici - **Energia:** Collegamento alla rete di teleriscaldamento (kaukolämpö) di Kurikka, alimentata da energia rinnovabile prodotta localmente - **Interni:** Materiali essenziali: legno alle pareti, vetro nelle partizioni interne, bianco dominante con accenti cromatici dati da sedie e pouf; trattamento acustico dedicato (tappeti negli spazi grandi come sala consiglio e sala riunioni, pannelli e controsoffitti fonoassorbenti) - **Verticale BCA principale:** Architettura Specialistica (sub-segmento spazi pubblici / uffici comunali, concorso pubblico) - **Verticale BCA secondario:** Sustainable Design (255 fotovoltaici, teleriscaldamento, triplo vetro, schermature in larice, materiali interni essenziali a basso impatto) --- ## Come si progetta un Municipio che funzioni come spazio civico, e non solo come blocco di uffici amministrativi? I Municipi delle città di media e piccola dimensione, in Italia come in Nord Europa, sono spesso edifici chiusi e poco ospitali: blocchi di uffici dove il cittadino entra solo per pratiche burocratiche, separati con cura dal tessuto urbano circostante. La conseguenza è una doppia perdita: la comunità non vive il proprio Municipio, e l’amministrazione perde il contatto quotidiano con la popolazione che serve. La proposta per Kurikka-talo affronta esattamente questo gap. La pianta triangolare distribuisce gli uffici lungo tre lati, ma libera al centro una grande corte interna a tutta altezza, vetrata e attraversabile dalla cittadinanza. Il terzo lato si apre verso un nuovo spazio verde pubblico (con panchine, rastrelliere bici, una fermata dell’autobus riscaldata) che il Municipio mette a disposizione del quartiere. La sala consiglio circolare di 147 m² e la mensa sono concepite come luoghi che possono ospitare eventi della comunità, non solo riunioni del consiglio comunale. Il risultato è un’infrastruttura amministrativa che è anche un pezzo di città. --- ## Domande frequenti ### Perché una pianta triangolare per un Municipio? La pianta triangolare risponde a tre esigenze convergenti. Primo: si allinea naturalmente alla maglia urbana esistente (le due facciate principali seguono Asematie e Keskuspuistikko, l’ingresso principale si colloca all’angolo fra le due, sfruttando un nodo già percepito come centrale). Secondo: distribuisce in modo equilibrato gli uffici lungo i tre lati, con un corridoio centrale efficiente e una corte interna luminosa al centro. Terzo: i tre vertici del triangolo diventano luoghi privilegiati dove concentrare gli spazi più rappresentativi (ingresso, sala consiglio, mensa), una geometria che dà ordine al programma funzionale senza richiedere blocchi separati. ### Come funziona la corte interna vetrata in clima nordico? La corte interna è coperta da un tetto in vetro a tutta altezza che porta luce naturale agli uffici disposti lungo i tre lati del triangolo, risorsa fondamentale in una latitudine come quella di Kurikka, dove le ore di luce invernali sono pochissime. Sotto il profilo termico, la corte vetrata funziona come spazio cuscinetto, mediando fra l’interno climatizzato e l’esterno freddo: l’aria nello spazio centrale può essere mantenuta a una temperatura intermedia, riducendo il salto termico sui tamponamenti vetrati interni e quindi le dispersioni. Le ampie superfici vetrate sono compensate dai serramenti a triplo vetro ad alte prestazioni e dalla schermatura esterna in pannelli di larice, che protegge dai venti freddi e dall’irraggiamento estivo. ### Perché il telaio in acciaio e la fondazione a cassone galleggiante? Il telaio in acciaio risponde alla luce strutturale richiesta dalla pianta triangolare con corte interna a tutta altezza: l’acciaio consente luci ampie con sezioni contenute, riducendo l’ingombro strutturale negli ambienti di lavoro. La fondazione a cassone galleggiante (floating caisson foundation) è una tipologia adatta a terreni a portanza variabile o saturi d’acqua, frequenti nelle pianure ostrobotnie: il cassone distribuisce il carico dell’edificio su una superficie ampia anziché concentrarlo su pali profondi, riducendo il rischio di cedimenti differenziali e adattandosi alle condizioni reali del sito. È una scelta strutturalmente onesta per il contesto. ### Come si bilancia identità civica e prestazioni energetiche in un Municipio? Tradizionalmente, identità e prestazioni energetiche vengono affrontate come temi separati: prima si disegna l’edificio, poi si aggiunge l’involucro performante. Kurikka-talo prova a integrarli: la facciata variabile in pannelli di larice è insieme dispositivo energetico (schermatura solare estiva, protezione dai venti invernali) ed elemento di identità (un’architettura che dialoga con la tradizione del legno finlandese senza scivolare nel folklore). I 255 pannelli fotovoltaici in copertura, su lamiera di alluminio, riducono drasticamente i consumi dell’edificio. Il collegamento al teleriscaldamento di Kurikka (alimentato da energia rinnovabile locale) completa la strategia. Il risultato è un Municipio che è anche un manifesto del programma energetico locale. ### Cosa significa progettare un edificio pubblico per un comune di media dimensione in Nord Europa? I comuni di media dimensione (Kurikka conta circa 21.000 abitanti) hanno bisogno di sedi amministrative scalate sulla loro popolazione, ma non per questo banali. Le sfide tipiche sono: budget pubblico contenuto, programma funzionale ricco (in Finlandia il Municipio raccoglie funzioni che in Italia sarebbero distribuite fra Comune, Provincia e enti regionali), standard ambientali alti (lo standard energetico finlandese è uno dei più stringenti d’Europa). La risposta richiede compattezza volumetrica, sistemi costruttivi industrializzati, materiali locali e una progettazione integrata fra architettura, struttura e impianti fin dalle prime fasi. La proposta di BCA per Kurikka-talo si misura su tutti questi assi. ### Qual è il valore di un concorso pubblico di architettura per uno studio italiano in Finlandia? Partecipare a un concorso pubblico aperto in un Paese diverso dal proprio è un esercizio progettuale denso di valore: costringe a confrontarsi con un contesto urbano, climatico e culturale diverso, e con regolamenti e tradizioni costruttive specifiche. La Finlandia ha una cultura architettonica matura e attenta al concorso pubblico come strumento di selezione delle proposte di qualità per le opere pubbliche. Per uno studio italiano come BCA, il concorso KURIKKATALON YLEINEN ARKKITEHTUURIKILPAILU è un’occasione per misurarsi con un sistema rigoroso e per dimostrare la capacità dello studio di progettare edifici pubblici fuori dal proprio contesto consueto, valorizzando l’approccio integrato fra architettura, sostenibilità e dimensione civica. --- ## Progettate o gestite la realizzazione di una nuova sede pubblica o di un edificio civico? Se il vostro Comune, ente o studio sta partecipando a un concorso pubblico di architettura, in Italia o all’estero, possiamo collaborare come partner di progettazione integrata su edifici civici, sedi amministrative, edilizia scolastica e spazi pubblici. BCA copre dal concept al progetto definitivo/esecutivo, con particolare attenzione alla coerenza fra qualità architettonica, performance energetiche e dimensione civica. **[Parliamo del vostro progetto]** _Risposta entro 48 ore. Nessun impegno._ --- ## Progetti correlati - **Scuola di Trani** – Polo scolastico bioclimatico Papa Giovanni XXIII - **Scuola ad Aosta** – Liceo Artistico e Musicale bioclimatico in Valle d’Aosta - **Polymnia Futura** – Rigenerazione urbana per Polignano a Mare (Menzione Speciale Europan 18) _Scopri il nostro approccio all’Architettura Specialistica →_ ## English # KURIKKA-TALO – New Town Hall for the City of Kurikka, Finland _A triangular building with a full-height glazed courtyard and facades clad in larch panels, proposal for the public competition for the new Kurikka Town Hall._ **2024 · Kurikka, Finland · Town Hall (municipal headquarters) · Public & Commercial Architecture + Sustainable Design** --- ## A triangle that opens up the town Kurikka is a town of around 21,000 inhabitants in southern Ostrobothnia, Finland, a rural and industrious region on the country’s west coast. The KURIKKATALON YLEINEN ARKKITEHTUURIKILPAILU, the open architectural competition for the new Town Hall, called for a building capable of functioning as an institutional headquarters and, at the same time, as a local civic space: a Town Hall that is not merely a block of offices, but a place where the community can find services, events and opportunities to meet. Maurizio Barberio and Micaela Colella’s proposal stems from a simple observation: Kurikka lacks a public infrastructure capable of encompassing these two dimensions within a single, legible building. The design solution is a triangular volume with rounded corners. The two main facades are aligned with Asematie and Keskuspuistikko, the two streets that frame the site, whilst the main entrance is situated at the corner between them, in continuity with the existing urban fabric. The third side of the triangle runs diagonally across the site and opens onto a new public green space, sheltered by a continuous roof (green above) pierced by two large round oculus windows that allow light to filter downwards. Beneath the roof are benches, bicycle racks and a heated shelter for the bus stop: a small landscape of amenities for daily life that the City Council makes available to the neighbourhood even before one enters the building’s interior spaces. A pedestrian and cycling network crosses the green space; four car parks and the secondary entrances complete the facade. The heart of the building is the large glazed internal courtyard, a full-height glass-covered courtyard that brings natural light to the offices arranged along the three sides of the triangle. On the ground floor, the courtyard houses public functions and becomes the beating heart of the Town Hall, open to the flow of citizens and services for the public. A spiral staircase at the centre of the courtyard connects the four floors with a striking architectural gesture; two service staircases and their associated lifts complete the vertical circulation. The building’s most representative and flexible spaces are concentrated at the three vertices of the triangle: on the ground floor, the entrance with lobby and information point, the large circular council chamber of 147 m² (the valtuustosali) and the canteen with café; on the upper floors, the offices of the departments requiring spacious areas that can be adapted using modular furniture and lightweight partitions. The structure is a steel frame (teräskehikkojärjestelmä) resting on a floating caisson foundation, the typology of foundation best suited to the ground in Kurikka. The external glazed building envelope uses high-performance triple glazing, screened by a series of larch (lehtikuusi) panels that create a variable facade and serve a dual purpose: protecting against cold winter winds and mitigating summer solar radiation, preventing glare in the workspaces. The roof, clad in aluminium sheet, houses 255 photovoltaic panels that significantly reduce the building’s energy consumption; the heating is connected to Kurikka’s district heating network (kaukolämpö), which uses locally produced renewable energy. Inside, a minimalist material palette, timber on the walls, glass in the partitions, a dominant white with splashes of colour introduced by chairs and pouffes, is complemented by dedicated acoustic solutions (carpets in large spaces such as the council chamber and meeting room, sound-absorbing panels and suspended ceilings). --- ## Image gallery ![Exterior rendering KURIKKA-TALO Town Hall Finland](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-exterior-view.jpg) *Exterior view of the new Town Hall: triangular plan with rounded corners, main entrance at the corner of Asematie and Keskuspuistikko.* ![Aerial view KURIKKA-TALO triangular courtyard](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-birds-eye.jpg) *Aerial view: the triangle opens along its long side towards the public green space; two large round skylights in the roof bring zenithal light into the area.* ![Urban view KURIKKA-TALO urban context](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-municipality-hall.jpg) *The Town Hall in the urban context of Kurikka: the glazed facade is screened by larch panels that provide protection from the wind and radiation.* ![Kurikka Town Hall project plan](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-plans.jpg) *Ground floor plan showing the glazed courtyard, the circular council chamber, the canteen and public services.* ![Kurikka glazed inner courtyard section](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-sections.jpg) *Section through the full-height inner courtyard: the glass roof brings natural light to the offices arranged along the three sides of the triangle.* ![Functional layout of the 4 floors of the Town Hall](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-functional.jpg) *Functional layout of the 4 floors: public services on the ground floor, administration, development/education/culture, technical level.* ![Kurikka central courtyard spiral staircase](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-inverior-view.jpg) *The spiral staircase at the centre of the courtyard is the building’s defining architectural feature, as well as the main vertical connection between the 4 floors.* ![Kurikka larch panel facade elevations](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-elevations.jpg) *The elevations show the glazed facade screened by larch panels: protection from winter winds and summer solar radiation.* ![KURIKKA-TALO Urban Masterplan, Finland](images/kurikka-talo/kurikka-talo-kurikka-masterplan.jpg) *The masterplan situates the Town Hall within Kurikka’s urban fabric, on the corner of Asematie and Keskuspuistikko, with pedestrian and cycle access.* --- ## Technical details - **Location:** Kurikka, Southern Ostrobothnia (Etelä-Pohjanmaa), Finland, corner of Asematie and Keskuspuistikko - **Year:** 2024 - **Client:** Municipality of Kurikka, public competition for the new Town Hall (kaupungintalo) - **Typology:** Public building, Town Hall (municipal headquarters) with offices, council chamber, canteen, archive, and public service areas - **Status:** Concept, proposal for a public competition - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella, Barberio Colella Architetti - **Form and geometry:** Triangular plan with rounded corners; two main facades facing Asematie and Keskuspuistikko; main entrance at the corner where the two streets meet; third side running diagonally across the site towards the public green space - **Number of storeys:** 4 storeys above ground - **Outdoor public space:** Green space under a continuous roof (green roof) with two large, light-filled round skylights; benches, bicycle racks, heated bus shelter; pedestrian and cycling network; 4 parking spaces; secondary entrances - **Internal public space:** Large full-height internal courtyard covered in glass; spiral staircase in the centre; at the three vertices of the triangle: entrance + lobby + information point, circular council chamber 147 m² (valtuustosali), canteen with café - **Vertical circulation:** Main spiral staircase in the courtyard + 2 service staircases with associated lifts - **Building envelope:** High-performance triple glazing screened by larch (lehtikuusi) panels creating a variable facade, dual function: protection from cold winter winds + mitigation of summer solar radiation and anti-glare - **Roof:** Aluminium sheet with 255 photovoltaic panels - **Energy:** Connection to the Kurikka district heating network (kaukolämpö), powered by locally produced renewable energy - **Interior:** Key materials: timber on the walls, glass in the internal partitions, predominantly white with colour accents provided by chairs and pouffes; dedicated acoustic treatment (carpets in large spaces such as the council chamber and meeting rooms, sound-absorbing panels and suspended ceilings) - **Primary BCA category:** Public & Commercial Architecture (public spaces sub-segment, public competition) - **Secondary BCA category:** Sustainable Design (255 photovoltaic panels, district heating, triple glazing, larch shading, essential low-impact interior materials) --- ## How does one design a Town Hall that functions as a civic space, and not merely as a block of administrative offices? Town Halls in small and medium-sized towns, in Italy as in Northern Europe, are often closed and unwelcoming buildings: blocks of offices where citizens enter only for bureaucratic procedures, carefully separated from the surrounding urban fabric. The result is a twofold loss: the community does not experience its Town Hall, and the administration loses daily contact with the people it serves. The proposal for Kurikka-talo addresses precisely this gap. The triangular plan distributes the offices along three sides, but leaves a large, full-height internal courtyard at the centre, glazed and accessible to the public. The third side opens onto a new public green space (with benches, bike racks and a heated bus stop) which the Town Hall makes available to the neighbourhood. The 147 m² circular council chamber and the canteen are designed as spaces that can host community events, not just town council meetings. The result is an administrative infrastructure that is also a part of the city. --- ## Frequently Asked Questions ### Why a triangular plan for a Town Hall? The triangular plan meets three converging needs. First: it aligns naturally with the existing urban grid (the two main facades follow Asematie and Keskuspuistikko, whilst the main entrance is situated at the corner between the two, making use of a junction already perceived as central). Second: it distributes the offices evenly along the three sides, with an efficient central corridor and a light-filled inner courtyard at the centre. Third: the three vertices of the triangle become prime locations for concentrating the most representative spaces (entrance, council chamber, canteen), a geometry that brings order to the functional programme without requiring separate blocks. ### How does the glazed internal courtyard work in a northern climate? The courtyard is covered by a full-height glass roof that brings natural light to the offices arranged along the three sides of the triangle, a vital resource at a latitude such as Kurikka’s, where winter daylight hours are very few. From a thermal perspective, the glazed courtyard acts as a buffer zone, mediating between the air-conditioned interior and the cold exterior: the air in the central space can be maintained at an intermediate temperature, reducing the temperature difference across the internal glazed walls and thus heat loss. The large glazed surfaces are offset by high-performance triple glazing and external larch panels, which provide shading against cold winds and summer sun. ### Why a steel frame and a floating caisson foundation? The steel frame meets the structural span requirements of the triangular plan with a full-height courtyard: steel allows for wide spans with small cross-sections, reducing the structural footprint in the workspaces. The floating caisson foundation is a typology suitable for soils with variable bearing capacity or saturated with water, which are common in the Ostrobothnian plains: the caisson distributes the building’s load over a wide surface area rather than concentrating it on deep piles, reducing the risk of differential settlement and adapting to the actual site conditions. It is a structurally sound choice for the context. ### How does one balance civic identity and energy performance in a Town Hall? Traditionally, identity and energy performance are treated as separate issues: first the building is designed, then the high-performance building envelope is added. Kurikka-talo attempts to integrate them: the variable facade of larch panels serves both as an energy-saving device (summer solar shading, protection from winter winds) and an element of identity (an architecture that engages with the Finnish tradition of timber without slipping into folklore). The 255 photovoltaic panels on the roof, mounted on aluminium sheeting, drastically reduce the building’s energy consumption. The connection to Kurikka’s district heating system (powered by local renewable energy) completes the strategy. The result is a Town Hall that also serves as a manifesto for the local energy programme. ### What does it mean to design a public building for a medium-sized municipality in Northern Europe? Medium-sized municipalities (Kurikka has a population of around 21,000) require administrative premises scaled to their population, yet these need not be mundane. Typical challenges include: a limited public budget, a comprehensive functional programme (in Finland, the Town Hall combines functions that in Italy would be distributed amongst the municipality, province and regional authorities), and high environmental standards (the Finnish energy standard is one of the strictest in Europe). The solution requires compact volumes, industrialised construction systems, local materials and an integrated design approach encompassing architecture, structure and services from the very earliest stages. BCA’s proposal for Kurikka-talo addresses all these aspects. ### What is the value of a public architectural competition for an Italian practice in Finland? Taking part in an open public competition in a country other than one’s own is a highly valuable design exercise: it forces one to engage with a different urban, climatic and cultural context, as well as with specific building regulations and traditions. Finland has a mature architectural culture that values public competitions as a means of selecting high-quality proposals for public works. For an Italian practice such as BCA, the KURIKKATALON YLEINEN ARKKITEHTUURIKILPAILU competition is an opportunity to test ourselves against a rigorous system and to demonstrate the practice’s ability to design public buildings outside our usual context, highlighting our integrated approach to architecture, sustainability and civic engagement. --- ## Are you designing or managing the construction of a new public building or civic facility? If your local council, organisation or practice is participating in a public competition for architectural design, in Italy or abroad, we can collaborate as an integrated design partner on civic buildings, administrative headquarters, school architecture and public spaces. BCA covers everything from concept to final/construction design, with a particular focus on the coherence between architectural quality, energy performance and civic dimension. **[Let’s discuss your project]** _Response within 48 hours. No obligation._ --- ## Related projects - **Trani School** – Papa Giovanni XXIII bioclimatic school complex - **School in Aosta** – Bioclimatic Arts and Music High School in Valle d’Aosta - **Polymnia Futura** – Urban regeneration for Polignano a Mare (Europan 18 special mention) _Discover our approach to Public & Commercial Architecture →_ --- # New Roots – Residenze bioclimatiche nel Golfo Persico _Un progetto residenziale che reinterpreta gli elementi dell'architettura tradizionale del Golfo (forme compatte, superfici schermanti, integrazione di acqua e verde) in chiave bioclimatica contemporanea._ **2024 · Dubai, Emirati Arabi Uniti · Residenze (concorso ’House of the Future’) · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/new-roots URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/new-roots ## Italiano # New Roots – Residenze bioclimatiche nel Golfo Persico _Un progetto residenziale che reinterpreta gli elementi dell'architettura tradizionale del Golfo (forme compatte, superfici schermanti, integrazione di acqua e verde) in chiave bioclimatica contemporanea._ **2024 · Dubai, Emirati Arabi Uniti · Residenze (concorso ’House of the Future’) · Sustainable Design** --- ## Nuove radici in un clima estremo New Roots nasce come risposta progettuale a una sfida climatica radicale: costruire residenze confortevoli in un contesto desertico, dove le temperature estreme impongono un ripensamento profondo dell'abitare. Il progetto, sviluppato dal team composto da Maurizio Barberio, Micaela Colella e Angelo Figliola, parte da un principio chiaro: le soluzioni più efficaci per il raffrescamento non vengono dall'ingegneria impiantistica, ma dalla tradizione costruttiva locale. L'architettura del Golfo Persico ha sviluppato nei secoli dispositivi spaziali sofisticati (forme compatte, corti interne, superfici schermanti, integrazione di acqua e ombra) che il progetto reinterpreta con strumenti contemporanei. L'elemento generatore del progetto è la "lama verde": una fascia vegetale che attraversa longitudinalmente i volumi residenziali, creando una separazione spaziale funzionale alla ventilazione incrociata. L'aria attraversa questa lama e, in combinazione con sistemi di acqua nebulizzata, contribuisce al raffrescamento passivo degli ambienti. Al primo piano, la lama verde si trasforma in una fascia tecnologica che canalizza il sistema impiantistico di raffrescamento e ventilazione meccanica, funzionando anche come elemento di stack ventilation grazie ad aperture mobili e schermate in copertura. Il passaggio da elemento naturale a elemento tecnico è fluido: la stessa logica bioclimatica governa entrambi i livelli. Le facciate sono trattate come dispositivi climatici attivi. Le superfici trasparenti, dove non ombreggiate da altri elementi del progetto, sono dotate di schermi con pattern customizzati, progettati per consentire il passaggio dell'aria e contemporaneamente filtrare i raggi solari in base all'orientamento di ciascuna facciata. La frammentazione dei volumi in molteplici unità funzionali non è solo un gesto compositivo: aumenta il numero delle superfici disperdenti utili alla dissipazione del calore e consente di estendere o contrarre lo spazio abitabile in base alle esigenze. Ogni modulo è una piccola macchina bioclimatica che dialoga con le unità adiacenti. New Roots è un progetto di concorso internazionale sviluppato da Barberio Colella Architetti in collaborazione con Angelo Figliola. Lo studio, fondato da due architetti PhD con base a Bari, opera nella convinzione che la globalizzazione piatta della produzione architettonica sia una delle cause dei problemi climatici dell'edilizia contemporanea, perché distrugge le pratiche site-specific e climate-based sviluppate dalle culture costruttive locali. New Roots è un manifesto di questo approccio: non importa un modello occidentale nel Golfo, ma fa crescere nuove radici dalla tradizione del luogo. --- ## Galleria immagini ![Vista esterna residenze New Roots nel paesaggio desertico](images/new-roots/new-roots-bioclimatic-section.jpg) *Vista d'insieme delle residenze New Roots: i volumi frammentati e la lama verde creano un microclima abitabile nel contesto del Golfo Persico.* ![Sezione bioclimatica con ventilazione e lama verde](images/new-roots/new-roots-building-modules.jpg) *Sezione bioclimatica che illustra il funzionamento della lama verde, della ventilazione incrociata e della stack ventilation in copertura.* ![Schema dei moduli costruttivi residenze New Roots](images/new-roots/new-roots-concept.jpg) *La frammentazione in moduli funzionali aumenta le superfici disperdenti e consente configurazioni flessibili dello spazio abitativo.* *Il concept progettuale: reinterpretazione contemporanea degli elementi dell'architettura tradizionale del Golfo, ombra, acqua, ventilazione, compattezza.* *Le coperture integrate con aperture mobili e schermate consentono la stack ventilation e il ricambio d'aria naturale.* ![Interno cucina residenza New Roots luce filtrata](images/new-roots/new-roots-exterior-05.jpg) *L'interno della cucina con luce naturale filtrata dagli schermi a pattern customizzato, progettati per ogni orientamento di facciata.* ![Facciata residenza con schermi solari personalizzati](images/new-roots/new-roots-exterior-rendering-night-waterfront.jpg) *La facciata con schermi solari a geometria variabile: ogni pattern è calibrato sull'esposizione specifica per bilanciare luce, aria e protezione termica.* *Lo spazio tra i volumi funziona come corte climatica: ombra, ventilazione incrociata e acqua nebulizzata creano un microclima confortevole.* ![Dettaglio modulo abitativo New Roots](images/new-roots/new-roots-module-details.jpg) *Dettaglio costruttivo del modulo tipo: la fascia tecnologica al primo piano integra impiantistica e ventilazione naturale in un unico sistema.* ![Open space interno con lama verde e luce naturale](images/new-roots/new-roots-exterior-rendering-sunset-front.jpg) *Lo spazio aperto interno attraversato dalla lama verde, che porta vegetazione e ventilazione incrociata al cuore dell'abitazione.* ![Pianta residenze New Roots lama verde](images/new-roots/new-roots-plan.jpg) *La pianta mostra la lama verde che attraversa longitudinalmente i volumi, generando la logica distributiva e bioclimatica dell'intero progetto.* ![Sala pranzo interna con vista sul verde integrato](images/new-roots/new-roots-exterior1.jpg) *La sala pranzo si affaccia sulla lama verde interna, dove la vegetazione contribuisce al raffrescamento evaporativo e alla qualità dell'aria.* ![Sala pranzo New Roots vista lama verde](images/new-roots/new-roots-interior-dining-room.jpg) *La sala pranzo si affaccia sulla lama verde interna, dove la vegetazione contribuisce al raffrescamento evaporativo e alla qualità dell'aria.* ![Sezioni e prospetti residenze bioclimatiche New Roots](images/new-roots/new-roots-exterior2.jpg) *Sezioni e prospetti del complesso residenziale: la variazione dei volumi risponde alle diverse esposizioni solari e ai venti prevalenti.* ![Prospetti New Roots schermature differenziate](images/new-roots/new-roots-section-and-elevations-02.jpg) *I prospetti evidenziano la frammentazione volumetrica e i dispositivi di schermatura solare differenziati per orientamento.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Dubai (EAU) - **Anno:** 2024 - **Committente:** Concorso architettonico "House of the Future", Buildner (Bee Breeders) in partnership con il Governo di Dubai, UAE (Mohammed bin Rashid Housing Establishment + Mohammed bin Rashid Centre for Government Innovation) - **Tipologia:** Residenze bioclimatiche - **Stato:** Concept, progetto di concorso - **Progettisti:** Maurizio Barberio (project leader), Micaela Colella, Angelo Figliola - **Verticale BCA principale:** Sustainable Design - **Materiali principali:** vegetazione (lama verde longitudinale), acqua nebulizzata e bacini, schermi con pattern customizzato per ventilazione e ombreggiamento differenziato per orientamento. Materiali costruttivi puntuali da definire nelle fasi successive del progetto. --- ## Come si progetta per il comfort abitativo in un clima desertico senza dipendere totalmente dalla climatizzazione meccanica? Nei climi estremi del Golfo Persico, la risposta standard è il condizionamento meccanico intensivo: edifici sigillati, impianti sovradimensionati, consumi energetici elevatissimi. Questa logica ignora secoli di sapere costruttivo locale, le corti ombreggiate, le torri del vento, l'uso dell'acqua e della vegetazione come strumenti di raffrescamento. New Roots dimostra che un approccio bioclimatico site-specific può ridurre drasticamente la dipendenza dagli impianti, usando la frammentazione volumetrica, la ventilazione incrociata, le schermature calibrate e l'integrazione di verde e acqua nebulizzata come dispositivi architettonici primari. Il risultato è una residenza che respira con il suo clima, anziché combatterlo. --- ## Domande frequenti ### Cos'è la "lama verde" e come funziona per il raffrescamento degli ambienti? La lama verde è una fascia vegetale continua che attraversa longitudinalmente i volumi residenziali, dividendoli in due ali. Funziona come un corridoio bioclimatico: l'aria esterna attraversa la vegetazione, si carica di umidità per effetto dell'evapotraspirazione delle piante e dell'acqua nebulizzata, e penetra negli ambienti interni attraverso la ventilazione incrociata, abbassando la temperatura percepita. Al primo piano, la lama verde si trasforma in una fascia tecnologica che canalizza l'impiantistica di raffrescamento e funziona come camino termico per la stack ventilation. ### Cosa sono gli schermi a pattern customizzato sulle facciate? Sono elementi di schermatura solare progettati con geometrie specifiche per ciascun orientamento di facciata. I pattern sono calibrati per filtrare i raggi solari in base all'angolo di incidenza prevalente su ciascun fronte (più chiusi a sud-ovest, più aperti a nord), consentendo contemporaneamente il passaggio dell'aria per la ventilazione naturale. Il principio è lo stesso della mashrabiyya tradizionale dell'architettura araba (schermare dal sole senza bloccare il vento) tradotto con strumenti di progettazione parametrica contemporanea. ### Perché i volumi sono frammentati in moduli separati? La frammentazione volumetrica risponde a tre esigenze bioclimatiche: aumenta il numero delle superfici disperdenti, facilitando la dissipazione del calore accumulato durante il giorno; crea spazi interstiziali ombreggiati tra i moduli, che funzionano come corti climatiche con ventilazione incrociata e acqua nebulizzata; consente configurazioni flessibili dello spazio abitativo, che può essere esteso o contratto in base alle necessità. Non è un gesto formale: è una strategia termica. ### È possibile realizzare una casa a consumo quasi zero in un clima desertico? È possibile ridurre significativamente i consumi rispetto all'edilizia convenzionale, ma parlare di NZEB (Nearly Zero Energy Building) in un clima con temperature estive superiori ai 45°C richiede cautela. Le strategie passive (ventilazione naturale, schermatura solare, massa termica, raffrescamento evaporativo) possono coprire una parte consistente del fabbisogno di raffrescamento, ma una quota di climatizzazione meccanica resta necessaria nelle ore più calde. L'obiettivo realistico è un edificio che lavora con il clima anziché contro di esso, riducendo drasticamente la dipendenza dagli impianti senza eliminarla. ### Come si reinterpreta l'architettura tradizionale del Golfo senza cadere nel folklorismo? La chiave è distinguere tra forma e principio. Copiare l'arco a sesto acuto o la torre del vento è folklorismo; comprendere il principio bioclimatico dietro quegli elementi e tradurlo con strumenti contemporanei è reinterpretazione. In New Roots, la mashrabiyya diventa uno schermo parametrico calibrato sull'esposizione; la corte interna diventa lo spazio interstiziale tra moduli con acqua nebulizzata; la compattezza del volume tradizionale diventa una frammentazione controllata per massimizzare la dissipazione termica. Il linguaggio è contemporaneo, la logica è radicata nel luogo. ### Qual è l'approccio di Barberio Colella Architetti alla progettazione bioclimatica? Lo studio parte dalla convinzione che ogni progetto debba nascere dall'analisi del clima, del sito e della cultura costruttiva locale. Non esiste un modello universale di architettura sostenibile: una casa bioclimatica in Puglia è radicalmente diversa da una nel Golfo Persico. Il processo progettuale di BCA integra ricerca accademica (entrambi i fondatori sono PhD con pubblicazioni su sostenibilità e architettura mediterranea), competenza tecnica su involucro e strategie passive, e sensibilità per il contesto culturale e paesaggistico. L'obiettivo è un'architettura che funzioni con il proprio clima, non nonostante esso. --- ## Hai un progetto residenziale in un contesto climatico impegnativo? Se stai progettando una residenza in un clima caldo (nel Mediterraneo, nel Golfo o in altri contesti dove il raffrescamento è la vera sfida) possiamo aiutarti a sviluppare un approccio bioclimatico che parta dall'architettura, non dagli impianti. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Urban Dunes** – Volta urbana stampata in 3D ad Abu Dhabi: stessa logica di climatizzazione passiva applicata a uno spazio pubblico in clima desertico - **Bamboo Office** – Edificio bioclimatico per uffici a Changzhou - **Villa a Carovigno** – Residenza bioclimatica su podio tra gli ulivi in Puglia _Scopri il nostro approccio al Sustainable Design →_ ## English # New Roots – Bioclimatic Residences in the Arabian Gulf _A residential project that reinterprets the elements of traditional Gulf architecture (compact forms, shading surfaces, and the integration of water and greenery) through a contemporary bioclimatic lens._ **2024 · Dubai, United Arab Emirates · Residences (’House of the Future’ competition) · Sustainable Design** --- ## New roots in an extreme climate New Roots was conceived as a design response to a radical climatic challenge: building comfortable homes in a desert environment, where extreme temperatures demand a fundamental rethinking of how we live. The project, developed by a team comprising Maurizio Barberio, Micaela Colella and Angelo Figliola, is based on a clear principle: the most effective cooling solutions do not come from mechanical engineering, but from local building traditions. Over the centuries, architecture in the Arabian Gulf has developed sophisticated spatial devices (compact forms, courtyards, shading surfaces, the integration of water and shade) which the project reinterprets using contemporary tools. The defining element of the project is the ‘lama’: a strip of vegetation running lengthways through the residential volumes, creating a spatial separation that facilitates cross ventilation. Air flows through this blade and, in combination with water misting systems, contributes to the passive cooling of the spaces. On the first floor, the green blade transforms into a technological strip that channels the mechanical cooling and ventilation systems, also functioning as a stack ventilation element thanks to movable openings and screens on the roof. The transition from a natural element to a technical one is seamless: the same bioclimatic design governs both levels. The facades are treated as active bioclimatic devices. The transparent surfaces, where not shaded by other elements of the design, are fitted with screens featuring customised patterns, designed to allow air to pass through whilst simultaneously filtering solar radiation according to the orientation of each facade. The fragmentation of the volumes into multiple functional units is not merely a compositional gesture: it increases the number of heat-dissipating surfaces and allows the living space to be expanded or contracted as required. Each module is a small bioclimatic machine that interacts with the adjacent units. New Roots is an international competition entry developed by Barberio Colella Architetti in collaboration with Angelo Figliola. The practice, founded by two PhD-qualified architects based in Bari, operates on the conviction that the homogenisation of architectural production is one of the causes of the climate-related problems in contemporary construction, as it undermines the site-specific and climate-based practices developed by local building cultures. New Roots is a manifesto of this approach: it does not impose a Western model on the Gulf, but instead grows new roots from the local tradition. --- ## Image gallery ![Exterior view of New Roots residences in the desert landscape](images/new-roots/new-roots-bioclimatic-section.jpg) *Overview of the New Roots residences: the fragmented volumes and the green blade create a liveable microclimate within the context of the Arabian Gulf.* ![Bioclimatic design section with ventilation and green blade](images/new-roots/new-roots-building-modules.jpg) *Bioclimatic design section illustrating the functioning of the green blade, cross ventilation and stack ventilation on the roof.* ![Diagram of the New Roots residences’ construction modules](images/new-roots/new-roots-concept.jpg) *The fragmentation into functional modules increases the surface area for heat dissipation and allows for flexible configurations of the living space.* *The design concept: a contemporary reinterpretation of traditional Gulf architectural elements, shade, water, ventilation and compactness.* *The roofs, integrated with movable and screened openings, allow for stack ventilation and natural ventilation.* ![New Roots residence kitchen interior with filtered light](images/new-roots/new-roots-exterior-05.jpg) *The kitchen interior with natural light filtered by custom-patterned screens, designed for every facade orientation.* ![Residence facade with custom solar screens](images/new-roots/new-roots-exterior-rendering-night-waterfront.jpg) *The facade with variable-geometry solar screens: each pattern is calibrated to the specific exposure to balance light, air and thermal protection.* *The space between the blocks functions as a climate courtyard: shade, cross ventilation and water misting create a comfortable microclimate.* ![Detail of the New Roots housing module](images/new-roots/new-roots-module-details.jpg) *Construction detail of the standard module: the technical strip on the first floor integrates services and natural ventilation into a single system.* ![Internal open space with green corridor and natural light](images/new-roots/new-roots-exterior-rendering-sunset-front.jpg) *The internal open space traversed by the green corridor, which brings vegetation and cross ventilation to the heart of the home.* ![New Roots residences floor plan with green corridor](images/new-roots/new-roots-plan.jpg) *The floor plan shows the green corridor running longitudinally through the volumes, generating the spatial and bioclimatic design of the entire project.* ![Internal dining room with a view of the integrated greenery](images/new-roots/new-roots-exterior1.jpg) *The dining room overlooks the internal green corridor, where the vegetation contributes to evaporative cooling and air quality.* ![New Roots dining room with a view of the green corridor](images/new-roots/new-roots-interior-dining-room.jpg) *The dining room overlooks the internal green corridor, where the vegetation contributes to evaporative cooling and air quality.* ![Sections and elevations of New Roots bioclimatic residences](images/new-roots/new-roots-exterior2.jpg) *Sections and elevations of the residential complex: the variation in volumes responds to different solar exposures and prevailing winds.* ![New Roots elevations with differentiated solar shading devices](images/new-roots/new-roots-section-and-elevations-02.jpg) *The elevations highlight the volumetric fragmentation and the solar shading devices differentiated by orientation.* --- ## Technical details - **Location:** Dubai (UAE) - **Year:** 2024 - **Client:** “House of the Future” architectural competition, Buildner (Bee Breeders) in partnership with the Government of Dubai, UAE (Mohammed bin Rashid Housing Establishment + Mohammed bin Rashid Centre for Government Innovation) - **Typology:** Bioclimatic residences - **Status:** Concept, competition entry - **Designers:** Maurizio Barberio (project leader), Micaela Colella, Angelo Figliola - **Main BCA vertical:** Sustainable Design - **Main materials:** vegetation (longitudinal green blade), water misting and water basins, screens with customised patterns for ventilation and orientation-specific shading. Specific building materials to be defined in subsequent phases of the project. --- ## How does one design for residential comfort in a desert climate without relying entirely on active climate control? In the extreme climates of the Arabian Gulf, the standard response is intensive mechanical air conditioning: sealed buildings, oversized systems, and extremely high energy consumption. This approach ignores centuries of local building knowledge, shaded courtyards, wind towers, and the use of water and vegetation as cooling tools. New Roots demonstrates that a site-specific bioclimatic design can drastically reduce dependence on mechanical systems, using volumetric fragmentation, cross ventilation, calibrated shading, and the integration of greenery and water misting as primary bioclimatic devices. The result is a residence that breathes with its climate, rather than fighting it. --- ## Frequently Asked Questions ### What is the ‘lama’ and how does it work for cooling the spaces? The green blade is a continuous strip of vegetation running lengthways through the residential volumes, dividing them into two wings. It functions as a bioclimatic corridor: outside air passes through the vegetation, becomes saturated with moisture due to the evapotranspiration of the plants and water misting, and enters the interior spaces via cross ventilation, lowering the perceived temperature. On the first floor, the green blade transforms into a technological strip that channels the cooling systems and functions as a thermal chimney for stack ventilation. ### What are the custom-patterned screens on the facades? They are solar shading devices designed with specific geometries for each facade orientation. The patterns are calibrated to filter sunlight according to the prevailing angle of incidence on each side (more closed to the south-west, more open to the north), whilst simultaneously allowing air to pass through for natural ventilation. The principle is the same as that of the traditional mashrabiyya in Arab architecture (shielding from the sun without blocking the wind) translated using contemporary parametric design tools. ### Why are the volumes fragmented into separate modules? The fragmentation of the volumes addresses three bioclimatic requirements: it increases the number of heat-dissipating surfaces, facilitating the dissipation of heat accumulated during the day; it creates shaded interstitial spaces between the modules, which function as climate-controlled courtyards with cross ventilation and water misting; it allows for flexible configurations of the living space, which can be extended or reduced as needed. It is not a formal gesture: it is a thermal strategy. ### Is it possible to build a nearly zero-energy house in a desert climate? It is possible to significantly reduce energy consumption compared to conventional construction, but talking about NZEB (Nearly Zero Energy Building) in a climate with summer temperatures exceeding 45°C requires caution. Passive strategies (natural ventilation, solar shading, thermal mass, evaporative cooling) can cover a substantial part of the cooling demand, but a degree of active climate control remains necessary during the hottest hours. The realistic goal is a building that works with the climate rather than against it, drastically reducing dependence on mechanical systems without eliminating it. ### How can we reinterpret traditional Gulf architecture without falling into folklorism? The key is to distinguish between form and principle. Copying the pointed arch or the wind tower is folklorism; understanding the bioclimatic design principle behind those elements and translating it using contemporary tools is reinterpretation. In New Roots, the mashrabiyya becomes a parametric screen calibrated to the aspect; the inner courtyard becomes the interstitial space between modules with water misting; the compactness of the traditional volume becomes a controlled fragmentation to maximise thermal dissipation. The language is contemporary, the logic is rooted in the place. ### What is Barberio Colella Architetti’s approach to bioclimatic design? The practice starts from the conviction that every project must arise from an analysis of the climate, the site and the local building culture. There is no universal model of sustainable architecture: a bioclimatic house in Puglia is radically different from one in the Arabian Gulf. BCA’s design process integrates academic research (both founders hold PhDs with publications on sustainability and Mediterranean architecture), technical expertise in building envelopes and passive strategies, and sensitivity to the cultural and landscape context. The aim is architecture that works with its climate, not in spite of it. --- ## Do you have a residential project in a challenging climate? If you are designing a home in a hot climate (in the Mediterranean, the Gulf or other contexts where cooling is the real challenge) we can help you develop a bioclimatic design that starts with the architecture, not the systems. **[Let’s talk about your project]** _[Let’s talk about your project]_ --- ## Related projects - **Urban Dunes** – 3D-printed urban vault in Abu Dhabi: the same passive cooling logic applied to a public space in a desert climate - **Bamboo Office** – Bioclimatic office building in Changzhou - **Villa in Carovigno** – Bioclimatic residence on a podium amongst the olive trees in Puglia _Discover our approach to Sustainable Design →_ --- # RED Concept Store — Flagship store cyberpunk-industrial per un brand di moda giovane _Un format di flagship store che traduce l'identità di un brand di moda in uno spazio industriale e cyberpunk, pensato come punto vendita e luogo di ritrovo da fotografare e condividere._ **2024 · Concept · Retail / flagship store · Architettura Specialistica** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/red-concept-store URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/red-concept-store ## Italiano # RED Concept Store — Flagship store cyberpunk-industrial per un brand di moda giovane _Un format di flagship store che traduce l'identità di un brand di moda in uno spazio industriale e cyberpunk, pensato come punto vendita e luogo di ritrovo da fotografare e condividere._ **2024 · Concept · Retail / flagship store · Architettura Specialistica** --- ## Quando un negozio di moda diventa galleria urbana e luogo di ritrovo RED Concept Store nasce come proposta di retail identity per un brand di abbigliamento di tendenza dedicato a un pubblico giovane come studenti delle scuole superiori e universitari. La richiesta non era arredare un punto vendita, ma progettare un format di flagship store replicabile nei centri commerciali di primo livello (come La Rinascente a Milano o le Galeries Lafayette a Parigi), capace di essere insieme negozio e luogo di ritrovo. Per una generazione che vive lo shopping come esperienza sociale, lo spazio doveva trasmettere l'identità del marchio e, allo stesso tempo, offrire ambienti visivamente accattivanti — da fotografare e condividere sui social, con la sensazione di entrare in una galleria d'arte contemporanea. Il progetto è stato sviluppato per un concorso internazionale su invito, “MET Retail Identity”, promosso da Lima-Commerce sulla piattaforma Desall, e qui presentato con il brand RED: la proposta di Barberio Colella Architetti ha ottenuto una Menzione Speciale. La strategia parte da una palette di materiali grezzi e brutalisti. Pannelli testurizzati effetto cemento rivestono tutte le pareti, il pavimento è in cemento levigato, gli espositori — a muro e freestanding — sono in metallo e legno riciclato: ne deriva un'aura industriale e urbana. Su questa base aspra si innestano gli accenti in rosso intenso che danno il nome al concept e ne diventano la firma riconoscibile: i condotti dell'aria traforati, le luci LED rosse sugli specchi, le aree lounge curve. L'identità del brand, così, non è applicata come decorazione: emerge dall'atmosfera, dai materiali e dalla luce. Sul piano funzionale, l'area vendita è un grande open space con gli espositori lungo il perimetro e, al centro, blocchi monolitici multifunzione che organizzano capi e accessori e fungono da banco per il personale. Un secondo ambiente, più riservato, è dedicato ad accessori, beauty e profumi, per un'esperienza d'acquisto più intima. L'area camerini, separata da una parete in vetro fumé, ospita tre cabine con pesanti tende nere e custodisce l'elemento più iconico del progetto: due grandi specchi tondi retroilluminati di rosso, affacciati l'uno sull'altro, che generano l'effetto Droste, ossia un riflesso infinito, una sorta di portale spazio-temporale perfetto per i selfie. Le aree lounge, racchiuse da superfici curve di fili rossi tesi e arredate con moquette e pouf, aggiungono un tocco contemporaneo e sorprendente. L'ingresso, posizionato su uno dei lati corti, è affiancato dalla vetrina e dalla caffetteria da 60 m²: il RED Café è visibile dall'esterno e invita a entrare anche solo per un caffè, trasformando la visita in un momento di socialità. Il risultato è un format da 400 m² coerente e replicabile, che dimostra l'approccio di BCA al retail: un'architettura degli interni che costruisce il riconoscimento del marchio attraverso lo spazio, non attraverso il logo ripetuto ovunque. --- ## Galleria immagini ![Area vendita open space con accenti rossi](images/red-concept-store/red-concept-store-areavendita-openspace.jpg) *L'open space vendita con le strutture lounge in fili rossi tesi, i condotti rossi a vista e le pareti in cemento.* ![Vetrina e ingresso del flagship store RED](images/red-concept-store/red-concept-store-vetrina-ingresso.jpg) *Il fronte sulla galleria commerciale con logo RED, vetrina sui manichini e caffetteria visibile dall'esterno.* ![Area cassa con logo RED al neon e parete X](images/red-concept-store/red-concept-store-areacassa.jpg) *Il bancone cassa con logo RED retroilluminato e la grande X al neon sulla parete in cemento a vista.* ![Camerini con specchi rossi effetto Droste](images/red-concept-store/red-concept-store-camerini-specchidroste.jpg) *I due specchi tondi retroilluminati di rosso creano l'effetto Droste: un riflesso infinito, ideale per i selfie.* ![Caffetteria RED Café affacciata sulla galleria](images/red-concept-store/red-concept-store-caffetteria-redcafe.jpg) *La caffetteria da 60 m² con insegna RED Café e poltroncine rosse: punto di ritrovo aperto verso il centro commerciale.* ![Area riservata per accessori, beauty e profumi](images/red-concept-store/red-concept-store-areariservata-accessori.jpg) *Lo spazio più intimo dedicato ad accessori e fragranze, con mensole a LED rossi e pouf rotondi rossi.* ![Evento con dj set nel flagship store RED](images/red-concept-store/red-concept-store-evento-djset.jpg) *Il negozio si trasforma in luogo di ritrovo: dj set e socialità tra le strutture lounge in fili rossi tesi.* ![Planimetria e palette materiali del RED Concept Store](images/red-concept-store/red-concept-store-planimetria-materiali.jpg) *Pianta e sezione del format da 400 m² (16 × 25 × h 3 m) con la palette: cemento, legno riciclato, rosso intenso.* --- ## Scheda tecnica - **Anno:** 2024 - **Committente:** Lima-Commerce - **Tipologia:** Retail — flagship store monobrand (interior design), format replicabile - **Superficie:** ~400 m² - **Stato:** Concept — Menzione Speciale al concorso (2024) - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Processo:** concorso internazionale su invito “MET Retail Identity” (piattaforma Desall) - **Materiali:** pannelli testurizzati effetto cemento, mensole in legno riciclato, pavimento in cemento levigato, moquette e pouf in rosso intenso, daybed in pelle marrone scuro, fili tesi rossi (lounge) - **Verticale BCA:** Architettura Specialistica + High-End Interiors --- ## Come si trasforma un punto vendita in uno spazio che rappresenta davvero un brand, e non in un semplice allestimento? Chi apre o rinnova i propri negozi si trova davanti a un bivio. Da un lato gli allestitori e i visual merchandiser, che cambiano arredi e grafiche ma non ridisegnano lo spazio; dall'altro gli studi generalisti, che risolvono la pratica tecnica ma consegnano interni anonimi, scollegati dall'identità del marchio. Per un brand di moda che parla a un pubblico giovane e social, il problema è doppio: il negozio deve comunicare i valori del brand e, allo stesso tempo, essere un luogo che vale la pena fotografare e condividere — non solo un insieme di scaffali. Serve un'architettura degli interni dedicata al retail: un concept che parta dal programma funzionale e dall'identità dei materiali, dove il riconoscimento del marchio nasce dallo spazio, dalla luce e dal dettaglio, non dal logo applicato ovunque. --- ## Domande frequenti ### Qual è la differenza tra un progetto di retail identity e un semplice allestimento del punto vendita? Un allestimento cambia arredi, grafiche e finiture lasciando invariato lo spazio. La retail identity — un progetto di architettura degli interni — ridisegna layout, partizioni, materiali, luce e percorso del cliente, traducendo i valori del brand in spazio. RED è stato concepito da zero come format da 400 m²: area vendita open space, ambiente riservato per accessori, area camerini e caffetteria, pensati per essere replicati di negozio in negozio. ### Come si traduce l'identità di un brand di moda in uno spazio fisico senza ridurla al logo? Attraverso scelte progettuali coerenti. In RED la palette industriale e brutalista (pannelli effetto cemento, pavimento in cemento levigato, espositori in metallo e legno riciclato) costruisce l'aura urbana; gli accenti in rosso intenso — condotti traforati, LED, lounge in fili tesi, moquette e pouf — diventano la firma riconoscibile. Il marchio si percepisce dall'atmosfera, non dal logo ripetuto su ogni superficie. ### Perché un negozio dovrebbe funzionare anche come luogo di ritrovo e set fotografico? Perché il target, un pubblico giovane, nato tra il 2000 e il 2005, vive lo shopping come esperienza sociale. Il negozio è insieme punto vendita e luogo di ritrovo trendy: ambienti immersivi, da galleria d'arte, che favoriscono l'interazione e la condivisione. RED integra una caffetteria (RED Café, “good vibes only”), spazi pronti per eventi e dj set, e gli specchi a effetto Droste come fulcro per i selfie: un design che genera contenuti in modo organico. ### Cos'è l'effetto Droste dei camerini e perché è l'elemento iconico del progetto? Nell'area camerini, separata dal resto da una parete in vetro fumé, due grandi specchi tondi con retroilluminazione rossa sono disposti l'uno di fronte all'altro: il riflesso continuo tra i due crea l'effetto Droste, l'illusione ottica di un portale spazio-temporale. Oltre a essere il fulcro visivo del negozio, è un luogo evocativo dove scattare selfie da condividere sui social. Le tre cabine sono chiuse da pesanti tende nere che garantiscono privacy e aggiungono teatralità. ### Il format da 400 m² è replicabile in centri commerciali diversi? Sì: è progettato come format monobrand. Gli espositori modulari e facili da spostare permettono di riconfigurare gli spazi e di adattarsi a negozi di dimensioni diverse. Il brief collocava i punti vendita all'interno di centri commerciali come La Rinascente a Milano o le Galeries Lafayette a Parigi. L'identità — palette, accenti rossi, ambienti ricorrenti (vetrina, open space, camerini, caffetteria) — si ripete di negozio in negozio con variazioni. ### I materiali del concept sono sostenibili? La palette privilegia materiali eco-compatibili e coerenti con lo stile del brand: mensole in legno riciclato, metallo, pannelli testurizzati, pavimento in cemento. Il brief richiedeva esplicitamente arredi preferibilmente eco-compatibili: la scelta di materiali grezzi e durevoli e di arredi modulari riconfigurabili va in questa direzione. ### Quale studio ha progettato il concept RED e con quale riconoscimento? Barberio Colella Architetti, studio con sede a Bari fondato da due architetti con dottorato in progettazione. Il concept — presentato con il brand RED — ha ottenuto una Menzione Speciale al concorso internazionale su invito “MET Retail Identity”, promosso da Lima-Commerce sulla piattaforma Desall (2024), tra 40 progetti partecipanti. Lo studio opera in Puglia, nel Mezzogiorno e su progetti internazionali. ## English # RED Concept Store — A cyberpunk-industrial flagship store for a young fashion brand _A flagship store concept that translates a fashion brand’s identity into an industrial, cyberpunk-style space, designed as both a retail outlet and a meeting place to be photographed and shared._ **2024 · Concept · Retail · Public & Commercial Architecture** --- ## When a fashion shop becomes an urban gallery and a meeting place RED Concept Store was conceived as a retail identity concept for a trendy clothing brand aimed at a young audience, such as secondary school and university students. The brief was not simply to fit out a shop, but to design a flagship store format that could be replicated in premier shopping centres (such as La Rinascente in Milan or Galeries Lafayette in Paris), serving as both a shop and a meeting place. For a generation that views shopping as a social experience, the space had to convey the brand’s identity whilst offering visually appealing environments — perfect for photographing and sharing on social media, evoking the feeling of stepping into a contemporary art gallery. The project was developed for an international invitation-only competition, “MET Retail Identity”, organised by Lima-Commerce on the Desall platform, and presented here under the brand name RED: the proposal by Barberio Colella Architetti received a special mention. The strategy is based on a palette of raw, brutalist materials. Textured, concrete-effect panels cover all the walls; the floor is made of polished concrete; and the display units — both wall-mounted and freestanding — are made of metal and recycled timber: the result is an industrial, urban feel. Against this austere backdrop, bold red accents are introduced, giving the concept its name and becoming its recognisable signature: the perforated air ducts, the red LED lights on the mirrors, and the curved lounge areas. The brand’s identity, therefore, is not merely applied as decoration: it emerges from the atmosphere, the materials and the light. In practical terms, the sales area is a large open-plan space with display units along the perimeter and, in the centre, monolithic multifunctional units that organise garments and accessories and serve as a counter for staff. A second, more private area is dedicated to accessories, beauty products and perfumes, offering a more intimate shopping experience. The changing room area, separated by a smoked-glass wall, houses three cubicles with heavy black curtains and features the project’s most iconic element: two large round mirrors backlit in red, facing each other, which create the Droste effect – an infinite reflection, a sort of space-time portal perfect for selfies. The lounge areas, enclosed by curved surfaces formed by taut red threads and furnished with carpet and pouffes, add a contemporary and surprising touch. The entrance, situated on one of the short sides, is flanked by the shop window and the 60 m² café: the RED Café is visible from the outside and invites visitors to pop in, even just for a coffee, turning their visit into a social experience. The result is a coherent and replicable 400 m² format that demonstrates BCA’s approach to retail: interior architecture that builds brand recognition through the space itself, rather than through a logo repeated everywhere. --- ## Image gallery ![Open-plan sales area with red accents](images/red-concept-store/red-concept-store-areavendita-openspace.jpg) *The open-plan sales area, with its lounge areas featuring taut red wires, exposed red ductwork and concrete walls.* ![The shop window and entrance to the RED flagship store](images/red-concept-store/red-concept-store-vetrina-ingresso.jpg) *The façade facing the shopping arcade, featuring the RED logo, a shop window with mannequins and a café visible from the outside.* ![Checkout area with a neon RED logo and an X-shaped wall](images/red-concept-store/red-concept-store-areacassa.jpg) *The till counter with its backlit RED logo and the large neon X on the exposed concrete wall.* ![Changing rooms with red mirrors featuring the Droste effect](images/red-concept-store/red-concept-store-camerini-specchidroste.jpg) *The two round mirrors, backlit in red, create the Droste effect: an endless reflection, ideal for selfies.* ![RED Café, overlooking the shopping arcade](images/red-concept-store/red-concept-store-caffetteria-redcafe.jpg) *The 60 m² café, with its ‘RED Café’ sign and red armchairs: a meeting place opening out onto the shopping centre.* ![Members’ area for accessories, beauty products and perfumes](images/red-concept-store/red-concept-store-areariservata-accessori.jpg) *The most intimate space dedicated to accessories and fragrances, featuring red LED-lit shelves and round red pouffes.* ![Event featuring a DJ set at the RED flagship store](images/red-concept-store/red-concept-store-evento-djset.jpg) *The shop is transformed into a meeting place: DJ sets and socialising amongst the lounge areas with their taut red ropes.* ![Floor plan and materials palette for the RED Concept Store](images/red-concept-store/red-concept-store-planimetria-materiali.jpg) *Layout and cross-section of the 400 m² format (16 × 25 × h 3 m) featuring the colour palette: concrete, recycled timber, deep red.* --- ## Technical specifications - **Year:** 2024 - **Client:** Lima-Commerce - **Typology:** Retail — single-brand flagship store (interior design), replicable format - **Area:** ~400 m² - **Status:** Concept — Special Mention at the competition (2024) - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Process:** “MET Retail Identity” international competition by invitation (Desall platform) - **Materials:** textured concrete-effect panels, shelves made from recycled timber, polished concrete floor, deep red carpet and pouffe, dark brown leather daybed, red taut wires (lounge) - **BCA vertical:** Public & Commercial Architecture + High-End Interiors --- ## How do you transform a shop into a space that truly represents a brand, rather than just a simple display? Anyone opening or refurbishing their shops finds themselves at a crossroads. On the one hand, there are shopfitters and visual merchandisers, who change the fittings and graphics but do not redesign the space; on the other, there are generalist design studios, which handle the technical aspects but deliver anonymous interiors, disconnected from the brand’s identity. For a fashion brand that appeals to a young, social media-savvy audience, the challenge is twofold: the shop must communicate the brand’s values and, at the same time, be a place worth photographing and sharing — not just a collection of shelves. What is needed is interior architecture specifically designed for retail: a concept rooted in the functional brief and the identity of the materials, where brand recognition stems from the space, the light and the details, not from a logo plastered everywhere. --- ## Frequently asked questions ### What is the difference between a retail identity project and a simple shop fit-out? A shop fit-out changes the furnishings, graphics and finishes whilst leaving the space itself unchanged. The retail identity — an interior design project — reimagines the layout, partitions, materials, lighting and customer journey, translating the brand’s values into the physical space. RED was conceived from scratch as a 400 m² format: an open-plan sales area, a dedicated accessories section, a fitting room area and a café, all designed to be replicated from shop to shop. ### How can a fashion brand’s identity be translated into a physical space without reducing it to just a logo? Through consistent design choices. At RED, the industrial and brutalist palette (concrete-effect panels, polished concrete flooring, display units in metal and recycled timber) creates an urban atmosphere; the deep red accents — perforated pipes, LEDs, a lounge made of taut wires, carpet and pouffes — become its recognisable signature. The brand is conveyed through the atmosphere, not by a logo repeated on every surface. ### Why should a shop also serve as a meeting place and a photo shoot location? This is because the target audience – young people born between 2000 and 2005 – see shopping as a social experience. The shop is both a retail outlet and a trendy meeting place: immersive, art-gallery-style spaces that encourage interaction and sharing. RED features a café (RED Café, “good vibes only”), spaces designed for events and DJ sets, and Droste-effect mirrors as a focal point for selfies: a design that generates content organically. ### What is the ‘Droste effect’ in the changing rooms, and why is it the project’s iconic feature? In the changing room area, separated from the rest of the shop by a smoked-glass wall, two large round mirrors with red backlighting are positioned opposite each other: the continuous reflection between them creates the Droste effect, the optical illusion of a space-time portal. As well as being the visual centrepiece of the shop, it is an evocative spot for taking selfies to share on social media. The three changing rooms are enclosed by heavy black curtains that ensure privacy and add a touch of drama. ### Can the 400 m² format be replicated in different shopping centres? Yes: it is designed as a single-brand format. The modular, easily movable display units allow the spaces to be reconfigured and adapted to shops of different sizes. The brief envisaged the shops being located within shopping centres such as La Rinascente in Milan or Galeries Lafayette in Paris. The identity — colour palette, red accents, recurring elements (shop window, open-plan area, changing rooms, café) — is repeated from shop to shop, with variations. ### Are the materials used in the concept sustainable? The palette favours eco-friendly materials that are in keeping with the brand’s style: shelves made from recycled timber, metal, textured panels and a concrete floor. The brief explicitly called for furnishings that were preferably eco-friendly: the choice of raw, durable materials and modular, reconfigurable furniture is in line with this. ### Which design firm developed the RED concept, and what award did it win? Barberio Colella Architetti, a firm based in Bari and founded by two architects with PhDs in design. The concept — presented under the RED brand — received a special mention at the international invitational competition “MET Retail Identity”, organised by Lima-Commerce on the Desall platform (2024), from among 40 participating projects. The Firm operates in Puglia, southern Italy and on international projects. --- # Scuola ad Aosta – Liceo Artistico e Musicale bioclimatico in Valle d'Aosta _Un edificio scolastico rigenerativo che supera la logica NZEB, trasformando la serra solare in dispositivo civico aperto alla comunità di Aosta._ **2024 · Aosta · Edilizia scolastica · Architettura Specialistica · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/scuola-ad-aosta URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/scuola-ad-aosta ## Italiano # Scuola ad Aosta – Liceo Artistico e Musicale bioclimatico in Valle d'Aosta _Un edificio scolastico rigenerativo che supera la logica NZEB, trasformando la serra solare in dispositivo civico aperto alla comunità di Aosta._ **2024 · Aosta · Edilizia scolastica · Architettura Specialistica · Sustainable Design** --- ## Una scuola come dispositivo civico: serra bioclimatica e paesaggio alpino Il progetto per la ristrutturazione del Liceo Artistico e Musicale di Via Torino ad Aosta nasce dalla volontà di restituire alla città non solo un edificio scolastico performante, ma un autentico dispositivo civico capace di intrecciare formazione e vita comunitaria. L'analisi del contesto urbano, climatico e normativo ha guidato ogni scelta: dalla conservazione dell'articolazione planimetrica dell'edificio esistente (scelta fondata su un attento studio del rapporto tra volumetria e microclima locale) alla semplificazione della sagoma con incremento volumetrico nel rispetto dei limiti della ristrutturazione edilizia. Il cuore del progetto è la serra solare collocata sulla facciata sud: una grande superficie vetrata con struttura in legno che racchiude uno spazio a tripla altezza, pensato sia come dispositivo bioclimatico, accumulo di calore passivo in inverno, ventilazione naturale in estate grazie ad aperture calibrate e angolo di inclinazione studiato sul percorso solare, sia come luogo di relazione tra scuola e comunità. All'interno della serra, corner per lo studio individuale, il debating e il cooperative learning estendono gli spazi didattici, mentre piante di grandi dimensioni al piano terra creano un filtro biofilico tra interno ed esterno, stimolando il benessere psico-fisico degli studenti. La progettazione integrata ha permesso di superare la logica NZEB puntando a un approccio rigenerativo: l'analisi del diagramma psicrometrico ha individuato strategie passive, riscaldamento solare passivo combinato con massa termica in inverno, ombreggiamento e ventilazione naturale in estate, calibrate su scenari climatici proiettati al 2050. La struttura è interamente prefabbricata in XLAM, con rivestimento in legno trattato secondo la tecnica giapponese dello Yakisugi (bruciatura superficiale per aumentarne la durevolezza), infissi a triplo vetro e copertura ottimizzata per fotovoltaico integrato nelle falde sud. Il sistema di recupero delle acque piovane e l'allacciamento al teleriscaldamento urbano completano la strategia energetica. Il profilo della copertura segmentata richiama lo skyline delle catene montuose del versante sud, creando una mimesi del paesaggio alpino che è al contempo segno architettonico e soluzione funzionale. Gli spazi si distribuiscono con una gerarchia chiara: amministrazione e aule per diversamente abili al piano terra, Liceo Musicale tra piano terra e primo piano, Liceo Artistico dal secondo al quarto piano con laboratori, sala espositiva e rooftop panoramico accessibili anche in orario extrascolastico. La scuola diventa così un centro civico aperto, un sistema poroso di relazioni che trova come sfondo il paesaggio naturale di Aosta. --- ## Galleria immagini ![Assonometria liceo Aosta volumi nord-sud](images/school-in-aosta/school-in-aosta-school-aosta-axonometric-01.jpg) *Vista assonometrica del liceo che mostra l'articolazione dei volumi nord-sud ed est-ovest con la serra bioclimatica a sud.* *Seconda vista assonometrica che evidenzia il sistema strutturale prefabbricato in XLAM e la modularità dell'impianto.* ![Concept strategie bioclimatiche scuola Aosta](images/school-in-aosta/school-in-aosta-school-aosta-concept.jpg) *Diagramma di concept che illustra le strategie bioclimatiche passive e il rapporto tra serra solare e spazi didattici.* ![Facciata sud serra solare scuola Aosta](images/school-in-aosta/school-in-aosta-school-aosta-exterior-01.jpg) *Vista esterna della facciata sud con la serra solare in legno e vetro, elemento di relazione tra scuola e paesaggio alpino.* ![Planimetria generale scuola Aosta inverno](images/school-in-aosta/school-in-aosta-school-aosta-general-site-plan.jpg) *L'edificio nel contesto invernale: la copertura segmentata dialoga con lo skyline delle montagne valdostane.* ![Interno serra solare tripla altezza Aosta](images/school-in-aosta/school-in-aosta-school-aosta-interior.jpg) *Lo spazio interno della serra a tripla altezza con vegetazione biofilica, corner studio e luce naturale diffusa.* ![Piante liceo Aosta distribuzione funzionale](images/school-in-aosta/school-in-aosta-school-aosta-plans.jpg) *Le piante dei diversi livelli mostrano la distribuzione funzionale tra Liceo Musicale, Artistico e spazi comuni.* ![Localizzazione scuola Aosta Via Torino](images/school-in-aosta/school-in-aosta-school-aosta-site-location.jpg) *Localizzazione della scuola nel quartiere residenziale di Via Torino, con il rapporto al tessuto urbano e gli spazi pubblici.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Aosta, Valle d'Aosta - **Anno:** 2024 - **Committente:** Comune di Aosta - **Tipologia:** Edilizia scolastica, Liceo Artistico e Musicale - **Stato:** Concorso di progettazione - **Progettisti:** Micaela Colella (capogruppo), Maurizio Barberio, Angelo Figliola - **Collaboratori:** Andrea Sgherza, Italo Boccuto, Giuseppe Tota - **Verticale BCA:** Architettura Specialistica (principale) · Sustainable Design (secondario) --- ## Come si progetta una scuola che funzioni davvero dal punto di vista climatico e didattico, senza affidarsi solo agli impianti? L'edilizia scolastica italiana ha accumulato decenni di interventi dove la qualità ambientale veniva delegata interamente ai sistemi meccanici, con costi energetici elevati e condizioni di comfort spesso inadeguate per studenti e docenti. In un contesto climatico come quello alpino di Aosta, con inverni rigidi e un'escursione termica marcata, la sfida è progettare un involucro che lavori passivamente (accumulando calore solare in inverno e proteggendo dal surriscaldamento in estate) riducendo drasticamente la dipendenza dall'impiantistica attiva. Il progetto per il Liceo di Via Torino dimostra che è possibile superare la logica NZEB con un approccio rigenerativo, dove la serra bioclimatica non è un accessorio ma il principio generatore dell'architettura, e dove la flessibilità degli spazi didattici e l'apertura alla comunità trasformano la scuola in un dispositivo civico attivo. --- ## Domande frequenti ### Come funziona la serra solare in un clima alpino come quello di Aosta? La serra solare è progettata come un dispositivo bioclimatico a doppia funzione. In inverno, l'ampia superficie vetrata con struttura in legno cattura la radiazione solare e la trasmette alla parete massiva retrostante, dotata di elevata inerzia termica, che accumula calore e lo rilascia gradualmente agli spazi didattici. In estate, l'angolo di inclinazione della facciata è calibrato sul percorso solare per garantire l'ombreggiamento, mentre aperture nella parte alta e bassa attivano la ventilazione naturale. L'analisi è stata condotta su scenari climatici proiettati al 2050 per garantire l'efficacia del sistema anche con i cambiamenti climatici in atto. ### Perché si è scelto il legno XLAM e la tecnica dello Yakisugi per una scuola? La struttura in XLAM (pannelli di legno massiccio a strati incrociati) risponde a tre esigenze: modularità e prefabbricazione per ridurre tempi di cantiere e impatto ambientale, prestazioni antisismiche elevate e coerenza con la cultura tettonica del luogo, dove il legno è materiale tradizionale. Il rivestimento esterno utilizza la tecnica giapponese dello Yakisugi, che consiste nella bruciatura superficiale controllata delle assi di legno per creare uno strato carbonizzato protettivo. Questo trattamento aumenta la durevolezza del legno senza ricorrere a vernici o trattamenti chimici, ed è particolarmente adatto al clima alpino con forti escursioni termiche e precipitazioni frequenti. ### La scuola è accessibile alla comunità anche fuori dall'orario scolastico? Il progetto prevede una compartimentazione flessibile degli spazi che consente l'accesso indipendente in orario extrascolastico a palestra (piano interrato), auditorium, sala espositiva e rooftop panoramico. Questi spazi sono raggiungibili dall'ingresso principale su Via Torino attraverso un sistema di porte REI e allarmi che garantiscono la sicurezza separando i percorsi pubblici da quelli scolastici. La scuola diventa così un centro civico attivo per il quartiere, con spazi polifunzionali affacciati sul panorama delle catene montuose circostanti. ### Come sono organizzati gli spazi per i due indirizzi (Artistico e Musicale)? Il Liceo Musicale occupa il piano terra e il primo piano del corpo nord-sud, mentre il Liceo Artistico si sviluppa dal secondo al quarto piano. L'ultimo piano ospita i laboratori artistici in continuità con la sala espositiva e il rooftop. Nonostante la separazione verticale, il sistema rimane poroso grazie agli spazi distributivi e alla serra a tripla altezza che collegano i piani in modo fluido, favorendo aggregazione e studio condiviso. Le aule del corpo nord-sud hanno affaccio nord per luce diffusa e assenza di abbagliamento, mentre a sud sono connesse allo spazio serra. ### Quali strategie energetiche permettono di puntare all'autosufficienza? La strategia combina elementi passivi e attivi. Sul fronte passivo: serra solare per pre-riscaldamento e pre-raffrescamento dell'aria, involucro ad alte prestazioni con infissi a triplo vetro, massa termica delle pareti interne, ventilazione naturale calibrata. Sul fronte attivo: pannelli fotovoltaici integrati nelle falde sud della copertura (la cui forma segmentata è ottimizzata per massimizzarne la resa), sistema di accumulo energetico, allacciamento al teleriscaldamento urbano di Aosta e recupero delle acque piovane con sistema di filtrazione e reimmissione per usi non potabili. ### Quanto costa costruire una scuola con questo approccio bioclimatico rispetto a una tradizionale? Il processo di progettazione integrata (dove la strategia bioclimatica guida la forma dell'edificio sin dal concept) consente di compensare i costi aggiuntivi dell'involucro ad alte prestazioni con la riduzione degli impianti meccanici necessari. La serra solare, ad esempio, abbassa le prestazioni richieste all'impianto attivo per riscaldamento e raffrescamento. In termini di ciclo di vita, i costi di esercizio sono drasticamente inferiori grazie all'autosufficienza energetica e alla ridotta manutenzione della struttura prefabbricata in legno. ### Il progetto tiene conto dei cambiamenti climatici futuri? Le analisi climatiche sono state condotte utilizzando proiezioni statistiche al 2050, non solo dati storici. Questo ha permesso di dimensionare le strategie passive (ombreggiamento, ventilazione, massa termica) per condizioni più calde di quelle attuali, garantendo che l'edificio mantenga condizioni di comfort ottimali anche con l'aumento delle temperature e delle ondate di calore previste dai modelli IPCC per la regione alpina. --- ## State progettando una scuola che sia davvero un luogo di qualità per studenti e comunità? Ogni edificio scolastico ha il potenziale per diventare un dispositivo civico attivo, un luogo dove la qualità dello spazio migliora l'apprendimento e genera relazioni con il territorio. Se state affrontando un concorso o un bando per edilizia scolastica e cercate un approccio che integri progettazione bioclimatica, flessibilità didattica e apertura alla comunità, possiamo lavorarci insieme. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Scuola di Trani** – Polo scolastico bioclimatico - **Polymnia Futura** – Rigenerazione urbana sostenibile a Polignano a Mare - **Bamboo Office** – Edificio bioclimatico per uffici _Scopri il nostro approccio all'Architettura Specialistica →_ --- # Vantaa Masterplan — Sviluppo urbano sostenibile dell’area di Katrineberg _Un masterplan che ricuce un’area frammentata di Vantaa in un quartiere bioclimatico, dove patrimonio storico, natura e comunità tornano a far parte dello stesso disegno._ **2024 · Vantaa · Masterplan urbano · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/vantaa-masterplan URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/vantaa-masterplan ## Italiano # Vantaa Masterplan — Sviluppo urbano sostenibile dell’area di Katrineberg _Un masterplan che ricuce un’area frammentata di Vantaa in un quartiere bioclimatico, dove patrimonio storico, natura e comunità tornano a far parte dello stesso disegno._ **2024 · Vantaa · Masterplan urbano · Sustainable Design** --- ## Ricucire Katrineberg intorno alla natura Katrineberg è un’area di Vantaa, a nord di Helsinki, dove un maniero storico, un ospedale, alcune residenze e la campagna lungo il fiume Vantaa convivono senza un disegno che li tenga insieme. Il concorso internazionale chiedeva di rigenerare quest’area frammentata in chiave sostenibile, senza cancellarne la memoria. La proposta di Barberio Colella Architetti, con Micaela Colella come capogruppo, muove da una convinzione semplice: la sostenibilità non è un traguardo da esibire, ma il modo in cui un quartiere viene messo insieme e poi abitato. Il masterplan lavora su tre direttrici. La prima conserva e valorizza il patrimonio esistente: il maniero storico è racchiuso da una nuova piazza verde, mentre l’ospedale viene convertito in casa di riposo, riqualificato con un retrofit di facciata e circondato da un parco dedicato agli anziani. La seconda ricuce il tessuto urbano, oggi spezzato: nuove strade e una rete viaria riorganizzata collegano un nuovo distretto residenziale a est e nuovi edifici a nord, dove si concentrano i poli civici, commerciali e turistici. La terza apre l’area al turismo sostenibile, con percorsi naturalistici attrezzati che scendono verso il fiume Vantaa per trekking, campeggio, passeggiate e, in inverno, sci di fondo. La sostenibilità diventa la regola costruttiva dell’insieme. Il progetto incrementa la biodiversità con specie autoctone e corridoi ecologici connessi, e punta alla neutralità carbonica attraverso materiali riciclati e a basso impatto, tecnologie passive e fonti rinnovabili, gestite da comunità energetiche rinnovabili che rendono il quartiere più autosufficiente. Le residenze sono costruite in legno con tecniche di prefabbricazione su progetto digitale; i tetti verdi isolano, trattengono l’acqua e ospitano specie; una barriera arborea protegge gli edifici dai venti dominanti di sud-ovest; le acque reflue e meteoriche sono depurate in zone umide costruite e riutilizzate per l’irrigazione. Ogni casa ha una serra solare, che immagazzina calore in inverno e in estate, una volta aperta, diventa spazio esterno. La mobilità è dolce: nel quartiere residenziale l’auto è ammessa solo per emergenze e persone con disabilità, mentre il traffico veicolare resta su Katriinantie e presso l’ospedale. Il quartiere è pensato per accogliere persone e famiglie nelle diverse fasi della vita. Case unifamiliari per famiglie numerose convivono con edifici in co-housing, dove single, giovani coppie e anziani condividono spazi comuni al piano terra, dalla cucina alle sale hobby, riducendo la solitudine e i costi. La progettazione age-friendly, ispirata all’iniziativa Communal Age-Friendly Villages, garantisce percorsi accessibili tutto l’anno, illuminazione e luoghi di sosta, servizi essenziali entro 500 metri e spazi che favoriscono l’incontro fra generazioni. Il progetto è una proposta elaborata per un concorso internazionale. --- ## Galleria immagini ![Soglia commerciale a nord del masterplan di Vantaa](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-sogliacommerciale-nord.jpg) *Gli edifici-soglia a nord, con facciata vetrata e tetto verde, aprono il quartiere ai percorsi ciclopedonali.* ![Strada residenziale ciclopedonale del quartiere](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-stradaresidenziale.jpg) *Strada residenziale ciclopedonale fra edifici bassi in legno, siepi curate e affaccio aperto sulla campagna.* ![Spazio verde comune del quartiere residenziale](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-spazioverde-comune.jpg) *Spazio verde comune fra edifici in legno con tetti verdi, pensato per la socialità intergenerazionale e l’accessibilità.* ![Vista aerea del masterplan di Katrineberg a Vantaa](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-vistaaerea-masterplan.jpg) *Vista d’insieme: il nuovo quartiere sostenibile fra patrimonio storico, tessuto esistente e paesaggio fluviale.* ![Planimetria generale del masterplan di Katrineberg](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-planimetriagenerale.jpg) *Planimetria generale con la rete del verde, della mobilità e delle funzioni dell’intero intervento.* ![Tavola analitica di verde, mobilità e funzioni](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-tavolaanalitica-verdemobilita.jpg) *Spazi verdi, strategie di mobilità dolce, layout funzionale e cronoprogramma in quattro fasi.* ![Tavola della sostenibilità e dispositivi bioclimatici](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-tavolasostenibilita-bioclimatica.jpg) *I dispositivi bioclimatici: tetti verdi, barriera arborea, zone umide, comunità energetiche, orientamento e orti urbani.* ![Abaco delle soluzioni abitative del quartiere](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-abaco-soluzioniabitative.jpg) *Abaco delle tipologie: case unifamiliari, condomini e co-housing e la loro distribuzione nel quartiere.* ![Sezioni urbane del quartiere residenziale](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-sezioni-quartiere.jpg) *Sezioni del quartiere con i dispositivi bioclimatici, dall’orientamento solare alla gestione delle acque.* --- ## Scheda tecnica - **Anno:** 2024 - **Tipologia:** Masterplan urbano — rigenerazione e sviluppo urbano sostenibile di un’area - **Stato:** Concept di concorso (proposta internazionale) - **Progettisti:** Arch. Micaela Colella (capogruppo), Arch. Maurizio Barberio (Barberio Colella Architetti) - **Processo:** concorso internazionale - **Materiali:** legno, materiali naturali e riciclabili, tetti verdi, pavimentazioni permeabili - **Verticale BCA:** Sustainable Design --- ## Come si rigenera un’area frammentata trasformandola in un quartiere che dura, invece di consumarla con l’ennesima espansione? Chi promuove la trasformazione di un’area di margine si trova davanti a un’alternativa scomoda. Da un lato l’espansione convenzionale, che riempie i vuoti con lottizzazioni e strade per le auto, cancella la memoria dei luoghi e scarica sul futuro i costi ambientali. Dall’altro la pura conservazione, che congela l’esistente e rinuncia a dare risposte a chi cerca casa, servizi e lavoro. Un masterplan sostenibile cerca la terza via: ricucire ciò che è separato, conservare ciò che ha valore, e fare di energia, acqua, biodiversità e mobilità la struttura stessa del quartiere, non una decorazione finale. È il punto in cui la scala urbana incontra il mestiere progettuale dello studio. --- ## Domande frequenti ### Che cos’è un masterplan di sviluppo urbano sostenibile? È il progetto strategico di un’area che coordina edifici, spazi pubblici, verde, mobilità, acqua ed energia in un disegno unitario, non un semplice azzonamento. Per Katrineberg il masterplan ricuce un tessuto oggi frammentato, conserva il patrimonio storico, organizza un nuovo distretto residenziale a est e nuovi poli civici, commerciali e turistici a nord, e assume la sostenibilità come regola che struttura l’intero impianto invece di aggiungersi alla fine. ### Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili previste nel quartiere? Sono gruppi di residenti ed edifici che producono e condividono localmente energia da fonti rinnovabili. Riducono i costi, aumentano l’autosufficienza energetica, rafforzano i legami di comunità e creano opportunità economiche locali grazie alla gestione collettiva dell’energia. Nel masterplan si combinano con solare ed eolico, tecnologie passive, tetti verdi e residenze in legno prefabbricato, in una strategia complessiva orientata alla neutralità carbonica. ### Come funziona un quartiere a mobilità dolce come quello previsto a Vantaa? Nel quartiere residenziale l’accesso veicolare è riservato ai mezzi di emergenza e alle persone con disabilità; il traffico automobilistico resta su Katriinantie e in prossimità dell’ospedale. Tutto il resto si muove a piedi, in bicicletta, e-bike o monopattino elettrico, su una rete di piste ciclabili, percorsi pedonali e naturalistici, con parcheggi, parcheggio interrato e posti bici concentrati ai margini. Il risultato è un ambiente più sicuro, silenzioso e salutare, con meno dipendenza dall’auto. ### Come si integra il patrimonio storico esistente nel nuovo quartiere? Il progetto non cancella l’esistente, lo rimette al centro. Il maniero storico è valorizzato da una nuova piazza verde che lo circonda; l’ospedale viene convertito in casa di riposo, riqualificato con un retrofit di facciata per migliorarne l’efficienza energetica e circondato da un parco dedicato agli anziani. La funzione civica lungo l’asse storico è rafforzata, e il nuovo sviluppo si intreccia al tessuto e al paesaggio esistenti invece di sostituirli. ### Che cosa sono le zone umide costruite e a cosa servono? Sono sistemi progettati che impiegano piante acquatiche per assorbire e degradare gli inquinanti, un processo noto come fitodepurazione. Le acque reflue e meteoriche del quartiere vi vengono convogliate: migliorano la qualità dell’acqua, creano habitat per la biodiversità e riducono i costi di energia e manutenzione rispetto ai sistemi tradizionali. L’acqua trattata può inoltre essere riutilizzata per l’irrigazione degli orti, in una logica di ciclo chiuso. ### Chi progetta masterplan e architetture sostenibili per concorsi internazionali? Barberio Colella Architetti, studio con sede a Bari fondato da due architetti con dottorato di ricerca, sviluppa masterplan e progetti sostenibili anche in contesto internazionale, con Micaela Colella capogruppo nei concorsi. Lo studio ha all’attivo progetti in Finlandia e all’estero, come il municipio Kurikka-talo, il Bamboo Office a Changzhou e il masterplan Polymnia Futura, premiato con una Special Mention a Europan 18. Opera in Puglia, nel Mezzogiorno e su scala internazionale. ## English # Vantaa Masterplan — Sustainable urban regeneration of the Katrineberg area _A masterplan that brings together a fragmented area of Vantaa into a bioclimatic neighbourhood, where historical heritage, nature and the community are once again woven into the same vision._ **2024 · Vantaa · Urban masterplan · Sustainable Design** --- ## Reconnecting Katrineberg with nature Katrineberg is an area of Vantaa, north of Helsinki, where a historic manor house, a hospital, a number of residential properties and the countryside along the River Vantaa coexist without any overarching design to tie them together. The international competition called for the regeneration of this fragmented area in a sustainable manner, without erasing its history. The proposal by Barberio Colella Architetti, led by Micaela Colella, is based on a simple conviction: sustainability is not a goal to be flaunted, but the way in which a neighbourhood is brought together and then lived in. The masterplan is structured around three key areas. The first preserves and enhances the existing heritage: the historic manor house is set within a new green square, whilst the hospital is being converted into a care home, refurbished with a facade retrofit and surrounded by a park dedicated to the elderly. The second approach restores the urban fabric, which is currently fragmented: new roads and a reorganised road network connect a new residential district to the east and new buildings to the north, where civic, commercial and tourist hubs are concentrated. The third opens up the area to sustainable tourism, with well-equipped nature trails leading down to the River Vantaa for hiking, camping, walking and, in winter, cross-country skiing. Sustainability becomes the guiding principle for the development as a whole. The project enhances biodiversity through native species and interconnected ecological corridors, and aims for carbon neutrality through the use of recycled and low-impact materials, passive technologies and renewable energy sources, managed by renewable energy communities that make the neighbourhood more self-sufficient. The homes are built from timber using prefabrication techniques based on digital designs; the green roofs provide insulation, retain water and support wildlife; a tree barrier protects the buildings from the prevailing south-westerly winds; wastewater and rainwater are treated in constructed wetlands and reused for irrigation. Each house has a sunspace, which stores heat in winter and, when opened in summer, becomes an outdoor space. Soft mobility is employed: within the residential neighborhood, cars are permitted only for emergencies and for people with disabilities, whilst vehicular traffic is confined to Katriinantie and the area around the hospital. The neighbourhood is designed to cater for individuals and families at different stages of life. Detached houses for large families sit alongside co-housing blocks, where single people, young couples and older residents share shared spaces on the ground floor – from the kitchen to hobby rooms – thereby reducing loneliness and costs. The age-friendly design, inspired by the Communal Age-Friendly Villages initiative, ensures accessible routes all year round, lighting and rest areas, essential services within 500 metres, and spaces that encourage interaction between generations. The project is a proposal developed for an international competition. --- ## Image gallery ![Retail development north of the Vantaa masterplan](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-sogliacommerciale-nord.jpg) *The gateway buildings to the north, with their glass facades and green roofs, open up the neighbourhood to cycle and pedestrian routes.* ![A cycle and pedestrian path in the residential neighborhood](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-stradaresidenziale.jpg) *A residential cycle and pedestrian path running between low timber buildings, well-tended hedges and with an unobstructed view of the countryside.* ![Communal green space in the residential neighborhood](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-spazioverde-comune.jpg) *A communal green space set amongst buildings made from timber with green roofs, designed to foster intergenerational socialising and accessibility.* ![Aerial view of the Katrineberg masterplan in Vantaa](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-vistaaerea-masterplan.jpg) *Overview: the new sustainable neighbourhood, set against a backdrop of historic heritage, the existing urban fabric and the river landscape.* ![General layout of the Katrineberg masterplan](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-planimetriagenerale.jpg) *General site plan showing the network of green spaces, transport links and facilities for the entire project.* ![Analytical table on green spaces, mobility and functions](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-tavolaanalitica-verdemobilita.jpg) *Green spaces, soft mobility strategies, a functional layout and a four-phase timetable.* ![Sustainability table and bioclimatic devices](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-tavolasostenibilita-bioclimatica.jpg) *Bioclimatic devices: green roofs, tree lines, wetlands, energy communities, building orientation and urban gardens.* ![Overview of housing solutions in the neighbourhood](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-abaco-soluzioniabitative.jpg) *Overview of typologies: detached houses, blocks of flats and co-housing, and their distribution within the neighbourhood.* ![Urban sections of the residential neighborhood](images/vantaa-masterplan/vantaa-masterplan-sezioni-quartiere.jpg) *Areas of the neighbourhood featuring bioclimatic devices, ranging from solar orientation to water management.* --- ## Technical specifications - **Year:** 2024 - **Typology:** Urban masterplan — regeneration and sustainable urban development of an area - **Status:** Competition concept (international proposal) - **Designers:** Arch. Micaela Colella (capogruppo), Arch. Maurizio Barberio (Barberio Colella Architetti) - **Process:** international competition - **Materials:** timber, natural and recyclable materials, green roofs, permeable paving - **BCA vertical:** Sustainable Design --- ## How can a fragmented area be revitalised and transformed into a sustainable neighbourhood, rather than being consumed by yet another urban expansion? Anyone promoting the regeneration of a marginalised area is faced with a difficult choice. On the one hand, there is conventional expansion, which fills in the gaps with housing developments and roads for cars, erases the memory of places and passes on the environmental costs to future generations. On the other, there is pure conservation, which freezes the status quo and fails to provide solutions for those seeking homes, services and work. A sustainable masterplan seeks a third way: to reconnect what has been separated, to preserve what is of value, and to make energy, water, biodiversity and mobility the very fabric of the neighbourhood, rather than a mere finishing touch. This is where the urban scale meets the Firm’s design craft. --- ## Frequently asked questions ### What is a sustainable urban regeneration masterplan? It is a strategic plan for an area that brings together buildings, public spaces, green spaces, transport, water and energy within a unified design – not merely a zoning scheme. For Katrineberg, the masterplan stitches together a currently fragmented fabric, preserves the historic heritage, organises a new residential district to the east and new civic, commercial and tourist hubs to the north, and embraces sustainability as a guiding principle that structures the entire scheme rather than being an afterthought. ### What are the renewable energy communities planned for the neighbourhood? These are groups of residents and buildings that generate and share renewable energy locally. They reduce costs, increase energy self-sufficiency, strengthen community ties and create local economic opportunities through collective energy management. In the masterplan, these are combined with solar and wind power, passive technologies, green roofs and prefabricated timber homes, as part of an overarching strategy aimed at carbon neutrality. ### How does a ‘soft mobility’ neighbourhood like the one planned for Vantaa work? In the residential neighborhood, vehicle access is restricted to emergency services and people with disabilities; motor traffic remains on Katriinantie and in the vicinity of the hospital. Everyone else gets around on foot, by bicycle, e-bike or electric scooter, using a network of cycle paths, pedestrian paths nature trails, with car parks, an underground car park and cycle parking facilities concentrated on the outskirts. The result is a safer, quieter and healthier environment, with less reliance on cars. ### How does the existing historic heritage fit into the new neighbourhood? The project does not erase what already exists; rather, it places it back at the centre. The historic manor house is enhanced by a new green square surrounding it; the hospital is converted into a care home, refurbished with a facade retrofit to improve its energy efficiency, and surrounded by a park dedicated to the elderly. The civic function along the historic axis is strengthened, and the new development weaves itself into the existing fabric and landscape rather than replacing them. ### What are constructed wetlands and what are they used for? These are specially designed systems that use aquatic plants to absorb and break down pollutants, a process known as phytoremediation. Wastewater and rainwater from the neighbourhood are channelled into these systems: they improve water quality, create habitats for biodiversity and reduce energy and maintenance costs compared with traditional systems. The treated water can also be reused for watering vegetable gardens, as part of a closed-loop system. ### Who designs masterplans and sustainable architecture for international competitions? Barberio Colella Architetti, a firm based in Bari and founded by two architects with PhDs, develops masterplans and sustainable projects, including on an international scale, with Micaela Colella leading the team in design competitions. The Firm has completed projects in Finland and abroad, such as the Kurikka-talo town hall, the Bamboo Office in Changzhou and the Polymnia Futura masterplan, which received a Special Mention at Europan 18. It operates in Puglia, southern Italy and internationally. --- # Villa a Carovigno – Residenza bioclimatica tra gli ulivi in Puglia _Una casa su podio che trasforma i vincoli del paesaggio agrario pugliese in principi generatori del progetto._ **2024-2025 · Carovigno (BR), Puglia · Residenza unifamiliare · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/villa-a-carovigno URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/villa-a-carovigno ## Italiano # Villa a Carovigno – Residenza bioclimatica tra gli ulivi in Puglia _Una casa su podio che trasforma i vincoli del paesaggio agrario pugliese in principi generatori del progetto._ **2024-2025 · Carovigno (BR), Puglia · Residenza unifamiliare · Sustainable Design** --- ## Abitare un uliveto senza alterarlo A Carovigno, nella campagna brindisina della Murgia dei Trulli, un lotto di oltre 12.000 mq interamente classificato come uliveto accoglie il progetto di una nuova residenza per una coppia di committenti belgi. L'area, delimitata da muretti a secco e punteggiata da ulivi e mandorli, ricade in zona agricola E3 del Piano Urbanistico Generale: un contesto dove costruire non significa occupare, ma inserirsi in un equilibrio paesaggistico consolidato da secoli. La sfida progettuale era duplice: rispettare vincoli urbanistici stringenti (altezza massima 4 metri, indice fondiario 0,03 mc/mq) e offrire a committenti internazionali uno standard abitativo contemporaneo senza snaturare il carattere del luogo. La strategia adottata dall'Arch. Micaela Colella (capogruppo) e dal team di Barberio Colella Architetti, riprende una tipologia radicata nel Mediterraneo: l'edificio su podio. La casa si colloca sul terrazzamento naturale esistente, nel punto più interno del lotto, lontano dalla strada. Questa scelta non è solo paesaggistica: la distanza dalla viabilità, unita alla fitta alberatura, rende l'edificio quasi invisibile dall'esterno. Al di sotto del podio, nel volume del terrazzamento, trovano posto garage, cantina e vano tecnico, sfruttando il dislivello esistente senza aggiungere volumetria fuori terra. Il muretto a secco perimetrale del terrazzamento viene ricostruito con tecniche tradizionali, trasformando un intervento di manutenzione in un elemento di continuità con il paesaggio. Sul fronte sud, la facciata è caratterizzata da dispositivi mobili di ombreggiamento in legno (una rielaborazione contemporanea delle persiane tradizionali pugliesi) che possono chiudersi completamente per proteggere gli interni dal surriscaldamento e dall'abbagliamento. Le tamponature esterne utilizzano blocchi in canapa-calce, un materiale naturale ad alte prestazioni termiche, intonacati e tinteggiati nel bianco del grassello di calce della tradizione rurale. L'autonomia energetica è garantita da una pensilina fotovoltaica di 30 mq e da un pannello solare termico in copertura, entrambi schermati alla vista dalla vegetazione. La climatizzazione è affidata a una pompa di calore idronica ad alta efficienza con serbatoio di accumulo. L'accesso alla proprietà avviene attraverso un varco esistente nel muretto a secco, con un viale in battuto drenante di brecciolino, nessun asfalto, nessuna impermeabilizzazione. Gli ulivi esistenti sono stati preservati nella loro posizione originale; solo piccoli arbusti saranno eventualmente ricollocati all'interno del lotto. Il progetto è attualmente in fase di permesso di costruire, depositato nel luglio 2024. --- ## Galleria immagini ![Vista esterna casa bioclimatica tra ulivi a Carovigno](images/villa-in-carovigno/villa-in-carovigno-exterior-01.jpg) *Il volume bianco della residenza si integra nel paesaggio agricolo pugliese, schermato dalla vegetazione esistente.* ![Facciata sud con brise-soleil in legno, Carovigno](images/villa-in-carovigno/villa-in-carovigno-exterior-02.jpg) *I dispositivi di ombreggiamento scorrevoli in legno proteggono la facciata sud dal surriscaldamento estivo.* ![Render vista prospettica casa su podio Carovigno](images/villa-in-carovigno/villa-in-carovigno-interior-kitchen-garden-view.jpg) *L'edificio su podio riprende la tipologia mediterranea, con la scalinata in pietra locale integrata nel terrazzamento.* ![Inserimento paesaggistico residenza rurale Puglia](images/villa-in-carovigno/villa-in-carovigno-interior-kitchen-olive-grove-view.jpg) *Il progetto minimizza l'impatto visivo collocando la casa nel punto più interno del lotto, oltre la cortina di ulivi.* ![Dettaglio muretto a secco e terrazzamento pugliese](images/villa-in-carovigno/villa-in-carovigno-interior-kitchen-living-open-plan.jpg) *Il muretto a secco perimetrale viene ricostruito con tecniche tradizionali, mantenendo la continuità con il paesaggio.* ![Piscina e scalinata esterna residenza Carovigno](images/villa-in-carovigno/villa-in-carovigno-interior-living-room-fireplace.jpg) *La piscina parzialmente fuori terra si integra nel terrazzamento, rivestita in pietra locale come il podio dell'abitazione.* ![Planimetria generale casa tra ulivi Carovigno](images/villa-in-carovigno/villa-in-carovigno-interior-living-dining-fireplace.jpg) *Il progetto preserva la posizione di tutti gli ulivi esistenti sul lotto, evitando qualsiasi espianto di alberi di pregio.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Carovigno (BR), Puglia, Italia - **Anno:** 2024 - **Committente:** Privato - **Tipologia:** Residenza unifamiliare - **Superficie:** 137,51 mq (residenziale) + 76,98 mq (superfici accessorie) - **Stato:** Permesso di costruire depositato (luglio 2024) - **Progettista:** Arch. Micaela Colella (tecnico incaricato), con Maurizio Barberio e Angelo Figliola - **Verticale BCA:** Sustainable Design - **Materiali principali:** Blocchi canapa-calce, pietra locale, legno per schermature, calcestruzzo armato --- ## Come si costruisce una casa a basso consumo in zona agricola in Puglia senza alterare il paesaggio? Chi possiede un terreno agricolo in Puglia e desidera costruire una residenza si trova di fronte a un paradosso: i vincoli paesaggistici e urbanistici sono così stringenti da sembrare incompatibili con una casa contemporanea e confortevole. Altezze massime ridotte, indici fondiari minimi, tutela dei muretti a secco, rispetto degli ulivi secolari, aree di rispetto dei boschi, tutto sembra progettato per impedire, non per guidare. In realtà, questi vincoli possono diventare i principi generatori di un progetto di qualità, a patto che l'architettura nasca dal contesto e non vi si sovrapponga. A Carovigno, la risposta è stata un edificio che sfrutta la morfologia del terreno, i materiali della tradizione costruttiva locale e le strategie bioclimatiche passive per offrire comfort elevato con un impatto visivo quasi nullo. --- ## Domande frequenti ### Quali sono i vincoli urbanistici per costruire in zona agricola E3 a Carovigno? La zona E3 del PUG di Carovigno prevede un indice fondiario di 0,03 mc/mq per residenze rurali, un lotto minimo di 10.000 mq, altezza massima di 4 metri e un solo piano fuori terra. È obbligatorio tutelare i muretti a secco, gli ulivi secolari e rispettare le prescrizioni del PPTR della Regione Puglia, incluse le aree di rispetto dei boschi. Il progetto deve inoltre ottenere l'accertamento di compatibilità paesaggistica. ### Quanto costa costruire una casa bioclimatica in Puglia? Il costo di una casa bioclimatica in Puglia dipende da molti fattori: dimensioni, complessità del terreno, livello di finitura, scelte impiantistiche. Per un progetto residenziale di circa 140 mq con involucro in canapa-calce, fotovoltaico con accumulo, pompa di calore idronica e piscina, l'ordine di grandezza dell'importo lavori si colloca indicativamente tra 250.000 e 400.000 euro, esclusi onorari professionali e oneri. La progettazione bioclimatica integrata può ridurre i costi operativi nel ciclo di vita dell'edificio grazie a un minore fabbisogno di climatizzazione meccanica. ### Cosa sono i blocchi in canapa-calce e perché usarli in una casa in Puglia? I blocchi in canapa-calce (hemp-lime) sono un materiale da costruzione composto da canapulo (la parte legnosa dello stelo di canapa) miscelato con calce. Hanno ottime proprietà di isolamento termico e acustico, regolano l'umidità interna in modo naturale e hanno un basso impatto ambientale (la canapa sequestra CO2 durante la crescita). In clima mediterraneo sono particolarmente efficaci perché garantiscono buona inerzia termica e sfasamento, contribuendo a mantenere freschi gli interni in estate senza eccessivo ricorso alla climatizzazione meccanica. ### Come funzionano le schermature solari mobili in una casa mediterranea? Le schermature mobili del progetto di Carovigno sono pannelli scorrevoli in legno su binario, ispirati alle persiane tradizionali pugliesi. Possono coprire l'intera facciata sud quando chiusi, bloccando la radiazione solare diretta nelle ore più calde, oppure aprirsi completamente per massimizzare luce e vista. A differenza di un brise-soleil fisso, consentono all'utente di regolare il rapporto tra luce, privacy e protezione termica in base alla stagione e all'ora del giorno. ### È necessaria la compatibilità paesaggistica per costruire in zona agricola in Puglia? Sì. Per le aree soggette a vincoli del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) della Puglia è fondamentale ottenere l'accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi dell'art. 146 del D.Lgs 42/2004. Questo richiede una relazione paesaggistica dettagliata che documenti lo stato dei luoghi, le caratteristiche del progetto e gli effetti della trasformazione. La relazione deve dimostrare che l'intervento è coerente con gli obiettivi di tutela dell'ambito paesaggistico vincolato. ### Quali architetti a Bari o in Puglia progettano case bioclimatiche in zona agricola? Barberio Colella Architetti, con sede a Bari, è uno studio specializzato in progettazione bioclimatica nel contesto mediterraneo. I fondatori, entrambi architetti con dottorato di ricerca, hanno sviluppato competenze specifiche nella progettazione site-specific per il clima pugliese: analisi microclimatica, involucro ad alte prestazioni, ventilazione naturale, integrazione di fonti rinnovabili. Lo studio conosce direttamente normativa, materiali e imprese del territorio pugliese. --- ## Stai pensando a una casa in Puglia che rispetti il paesaggio e il tuo comfort? Se hai un terreno in zona agricola e vuoi costruire una residenza che funzioni con il clima, non contro di esso, possiamo aiutarti a capire cosa è possibile nel tuo contesto specifico. Parliamo del tuo progetto senza impegno. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **New Roots** - **Bamboo Office** _Scopri il nostro approccio al Sustainable Design →_ --- # Flowin' Footbridge – Ponte pedonale parametrico in eco-calcestruzzo a Moganshan, Cina _Un ponte di 20 m² in blocchi modulari di eco-calcestruzzo precompressi con tiranti in acciaio, geometria fluida generata parametricamente per il distretto turistico di Deqing County._ **2023 · Moganshan Town, Deqing County (Zhejiang), Cina · Ponte pedonale (Infrastructure) · Digital & Parametric Design + 3D Printed Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/flowin-footbridge URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/flowin-footbridge ## Italiano # Flowin' Footbridge – Ponte pedonale parametrico in eco-calcestruzzo a Moganshan, Cina _Un ponte di 20 m² in blocchi modulari di eco-calcestruzzo precompressi con tiranti in acciaio, geometria fluida generata parametricamente per il distretto turistico di Deqing County._ **2023 · Moganshan Town, Deqing County (Zhejiang), Cina · Ponte pedonale (Infrastructure) · Digital & Parametric Design + 3D Printed Design** --- ## Una linea che scorre nel paesaggio Moganshan, sulle colline della provincia dello Zhejiang a poche ore da Hangzhou, è una delle aree turistiche di montagna più note della Cina orientale: foreste di bambù, antiche residenze coloniali, un'identità di luogo costruita sulla pace e sul paesaggio. Il Deqing County Cultural Tourism Development Group ha commissionato un nuovo ponte pedonale per integrare un percorso esperienziale nel tessuto del distretto turistico. La sfida non era solo tecnica (sostenere il transito pedonale su una piccola luce) ma identitaria: progettare un manufatto contemporaneo che dialogasse con la sensibilità paesaggistica del luogo senza ridursi a citazione vernacolare né a gesto autoriale fuori scala. Barberio Colella Architetti, con Angelo Figliola e il collaboratore Zhenghui Chen, hanno sviluppato il progetto interamente in workflow parametrico, Rhinoceros e Grasshopper per la modellazione, Karamba per l'analisi strutturale integrata. La forma del ponte non è disegnata in pianta e poi verificata: emerge dalla simulazione dei carichi e dei vincoli, in modo che ogni curva e ogni sezione siano l'esito diretto del comportamento strutturale. Il risultato è una linea fluida, "in flusso" (da cui il nome Flowin' Footbridge) che attraversa il sito senza imporre direzioni rigide al paesaggio circostante. Il sistema costruttivo combina due materiali con ruoli distinti. L'impalcato e i parapetti sono composti da blocchi modulari di eco-calcestruzzo: un calcestruzzo a basso impatto ambientale che riduce le emissioni di CO₂ rispetto al calcestruzzo standard grazie alla sostituzione parziale del cemento Portland con leganti meno energivori e all'impiego di aggregati di recupero. I blocchi sono prefabbricati con geometrie variabili (la sequenza è leggibile nelle Sections Progression del progetto) e si assemblano in successione grazie a tiranti in acciaio post-tesi che garantiscono la coesione strutturale dell'insieme. I parapetti, anch'essi in acciaio, completano l'assetto formale e svolgono la funzione di guardia. La stratificazione tra blocchi lapidei discreti e tiranti continui in acciaio è il principio su cui BCA ha lavorato anche in Hypar Gate (Troyes, 2016) e Additive Stereotomy: un linguaggio stereotomico contemporaneo, dove la geometria è generata dall'algoritmo e tradotta in componenti modulari fabbricabili. Il progetto è attualmente unbuilt: presentato come poster alla conferenza congiunta ACADIA/CAADRIA 2023, Flowin' Footbridge documenta lo stato dell'arte della ricerca BCA sull'integrazione tra design parametrico, analisi strutturale computazionale e materiali a basso impatto applicati a piccole infrastrutture pubbliche. Per il committente turistico-culturale cinese, il ponte è un asset identitario; per la ricerca, è un caso di studio pubblicabile sulla riducibilità dell'impronta carbonica delle infrastrutture pedonali quando la geometria stessa diventa strumento di ottimizzazione strutturale. --- ## Galleria immagini ![Render Flowin Footbridge ponte parametrico Cina](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-rendering-01.jpg) *Vista esterna del ponte pedonale: la linea continua emerge dalla simulazione strutturale parametrica e si integra nel paesaggio collinare di Moganshan.* ![Vista dall’alto Flowin Footbridge geometria fluida](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-top-view.jpg) *La pianta rivela la geometria fluida del ponte: una curva non disegnata ma generata dalla distribuzione ottimale dei carichi pedonali sulla luce.* ![Render prospettico ponte pedonale Moganshan](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-rendering-02.jpg) *Vista prospettica laterale: i blocchi modulari di eco-calcestruzzo si assemblano in sequenza grazie ai tiranti in acciaio post-tesi.* ![Variazione sezioni ponte parametrico Karamba](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-sections-progression.jpg) *La progressione delle sezioni mostra come la sezione del ponte vari con continuità in funzione dei momenti flettenti calcolati con Karamba3D.* ![Schema strutturale blocchi e tiranti acciaio](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-structural.jpg) *Schema strutturale: blocchi di eco-calcestruzzo in compressione, tiranti in acciaio post-tesi in trazione, un sistema ibrido che sfrutta entrambi i materiali.* ![Logica di fabbricazione blocchi modulari](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-fabrication.jpg) *La logica di fabbricazione: ogni blocco è un componente prefabbricato con geometria variabile, generata dal modello parametrico.* ![Sequenza produzione installazione ponte](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-production-and-installation.jpg) *Sequenza di produzione e installazione: i blocchi arrivano in cantiere ordinati, vengono assemblati in successione e i tiranti in acciaio post-tesi chiudono il sistema.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Moganshan Town, Deqing County (Provincia dello Zhejiang), Cina - **Anno:** 2023 - **Committente:** Deqing County Cultural Tourism Development Group Co., Ltd. - **Tipologia:** Infrastruttura pedonale, Footbridge per area turistica - **Superficie costruita (built area):** 20 m² - **Superficie di progetto (site area):** 30 m² - **Stato:** Unbuilt, concept presentato come poster alla conferenza ACADIA/CAADRIA 2023 - **Lead Architects:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Design Team:** Maurizio Barberio, Micaela Colella, Angelo Figliola - **Collaboratore:** Zhenghui Chen - **Landscape, Structural, Environmental & MEP, Lighting:** Barberio Colella Architetti + Angelo Figliola - **Materiali principali:** Eco-calcestruzzo (blocchi modulari prefabbricati) + Acciaio (tiranti di precompressione e parapetti) - **Strumenti di progettazione:** Rhinoceros + Grasshopper (modellazione parametrica), Karamba3D (analisi strutturale integrata in Grasshopper), V-Ray (rendering) - **Pubblicazioni:** Poster ACADIA/CAADRIA 2023 (conferenza congiunta delle due principali associazioni di computational design in architettura) - **Verticale BCA principale:** Digital & Parametric Design - **Verticale BCA secondario:** 3D Printed Design (per la logica stereotomica dei blocchi modulari, in continuità con la ricerca BCA su Additive Stereotomy e Urban Dunes) --- ## Come si progetta un'infrastruttura pubblica di piccola luce che sia identitaria, sostenibile e strutturalmente onesta? Le piccole infrastrutture pedonali (ponti, passerelle, belvedere) soffrono in genere di una doppia povertà: o sono prodotti standardizzati di catalogo che ignorano il contesto, o sono gesti formali costosi che dipendono da soluzioni strutturali inefficienti. In aree turistiche di pregio come Moganshan, la richiesta del committente è chiara: un manufatto riconoscibile, che diventi tappa del percorso esperienziale, ma anche misurabile sul piano ambientale e tecnicamente coerente. Flowin' Footbridge dimostra che il design parametrico non è un esercizio di stile ma uno strumento di efficienza: la geometria nasce dall'analisi strutturale, i blocchi modulari riducono lo scarto in fabbricazione, l'eco-calcestruzzo abbatte la CO₂ incorporata. --- ## Domande frequenti ### Cos'è l'eco-calcestruzzo e perché è rilevante per un'infrastruttura pubblica? L'eco-calcestruzzo è una famiglia di calcestruzzi a basso impatto ambientale ottenuti riducendo il contenuto di cemento Portland (la cui produzione è responsabile di circa l'8% delle emissioni globali di CO₂) tramite leganti alternativi (geopolimeri, ceneri volanti, scorie d'altoforno) e/o impiegando aggregati di recupero. Per un'infrastruttura pubblica come Flowin' Footbridge, l'eco-calcestruzzo riduce l'impronta carbonica del progetto senza compromettere le proprietà meccaniche necessarie a resistere ai carichi pedonali e ambientali. La scelta è coerente con la committenza pubblico-culturale cinese, sempre più attenta agli standard ESG anche su scala territoriale. ### Come funziona la struttura a blocchi precompressi con tiranti in acciaio? La struttura del ponte combina blocchi modulari di eco-calcestruzzo (compressivamente molto resistenti) e tiranti in acciaio (tensilmente molto resistenti) in un sistema ibrido che sfrutta le proprietà di ciascun materiale. I tiranti in acciaio attraversano longitudinalmente la sequenza di blocchi, vengono post-tesi in cantiere e generano una compressione interna che mantiene i blocchi in contatto e impedisce l'apertura delle giunzioni sotto carico. È un principio antico (applicato già nelle volte stereotomiche storiche con cunei e tiranti) qui aggiornato con strumenti contemporanei di analisi strutturale e fabbricazione digitale. ### Perché si è scelto un workflow parametrico (Rhino/Grasshopper/Karamba) per un ponte di 20 m²? Per una piccola luce, la complessità del problema non è sulla scala ma sulla coerenza tra forma, struttura e fabbricazione. Karamba3D, plugin di analisi strutturale agli elementi finiti integrato in Grasshopper, permette di iterare il progetto in tempo reale: ogni modifica geometrica viene immediatamente verificata sul piano dei carichi e delle deformazioni. Questo workflow consente di ottenere una geometria che non è "scolpita" e poi verificata, ma generata direttamente dalle condizioni statiche. Per un committente turistico-culturale, il vantaggio è doppio: un manufatto formalmente forte e una garanzia ingegneristica documentabile fin dalla fase di concept. ### Cosa rende Flowin' Footbridge coerente con la ricerca BCA su stereotomia e fabbricazione digitale? Lo studio Barberio Colella Architetti ha sviluppato dal 2016 una linea di ricerca sulla stereotomia digitale (il taglio e l'assemblaggio di blocchi solidi con strumenti computazionali) che ha generato progetti come Urban Dunes (volta in blocchi di sabbia stampata in 3D, Abu Dhabi 2020) e Additive Stereotomy (sistema voltato a blocchi stampati in 3D, NYIT 2018). Flowin' Footbridge applica gli stessi principi a una scala diversa (l'infrastruttura pedonale) e con un materiale diverso (l'eco-calcestruzzo): blocchi modulari, geometria parametrica, assemblaggio reversibile. È un caso di studio sulla scalabilità del paradigma stereotomico contemporaneo. ### Come si integra una nuova infrastruttura in un paesaggio turistico naturale come Moganshan? Moganshan è uno dei distretti turistici storici della Cina orientale, caratterizzato da foreste di bambù, residenze coloniali e una sensibilità paesaggistica radicata nella cultura locale. La risposta progettuale di Flowin' Footbridge è la sottrazione formale: una linea fluida, sezioni che variano gradualmente, una palette materica neutra, l'eco-calcestruzzo nel suo colore naturale e l'acciaio dei tiranti e dei parapetti. Il ponte non si impone come oggetto autoreferenziale ma diventa un elemento del percorso, leggibile come superficie continua più che come manufatto isolato. La modularità dei blocchi consente inoltre eventuali ricollocazioni o ampliamenti senza demolizioni distruttive. ### Cosa sono ACADIA e CAADRIA, e perché un poster lì è una credenziale rilevante? ACADIA (Association for Computer-Aided Design in Architecture) e CAADRIA (Computer-Aided Architectural Design Research in Asia) sono le due principali associazioni accademiche che presidiano il campo del computational design in architettura. Le loro conferenze sono il luogo dove si presentano gli esiti più rigorosi della ricerca su progettazione parametrica, fabbricazione digitale e analisi strutturale algoritmica. Il poster ACADIA/CAADRIA 2023 (l'edizione congiunta) è una validazione tra pari della solidità metodologica del progetto: nel circuito B2B internazionale del computational design è il tipo di credenziale che distingue uno studio con ricerca dichiarata da uno con sole capacità progettuali generaliste. --- ## Hai un'infrastruttura pedonale o un componente architettonico complesso da progettare? Se stai sviluppando un ponte, una passerella, una pensilina o un componente strutturale custom (pubblico o privato, in Italia o all'estero) possiamo valutare insieme un'integrazione di design parametrico, analisi strutturale e materiali a basso impatto. BCA progetta dal concept al file di fabbricazione, coordinandosi con i produttori per la realizzazione. **[Invia il tuo brief]** _Risposta entro 48 ore. Nessun impegno._ --- ## Progetti correlati - **Additive Stereotomy** – Sistema voltato in blocchi stereotomici stampati in 3D (presentato a NYIT, Stereotomy 2.0) - **Urban Dunes** – Volta urbana in blocchi di sabbia stampata in 3D ad Abu Dhabi (Menzione d'Onore Cool Abu Dhabi Challenge) - **3D Printed Mosque** – Moschea con volte stampate in 3D in Kuwait _Scopri il nostro approccio al Digital & Parametric Design →_ ## English # Flowin' Footbridge – Parametric eco-concrete pedestrian bridge in Moganshan, China _A 20 m² pedestrian bridge made of modular, prestressed eco-concrete blocks with steel tie rods, a fluid, parametrically generated geometry for the tourist district of Deqing County._ **2023 · Moganshan Town, Deqing County (Zhejiang), China · Pedestrian bridge (Infrastructure) · Digital & Parametric Design + 3D Printed Design** --- ## A line flowing through the landscape Moganshan, nestled in the hills of Zhejiang province just a few hours from Hangzhou, is one of the best-known mountain tourist areas in eastern China: bamboo forests, historic colonial residences, a sense of place built on tranquillity and the landscape. The Deqing County Cultural Tourism Development Group commissioned a new pedestrian bridge to integrate an experiential route into the fabric of the tourist district. The challenge was not only technical (supporting pedestrian traffic over a short span) but also one of identity: to design a contemporary structure that would engage with the landscape’s sensibility without reducing itself to a mere vernacular reference or an out-of-scale authorial gesture. Barberio Colella Architetti, with Angelo Figliola and collaborator Zhenghui Chen, developed the project entirely using a parametric workflow, Rhinoceros and Grasshopper for modelling, Karamba for integrated structural analysis. The bridge’s form is not drawn out in plan and then verified: it emerges from the simulation of loads and constraints, so that every curve and every section is the direct result of structural behaviour. The result is a fluid, ‘flowing’ line (hence the name Flowin’ Footbridge) which crosses the site without imposing rigid directions on the surrounding landscape. The construction system combines two materials with distinct roles. The deck and parapets are composed of modular blocks of eco-concrete: a low-carbon concrete that reduces CO₂ emissions compared to standard concrete thanks to the partial replacement of Portland cement with less energy-intensive binders and the use of recycled aggregates. The blocks are prefabricated with variable geometries (the sequence can be seen in the project’s Sections Progression) and are assembled in succession using post-tensioned steel tie rods that ensure the structural cohesion of the whole. The parapets, also made of steel, complete the formal composition and serve as a guardrail. The layering of discrete stone blocks and continuous steel tie rods is the principle on which BCA also worked in Hypar Gate (Troyes, 2016) and Additive Stereotomy: a contemporary stereotomic language, where the geometry is generated by an algorithm and translated into manufacturable modular components. The project is currently unbuilt: presented as a poster at the joint ACADIA/CAADRIA 2023 conference, Flowin’ Footbridge documents the state of the art of BCA’s research into the integration of parametric design, computational structural analysis and low-impact materials applied to small-scale public infrastructure. For the Chinese tourism and cultural client, the bridge is an identity asset; for research, it is a publishable case study on the reduction of the carbon footprint of pedestrian infrastructure when the geometry itself becomes a tool for structural optimisation. --- ## Image gallery ![Render Flowin Footbridge parametric bridge China](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-rendering-01.jpg) *Exterior view of the pedestrian bridge: the continuous line emerges from the parametric structural simulation and integrates into the hilly landscape of Moganshan.* ![Top view of the Flowin Footbridge with fluid geometry](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-top-view.jpg) *The plan reveals the bridge’s fluid geometry: a curve not drawn but generated by the optimal distribution of pedestrian loads across the span.* ![Perspective rendering of the Moganshan pedestrian bridge](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-rendering-02.jpg) *Perspective side view: the modular eco-concrete blocks are assembled in sequence thanks to post-tensioned steel tie-rods.* ![Variation of Karamba parametric bridge sections](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-sections-progression.jpg) *The progression of sections shows how the bridge section varies continuously according to the bending moments calculated with Karamba3D.* ![Structural diagram of blocks and steel tie rods](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-structural.jpg) *Structural diagram: eco-concrete blocks under compression, post-tensioned steel tie rods under tension, a hybrid system that utilises both materials.* ![Fabrication logic for modular blocks](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-fabrication.jpg) *The fabrication logic: each block is a prefabricated component with variable geometry, generated by the parametric model.* ![Production and installation sequence for the bridge](images/flowin-footbridge/flowin-footbridge-production-and-installation.jpg) *Production and installation sequence: the blocks arrive on site in order, are assembled in sequence, and the post-tensioned steel tie-rods complete the system.* --- ## Technical specifications - **Location:** Moganshan Town, Deqing County (Zhejiang Province), China - **Year:** 2023 - **Client:** Deqing County Cultural Tourism Development Group Co., Ltd. - **Typology:** Pedestrian infrastructure, Footbridge for a tourist area - **Built area:** 20 m² - **Site area:** 30 m² - **Status:** Unbuilt, concept presented as a poster at the ACADIA/CAADRIA 2023 conference - **Lead Architects:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Design Team:** Maurizio Barberio, Micaela Colella, Angelo Figliola - **Collaborator:** Zhenghui Chen - **Landscape, Structural, Environmental & MEP, Lighting:** Barberio Colella Architetti + Angelo Figliola - **Main materials:** Low-carbon concrete (prefabricated modular blocks) + Steel (tie-rods and parapets) - **Design tools:** Rhinoceros + Grasshopper (parametric modelling), Karamba3D (structural analysis integrated into Grasshopper), V-Ray (rendering) - **Publications:** ACADIA/CAADRIA 2023 poster (joint conference of the two leading associations for computational design in architecture) - **Primary BCA vertical:** Digital & Parametric Design - **Secondary BCA vertical:** 3D Printed Design (for the stereotomic logic of the modular blocks, in line with BCA research on Additive Stereotomy and Urban Dunes) --- ## How does one design a small-scale public infrastructure that is distinctive, sustainable and structurally honest? Small-scale pedestrian infrastructure (bridges, footbridges, viewing platforms) generally suffers from a dual shortcoming: either they are standardised catalogue products that ignore the context, or they are costly formal gestures that rely on inefficient structural solutions. In prestigious tourist areas such as Moganshan, the client’s brief is clear: a recognisable structure that becomes a stop on the experiential journey, yet is also environmentally sustainable and technically coherent. Flowin’ Footbridge demonstrates that parametric design is not an exercise in style but a tool for efficiency: the geometry arises from structural analysis, the modular blocks reduce fabrication waste, and the low-carbon concrete cuts down on embodied CO₂. --- ## Frequently Asked Questions ### What is low-carbon concrete and why is it relevant for public infrastructure? Low-carbon concrete is a family of concretes with low environmental impact produced by reducing the Portland cement content (the production of which accounts for around 8% of global CO₂ emissions) through the use of alternative binders (geopolymers, fly ash, blast furnace slag) and/or recycled aggregates. For a public infrastructure project such as the Flowin’ Footbridge, low-carbon concrete reduces the project’s carbon footprint without compromising the mechanical properties required to withstand pedestrian and environmental loads. This choice is consistent with the Chinese public-cultural client, which is increasingly attentive to ESG standards even at a local level. ### How does the pre-stressed block structure with steel tie rods work? The bridge structure combines modular eco-concrete blocks (highly resistant to compression) and steel tie rods (highly resistant to tension) in a hybrid system that exploits the properties of each material. The steel tie-rods run longitudinally through the sequence of blocks, are post-tensioned on site and generate internal compression that keeps the blocks in contact and prevents the joints from opening under load. It is an ancient principle (already applied in historic stereotomic vaults with wedges and tie-rods) updated here with contemporary tools for structural analysis and digital fabrication. ### Why was a parametric workflow (Rhino/Grasshopper/Karamba) chosen for a 20 m² bridge? For a small span, the complexity of the problem lies not in the scale but in the coherence between form, structure and fabrication. Karamba3D, a finite element structural analysis plugin integrated into Grasshopper, allows the design to be iterated in real time: every geometric modification is immediately verified in terms of loads and deformations. This workflow allows for a geometry that is not ‘sculpted’ and then verified, but generated directly from the static conditions. For a client in the tourism and cultural sector, the advantage is twofold: a structurally robust structure and an engineering guarantee that can be documented right from the concept phase. ### What makes Flowin’ Footbridge consistent with BCA’s research on stereotomy and digital fabrication? Since 2016, the Barberio Colella Architetti studio has been developing a line of research on digital stereotomy (the cutting and assembly of solid blocks using computational tools) which has generated projects such as Urban Dunes (a vault made of 3D-printed sand blocks, Abu Dhabi 2020) and Additive Stereotomy (a vaulted system of 3D-printed blocks, NYIT 2018). Flowin’ Footbridge applies the same principles on a different scale (pedestrian infrastructure) and with a different material (eco-concrete): modular blocks, parametric geometry, reversible assembly. It is a case study on the scalability of the contemporary stereotomy paradigm. ### How does one integrate new infrastructure into a natural tourist landscape such as Moganshan? Moganshan is one of the historic tourist districts of eastern China, characterised by bamboo forests, colonial residences and a landscape sensibility rooted in local culture. The design response of the Flowin’ Footbridge is formal subtraction: a fluid line, gradually varying sections, a neutral material palette, eco-concrete in its natural colour and the steel of the tie-rods and parapets. The bridge does not impose itself as a self-referential object but becomes an element of the route, perceived as a continuous surface rather than an isolated structure. The modularity of the blocks also allows for potential relocations or extensions without destructive demolition. ### What are ACADIA and CAADRIA, and why is a poster there a relevant credential? ACADIA (Association for Computer-Aided Design in Architecture) and CAADRIA (Computer-Aided Architectural Design Research in Asia) are the two leading academic associations in the field of computational design in architecture. Their conferences are the forums where the most rigorous research findings on parametric design, digital fabrication and algorithmic structural analysis are presented. The ACADIA/CAADRIA 2023 poster (the joint edition) is a peer-reviewed validation of the project’s methodological rigour: within the international B2B circuit of computational design, it is the kind of credential that distinguishes a practice with a proven research track record from one with only generalist design capabilities. --- ## Do you have a pedestrian infrastructure or a complex architectural component to design? Whether you are developing a bridge, a footbridge, a shelter or a custom structural component (public or private, in Italy or abroad) we can work together to explore the integration of parametric design, structural analysis and low-impact materials. BCA designs from concept to fabrication file, coordinating with manufacturers for production. **[Send your brief]** _Response within 48 hours. No obligation._ --- ## Related projects - **Additive Stereotomy** – Vaulted system using 3D-printed stereotomic blocks (presented at NYIT, Stereotomy 2.0) - **Urban Dunes** – Urban vault made of 3D-printed sand blocks in Abu Dhabi (Honorable Mention, Cool Abu Dhabi Challenge) - **3D Printed Mosque** – Mosque with 3D-printed vaults in Kuwait _Discover our approach to Digital & Parametric Design →_ --- # Braccialini HQ – Nuova facciata parametrica per lo stabilimento Graziella Braccialini a Scandicci _Un drappo di alluminio forato avvolge la sede del brand fiorentino: schermatura solare performante, ventilazione naturale e identità contemporanea per uno stabilimento produttivo che diventa landmark._ **2022 · Scandicci (FI), Toscana · Corporate / Headquarter · Architettura Specialistica · Digital & Parametric Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/braccialini-hq URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/braccialini-hq ## Italiano # Braccialini HQ – Nuova facciata parametrica per lo stabilimento Graziella Braccialini a Scandicci _Un drappo di alluminio forato avvolge la sede del brand fiorentino: schermatura solare performante, ventilazione naturale e identità contemporanea per uno stabilimento produttivo che diventa landmark._ **2022 · Scandicci (FI), Toscana · Corporate / Headquarter · Architettura Specialistica · Digital & Parametric Design** --- ## Un edificio industriale che diventa brand Lo stabilimento Graziella Braccialini a Scandicci, lungo un’importante arteria autostradale dell’area fiorentina, è un edificio industriale con un problema comune a molte sedi produttive italiane: un involucro che non comunica nulla del brand che ospita, non protegge adeguatamente gli spazi interni dalla radiazione solare e non offre condizioni di lavoro confortevoli. Il concorso di idee ’Braccialini Front Wall’, promosso da Graziella Holding in collaborazione con la Fondazione Architetti Firenze, chiedeva esattamente questo: ripensare l’identità dell’edificio partendo dalla facciata, trasformando un capannone anonimo in un landmark riconoscibile. La proposta di Barberio Colella Architetti affronta il problema su due livelli simultanei: identità e prestazione. L'edificio viene avvolto da un drappo di alluminio bianco che, come una nuova pelle, abbandona la rigidità del metallo attraverso operazioni di piegatura e forma morbide onde orizzontali. Le bande si aprono in corrispondenza delle finestre, mantenendo la trasparenza dove serve e proteggendo dove necessario. L'orizzontalità delle forme, sottolineata da fasci di luce LED, crea un nuovo landmark caratterizzato da linee aerodinamiche e contemporanee, riconoscibili e ben visibili percorrendo l'autostrada in entrambe le direzioni. Ma la facciata non è solo immagine: è un layer performativo. I pannelli di alluminio sono forati con una trama fitta che filtra la radiazione solare incidente nel periodo estivo, riducendo il carico energetico per il raffrescamento degli spazi interni. La stessa foratura consente la ventilazione naturale degli spazi retrostanti la facciata. Le analisi condotte dal team dimostrano che la soluzione elimina i fenomeni di abbagliamento (glare) negli spazi di lavoro, preservando al contempo la visuale verso l'esterno. Il risultato è un incremento misurabile del comfort e del benessere degli occupanti, un tema che la ricerca collega direttamente alla produttività. La scelta dell'alluminio è stata guidata da criteri di sostenibilità e praticità: riciclabile all'infinito senza perdere proprietà fisiche e meccaniche, duttile, leggero e resistente all'ossidazione, incombustibile. La suddivisione della facciata in pannelli modulari segue la struttura metallica esistente, ancorandosi senza sottostruttura aggiuntiva, per garantire facilità e rapidità di montaggio. Lo spessore complessivo dell'intervento è di soli 50 centimetri. Il progetto è stato sviluppato da Micaela Colella (capogruppo), Maurizio Barberio e Angelo Figliola nell'ambito del concorso di idee promosso da Graziella Holding. --- ## Galleria immagini ![Render facciata Braccialini HQ Scandicci al crepuscolo](images/braccialini-hq/braccialini-hq-exterior-rendering-night.jpg) *La nuova facciata in alluminio al crepuscolo: le onde orizzontali e i fasci LED creano un landmark riconoscibile dall'autostrada.* ![Vista notturna stabilimento Braccialini con illuminazione LED](images/braccialini-hq/braccialini-hq-exterior-rendering-twilight.jpg) *Di notte l'illuminazione LED integrata nelle bande orizzontali trasforma lo stabilimento in un segno luminoso nel paesaggio industriale.* ![Tavola concorso Braccialini dettagli facciata parametrica](images/braccialini-hq/braccialini-hq-facade-concept-diagram.jpg) *La tavola di concorso mostra il sistema di pannelli in alluminio forato con le operazioni di piegatura che generano le onde della facciata.* ![Tavola concorso analisi prestazionale facciata Braccialini](images/braccialini-hq/braccialini-hq-facade-detail-exploded.jpg) *Le analisi prestazionali dimostrano la riduzione della radiazione solare incidente e l'eliminazione dell'abbagliamento negli spazi di lavoro.* ![Dettaglio costruttivo pannelli alluminio facciata Braccialini](images/braccialini-hq/braccialini-hq-solar-radiation-analysis.jpg) *Il dettaglio costruttivo: i pannelli modulari si ancorano alla struttura metallica esistente senza sottostruttura aggiuntiva, in soli 50 cm di spessore.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Scandicci (FI), Toscana, Italia - **Anno:** 2022 - **Committente:** Graziella Holding Spa, Concorso di idee 'Braccialini Front Wall' (in collaborazione con Fondazione Architetti Firenze) - **Tipologia:** Riqualificazione facciata, Headquarter / stabilimento produttivo - **Stato:** Proposta di concorso - **Progettisti:** Micaela Colella (capogruppo), Maurizio Barberio, Angelo Figliola - **Verticale BCA:** Architettura Specialistica (principale) · Digital & Parametric Design (secondario) - **Materiali principali:** Alluminio forato (pannelli di facciata), LED integrati --- ## Come si trasforma la sede di un brand in un edificio che comunica identità senza sacrificare le prestazioni? Molte aziende italiane operano in edifici industriali o terziari costruiti negli anni '70-'90, funzionali ma privi di identità. Quando il brand evolve (come nel caso di Braccialini, che ha ridefinito l'immagine dei propri store) la sede produttiva resta indietro: non comunica i valori dell'azienda, non offre comfort adeguato ai lavoratori, e non si distingue nel paesaggio. La tentazione è un restyling superficiale: un nuovo colore, un logo più grande. Ma il problema è strutturale: l'involucro non performa, il comfort è mediocre, e l'immagine è generica. BCA dimostra con il progetto Braccialini HQ che una facciata può essere simultaneamente identità di brand, schermatura solare performante e sistema di ventilazione naturale, senza demolire l'esistente. --- ## Domande frequenti ### È possibile riqualificare la facciata di un edificio industriale senza interrompere la produzione? Sì. Il progetto Braccialini HQ è stato concepito per ancorarsi alla struttura metallica esistente senza sottostruttura aggiuntiva. La suddivisione in pannelli modulari prefabbricati consente un montaggio rapido, senza necessità di ponteggi invasivi o interruzioni prolungate dell'attività produttiva. Lo spessore complessivo dell'intervento (50 cm) non altera la volumetria dell'edificio e non richiede varianti urbanistiche significative. ### Quanto incide una facciata performante sulla riduzione dei consumi energetici? Una schermatura solare ben progettata può ridurre il carico di raffrescamento estivo del 20-40%, a seconda dell'orientamento e del clima. Nel caso Braccialini, le analisi dimostrano una riduzione significativa della radiazione solare incidente sulle pareti esposte, con conseguente abbattimento dei costi per il condizionamento. La foratura dei pannelli garantisce ventilazione naturale continua, riducendo ulteriormente la dipendenza da sistemi meccanici. Il risparmio energetico si somma al miglioramento del comfort visivo (eliminazione del glare) che la ricerca associa a incrementi misurabili della produttività. ### Perché scegliere l'alluminio per una facciata industriale? L'alluminio è riciclabile all'infinito senza perdita di proprietà, un vantaggio ESG concreto e certificabile. È leggero (non sovraccarica la struttura esistente), duttile (consente le piegature che generano le onde della facciata), resistente all'ossidazione (bassi costi di manutenzione nel ciclo di vita) e incombustibile (conformità antincendio senza trattamenti aggiuntivi). Per un intervento di retrofitting su struttura esistente, queste proprietà eliminano molte delle complessità strutturali e normative che altri materiali comporterebbero. ### Come funziona il design parametrico applicato a una facciata industriale? Il design parametrico consente di generare geometrie complesse (come le onde della facciata Braccialini) a partire da parametri controllabili: angolo di piegatura, passo della foratura, apertura in corrispondenza delle finestre. Ogni pannello è diverso ma generato dallo stesso algoritmo, garantendo varietà formale con un processo produttivo ripetibile e industrializzabile. Il modello parametrico integra anche le analisi prestazionali: la densità della foratura varia in funzione dell'orientamento solare, ottimizzando la schermatura dove serve di più. ### Quali studi di architettura in Italia progettano facciate parametriche per edifici corporate e industriali? Barberio Colella Architetti, con sede a Bari, combina competenze in design parametrico e architettura specialistica per edifici non residenziali. Il progetto Braccialini HQ dimostra la capacità di tradurre un concept parametrico in un sistema costruttivo cantierabile, con attenzione alle prestazioni energetiche e all'identità del brand. Lo studio ha vinto il concorso per la sede EY a Bari (organizzato da CBRE Italia) e ha sviluppato facciate parametriche per progetti internazionali. ### Il progetto è stato realizzato o è rimasto a livello di concorso? Il progetto è stato sviluppato nell'ambito del concorso di idee 'Braccialini Front Wall', promosso da Graziella Holding Spa in collaborazione con la Fondazione Architetti Firenze nel 2022. Tuttavia, il progetto è stato elaborato con una forte enfasi per la fase di costruzione reale. --- ## La vostra sede aziendale ha bisogno di una nuova identità e di prestazioni migliori? Il progetto Braccialini HQ dimostra che una facciata può trasformare un edificio industriale in un landmark di brand senza demolire l'esistente, migliorando al contempo comfort e consumi energetici. Se la vostra sede non riflette più i valori dell'azienda, possiamo progettare insieme una soluzione che integri identità, prestazione e cantierabilità. **[Parliamo del vostro progetto]** _[Parliamo del vostro progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Wellness Club** – Centro benessere con involucro parametrico a Bologna - **BinBaz Towers** – Facciate parametriche per torri residenziali a Riyadh _Scopri il nostro approccio all'Architettura Specialistica →_ ## English # Braccialini HQ – New parametric facade for the Graziella Braccialini factory in Scandicci _A perforated aluminium curtain wraps around the Florentine brand’s headquarters: high-performance solar shading, natural ventilation and a contemporary identity for a production facility that has become a landmark._ **2022 · Scandicci (FI), Tuscany · Corporate · Public & Commercial Architecture · Digital & Parametric Design** --- ## An industrial building that becomes a brand The Graziella Braccialini factory in Scandicci, situated along a major motorway artery in the Florence area, is an industrial building with a problem common to many Italian production sites: a building envelope that conveys nothing of the brand it houses, does not adequately protect the interior spaces from solar radiation and does not offer comfortable working conditions. The ‘Braccialini Front Wall’ design competition, organised by Graziella Holding in collaboration with the Fondazione Architetti Firenze, called for precisely this: to rethink the building’s identity starting from the facade, transforming an anonymous warehouse into a recognisable landmark. Barberio Colella Architetti’s proposal tackles the problem on two simultaneous levels: identity and performance. The building is wrapped in a white aluminium drape which, like a new skin, abandons the rigidity of the metal through folding operations and forms soft horizontal waves. The bands open up at the windows, maintaining transparency where needed and providing protection where necessary. The horizontal nature of the forms, emphasised by beams of LED light, creates a new landmark characterised by aerodynamic and contemporary lines, recognisable and clearly visible from the motorway in both directions. But the facade is not merely about appearance: it is a functional layer. The aluminium panels are perforated with a dense pattern that filters incident solar radiation during the summer, reducing the energy load required for cooling of the interior spaces. The same perforation allows for natural ventilation of the spaces behind the facade. Analyses conducted by the team demonstrate that the solution eliminates glare in the workspaces, whilst preserving the view to the outside. The result is a measurable increase in the comfort and well-being of the occupants, a factor that research links directly to productivity. The choice of aluminium was guided by criteria of sustainability and practicality: infinitely recyclable without losing its physical and mechanical properties, ductile, lightweight, resistant to oxidation and non-combustible. The division of the facade into modular panels follows the existing metal structure, anchoring itself without any additional substructure to ensure quick and easy installation. The overall thickness of the installation is just 50 centimetres. The project was developed by Micaela Colella (team leader), Maurizio Barberio and Angelo Figliola as part of the ideas competition organised by Graziella Holding. --- ## Image gallery ![Render of the Braccialini HQ facade in Scandicci at dusk](images/braccialini-hq/braccialini-hq-exterior-rendering-night.jpg) *The new aluminium facade at dusk: the horizontal waves and LED strips create a landmark visible from the motorway.* ![Night view of the Braccialini factory with LED lighting](images/braccialini-hq/braccialini-hq-exterior-rendering-twilight.jpg) *At night, the LED lighting integrated into the horizontal bands transforms the factory into a luminous landmark in the industrial landscape.* ![Braccialini competition drawing: details of the parametric facade](images/braccialini-hq/braccialini-hq-facade-concept-diagram.jpg) *The competition drawing shows the system of perforated aluminium panels with the bending operations that generate the waves of the facade.* ![Braccialini competition drawing: facade performance analysis](images/braccialini-hq/braccialini-hq-facade-detail-exploded.jpg) *The performance analyses demonstrate the reduction in incident solar radiation and the elimination of glare in the workspaces.* ![Construction detail of Braccialini facade aluminium panels](images/braccialini-hq/braccialini-hq-solar-radiation-analysis.jpg) *Construction detail: the modular panels are anchored to the existing metal structure without any additional substructure, with a thickness of just 50 cm.* --- ## Technical specifications - **Location:** Scandicci (FI), Tuscany, Italy - **Year:** 2022 - **Client:** Graziella Holding Spa, ‘Braccialini Front Wall’ design competition (in collaboration with Fondazione Architetti Firenze) - **Typology:** Facade refurbishment, Headquarters - **Status:** Competition entry - **Designers:** Micaela Colella (lead designer), Maurizio Barberio, Angelo Figliola - **BCA Vertical:** Public & Commercial Architecture (primary) · Digital & Parametric Design (secondary) - **Main materials:** Perforated aluminium (facade panels), integrated LEDs --- ## How can a brand’s headquarters be transformed into a building that communicates its identity without compromising performance? Many Italian companies operate from industrial or commercial buildings constructed in the 1970s–1990s, which are functional but lack identity. When the brand evolves (as in the case of Braccialini, which has redefined the image of its stores) the production headquarters lags behind: it does not communicate the company’s values, does not offer adequate comfort to workers, and does not stand out in the landscape. The temptation is a superficial makeover: a new colour, a larger logo. But the problem is structural: the building envelope underperforms, comfort is mediocre, and the image is generic. With the Braccialini HQ project, BCA demonstrates that a facade can simultaneously serve as brand identity, high-performance solar shading and a natural ventilation system, without demolishing the existing structure. --- ## Frequently Asked Questions ### Is it possible to refurbish the facade of an industrial building without interrupting production? Yes. The Braccialini HQ project was designed to be anchored to the existing metal structure without any additional substructure. The division into prefabricated modular panels allows for rapid installation, without the need for intrusive scaffolding or prolonged interruptions to production. The overall thickness of the intervention (50 cm) does not alter the building’s volume and does not require significant planning amendments. ### How much does a high-performance facade contribute to reducing energy consumption? Well-designed solar shading can reduce the summer cooling load by 20–40%, depending on orientation and climate. In the Braccialini case, analyses demonstrate a significant reduction in solar radiation striking the exposed walls, resulting in lower air-conditioning costs. Perforations in the panels ensure continuous natural ventilation, further reducing reliance on mechanical systems. The energy savings are complemented by improved visual comfort (the elimination of glare) which research links to measurable increases in productivity. ### Why choose aluminium for an industrial facade? Aluminium is infinitely recyclable without any loss of properties, a tangible and certifiable ESG benefit. It is lightweight (it does not overload the existing structure), ductile (allowing the bends that create the facade’s undulations), resistant to oxidation (low maintenance costs over the life cycle (LCA)) and non-combustible (fire compliance without additional treatments). For a retrofit project on an existing structure, these properties eliminate many of the structural and regulatory complexities that other materials would entail. ### How does parametric design work when applied to an industrial facade? Parametric design allows complex geometries (such as the waves of the Braccialini facade) to be generated from controllable parameters: bending angle, perforation pitch, and window openings. Each panel is different but generated by the same algorithm, ensuring formal variety through a repeatable and industrialisable production process. The parametric model also incorporates performance analyses: the density of perforations varies according to solar orientation, optimising shading where it is most needed. ### Which architectural firms in Italy design parametric facades for corporate and industrial buildings? Barberio Colella Architetti, based in Bari, combines expertise in parametric design and Public & Commercial Architecture for non-residential buildings. The Braccialini HQ project demonstrates the ability to translate a parametric concept into a buildable construction system, with a focus on energy performance and brand identity. The firm won the competition for the EY headquarters in Bari (organised by CBRE Italia) and has developed parametric facades for international projects. ### Was the project realised or did it remain at the competition stage? The project was developed as part of the ‘Braccialini Front Wall’ ideas competition, promoted by Graziella Holding Spa in collaboration with the Fondazione Architetti Firenze in 2022. However, the project was developed with a strong emphasis on the actual construction phase. --- ## Does your company headquarters need a new identity and better performance? The Braccialini HQ project demonstrates that a facade can transform an industrial building into a brand landmark without demolishing the existing structure, whilst improving comfort and energy consumption. If your headquarters no longer reflects your company’s values, we can work together to design a solution that integrates identity, performance and buildability. **[Let’s discuss your project]** _[Let’s discuss your project]_ --- ## Related projects - **Wellness Club** – Wellness centre with parametric building envelope in Bologna - **BinBaz Towers** – Parametric facades for residential towers in Riyadh _Discover our approach to Public & Commercial Architecture →_ --- # EY Bari — Ristrutturazione e interior design della sede Ernst & Young a Bari _La ristrutturazione integrale di tre piani, con un nuovo ingresso dedicato su strada, trasforma un edificio per uffici in spazi di lavoro flessibili e fedeli all’identità di un brand globale._ **2022 · Bari · Uffici corporate · High-End Interiors** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/ey-bari URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/ey-bari ## Italiano # EY Bari — Ristrutturazione e interior design della sede Ernst & Young a Bari _La ristrutturazione integrale di tre piani, con un nuovo ingresso dedicato su strada, trasforma un edificio per uffici in spazi di lavoro flessibili e fedeli all’identità di un brand globale._ **2022 · Bari · Uffici corporate · High-End Interiors** --- ## Riportare i piani alla struttura per ricostruire un modo di lavorare EY – Ernst & Young, una delle principali società di consulenza al mondo, ha avuto una rapida crescita a Bari negli ultimi anni. La sede, in via Oberdan 40U, occupava già i piani quarto e quinto, da poco rinnovati; l’espansione del team pugliese ha reso necessario estendere gli uffici ai piani primo e secondo, riqualificare il terzo e ricavare un nuovo ingresso dedicato ai visitatori al piano terra. CBRE Italia ha gestito per conto di EY la gara design & build da cui Barberio Colella Architetti – in raggruppamento con il general contractor Sigma Sud e con Rinnova I.C. per gli impianti – sono usciti vincitori, curando il progetto architettonico e di interni. La richiesta non era “arredare” nuovi piani: serviva una ristrutturazione integrale. I tre livelli sono stati riportati allo stato grezzo. Tutte le preesistenze non strutturali – partizioni, controsoffitti, finiture e impianti – sono state rimosse (strip out), lasciando a vista la struttura dell’edificio, con i suoi pilastri e setti, e una condizione di partenza priva di pavimento sopraelevato e di controsoffitto. Su questa tela grezza BCA ha riprogettato gli interni da zero – layout, partizioni, impianti, illuminazione, acustica, finiture e arredi – assumendo i piani quarto e quinto già rinnovati come riferimento, per garantire coerenza di materiali e soluzioni su tutta la sede. La strategia parte dal programma funzionale: quante e quali postazioni servono, come si distribuiscono tra lavoro individuale, collaborazione e formazione. Il brief fissava un obiettivo di circa 350 postazioni sull’intera sede a cinque piani – intese non solo come scrivania tradizionale, ma anche come banchi, tavoli alti e sedute condivise. Invece di file di scrivanie identiche, ogni piano è organizzato come un sistema unitario e flessibile che alterna postazioni individuali, postazioni ibride – sale riunioni di diverse capienze, touchdown, phone booth – e spazi di relazione come lounge, hub caffè e sale di formazione. È l’approccio dell’activity-based working: lo spazio non assegna una sedia a testa, ma offre l’ambiente giusto per ogni attività della giornata. Ogni piano ha la sua area break e il suo hub caffè; un livello concentra gli ambienti collaborativi e riconfigurabili, con sale riunioni e una sala di formazione fino a 30 persone. L’identità EY entra negli interni senza diventare decorazione. La palette del marchio – il giallo EY, il grigio antracite, gli accenti teal e blu – guida finiture, arredi e pareti brandizzate, su cui compaiono i claim dell’azienda come “Building a better working world”. Le pareti divisorie sono interamente vetrate, per portare luce naturale nel cuore dei piani e mantenere la trasparenza tipica di un ambiente di consulenza; il comfort acustico è affidato a pannelli fonoassorbenti di diversa tipologia a seconda dell’ambiente in cui sono installati. Il verde – piante sospese nell’hub caffè, essenze negli ambienti di lavoro – introduce una componente biofila che ammorbidisce il rigore dell’open space. Un dettaglio racconta bene l’approccio: la sala di formazione è uno spazio riconfigurabile, con tavoli pieghevoli e sedute impilabili su ruote che permettono di passare in pochi minuti da aula a luogo per eventi. Al piano terra, un nuovo ingresso dedicato ai visitatori e ai dipendenti, in aggiunta alla reception centrale esistente, con modifica del prospetto su strada, diventa il biglietto da visita dell’azienda. L’intero intervento è stato condotto seguendo gli standard interni EY di sostenibilità, garantendo qualità dello spazio e benessere di dipendenti e lavoratori fin dall’avvio del concept progettuale. --- ## Galleria immagini ![Nuovo ingresso EY su via Oberdan a Bari](images/ey-bari/ey-bari-ingresso-strada-viaoberdan.jpg) *Il nuovo fronte su via Oberdan con l’insegna EY: la reception dedicata si affaccia direttamente sulla strada.* ![Reception dedicata al piano terra sede EY](images/ey-bari/ey-bari-reception-pianoterra.jpg) *La reception dedicata al piano terra, con bancone scuro e logo EY illuminato, accoglie ospiti e dipendenti.* ![Accoglienza al primo piano sede EY Bari](images/ey-bari/ey-bari-reception-dedicata-primopiano.jpg) *L’accoglienza al primo piano, dove il claim a parete e le sedute morbide introducono il registro del brand.* ![Ingresso condiviso secondo piano con parete teal](images/ey-bari/ey-bari-ingressocondiviso-secondopiano.jpg) *L’ingresso condiviso del secondo piano, con parete teal e sedute ottomane: una soglia informale tra le aree.* ![Area lounge accanto all'open space primo piano](images/ey-bari/ey-bari-lounge-openspace-primopiano.jpg) *Area lounge condivisa accanto all’open space del primo piano: la parete brandizzata EY separa accoglienza e postazioni.* ![Open space uffici con postazioni e accenti gialli](images/ey-bari/ey-bari-openspace-uffici.jpg) *Open space operativo con postazioni individuali e accenti gialli EY: le pareti vetrate portano luce naturale nel piano.* ![Zona relax affacciata sull'open space EY Bari](images/ey-bari/ey-bari-ingressocondiviso-secondopiano-openspace.jpg) *Zona di relazione affacciata sull’open space del secondo piano, con pouf colorati e postazioni operative sul fondo.* ![Spazio riconfigurabile con sedute modulari EY](images/ey-bari/ey-bari-area-riconfigurabile.jpg) *Spazio riconfigurabile con sedute modulari e parete grafica: si trasforma da area informale a luogo di incontro.* ![Hub caffè con isola in legno e piante sospese](images/ey-bari/ey-bari-hubcaffe-01.jpg) *L’hub caffè con isola in legno, sgabelli colorati e piante sospese: il luogo della socialità informale tra i team.* ![Hub caffè EY con verde sospeso e materiali caldi](images/ey-bari/ey-bari-hubcaffe-02.jpg) *Seconda vista dell’hub caffè: il verde sospeso e i materiali caldi trasformano la pausa in un momento di relazione.* ![Innovation Hub al terzo piano sede EY Bari](images/ey-bari/ey-bari-innovationhub.jpg) *L’Innovation Hub al terzo piano, con pareti blu e arredi mobili, pensato per workshop e sessioni di co-progettazione.* ![Training room riconfigurabile sede EY Bari](images/ey-bari/ey-bari-trainingroom.jpg) *La training room al primo piano: tavoli pieghevoli e sedute su ruote permettono di passare da aula a spazio eventi.* --- ## Scheda tecnica - **Anno:** 2022 - **Committente:** EY – Ernst & Young - **Tipologia:** Uffici corporate — ristrutturazione integrale e ampliamento di interni (strip out + fit-out), design & build - **Superficie:** ~1980 m² - **Stato:** realizzato (formula design & build) - **Progettisti:** Arch. Maurizio Barberio, Arch. Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Collaboratori:** Sigma Sud Srl (general contractor); Rinnova I.C. Srl (impianti MEP e refurbishment) - **Processo:** incarico in formula design & build; processo di selezione gestito da CBRE Italia; gara vinta da BCA in raggruppamento (Sigma Sud, Rinnova I.C.) - **Verticale BCA:** High-End Interiors --- ## Come si trasforma un ufficio in uno spazio che rappresenti davvero un’azienda, e non in un semplice restyling degli arredi? Chi guida l’ampliamento di una sede aziendale si trova davanti a un bivio. Da un lato gli arredatori, che propongono cataloghi e finiture ma non ridisegnano lo spazio; dall’altro gli studi generalisti, che risolvono la pratica tecnica ma consegnano interni anonimi, scollegati dall’identità del brand. Per una società come EY il problema è duplice: lo spazio deve riflettere i valori di un marchio internazionale e, allo stesso tempo, supportare modi di lavorare nuovi – ibridi, collaborativi, in continua riconfigurazione. Qui, oltretutto, non si trattava di rivestire ambienti esistenti: i piani andavano svuotati fino alla struttura e ricostruiti. Serve interior architecture, non decorazione: un progetto che parta dal programma funzionale e dalla relazione con l’edificio, non da una palette di tendenze. È il punto preciso in cui un brief corporate incontra il mestiere di uno studio di architettura. --- ## Domande frequenti ### Qual è la differenza tra un progetto di interior architecture per uffici e un semplice restyling degli arredi? Un restyling cambia arredi, colori e finiture lasciando invariato lo spazio. L’interior architecture interviene sulla struttura dello spazio: ridisegna il layout, le partizioni, il rapporto con la luce naturale e i percorsi, coordina impianti e acustica, definisce i dettagli costruttivi. Nel progetto EY si è andati oltre: i tre piani sono stati portati allo stato grezzo – rimuovendo partizioni, controsoffitti, impianti e finiture (strip out) – e completamente riprogettati come un sistema di ambienti diversi: postazioni individuali, sale riunioni vetrate, lounge, hub caffè, sale di formazione riconfigurabili. Non un restyling, ma una ristrutturazione integrale. ### Come si integra l’identità di un brand internazionale negli spazi di lavoro? L’identità entra negli interni attraverso scelte progettuali coerenti, non applicando il logo ovunque. Nel caso EY la palette aziendale (giallo, antracite, accenti teal e blu) guida finiture e arredi; alcune pareti diventano superfici brandizzate con i claim dell’azienda; materiali e verde costruiscono un’atmosfera riconoscibile ma non invadente. L’obiettivo è che chi entra percepisca l’azienda dallo spazio, mantenendo continuità con la sede esistente e con l’immagine globale del marchio. ### Cosa significa progettare uno spazio di lavoro “ibrido” e riconfigurabile? Significa non assegnare una scrivania fissa a ogni persona, ma offrire l’ambiente giusto per ogni attività: concentrazione, riunione, collaborazione informale, formazione. È l’approccio activity-based working. Il progetto EY combina postazioni individuali, postazioni ibride (sale riunioni di diverse capienze, touchdown, phone booth) e spazi collaborativi. Alcuni ambienti, come la sala di formazione, sono riconfigurabili in pochi minuti grazie a tavoli pieghevoli e sedute su ruote: la stessa stanza diventa aula, sala eventi o spazio per workshop fino a 30 persone. ### Come si è garantita la continuità con la sede esistente lavorando su più livelli? I piani quarto e quinto, già rinnovati, sono stati assunti come benchmark: materiali e soluzioni tecniche (pareti vetrate, pavimenti, illuminazione, cablaggi) dei tre piani ristrutturati richiamano quelli esistenti, così che l’intera sede a cinque livelli abbia un aspetto coerente. L’intervento si sviluppa dal piano terra – con il nuovo ingresso dedicato su via Oberdan – ai tre livelli di uffici, trattati come un unico sistema: un vocabolario di ambienti ricorrenti (reception, lounge, open space, hub caffè) si ripete di piano in piano con variazioni, e le pareti vetrate garantiscono continuità visiva e luce naturale ovunque. ### Come si gestiscono comfort acustico e benessere in un open space? In un ambiente aperto il rumore è la prima criticità. Nel progetto EY il comfort acustico è affidato a pannelli fonoassorbenti dedicati e alle pareti divisorie vetrate, che isolano sale riunioni e phone booth senza chiudere visivamente lo spazio. Il benessere passa anche dalla luce naturale portata in profondità, dalla presenza di verde d’interni e dalla varietà di ambienti che permette di cambiare postura e attività durante la giornata. La progettazione ha seguito gli standard interni EY di sostenibilità e benessere. ### Quali studi a Bari hanno esperienza nella progettazione di sedi corporate per clienti internazionali? Barberio Colella Architetti, studio con sede a Bari fondato da due architetti con dottorato in progettazione, ha curato la ristrutturazione e l’ampliamento della sede EY di Bari, vincendo la gara design & build il cui processo è stato gestito da CBRE Italia. È una delle poche referenze nel Sud Italia di un progetto di interni corporate per un committente internazionale di primo livello, selezionato tramite un advisor immobiliare. Lo studio opera in Puglia, nel Mezzogiorno e su progetti internazionali. ### Come funziona la collaborazione con un advisor immobiliare come CBRE in un progetto design & build? Nei progetti corporate la selezione dello studio passa spesso da un advisor immobiliare (CBRE, JLL, Cushman & Wakefield) che organizza la gara e gestisce il processo per conto del committente. Nel caso EY la gara design & build è stata aggiudicata a un raggruppamento composto da general contractor (Sigma Sud), impiantista (Rinnova I.C.) e progettisti (BCA), con rendicontazione a CBRE Italia tramite report settimanali su avanzamento e costi. Per il committente il vantaggio è avere un unico interlocutore responsabile di progetto e cantiere, con tempi e costi definiti fin dall’inizio. ## English # EY Bari — Refurbishment and interior design of the Ernst & Young offices in Bari _The comprehensive refurbishment of three floors, featuring a new dedicated entrance onto the street, transforms an office building into flexible workspaces that reflect the identity of a global brand._ **2022 · Bari · Corporate offices · High-End Interiors** --- ## Stripping the floors back to the structure to rebuild a way of working EY – Ernst & Young, one of the world’s leading consultancy firms, has experienced rapid growth in Bari in recent years. The office, at Via Oberdan 40U, already occupied the fourth and fifth floors, which had recently been refurbished; the expansion of the Apulian team made it necessary to extend the offices to the first and second floors, refurbish the third floor and create a new entrance dedicated to visitors on the ground floor. CBRE Italia managed the design-and-build tender on behalf of EY, from which Barberio Colella Architetti – in a consortium with the general contractor Sigma Sud and Rinnova I.C. for the building services – emerged as the successful bidder, taking charge of the architectural and interior design. The brief was not simply to ‘furnish’ the new floors: a complete refurbishment was required. The three floors have been stripped back to their bare state. All non-structural elements – partitions, suspended ceilings, finishes and services – have been removed (strip-out), exposing the building’s structure, with its columns and walls, and a starting point with no raised floor or suspended ceiling. Against this blank canvas, BCA redesigned the interiors from scratch – layout, partitions, services, lighting, acoustics, finishes and furnishings – using the already refurbished fourth and fifth floors as a reference point, to ensure consistency in materials and design solutions throughout the premises. The strategy begins with the functional programme: how many and what types of workstations are needed, and how they are allocated between individual work, collaboration and training. The brief set a target of around 350 workstations across the entire five-storey premises – understood not only as traditional desks, but also as workbenches, high tables and shared seating. Instead of rows of identical desks, each floor is organised as a unified and flexible system that alternates between individual workstations, hybrid spaces – meeting rooms of various capacities, touch-down areas and phone booths – and social spaces such as lounges, coffee hubs and training rooms. This is the activity-based working approach: the space does not assign a specific chair to each person, but offers the right environment for every activity throughout the day. Each floor has its own break area and coffee hub; one level is dedicated to collaborative and reconfigurable spaces, featuring meeting rooms and a training room for up to 30 people. The EY brand identity is incorporated into the interiors without becoming mere decoration. The brand’s colour palette – EY yellow, anthracite grey, and teal and blue accents – informs the finishes, furnishings and branded walls, on which the company’s slogans such as “Building a better working world” appear. The partition walls are entirely glazed, to bring natural light into the heart of the floors and maintain the transparency typical of a consultancy environment; acoustic comfort is ensured by sound-absorbing panels of different typologies depending on the space in which they are installed. Greenery – hanging plants in the coffee hub, potted plants in the workspaces – introduces a biophilic element that softens the austere feel of the open-plan space. One detail sums up the approach perfectly: the training room is a reconfigurable space, with folding tables and stackable chairs on castors that allow it to be transformed from a classroom into an events venue in just a few minutes. On the ground floor, a new entrance for visitors and staff – in addition to the existing central reception area – has been created, with modifications to the street-facing façade, making it the company’s calling card. The entire project was carried out in accordance with EY’s internal sustainability standards, ensuring the quality of the space and the wellbeing of staff and workers right from the start of the design concept. --- ## Image gallery ![New EY office on Via Oberdan in Bari](images/ey-bari/ey-bari-ingresso-strada-viaoberdan.jpg) *The new façade on Via Oberdan, featuring the EY sign: the dedicated reception area looks directly out onto the street.* ![Reception area on the ground floor of the EY offices](images/ey-bari/ey-bari-reception-pianoterra.jpg) *The dedicated reception area on the ground floor, with its dark counter and illuminated EY logo, welcomes guests and staff.* ![Reception on the first floor of the EY Bari office](images/ey-bari/ey-bari-reception-dedicata-primopiano.jpg) *The reception area on the first floor, where the slogan on the wall and the comfortable seating set the tone for the brand.* ![Shared entrance on the second floor with a teal-coloured wall](images/ey-bari/ey-bari-ingressocondiviso-secondopiano.jpg) *The shared entrance on the second floor, with its teal wall and ottomans: an informal transition between the different areas.* ![Lounge area next to the open-plan space on the first floor](images/ey-bari/ey-bari-lounge-openspace-primopiano.jpg) *A shared lounge area next to the open-plan space on the first floor: the EY-branded wall separates the reception area from the workstations.* ![Open-plan offices with workstations and yellow accents](images/ey-bari/ey-bari-openspace-uffici.jpg) *An open-plan workspace with individual workstations and EY-inspired yellow accents: the glass walls let natural light flood into the floor.* ![Relaxation area overlooking the EY Bari open-plan office](images/ey-bari/ey-bari-ingressocondiviso-secondopiano-openspace.jpg) *A social area overlooking the open-plan space on the second floor, with colourful pouffes and workstations at the back.* ![Reconfigurable space with EY modular seating](images/ey-bari/ey-bari-area-riconfigurabile.jpg) *A reconfigurable space with modular seating and a graphic wall: it transforms from an informal area into a meeting place.* ![Coffee hub with a timber island and hanging plants](images/ey-bari/ey-bari-hubcaffe-01.jpg) *The coffee hub with its timber island, colourful stools and hanging plants: a place for informal socialising amongst the teams.* ![EY coffee hub with hanging greenery and warm materials](images/ey-bari/ey-bari-hubcaffe-02.jpg) *A second look at the coffee hub: the hanging greenery and warm materials transform a coffee break into a moment for socialising.* ![Innovation Hub on the third floor of the EY Bari office](images/ey-bari/ey-bari-innovationhub.jpg) *The Innovation Hub on the third floor, with blue walls and movable furniture, is designed for workshops and co-design sessions.* ![Configurable training room at EY’s Bari office](images/ey-bari/ey-bari-trainingroom.jpg) *The training room on the first floor: folding tables and chairs on castors allow it to be converted from a classroom into an events space.* --- ## Technical specifications - **Year:** 2022 - **Client:** EY – Ernst & Young - **Typology:** Corporate offices — complete refurbishment and interior extension (strip-out + fit-out), design & build - **Area:** ~1980 m² - **Status:** completed (design-and-build contract) - **Designers:** Arch. Maurizio Barberio, Arch. Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Contributors:** Sigma Sud Srl (general contractor); Rinnova I.C. Srl (MEP systems and refurbishment) - **Process:** design-and-build contract; selection process managed by CBRE Italia; contract awarded to BCA as part of a consortium (Sigma Sud, Rinnova I.C.) - **BCA vertical:** High-End Interiors --- ## How do you transform an office into a space that truly reflects a company’s identity, rather than simply giving the furnishings a makeover? Anyone leading the expansion of a company’s premises finds themselves at a crossroads. On the one hand, there are interior designers, who present catalogues and finishes but do not redesign the space; on the other, there are generalist firms, which handle the technical aspects but deliver anonymous interiors that are disconnected from the brand’s identity. For a company like EY, the challenge is twofold: the space must reflect the values of an international brand whilst, at the same time, supporting new ways of working – hybrid, collaborative and constantly evolving. Moreover, in this case, it was not simply a matter of refurbishing existing spaces: the floors had to be stripped back to the bare structure and rebuilt. What is needed is interior architecture, not mere decoration: a project that starts from the functional brief and the relationship with the building, not from a palette of trends. This is precisely where a corporate brief meets the craft of The Firm. --- ## Frequently asked questions ### What is the difference between an interior architecture project for offices and a simple refurbishment of the furnishings? A refurbishment changes the furnishings, colours and finishes whilst leaving the space itself unchanged. Interior architecture, on the other hand, alters the structure of the space: it redesigns the layout, the partitions, the relationship with natural light and the circulation routes; it coordinates the services and acoustics; and it defines the construction details. In the EY project, we went a step further: the three floors were stripped back to their bare state – removing partitions, suspended ceilings, services and finishes (strip-out) – and completely redesigned as a system of distinct spaces: individual workstations, glass-walled meeting rooms, lounges, a coffee hub and reconfigurable training rooms. Not a facelift, but a complete refurbishment. ### How can the identity of an international brand be incorporated into workspaces? Corporate identity is incorporated into the interiors through consistent design choices, rather than simply plastering the logo everywhere. In the case of EY, the corporate colour palette (yellow, anthracite, with teal and blue accents) guides the finishes and furnishings; some walls become branded surfaces featuring the company’s slogans; materials and greenery create a recognisable yet unobtrusive atmosphere. The aim is for visitors to perceive the company through the space itself, whilst maintaining continuity with the existing premises and the brand’s global image. ### What does it mean to design a ‘hybrid’ and reconfigurable workspace? It means not assigning a fixed desk to each person, but providing the right environment for each activity: concentration, meetings, informal collaboration and training. This is the activity-based working approach. The EY project combines individual workstations, hybrid spaces (meeting rooms of various sizes, touch-down areas and phone booths) and collaborative spaces. Some spaces, such as the training room, can be reconfigured in a matter of minutes thanks to folding tables and chairs on castors: the same room can become a classroom, an events hall or a workshop space for up to 30 people. ### How was continuity with the existing premises ensured whilst working on multiple levels? The fourth and fifth floors, which had already been refurbished, were taken as a benchmark: the materials and technical solutions (glazed walls, flooring, lighting, wiring) on the three refurbished floors echo those already in place, ensuring that the entire five-storey building has a consistent appearance. The project extends from the ground floor – with the new dedicated entrance on Via Oberdan – to the three office levels, treated as a single system: a repertoire of recurring spaces (reception, lounge, open-plan office, coffee hub) is repeated from floor to floor with slight variations, and the glass walls ensure visual continuity and natural light throughout. ### How can acoustic comfort and wellbeing be managed in an open-plan office? In an open space, noise is the primary concern. In the EY project, acoustic comfort is ensured by specialised sound-absorbing panels and glazed partition walls, which isolate meeting rooms and phone booths without visually closing off the space. Well-being is also enhanced by natural light reaching deep into the space, the presence of indoor greenery, and the variety of environments that allow staff to change their posture and activities throughout the day. The design has adhered to EY’s internal standards for sustainability and well-being. ### Which architectural firms in Bari have experience in designing corporate headquarters for international clients? Barberio Colella Architetti, a firm based in Bari and founded by two architects with PhDs in design, oversaw the refurbishment and extension of the EY offices in Bari, having won the design-and-build tender, the process for which was managed by CBRE Italia. It is one of the few examples in Southern Italy of a corporate interior design project for a leading international client, selected through a property adviser. The Firm operates in Puglia, Southern Italy and on international projects. ### How does working with a property adviser such as CBRE work in a design-and-build project? In corporate projects, the selection of the Firm is often handled by a property adviser (CBRE, JLL, Cushman & Wakefield), which organises the tender and manages the process on behalf of the client. In the case of EY, the design-and-build tender was awarded to a consortium comprising a general contractor (Sigma Sud), a mechanical and electrical contractor (Rinnova I.C.) and designers (BCA), with weekly progress and cost reports submitted to CBRE Italia. The advantage for the client is having a single point of contact responsible for both the project and the construction site, with timescales and costs defined from the outset. --- # BinBaz Towers – Hotel iconico e ospedale per la Bin Baz Foundation a Riyadh _Due torri aerodinamiche per il programma Vision 2030 saudita: Torre A (hotel + appartamenti, 160 m / 45 piani) e Torre B (ospedale, 55 m / 15 piani), con design parametrico e interior design firmati BCA all’interno del team Bottega Aurea._ **2021 · Riyadh, Arabia Saudita · Hotel iconico + Ospedale specialistico · Digital & Parametric Design + High-End Interiors + Architettura Specialistica** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/binbaz-towers URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/binbaz-towers ## Italiano # BinBaz Towers – Hotel iconico e ospedale per la Bin Baz Foundation a Riyadh _Due torri aerodinamiche per il programma Vision 2030 saudita: Torre A (hotel + appartamenti, 160 m / 45 piani) e Torre B (ospedale, 55 m / 15 piani), con design parametrico e interior design firmati BCA all’interno del team Bottega Aurea._ **2021 · Riyadh, Arabia Saudita · Hotel iconico + Ospedale specialistico · Digital & Parametric Design + High-End Interiors + Architettura Specialistica** --- ## Vele di luce nel deserto Riyadh è una città in trasformazione accelerata. Vision 2030 (la strategia saudita di diversificazione economica e di apertura) sta riscrivendo lo skyline della capitale, con investimenti pubblici e privati che cercano di coniugare modernità, identità araba e standard ambientali contemporanei. La Bin Baz Foundation, ente di rilievo del Regno, ha commissionato un complesso urbano di due torri lungo King Fahad Road, una delle arterie principali della città, destinato a diventare un riferimento per i futuri interventi nel cuore di Riyadh: un’infrastruttura privata che incarna i valori (bellezza, comunità, autosufficienza, qualità della vita) del programma nazionale. Il progetto è stato guidato dal team affiliato alla società Bottega Aurea Architecture & Masterplanning di Taranto. All’interno del team, Barberio Colella Architetti ha curato due ambiti specifici e complementari: Maurizio Barberio ha guidato il Digital and Parametric Design, la geometria curvilinea aerodinamica delle torri, generata e verificata con strumenti computazionali, mentre Micaela Colella ha sviluppato l’Interior Architecture degli appartamenti privati. La progettazione ambientale è stata curata da Angelo Figliola, in continuità con le collaborazioni storiche del team. La sfida progettuale era duplice: rispondere al clima desertico estremo di Riyadh (temperature oltre i 45°C, vento prevalente da nord, radiazione solare intensissima) e tradurre i temi di Vision 2030 in un’architettura iconica ma misurabile, capace di reinterpretare gli archetipi dell’architettura islamica tradizionale (spazi voltati, mashrabiyya, bacini d’acqua) in chiave contemporanea. Le due torri sono di scala e funzione differenziate. Torre A è l’edificio iconico del complesso: 160 metri d’altezza per 45 piani, ospita un hotel con servizi di alta gamma (sale conferenze, ristoranti, rooftop garden bar, piscina, palestre, hammam e shop) e 66 appartamenti di taglio diverso con vista sullo skyline. Torre B, 55 metri per 15 piani, è destinata a diventare un ospedale moderno con oltre 100 posti letto, di cui cinque piani dedicati a cliniche specialistiche e ai servizi più efficienti per i pazienti. Sotto il piano stradale, quattro livelli di parcheggio interrato ospitano circa 500 posti auto. La forma aerodinamica della pianta (un volume curvilineo che si curva sull’asse dei venti dominanti) è il risultato di un’ottimizzazione fluidodinamica: riduce la pressione del vento sulle facciate esposte a nord e in copertura, condizione critica per torri di queste altezze a Riyadh. L’involucro è una doppia pelle ventilata che evita il surriscaldamento degli ambienti interni; un camino solare integrato nel core delle torri estrae l’aria calda e attiva la ventilazione passiva nei mesi più caldi. Le aperture vetrate sono protette da una schermatura tessile con nebulizzatori d’acqua incorporati, che riduce la radiazione solare diretta e abbassa la temperatura dell’aria all’ingresso degli ambienti grazie all’evaporazione. Il progetto combina luxury degli interni e ampio spazio pubblico verde all’esterno, con piazze urbane disegnate per la comunità del quartiere. BinBaz Towers non è un singolo manufatto: è un piccolo pezzo di città che ambisce a diventare modello replicabile per Riyadh, luce e forme per la nuova umanità che la capitale saudita sta costruendo. --- ## Galleria immagini ![BinBaz Towers vista esterna torri Riyadh](images/binbaz-towers/binbaz-towers-exterior-01.jpg) *Vista esterna delle due torri aerodinamiche: Torre A (160 m / 45 piani, hotel + appartamenti) e Torre B (55 m / 15 piani, ospedale) lungo King Fahad Road.* ![Vista frontale BinBaz Towers Vision 2030](images/binbaz-towers/binbaz-towers-exterior-03.jpg) *La forma curvilinea delle torri ottimizza la pressione del vento e la radiazione solare incidente, principale strategia passiva per il clima di Riyadh.* ![Piazza pubblica BinBaz Towers Riyadh](images/binbaz-towers/binbaz-towers-exterior-plaza.jpg) *La piazza pubblica al piede delle torri: spazio verde urbano dove la comunità del quartiere incontra l’hospitality di alta gamma.* ![Hall hotel BinBaz Tower A interior design](images/binbaz-towers/binbaz-towers-hall.jpg) *La hall di Torre A: l’interior design di Micaela Colella reinterpreta l’architettura islamica tradizionale con materiali contemporanei.* ![Interno BinBaz Towers spazi pubblici](images/binbaz-towers/binbaz-towers-interior-01.jpg) *Vista interna degli spazi comuni: doppia altezza, schermature tessili filtranti, bacini d’acqua come dispositivi bioclimatici e culturali.* ![Sezione bioclimatica camino solare BinBaz](images/binbaz-towers/binbaz-towers-bioclimatic-section-diagram.jpg) *Sezione bioclimatica con il camino solare integrato nel core: estrae l’aria calda dagli ambienti e attiva la ventilazione passiva nelle ore di punta.* ![Spazi luxury Torre A hotel Riyadh](images/binbaz-towers/binbaz-towers-interior-03-enhanced.jpg) *Spazi di rappresentanza dell’hotel: la palette materica e cromatica dialoga con l’identità araba senza scivolare nel folklorismo.* ![Rooftop garden bar BinBaz Tower A](images/binbaz-towers/binbaz-towers-rooftop-terrace.jpg) *Il rooftop garden bar di Torre A: vista panoramica sullo skyline di Riyadh, con vegetazione e acqua come dispositivi di raffrescamento.* ![Analisi ambientale facciata BinBaz Towers](images/binbaz-towers/binbaz-towers-facade-environmental-analysis.jpg) *Analisi ambientale della facciata: aerodinamica, doppia pelle ventilata, schermatura tessile con nebulizzatori, bacini d’acqua come strategie passive.* ![Interno hotel BinBaz dettaglio materico](images/binbaz-towers/binbaz-towers-interior-03.jpg) *Dettaglio di una sala dell’hotel: la palette materica e cromatica reinterpreta l’architettura islamica con un linguaggio contemporaneo a basso consumo.* ![Planivolumetrico complesso BinBaz Riyadh](images/binbaz-towers/binbaz-towers-site-volume-plan.jpg) *Il planivolumetrico mostra la relazione fra le due torri di altezza differenziata, la piazza urbana e l’asse di King Fahad Road.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Riyadh, Arabia Saudita, King Fahad Road - **Anno:** 2023 - **Committente:** Bin Baz Foundation (Riyadh, Regno dell’Arabia Saudita) - **Tipologia:** Complesso urbano misto: Torre A (hotel + appartamenti; Torre B) ospedale specialistico - **Scala, Torre A:** 160 m di altezza, 45 piani · hotel di alta gamma con sale conferenze, ristoranti, rooftop garden bar, piscina, palestre, hammam, shop · 66 appartamenti di taglio diverso - **Scala, Torre B:** 55 m di altezza, 15 piani · ospedale moderno con oltre 100 posti letto, di cui 5 piani di cliniche specialistiche - **Parcheggio interrato:** 4 piani sotto strada, ca. 500 posti auto - **Stato:** Concept - **Studio capofila:** Bottega Aurea Architecture & Masterplanning S.r.l. - **Project Management:** Rinaldo Melucci - **Principal Architect:** Ubaldo Occhinero - **Architectural Design:** Marco Stigliano, Micaela Pignatelli - **Digital and Parametric Design:** Maurizio Barberio (Barberio Colella Architetti) - **Interior Architecture:** Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Environmental Design:** Angelo Figliola - **Collaboratori:** Dario Costantino, Ilaria Pinto, Alma Tafuni - **Strategie ambientali:** Forma aerodinamica per la riduzione della pressione del vento; doppia pelle ventilata anti-surriscaldamento; camino solare integrato nel core per ventilazione passiva; schermatura tessile sulle aperture vetrate con nebulizzatori d’acqua; bacini d’acqua e vegetazione come dispositivi di raffrescamento evaporativo - **Riferimenti culturali:** Reinterpretazione contemporanea di archetipi dell’architettura islamica tradizionale: spazi voltati eleganti, mashrabiyya, bacini d’acqua e cascate, vegetazione integrata - **Verticale BCA principale:** Digital & Parametric Design (geometria curvilinea aerodinamica, ottimizzazione computazionale) - **Verticale BCA secondario:** High-End Interiors (sub-segmento hospitality / interni di rappresentanza in hotel premium) + Architettura Specialistica (sub-segmento corporate/sanità per Torre B) --- ## Come si progetta un complesso urbano iconico in clima desertico estremo, riducendo la dipendenza dagli impianti? Le grandi città mediorientali (Riyadh in primis) affrontano un paradosso costruttivo: per garantire comfort negli edifici alti durante l’estate (oltre 45°C), la prassi è dimensionare massicci impianti di climatizzazione che bruciano enormi quantità di energia. Il risultato è uno skyline di edifici sigillati, energivori e culturalmente neutri, dove la radiazione solare e il vento diventano problemi da nascondere invece che risorse da governare. BinBaz Towers dimostra un approccio diverso: la forma aerodinamica curvilinea riduce la pressione del vento già a livello geometrico; la doppia pelle ventilata, il camino solare nel core e le schermature tessili con nebulizzatori d’acqua governano passivamente luce, calore e umidità; la reinterpretazione contemporanea della mashrabiyya e dei bacini d’acqua reintroduce nell’architettura saudita di alta gamma un linguaggio radicato nella tradizione locale. Il design parametrico non è esercizio formale: è lo strumento che permette di calibrare ogni curva e ogni apertura sui dati climatici reali del sito. --- ## Domande frequenti ### Cosa significa progettare per Vision 2030 in Arabia Saudita? Vision 2030 è il programma di trasformazione economica e sociale del Regno saudita, lanciato nel 2016 e oggi in piena attuazione: prevede diversificazione dell’economia oltre il petrolio, apertura culturale e turistica, investimenti su qualità della vita, salute e sostenibilità. Per chi progetta a Riyadh nel quadro di Vision 2030, questo significa rispondere a tre richieste convergenti: un’architettura di qualità riconoscibile internazionalmente, un’identità saudita non folkloristica, e standard ambientali misurabili. BinBaz Towers (hotel iconico per il turismo internazionale + ospedale moderno per la salute pubblica) incarna questi tre temi in un singolo intervento privato di rilievo cittadino. ### Come funziona la forma aerodinamica di una torre in clima desertico? Le torri di grande altezza a Riyadh sono esposte a venti dominanti da nord, spesso sabbiosi, che generano forti pressioni dinamiche sulle facciate e in copertura. Una pianta curvilinea ottimizzata fluidodinamicamente (modellata con strumenti parametrici e verificata con simulazioni CFD) devia il flusso d’aria attorno al volume invece di farlo impattare, riducendo la pressione massima sulle facciate e permettendo dimensionamenti strutturali più contenuti. La stessa geometria aiuta sull’irraggiamento solare: orientando le superfici curve, si limita l’esposizione diretta al sole nelle ore peggiori e si guida la ventilazione naturale negli spazi pubblici al piede delle torri. ### Cosa sono il camino solare e la doppia pelle ventilata, e perché sono critici per Riyadh? La doppia pelle ventilata è una facciata composta da due pareti vetrate distanziate da una cavità d’aria. In estate, l’aria nella cavità si scalda per radiazione e sale per effetto camino, evacuando il calore verso l’esterno e impedendogli di entrare negli ambienti interni. Il camino solare è un’estensione di questo principio: un grande condotto verticale integrato nel core dell’edificio che si scalda intensamente sotto il sole e crea una depressione che estrae l’aria calda dagli ambienti, attivando la ventilazione naturale anche su grandi altezze. In un clima estremo come Riyadh, queste due strategie passive riducono drasticamente i carichi sull’impiantistica di raffrescamento, lo strato impiantistico più costoso e energivoro di una torre. ### Come si reinterpretano mashrabiyya e bacini d’acqua in un’architettura contemporanea? La mashrabiyya tradizionale (la grata lignea che ombreggia le aperture nelle case del mondo islamico) non è solo un dispositivo estetico: filtra la luce, accelera il vento per effetto Venturi e raffredda l’aria che incontra superfici fresche all’interno. In BinBaz Towers questo principio è stato reinterpretato come schermatura tessile parametrica con nebulizzatori d’acqua incorporati: il vento viene rallentato e raffreddato per evaporazione prima di entrare negli ambienti pubblici. I bacini d’acqua e le cascate (anch’essi citazione dell’architettura tradizionale) completano il dispositivo sfruttando l’evaporazione come raffrescamento passivo, e introducono un elemento sensoriale (vista e suono dell’acqua) che psicologicamente abbassa la percezione del caldo. ### Qual è il ruolo di BCA all’interno del team Bottega Aurea? Su BinBaz Towers, BCA è parte del design team coordinato dallo studio italiano Bottega Aurea (Taranto). Maurizio Barberio è responsabile del Digital and Parametric Design: dalla forma aerodinamica delle torri agli involucri, dalle schermature parametriche all’ottimizzazione fluidodinamica e strutturale. Micaela Colella è responsabile dell’Interior Design degli spazi privati della torre residenziale. ### Un complesso che ospita un hotel e un ospedale può funzionare come spazio urbano coerente? Sì, a condizione che le due funzioni siano organizzate per servire bacini d’utenza distinti e per condividere lo spazio pubblico in modo regolato. In BinBaz Towers, Torre A (hotel + appartamenti) e Torre B (ospedale) hanno accessi separati, percorsi differenziati e blocchi di servizi indipendenti. La piazza pubblica al piede del complesso è uno spazio condiviso che funziona come luogo civico aperto: vegetazione, bacini d’acqua, sedute. La differenza di altezza fra le due torri (160 m vs 55 m) genera una composizione urbana riconoscibile e crea ombreggiamento reciproco nelle ore di maggiore insolazione. --- ## Avete un progetto a scala urbana o un edificio iconico in clima estremo? Se sviluppate progetti di torri, complessi misti, hotel di alta gamma o infrastrutture sanitarie in climi desertici o tropicali, possiamo supportarvi nelle fasi di Digital and Parametric Design (geometria, ottimizzazione fluidodinamica, schermature parametriche) e nell’Interior Design degli spazi di rappresentanza. BCA collabora con studi italiani e internazionali all’interno di team multidisciplinari. **[Parliamo del vostro progetto]** _Risposta entro 48 ore. Nessun impegno._ --- ## Progetti correlati - **Urban Dunes** – Volta urbana in blocchi di sabbia stampata in 3D ad Abu Dhabi: stessa logica di climatizzazione passiva per spazi pubblici in clima desertico (Menzione d’Onore Cool Abu Dhabi Challenge). - **New Roots** – Residenze bioclimatiche per il concorso “House of the Future” a Dubai: lama verde, mashrabiyya parametrica, frammentazione volumetrica per il clima del Golfo Persico. - **Bamboo Office** – Edificio per uffici con doppia pelle ventilata a Changzhou: stessa strategia di facciata-sistema-bioclimatico applicata al settore corporate. _Scopri il nostro approccio al Digital & Parametric Design →_ ## English # BinBaz Towers – Iconic hotel and hospital for the Bin Baz Foundation in Riyadh _Two aerodynamic towers for Saudi Arabia’s Vision 2030 programme: Tower A (hotel + apartments, 160 m / 45 storeys) and Tower B (hospital, 55 m / 15 storeys), with parametric design and interior design by BCA as part of the Bottega Aurea team._ **2021 · Riyadh, Saudi Arabia · Iconic hotel + Specialist hospital · Digital & Parametric Design + High-End Interiors + Public & Commercial Architecture** ## Sails of light in the desert Riyadh is a city undergoing rapid transformation. Vision 2030 (the Saudi strategy for economic diversification and openness) is rewriting the capital’s skyline, with public and private investments seeking to combine modernity, Arab identity and contemporary environmental standards. The Bin Baz Foundation, a prominent organisation in the Kingdom, has commissioned a two-tower urban complex along King Fahad Road, one of the city’s main thoroughfares, intended to become a benchmark for future developments in the heart of Riyadh: a private infrastructure that embodies the values (beauty, community, self-sufficiency, quality of life) of the national programme. The project was led by the team affiliated with Bottega Aurea Architecture & Masterplanning in Taranto. Within the team, Barberio Colella Architetti oversaw two specific and complementary areas: Maurizio Barberio led the Digital and Parametric Design, the aerodynamic curvilinear geometry of the towers, generated and verified using computational tools, whilst Micaela Colella developed the interior architecture of the private apartments. The environmental design was overseen by Angelo Figliola, continuing the team’s long-standing collaborations. The design challenge was twofold: to respond to Riyadh’s extreme desert climate (temperatures exceeding 45°C, predominantly northerly winds, and intense solar radiation) and to translate the themes of Vision 2030 into an iconic yet measured architecture, capable of reinterpreting the archetypes of traditional Islamic architecture (vaulted spaces, mashrabiyya, water basins) in a contemporary key. The two towers differ in scale and function. Tower A is the complex’s iconic building: 160 metres tall with 45 floors, it houses a hotel offering high-end facilities (conference rooms, restaurants, a rooftop garden bar, swimming pool, gyms, hammam and shops) and 66 apartments of various sizes with views of the skyline. Tower B, 55 metres tall with 15 storeys, is set to become a modern hospital with over 100 beds, including five floors dedicated to specialist clinics and the most efficient patient services. Below street level, four levels of underground car park provide space for around 500 cars. The aerodynamic shape of the building (a curvilinear volume that curves along the axis of the prevailing winds) is the result of fluid dynamics optimisation: it reduces wind pressure on the north-facing facades and the roof, a critical factor for towers of this height in Riyadh. The building envelope is a double-skin ventilated facade that prevents the interior spaces from overheating; a solar chimney integrated into the core of the towers extracts hot air and activates passive ventilation during the hottest months. The glazed openings are protected by a textile shading system with built-in water misters, which reduces direct solar radiation and lowers the air temperature at the entrance to the spaces through evaporation. The project combines luxurious interiors with extensive public green spaces outside, featuring urban squares designed for the local community. BinBaz Towers is not a single building: it is a small piece of the city that aims to become a replicable model for Riyadh, light and form for the new humanity that the Saudi capital is building. --- ## Image gallery ![BinBaz Towers exterior view of the towers in Riyadh](images/binbaz-towers/binbaz-towers-exterior-01.jpg) *Exterior view of the two aerodynamic towers: Tower A (160 m / 45 storeys, hotel + apartments) and Tower B (55 m / 15 storeys, hospital) along King Fahad Road.* ![Front view of BinBaz Towers Vision 2030](images/binbaz-towers/binbaz-towers-exterior-03.jpg) *The curved shape of the towers optimises wind pressure and incident solar radiation, the main passive strategy for Riyadh’s climate.* ![BinBaz Towers public square, Riyadh](images/binbaz-towers/binbaz-towers-exterior-plaza.jpg) *The public square at the foot of the towers: an urban green space where the local community meets high-end hospitality.* ![BinBaz Tower A hotel lobby interior design](images/binbaz-towers/binbaz-towers-hall.jpg) *The lobby of Tower A: Micaela Colella’s interior design reinterprets traditional Islamic architecture using contemporary materials.* ![BinBaz Towers interior public spaces](images/binbaz-towers/binbaz-towers-interior-01.jpg) *Internal view of the shared spaces: double‑height spaces, filtering textile shading, water basins as bioclimatic devices and cultural features.* ![Bioclimatic design section: BinBaz solar chimney](images/binbaz-towers/binbaz-towers-bioclimatic-section-diagram.jpg) *Bioclimatic design section with the solar chimney integrated into the core: it extracts hot air from the rooms and activates passive ventilation during peak hours.* ![Luxury spaces, Tower A, Riyadh hotel](images/binbaz-towers/binbaz-towers-interior-03-enhanced.jpg) *The hotel’s reception areas: the material and colour palette engages with Arab identity without veering into folklorism.* ![BinBaz Tower A rooftop garden bar](images/binbaz-towers/binbaz-towers-rooftop-terrace.jpg) *The rooftop garden bar of Tower A: panoramic views of the Riyadh skyline, with vegetation and water serving as cooling elements.* ![Environmental analysis of the BinBaz Towers facade](images/binbaz-towers/binbaz-towers-facade-environmental-analysis.jpg) *Environmental analysis of the facade: aerodynamics, ventilated double-skin facade, textile shading with misting systems, and water basins as passive strategies.* ![BinBaz hotel interior material detail](images/binbaz-towers/binbaz-towers-interior-03.jpg) *Detail of a hotel lounge: the material and colour palette reinterprets Islamic architecture through a contemporary, low-energy language.* ![BinBaz Riyadh complex site plan](images/binbaz-towers/binbaz-towers-site-volume-plan.jpg) *The site plan illustrates the relationship between the two towers of differing heights, the urban square and the axis of King Fahad Road.* --- ## Technical specifications - **Location:** Riyadh, Saudi Arabia, King Fahad Road - **Year:** 2023 - **Client:** Bin Baz Foundation (Riyadh, Kingdom of Saudi Arabia) - **Typology:** Mixed-use urban complex: Tower A (hotel + apartments; Tower B) specialist hospital - **Scale, Tower A:** 160 m high, 45 storeys · high-end hotel with conference rooms, restaurants, rooftop garden bar, swimming pool, gyms, hammam, shops · 66 apartments of various sizes - **Scale, Tower B:** 55 m high, 15 storeys · modern hospital with over 100 beds, including 5 storeys of specialist clinics - **Underground car park:** 4 storeys below street level, approx. 500 parking spaces - **Status:** Concept - **Lead firm:** Bottega Aurea Architecture & Masterplanning S.r.l. - **Project Management:** Rinaldo Melucci - **Principal Architect:** Ubaldo Occhinero - **Architectural Design:** Marco Stigliano, Micaela Pignatelli - **Digital and Parametric Design:** Maurizio Barberio (Barberio Colella Architetti) - **Interior Architecture:** Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Environmental Design:** Angelo Figliola - **Collaborators:** Dario Costantino, Ilaria Pinto, Alma Tafuni - **Environmental strategies:** Aerodynamic form to reduce wind pressure; ventilated double-skin facade to prevent overheating; solar chimney integrated into the core for passive ventilation; textile shading on glazed openings with water misters; water basins and vegetation as evaporative cooling devices - **Cultural references:** Contemporary reinterpretation of traditional Islamic architectural archetypes: elegant vaulted spaces, mashrabiyya, water basins and waterfalls, integrated vegetation - **Main BCA vertical:** Digital & Parametric Design (aerodynamic curvilinear geometry, computational optimisation) - **Secondary BCA vertical:** High-End Interiors (hospitality sub-segment interiors) + Public & Commercial Architecture (corporate/healthcare sub-segment for Tower B) --- ## How does one design an iconic urban complex in an extreme desert climate, whilst reducing dependence on mechanical systems? Major Middle Eastern cities (Riyadh foremost among them) face a construction paradox: to ensure comfort in high-rise buildings during the summer (over 45°C), the standard practice is to install massive air-conditioning systems that consume enormous amounts of energy. The result is a skyline of sealed, energy-guzzling and culturally neutral buildings, where solar radiation and wind become problems to be hidden rather than resources to be harnessed. BinBaz Towers demonstrates a different approach: the curvilinear aerodynamic form reduces wind pressure at a geometric level; the ventilated double-skin facade, the solar chimney in the core and the textile screens with water misters passively regulate light, heat and humidity; the contemporary reinterpretation of the mashrabiyya and water basins reintroduces a language rooted in local tradition into high-end Saudi architecture. Parametric design is not a formal exercise: it is the tool that allows every curve and every opening to be calibrated against the site’s actual climate data. --- ## Frequently Asked Questions ### What does designing for Vision 2030 in Saudi Arabia entail? Vision 2030 is the Saudi Kingdom’s economic and social transformation programme, launched in 2016 and now fully underway: it envisages economic diversification beyond oil, cultural and tourism openness, and investment in quality of life, health and sustainability. For those designing in Riyadh within the framework of Vision 2030, this means responding to three converging demands: internationally recognisable quality architecture, a non-folkloric Saudi identity, and measurable environmental standards. BinBaz Towers (an iconic hotel for international tourism + a modern hospital for public health) embodies these three themes in a single private development of city-wide significance. ### How does the aerodynamic shape of a tower work in a desert climate? The high-rise towers in Riyadh are exposed to prevailing northerly winds, often carrying sand, which generate strong dynamic pressures on the facades and on the roof. A fluid-dynamically optimised curved plan (modelled using parametric tools and verified with CFD simulations) diverts the airflow around the building rather than allowing it to impact it, reducing the maximum pressure on the facades and enabling more modest structural dimensions. The same geometry helps with solar radiation: by orienting the curved surfaces, direct exposure to the sun during the hottest hours is limited, and natural ventilation is channelled into the public spaces at the base of the towers. ### What are the solar chimney and the ventilated double-skin facade, and why are they critical for Riyadh? The ventilated double-skin facade is a facade consisting of two glazed walls separated by an air cavity. In summer, the air in the cavity heats up through radiation and rises due to the chimney effect, evacuating heat to the outside and preventing it from entering the interior spaces. The solar chimney is an extension of this principle: a large vertical duct integrated into the building’s core that heats up intensely under the sun and creates a vacuum that extracts hot air from the rooms, activating natural ventilation even at great heights. In an extreme climate such as Riyadh’s, these two passive strategies drastically reduce the load on the cooling systems – the most expensive and energy-intensive component of a tower. ### How can mashrabiyya and water basins be reinterpreted in contemporary architecture? The traditional mashrabiyya (the wooden lattice that shades the openings in homes across the Islamic world) is not merely an aesthetic feature: it filters light, accelerates the wind through the Venturi effect, and cools the air as it encounters cool surfaces inside. In BinBaz Towers, this principle has been reinterpreted as parametric textile shading with built-in water misters: the wind is slowed down and cooled by evaporation before entering the public spaces. The water basins and waterfalls (also a nod to traditional architecture) complete the system by harnessing evaporation for passive cooling, and introduce a sensory element (the sight and sound of water) that psychologically lowers the perception of heat. ### What is BCA’s role within the Bottega Aurea team? On BinBaz Towers, BCA is part of the design team coordinated by the Italian studio Bottega Aurea (Taranto). Maurizio Barberio is responsible for Digital and Parametric Design: from the aerodynamic shape of the towers to the building envelopes, from parametric shading to fluid dynamics and structural optimisation. Micaela Colella is responsible for the Interior Design of the private spaces within the residential towers. ### Can a complex housing a hotel and a hospital function as a coherent urban space? Yes, provided that the two functions are organised to serve distinct catchment areas and to share the public space in a regulated manner. In BinBaz Towers, Tower A (hotel + apartments) and Tower B (hospital) have separate entrances, distinct circulation routes and independent service blocks. The public square at the base of the complex is a shared space that functions as an open civic space: vegetation, water basins, seating. The difference in height between the two towers (160 m vs 55 m) creates a recognisable urban composition and provides mutual shade during the hours of peak sunlight. --- ## Do you have an urban-scale project or an iconic building in an extreme climate? If you are developing projects for towers, mixed-use complexes, high-end hotels or healthcare facilities in desert or tropical climates, we can support you in the Digital and Parametric Design phases (geometry, fluid dynamics optimisation, parametric shading) and in the Interior Design of representative spaces. BCA collaborates with Italian and international firms within multidisciplinary teams. **[Let’s discuss your project]** _Response within 48 hours. No obligation._ --- ## Related projects - **Urban Dunes** – Urban vault made of 3D-printed sand blocks in Abu Dhabi: the same passive cooling logic for public spaces in a desert climate (Honorable Mention, Cool Abu Dhabi Challenge). - **New Roots** – Bioclimatic residences for the “House of the Future” competition in Dubai: green blade, parametric mashrabiyya, volumetric fragmentation for the Arabian Gulf climate. - **Bamboo Office** – Office building with a ventilated double-skin facade in Changzhou: the same bioclimatic facade-system strategy applied to the corporate sector. _Discover our approach to Digital & Parametric Design →_ --- # ROGO/RE-DO! – Rigenerazione urbana sostenibile a Rogoredo, Milano _Un masterplan per trasformare un'area dismessa di Milano sud in un quartiere a misura d'uomo, dove la mobilità è lenta, il verde permea ogni spazio e le torri residenziali in legno definiscono un nuovo modello di abitare urbano._ **2021 · Milano, Rogoredo · Rigenerazione urbana · Sustainable Design · Architettura Specialistica** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/rogoredo URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/rogoredo ## Italiano # ROGO/RE-DO! – Rigenerazione urbana sostenibile a Rogoredo, Milano _Un masterplan per trasformare un'area dismessa di Milano sud in un quartiere a misura d'uomo, dove la mobilità è lenta, il verde permea ogni spazio e le torri residenziali in legno definiscono un nuovo modello di abitare urbano._ **2021 · Milano, Rogoredo · Rigenerazione urbana · Sustainable Design · Architettura Specialistica** --- ## Rifare Rogoredo partendo dallo stile di vita Rogoredo, periferia sud-est di Milano, è un quartiere segnato dalla vicinanza al fascio dei binari dello scalo ferroviario, dal traffico su Via Toffetti e da una percezione di marginalità urbana che ne ha condizionato lo sviluppo. Il progetto ROGO/RE-DO! parte da una convinzione precisa: la rigenerazione urbana non si fa con gli edifici ma con lo stile di vita degli abitanti. Prima ancora di disegnare le residenze, Barberio Colella Architetti hanno progettato il modo in cui le persone si muoveranno, si incontreranno e vivranno lo spazio aperto. Il risultato è un masterplan in cui il verde, la mobilità dolce e la mixité funzionale sono le strutture portanti, e l'architettura ne è la conseguenza. Il cuore del progetto è il Green Boulevard: un grande asse ciclo-pedonale alberato, parallelo a Via Toffetti, che diventa la spina dorsale della viabilità lenta del quartiere. Attorno al boulevard si articolano una nuova piazza pubblica (luogo di incontro tra residenti di tutte le fasce d'età) zone di verde attrezzato con aree fitness, gioco e sosta, piste ciclabili in direzione della stazione di Rogoredo e del futuro Parco di Porto di Mare, e il Parco Freccia, un nuovo spazio naturalistico a nord. Una barriera verde di alberi ad alto fusto mitiga l'impatto visivo e acustico dei binari. La mobilità carrabile è spinta ai margini dell'area: i parcheggi sono su Via Toffetti o interrati sotto il parco, e le strade interne sono a velocità ridotta. L'obiettivo è che i residenti percorrano il quartiere a piedi, ogni giorno. Sei torri residenziali in legno si elevano su fronti urbani continui dedicati ai servizi. La struttura portante è in legno lamellare con solai in pannelli XLAM, involucro con isolamento a cappotto in materiali naturali e rivestimento esterno in legno bruciato con la tecnica giapponese dello Yakisugi, che ne prolunga la vita utile attraverso la carbonizzazione dello strato superficiale. Le abitazioni sono progettate secondo principi bioclimatici: zone giorno esposte a sud, facciate nord con poche aperture e maggiore opacità per ridurre le dispersioni. Il piano terra ospita servizi di quartiere (biblioteca, presidio medico, caffetteria, ufficio postale, scuola materna) che rendono vivo il percorso ciclo-pedonale e incentivano la vita di comunità. Le tipologie abitative includono co-housing con servizi condivisi su due piani, residenze per studenti da 36 mq con mensa e lavanderia, e appartamenti a piano terra con verde privato per anziani o persone con ridotta mobilità. Il progetto ROGO/RE-DO! ha ricevuto una Special Mention ai Golden Trezzini Awards 2021, riconoscimento internazionale promosso dal Museo di Stato di San Pietroburgo. Il masterplan include anche quattro laboratori artigianali su due piani con spazi espositivi su Via Toffetti, per integrare la produzione artigianale nel tessuto urbano. Il progetto dimostra che la rigenerazione di una periferia non richiede gesti architettonici eclatanti, ma un disegno urbano attento che metta al centro la qualità della vita quotidiana: aria pulita, silenzio, verde, servizi a portata di piedi, e un senso di comunità che nasce dallo spazio condiviso. --- ## Galleria immagini ![Manifesto progettuale ROGO/RE-DO rigenerazione Rogoredo](images/rogoredo/rogoredo-birds-eye-view-masterplan.jpg) *Il manifesto del progetto: la rigenerazione urbana parte dallo stile di vita, non dagli edifici, mobilità lenta, verde, mixité funzionale.* ![Schema masterplan Rogoredo con Green Boulevard](images/rogoredo/rogoredo-boulevard-alto.jpg) *Lo schema del masterplan con il Green Boulevard come asse portante della mobilità dolce e i servizi distribuiti lungo il percorso ciclo-pedonale.* *Lo schema del masterplan con il Green Boulevard come asse portante della mobilità dolce e i servizi distribuiti lungo il percorso ciclo-pedonale.* *Le strategie bioclimatiche delle torri residenziali: esposizione solare ottimizzata, facciate nord opache, involucro in materiali naturali.* ![Diagramma urbanità Rogoredo mixité funzionale](images/rogoredo/rogoredo-urbanity.jpg) *Il diagramma funzionale mostra la distribuzione di residenze, servizi, verde attrezzato e parcheggi, con la mobilità carrabile ai margini dell'area.* ![Nuova sezione Via Toffetti con piste ciclabili](images/rogoredo/rogoredo-via-toffetti.jpg) *La nuova sezione di Via Toffetti con carreggiata ridotta e piste ciclabili bidirezionali verso la stazione di Rogoredo e il Parco di Porto di Mare.* *La nuova piazza pubblica al centro del quartiere: servizi a piano terra, residenze in elevazione, spazio di incontro tra generazioni.* ![Fronte urbano con laboratori artigianali e caffetteria](images/rogoredo/rogoredo-library-corner.jpg) *Il fronte urbano su Via Toffetti con laboratori artigianali, spazi espositivi e caffetteria: la produzione locale come motore di rigenerazione.* ![Co-housing Rogoredo abitare condiviso](images/rogoredo/rogoredo-co-housing.jpg) *Il modello di co-housing: spazi domestici condivisi e servizi comuni per nuove forme di abitare urbano.* ![Biblioteca di quartiere Rogoredo spazio lettura](images/rogoredo/rogoredo-living-01.jpg) *La biblioteca e mediateca di quartiere al piano terra: un servizio aperto a residenti e studenti universitari, affacciato sul boulevard.* ![Interni co-housing con spazi condivisi Rogoredo](images/rogoredo/rogoredo-living-02.jpg) *Gli spazi condivisi del co-housing: zona studio, cucina comune, palestra e lavanderia distribuiti su due piani di servizi collettivi.* ![Interno appartamento tipo torre residenziale legno](images/rogoredo/rogoredo-living-03.jpg) *Interno di un appartamento tipo nelle torri residenziali in legno: zona giorno esposta a sud con massimo apporto di luce naturale.* *La camera da letto con affaccio sul verde attrezzato: la qualità abitativa nasce dal rapporto diretto tra spazio interno e paesaggio urbano.* ![Soggiorno con loggia in legno e frangisole](images/rogoredo/rogoredo-living-04.jpg) *Il soggiorno con loggia in legno e frangisole: la struttura delle torri in legno lamellare e XLAM è visibile come elemento di qualità architettonica.* ![Balcone residenza vista sul Parco Freccia](images/rogoredo/rogoredo-public-private-01.jpg) *Vista dal balcone verso il Parco Freccia: il nuovo spazio naturalistico a nord è pensato come pungolo per la conversione delle aree dismesse limitrofe.* ![Dettaglio facciata legno bruciato Yakisugi torre](images/rogoredo/rogoredo-public-private-02.jpg) *Dettaglio della facciata in legno bruciato con tecnica Yakisugi: la carbonizzazione superficiale prolunga la vita utile del rivestimento senza manutenzione.* *Vista complessiva del masterplan: sei torri in legno su fronti urbani di servizi, il Green Boulevard e la barriera verde verso i binari.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Rogoredo, Milano, Italia - **Anno:** 2021 - **Committente:** Concorso - proposta progettuale - **Tipologia:** Masterplan di rigenerazione urbana, residenze, servizi, spazi pubblici - **Stato:** Concept - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella - **Premi:** Golden Trezzini Awards, Special Mention (2021) - **Verticale BCA:** Sustainable Design (principale) · Architettura Specialistica (secondario) - **Materiali principali:** Legno lamellare (struttura), pannelli XLAM (solai), isolamento in materiali naturali, legno bruciato Yakisugi (rivestimento) --- ## Come si rigenera una periferia senza cancellarne l'identità e senza creare un quartiere dormitorio? La rigenerazione urbana delle periferie italiane oscilla tra due estremi: l'intervento puramente immobiliare, che costruisce residenze senza servizi né spazi pubblici, e il progetto-manifesto, che disegna architetture iconiche ma non cambia la vita quotidiana degli abitanti. A Rogoredo, il problema era preciso: un'area segnata dalla vicinanza ai binari, dal traffico su Via Toffetti e da un tessuto sociale frammentato. ROGO/RE-DO! non propone edifici “spettacolari” ma un disegno urbano che mette al centro la qualità della vita quotidiana: mobilità lenta, servizi a portata di piedi, mixité sociale e funzionale, e verde come infrastruttura primaria. La rigenerazione parte da come le persone si muovono e si incontrano, non da come appaiono gli edifici. --- ## Domande frequenti ### Perché costruire torri residenziali in legno anziché in calcestruzzo? Il legno lamellare e i pannelli XLAM offrono vantaggi misurabili rispetto al calcestruzzo armato in un progetto di questa scala. Il legno è un materiale rinnovabile che stocca carbonio per tutta la vita dell'edificio: ogni metro cubo di legno strutturale sottrae circa una tonnellata di CO2 dall'atmosfera. La prefabbricazione in stabilimento riduce i tempi di cantiere del 30-50% rispetto al calcestruzzo gettato in opera, con minore rumore, polvere e rifiuti in un contesto urbano abitato. Le prestazioni antisismiche del legno sono eccellenti grazie alla leggerezza e alla duttilità dei giunti. Il rivestimento in legno bruciato con tecnica Yakisugi protegge il legno dagli agenti atmosferici senza trattamenti chimici, riducendo i costi di manutenzione. ### Cos'è la tecnica Yakisugi per il rivestimento delle facciate? Lo Yakisugi (o Shou Sugi Ban) è una tecnica giapponese tradizionale che consiste nel bruciare superficialmente le tavole di legno prima della posa in opera. La carbonizzazione dello strato esterno crea una pellicola protettiva naturale che rende il legno resistente a pioggia, parassiti, muffe e raggi UV, prolungandone la vita utile fino a 80-100 anni senza necessità di trattamenti chimici o verniciature periodiche. Il risultato estetico è una superficie nera profonda con texture variabile, che nel progetto ROGO/RE-DO! distingue i piani residenziali in elevazione dal rivestimento dei piani terra in alluminio o gres. ### Come funziona il co-housing nel progetto ROGO/RE-DO!? Il co-housing del progetto prevede appartamenti privati (con cucina e bagno propri) integrati da servizi collettivi distribuiti su due piani dedicati: zona studio e relax, lavanderia, laboratorio fai-da-te, palestra, spa, area giochi per bambini, cucina e sala pranzo comuni. I residenti vivono in autonomia nel proprio appartamento e scelgono liberamente quando usare gli spazi condivisi. Il modello riduce la superficie individuale necessaria (e quindi il costo dell'affitto o dell'acquisto), aumenta le occasioni di socialità e consente servizi che un singolo appartamento non potrebbe sostenere economicamente. ### Quali servizi di quartiere sono previsti ai piani terra delle torri? I piani terra ospitano: una biblioteca e mediateca aperta a residenti e studenti universitari; un presidio medico di quartiere; una caffetteria come luogo di aggregazione tra residenti e visitatori; un piccolo ufficio postale; una scuola materna e nido. A questi si aggiungono quattro laboratori artigianali su due piani con spazio espositivo e vendita al dettaglio su Via Toffetti. La distribuzione dei servizi lungo il percorso ciclo-pedonale è intenzionale: rende il boulevard un luogo frequentato tutto il giorno e incentiva la vita a piedi. ### Come si gestisce l'impatto acustico dei binari ferroviari su un quartiere residenziale? Il progetto prevede una barriera verde continua sul limite dell'area verso lo scalo ferroviario di Rogoredo, composta da alberi ad alto fusto. Una fascia arborea densa e profonda attenua il rumore per assorbimento e diffrazione delle onde sonore, con riduzioni che possono raggiungere 6-10 dB(A) in funzione della profondità della fascia e delle specie utilizzate. A questa si aggiunge la disposizione degli edifici: le facciate rivolte verso i binari sono più opache e con meno aperture, mentre le zone giorno e i balconi sono orientati verso il Green Boulevard e il verde attrezzato, dalla parte opposta rispetto alla sorgente di rumore. ### Quali strategie bioclimatiche sono applicate alle residenze del progetto? Tutte le zone giorno sono esposte a sud per massimizzare l'apporto solare passivo in inverno; le facciate nord hanno poche aperture e sono più opache per ridurre le dispersioni termiche; l'involucro prevede isolamento a cappotto in materiali naturali con spessore della parete di almeno 40 cm; logge e frangisole in legno proteggono dal surriscaldamento estivo; i pannelli XLAM garantiscono un'elevata ermeticità dell'involucro. Il comportamento passivo dell'edificio è completato da infissi in vetrocamera ad alte prestazioni. L'insieme di queste strategie mira a un fabbisogno energetico vicino allo standard NZEB. ### Il progetto ROGO/RE-DO! ha ricevuto riconoscimenti? Sì, il progetto ha ricevuto una Special Mention ai Golden Trezzini Awards 2021, riconoscimento internazionale dedicato all'architettura come arte, promosso dal Museo di Stato di San Pietroburgo. Il premio è stato conferito nella categoria dedicata ai progetti di rigenerazione urbana e housing sociale, riconoscendo la qualità dell'approccio integrato tra sostenibilità ambientale, sociale e urbana proposto dal masterplan. --- ## State valutando un progetto di rigenerazione urbana o un intervento residenziale a scala di quartiere? Se il vostro progetto richiede un approccio integrato (urbanistica, architettura sostenibile, mixité funzionale e sociale) possiamo mettere a disposizione competenze di progettazione bioclimatica, conoscenza dei materiali naturali e una visione urbana orientata alla qualità della vita quotidiana. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Polymnia Futura** – Rigenerazione urbana sostenibile a Polignano a Mare - **Scuola Papa Giovanni XXIII** – Edilizia scolastica innovativa a Trani _Scopri il nostro approccio al Sustainable Design →_ ## English # ROGO/RE-DO! – Sustainable urban regeneration in Rogoredo, Milan _A masterplan to transform a derelict area in south Milan into a people-friendly neighbourhood, where soft mobility is prevalent, greenery permeates every space and wooden residential towers define a new model of urban living._ **2021 · Milan, Rogoredo · Urban Regeneration · Sustainable Design · Public & Commercial Architecture** --- ## Rebuilding Rogoredo starting with lifestyle Rogoredo, on the south-eastern outskirts of Milan, is a neighbourhood marked by its proximity to the railway tracks, the traffic on Via Toffetti and a perception of urban marginalisation that has shaped its development. The ROGO/RE-DO! project stems from a firm conviction: urban regeneration is not achieved through buildings but through the lifestyle of its inhabitants. Even before designing the residential buildings, Barberio Colella Architetti planned how people would move about, meet and experience the open space. The result is a masterplan in which greenery, soft mobility and functional mixité are the load‑bearing structures, and the architecture is the consequence. The heart of the project is the green boulevard: a large tree-lined pedestrian and cycling network, running parallel to Via Toffetti, which becomes the backbone of the neighbourhood’s soft mobility network. Surrounding the boulevard are a new public square (a meeting place for residents of all ages) equipped green spaces with fitness, play and rest areas, cycle paths leading towards Rogoredo station and the future Porto di Mare Park, and Parco Freccia, a new natural space to the north. A green barrier of tall trees mitigates the visual and acoustic impact of the railway tracks. Vehicular mobility is pushed to the edges of the area: car parks are located on Via Toffetti or underground beneath the park, and internal roads have speed limits. The aim is for residents to walk through the neighbourhood every day. Six wooden residential towers rise above continuous urban facades dedicated to amenities. The load‑bearing structure is made of glued laminated timber (glulam) with XLAM panel floors, a building envelope with external insulation using natural materials, and an external cladding of burnt wood using the Japanese Yakisugi technique, which extends its lifespan through the carbonisation of the surface layer. The homes are designed according to bioclimatic principles: south-facing living areas, north-facing facades with few openings and greater opacity to reduce heat loss. The ground floor houses neighbourhood amenities (a library, medical centre, café, post office and nursery school) which bring the pedestrian and cycling network to life and encourage community life. Typologies include co-housing with shared facilities across two floors, 36-square-metre student residences with a canteen and laundry, and ground-floor flats with private gardens for the elderly or people with reduced mobility. The ROGO/RE-DO! project received a Special Mention at the 2021 Golden Trezzini Awards, an international award promoted by the State Museum of St Petersburg. The masterplan also includes four two-storey craft workshops with exhibition spaces on Via Toffetti, to integrate craft production into the urban fabric. The project demonstrates that the regeneration of a suburb does not require dramatic architectural gestures, but rather a thoughtful urban design that prioritises the quality of life: clean air, quiet, green spaces, services within walking distance, and a sense of community born from shared spaces. --- ## Image gallery ![ROGO/RE-DO Rogoredo regeneration project manifesto](images/rogoredo/rogoredo-birds-eye-view-masterplan.jpg) *The project manifesto: urban regeneration starts with lifestyle, not buildings, soft mobility, green spaces, functional mixité.* ![Rogoredo masterplan outline with green boulevard](images/rogoredo/rogoredo-boulevard-alto.jpg) *The masterplan outline with the green boulevard as the backbone of soft mobility and services distributed along the pedestrian and cycling network.* *The masterplan diagram with the Green Boulevard as the backbone of soft mobility and services distributed along the pedestrian and cycling network.* *The bioclimatic strategies for the residential towers: optimised solar exposure, opaque north-facing facades, building envelope in natural materials.* ![Rogoredo urbanity diagram: functional mixité](images/rogoredo/rogoredo-urbanity.jpg) *The functional diagram shows the distribution of housing, amenities, equipped green spaces and car parks, with vehicular mobility confined to the edges of the area.* ![New section of Via Toffetti with cycle lanes](images/rogoredo/rogoredo-via-toffetti.jpg) *The new section of Via Toffetti, featuring a reduced carriageway and two-way cycle lanes towards Rogoredo station and the Porto di Mare Park.* *The new public square at the heart of the neighbourhood: amenities on the ground floor, residential units above, a space for intergenerational interaction.* ![Urban frontage with craft workshops and a café](images/rogoredo/rogoredo-library-corner.jpg) *The urban frontage on Via Toffetti with craft workshops, exhibition spaces and a café: local production as a driver of urban regeneration.* ![Rogoredo co-housing: shared living](images/rogoredo/rogoredo-co-housing.jpg) *The co-housing model: shared domestic spaces and shared spaces for new forms of urban living.* ![Rogoredo neighbourhood library: reading space](images/rogoredo/rogoredo-living-01.jpg) *The neighbourhood library and media centre on the ground floor: a service open to residents and university students, overlooking the boulevard.* ![Rogoredo co-housing interiors with shared spaces](images/rogoredo/rogoredo-living-02.jpg) *The co-housing shared spaces: study area, communal kitchen, gym and laundry room spread across two floors of communal facilities.* ![Interior of a typical flat in a timber residential tower](images/rogoredo/rogoredo-living-03.jpg) *Interior of a typical flat in the timber residential towers: south-facing living area with maximum natural light.* *The bedroom overlooking equipped green spaces: the quality of living stems from the direct relationship between interior spaces and the urban landscape.* ![Living room with wooden loggia and sunshades](images/rogoredo/rogoredo-living-04.jpg) *The living room with wooden loggia and sunshades: the structure of the towers in glued laminated timber (glulam) and XLAM is visible as an element of architectural quality.* ![Residential balcony overlooking Parco Freccia](images/rogoredo/rogoredo-public-private-01.jpg) *View from the balcony towards Parco Freccia: the new natural space to the north is designed to act as a catalyst for the conversion of the neighbouring brownfield sites.* ![Detail of the Yakisugi burnt timber facade of the tower](images/rogoredo/rogoredo-public-private-02.jpg) *Detail of the Yakisugi burnt timber facade: the surface carbonisation extends the useful life of the cladding without the need for maintenance.* *Overall view of the masterplan: six timber towers on urban service fronts, the green boulevard and the green barrier towards the railway tracks.* --- ## Technical details - **Location:** Rogoredo, Milan, Italy - **Year:** 2021 - **Client:** Competition – design proposal - **Typology:** Urban regeneration masterplan, housing, amenities, public spaces - **Status:** Concept - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella - **Awards:** Golden Trezzini Awards, Special Mention (2021) - **BCA Vertical:** Sustainable Design (primary) · Public & Commercial Architecture (secondary) - **Main materials:** Glued laminated timber (glulam) (structure), XLAM panels (floors), natural materials for insulation, Yakisugi charred timber (cladding) --- ## How can a suburb be regenerated without erasing its identity and without creating a dormitory town? The urban regeneration of Italian suburbs oscillates between two extremes: purely property-driven development, which builds homes without amenities or public spaces, and the ‘manifesto project’, which designs iconic architecture but does not change the daily life of residents. In Rogoredo, the problem was clear: an area marked by its proximity to the railway tracks, traffic on Via Toffetti and a fragmented social fabric. ROGO/RE-DO! does not propose ‘spectacular’ buildings but an urban design that focuses on the quality of life: soft mobility, services within walking distance, functional social mixité, and green spaces as primary infrastructure. Regeneration starts with how people move and interact, not with how buildings look. --- ## Frequently Asked Questions ### Why build residential towers in timber rather than concrete? Glued laminated timber (glulam) and XLAM panels offer measurable advantages over reinforced concrete (RC) in a project of this scale. Timber is a renewable material that stores carbon throughout the building’s lifetime: every cubic metre of structural timber removes around one tonne of CO₂ from the atmosphere. Factory prefabrication reduces on-site construction time by 30–50% compared to in-situ concrete, with less noise, dust and waste in an urban context that is densely populated. The seismic performance of timber is excellent thanks to its lightness and the ductility of the joints. The burnt timber cladding using the Yakisugi technique protects the timber from the elements without the need for chemical treatments, reducing maintenance costs. ### What is the Yakisugi technique for facade cladding? Yakisugi (or Shou Sugi Ban) is a traditional Japanese technique that involves charring the surface of timber planks before installation. The charring of the outer layer creates a natural protective film that makes the timber resistant to rain, pests, mould and UV rays, extending its lifespan to 80–100 years without the need for chemical treatments or periodic painting. The aesthetic result is a deep black surface with a varied texture, which in the ROGO/RE-DO! project distinguishes the residential floors from the ground-floor cladding in aluminium or stoneware. ### How does co-housing work in the ROGO/RE-DO! project? The project’s co-housing scheme comprises private apartments (with their own kitchen and bathroom) complemented by communal facilities spread across two dedicated floors: a study and relaxation area, laundry room, DIY workshop, gym, spa, children’s play area, and a communal kitchen and dining room. Residents live independently in their own flats and are free to choose when to use the shared spaces. The model reduces the individual floor space required (and therefore the cost of rent or purchase), increases opportunities for socialising and enables services that a single flat could not afford. ### What neighbourhood services are planned for the ground floors of the towers? The ground floors house: a library and media centre open to residents and university students; a local medical centre; a café serving as a meeting place for residents and visitors; a small post office; a nursery and crèche. In addition, there are four craft workshops spread over two floors with exhibition and retail space on Via Toffetti. The distribution of services along the pedestrian and cycling network is intentional: it makes the boulevard a lively place throughout the day and encourages walking. ### How is the noise impact of the railway tracks on a residential neighbourhood managed? The project includes a continuous green barrier along the boundary of the area towards Rogoredo railway yard, consisting of tall trees. A dense, deep tree belt attenuates noise through the absorption and diffraction of sound waves, with reductions of up to 6–10 dB(A) depending on the depth of the belt and the species used. Added to this is the layout of the buildings: the facades facing the tracks are more opaque and have fewer openings, whilst the living areas and balconies face the green boulevard and the equipped green spaces, on the opposite side to the noise source. ### What bioclimatic strategies are applied to the project’s residences? All living areas face south to maximise passive solar gain in winter; the north-facing facades have few openings and are more opaque to reduce thermal loss; the building envelope features external insulation made from natural materials with a wall thickness of at least 40 cm; timber loggias and sunshades protect against summer overheating; XLAM panels ensure a highly airtight building envelope. The building’s passive performance is complemented by high-performance double-glazed windows. Together, these strategies aim to achieve an energy demand close to the NZEB standard. ### Has the ROGO/RE-DO! project received any awards? Yes, the project received a Special Mention at the 2021 Golden Trezzini Awards, an international award dedicated to architecture as art, promoted by the State Museum of St Petersburg. The award was presented in the category dedicated to urban regeneration and social housing projects, recognising the quality of the integrated approach to environmental, social and urban sustainability proposed by the masterplan. --- ## Are you considering an urban regeneration project or a neighbourhood-scale residential development? If your project requires an integrated approach (urban planning, sustainable architecture, functional and social mixité) we can offer expertise in bioclimatic design, knowledge of natural materials and an urban vision focused on the quality of daily life. **[Let’s discuss your project]** _[Let’s discuss your project]_ --- ## Related projects - **Polymnia Futura** – Sustainable urban regeneration in Polignano a Mare - **Papa Giovanni XXIII School** – Innovative school architecture in Trani _Discover our approach to Sustainable Design →_ --- # Scuola di Trani – Polo scolastico bioclimatico Papa Giovanni XXIII _Un nuovo polo per infanzia e primaria che trasforma un'area dismessa di Trani in parco urbano educativo, con agorà civica e approccio rigenerativo oltre la logica NZEB._ **2021 · Trani (BT) · Edilizia scolastica · Architettura Specialistica · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/scuola-di-trani URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/scuola-di-trani ## Italiano # Scuola di Trani – Polo scolastico bioclimatico Papa Giovanni XXIII _Un nuovo polo per infanzia e primaria che trasforma un'area dismessa di Trani in parco urbano educativo, con agorà civica e approccio rigenerativo oltre la logica NZEB._ **2021 · Trani (BT) · Edilizia scolastica · Architettura Specialistica · Sustainable Design** --- ## Un parco educativo per Trani: agorà, orti didattici e architettura bioclimatica Il progetto per il nuovo polo scolastico Papa Giovanni XXIII a Trani nasce nell'ambito del concorso FUTURA, il programma nazionale per la rigenerazione dell'edilizia scolastica. La proposta, classificatasi al secondo posto (graduatorie provvisorie), affronta un tema urgente per la città: la riqualificazione dell'area dell'ex plesso scolastico, chiuso precauzionalmente dal Comune nel 2019, in un nuovo polo per scuola dell'infanzia e primaria capace di diventare centralità urbana per il quartiere residenziale circostante. L'edificio viene delocalizzato rispetto al precedente e collocato all'interno di un nuovo parco urbano che incrementa la superficie verde e permeabile del lotto, delimitato da un anello carrabile di servizio. Il cuore del progetto è l'agorà centrale: uno spazio a doppia altezza con un piccolo teatro scavato per attività didattiche alternative e una scala semicircolare che connette i due livelli. Al piano terra l'agorà accoglie, al primo piano si trasforma in biblioteca diffusa con nicchie per lo studio individuale e in gruppo. Questo spazio non è solo connettivo: è un dispositivo bioclimatico, le ampie vetrate e la pavimentazione massiva in pietra di Trani accumulano calore nei mesi freddi, mentre le aperture in sommità attivano l'effetto camino per la ventilazione naturale estiva. La compartimentazione dei volumi permette l'accesso all'agorà e alla palestra anche in orario extrascolastico, rendendo la scuola un punto di incontro per il quartiere. L'impianto si articola in tre volumi ad altezza variabile, degradanti verso via Papa Giovanni XXIII, con orientamento prevalente est-ovest. Tutte le aule didattiche sono orientate a est per massimizzare la luce naturale nelle ore di attività scolastica, evitando surriscaldamento e abbagliamento. La scuola dell'infanzia, nel volume più basso, ha ingresso indipendente e aule in connessione diretta con aree verdi recintate; la primaria occupa i due volumi successivi, con spazi di connessione ampi e flessibili. Lo spazio esterno è parte integrante del progetto didattico: orti in continuità con la mensa per sperimentare la produzione a km 0, playground educativi, un'isola ecologica per sensibilizzare al ciclo dei rifiuti. I percorsi curvilinei sono distinti cromaticamente (toni del giallo per l'infanzia, toni del viola per la primaria) con specie vegetali coordinate. La struttura portante utilizza un sistema prefabbricato in calcestruzzo armato con green low carbon concrete (emissioni di CO2 fino al 90% inferiori rispetto al calcestruzzo standard), isolamento in canapa-calce, pareti ventilate in pietra locale sulle facciate sud e fondazioni su isolatori sismici. L'involucro è progettato per minimizzare l'isola di calore urbana grazie a coperture con elevato indice di riflessione solare e intercapedini ventilate. L'impiantistica punta all'autosufficienza energetica con fotovoltaico in copertura, mini eolico, accumulo energetico, travi fredde per climatizzazione silenziosa e illuminazione circadiana che replica la variazione della luce naturale durante la giornata. La vegetazione (mimose, jacarande, agrumi, lavanda, rosmarino) è stata selezionata per le ridotte esigenze idriche e per la funzione di dispositivo microclimatico: ombreggiamento, filtro dei venti e depurazione dell'aria. --- ## Galleria immagini ![Render agorà interna scuola Trani con teatro scavato](images/trani-school/trani-school-school-trani-agora.jpg) *L'agorà a doppia altezza con il piccolo teatro scavato e la scala semicircolare, cuore civico e bioclimatico del polo scolastico.* ![Render aula didattica scuola primaria Trani luce est](images/trani-school/trani-school-school-trani-classroom.jpg) *Un'aula della scuola primaria orientata a est con luce naturale diffusa e travi fredde integrate nel controsoffitto.* ![Piante architettoniche polo scolastico Trani piano terra](images/trani-school/trani-school-school-trani-competition-sheets.jpg) *Le piante mostrano i tre volumi ad altezza variabile con la distribuzione di infanzia, primaria, mensa, palestra e agorà.* ![Render esterno scuola Trani nel parco urbano](images/trani-school/trani-school-school-trani-gymnasium.jpg) *Vista esterna del polo scolastico inserito nel nuovo parco urbano con percorsi cromatici e vegetazione mediterranea.* ![Render accesso principale scuola Trani con pensilina](images/trani-school/trani-school-school-trani-kindergarten-rendering.jpg) *L'ingresso principale della scuola primaria protetto dalla pensilina, con l'agorà visibile attraverso le ampie vetrate.* ![Render scuola infanzia Trani con giardino recintato](images/trani-school/trani-school-school-trani-library.jpg) *La scuola dell'infanzia con ingresso indipendente e aule in diretta connessione con le aree verdi recintate esterne.* ![Tavole concorso FUTURA scuola Trani secondo grado](images/trani-school/trani-school-school-trani-masterplan.jpg) *Tavole di concorso del secondo grado con sezioni, dettagli costruttivi e strategie bioclimatiche del progetto.* ![Render biblioteca diffusa primo piano scuola Trani](images/trani-school/trani-school-school-trani-plans-phase-01.jpg) *La biblioteca diffusa al primo piano dell'agorà con nicchie per lo studio e affaccio sullo spazio a doppia altezza.* ![Masterplan polo scolastico Trani con parco e orti](images/trani-school/trani-school-school-trani-rendering-01.jpg) *Il masterplan evidenzia il parco urbano, l'anello carrabile, gli orti didattici e la distribuzione cromatica dei percorsi.* ![Render palestra scuola Trani accessibile alla comunità](images/trani-school/trani-school-school-trani-rendering-02.jpg) *La palestra con autonomia funzionale, progettata per essere utilizzata dalla comunità scolastica e dagli abitanti del quartiere.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Trani (BT), Puglia - **Anno:** 2022 - **Committente:** Comune di Trani - **Tipologia:** Edilizia scolastica, Scuola dell'infanzia e primaria - **Superficie:** 2.546,63 mq (superficie lorda nuovo edificio) - **Stato:** Concorso di progettazione - **Progettisti:** Micaela Colella (capogruppo), Maurizio Barberio, Angelo Figliola, Ilaria Cavaliere, Dario Costantino - **Premi:** Secondo posto (graduatorie provvisorie), Concorso FUTURA, Scuola Papa Giovanni XXIII - **Verticale BCA:** Architettura Specialistica (principale) · Sustainable Design (secondario) --- ## Come si costruisce una scuola innovativa nel Sud Italia che sia davvero sostenibile e aperta al quartiere? Il programma FUTURA ha posto una sfida chiara: superare il modello della scuola come contenitore chiuso di aule e corridoi, per progettare edifici che siano al contempo performanti dal punto di vista energetico, flessibili nell'uso didattico e capaci di generare relazioni con il territorio. Nel Mezzogiorno, dove il patrimonio scolastico è spesso il più degradato e dove le condizioni climatiche richiedono strategie specifiche per il raffrescamento estivo, la tentazione è delegare tutto agli impianti meccanici o replicare modelli del Nord senza adattamento. Il progetto per Trani dimostra un approccio alternativo: l'architettura stessa (orientamento, involucro, massa termica, vegetazione, spazi aperti) diventa il sistema di controllo climatico primario, con l'impiantistica in ruolo integrativo. L'agorà con pavimentazione in pietra locale, gli orti didattici, i percorsi cromatici e la palestra di quartiere non sono decorazioni: sono la traduzione fisica di un'idea di scuola come infrastruttura civica. --- ## Domande frequenti ### Cosa significa progettare una scuola con approccio rigenerativo, oltre la logica NZEB? Un edificio NZEB (Near Zero Energy Building) mira a consumare quasi zero energia da fonti non rinnovabili. L'approccio rigenerativo va oltre: l'edificio non si limita a ridurre il proprio impatto, ma genera benefici ambientali attivi, miglioramento del microclima urbano attraverso l'incremento di superfici permeabili e vegetazione, riduzione dell'isola di calore con coperture riflettenti e pareti ventilate, depurazione dell'aria tramite specie vegetali selezionate, produzione energetica in eccesso tramite fotovoltaico e mini eolico con accumulo. Nel progetto di Trani, questo si traduce in un parco urbano che non esisteva prima, con superfici permeabili incrementate rispetto allo stato precedente. ### Come funziona l'agorà come dispositivo bioclimatico? L'agorà è uno spazio a doppia altezza con ampie superfici vetrate e pavimentazione massiva in pietra di Trani. Nei mesi freddi, la radiazione solare attraversa le vetrate e viene assorbita dalla massa termica della pietra, che rilascia calore gradualmente riducendo il carico sull'impianto di riscaldamento. Nei mesi caldi, le aperture poste in sommità attivano l'effetto camino: l'aria calda sale e viene espulsa naturalmente, creando un flusso di ventilazione che raffresca gli spazi didattici attigui senza ricorrere a sistemi meccanici. L'apporto passivo consente di limitare drasticamente l'uso dell'impianto attivo in entrambe le stagioni. ### Perché si è scelto il calcestruzzo low carbon invece del legno per la struttura? La scelta del green low carbon concrete (con emissioni di CO2 fino al 90% inferiori rispetto al calcestruzzo standard) è legata a tre fattori: la necessità di massa termica elevata per il funzionamento delle strategie bioclimatiche passive (il calcestruzzo accumula e rilascia calore meglio del legno), la compatibilità con il sistema di isolatori sismici in fondazione, e la disponibilità di filiera locale per la prefabbricazione in calcestruzzo armato. L'isolamento in canapa-calce e il rivestimento in pietra locale sulle facciate sud completano un involucro che integra prestazioni termiche, sismiche e di riduzione dell'isola di calore. ### Gli spazi esterni hanno una funzione didattica o sono solo decorativi? Ogni elemento dello spazio esterno ha una funzione didattica specifica. Gli orti in continuità con la mensa permettono di sperimentare la produzione alimentare a km 0. L'isola ecologica è progettata per sviluppare la consapevolezza del ciclo dei rifiuti. I playground educativi sono collocati in relazione alle funzioni interne. I percorsi curvilinei sono differenziati cromaticamente (toni del giallo per l'infanzia, viola per la primaria) con specie vegetali coordinate che cambiano con le stagioni, permettendo ai bambini di osservare i ritmi naturali. La vegetazione (mimose, jacarande, agrumi, lavanda) è anche dispositivo microclimatico: ombreggiamento, schermatura dei venti e depurazione dell'aria. ### La palestra è davvero utilizzabile dal quartiere? La palestra è progettata con autonomia funzionale completa: ha un accesso indipendente dal percorso scolastico grazie alla compartimentazione dei volumi e al sistema di porte REI. Questo consente l'utilizzo in orario extrascolastico da parte degli abitanti del quartiere senza interferire con la sicurezza della scuola. Lo stesso principio si applica all'agorà, che in orario extrascolastico diventa uno spazio per eventi, incontri e attività comunitarie. La scuola e la palestra diventano il trait d'union con il quartiere residenziale attiguo. ### Come si è gestita la demolizione dell'edificio esistente in termini di impatto ambientale? Il progetto prevede una demolizione selettiva con metodologia di decostruzione: l'edificio viene smontato ripercorrendo all'inverso il percorso costruttivo, piano per piano, utilizzando mini escavatori sulle solette esistenti per minimizzare polveri, rumore e vibrazioni. I materiali vengono separati in frazioni omogenee per il riciclo, con l'obiettivo di avviare a recupero almeno il 70% dei rifiuti non pericolosi. Un ponteggio perimetrale chiuso con pannelli in lamiera contiene emissioni e detriti. Poiché il plesso era già chiuso dal 2019, non è stato necessario prevedere strutture temporanee per la continuità didattica. ### Qual è il costo parametrico di una scuola con queste caratteristiche rispetto ai limiti del bando FUTURA? Il costo parametrico stimato per l'intervento è di 1.928,46 euro al metro quadro (comprensivo di demolizione a 203,46 euro/mq e nuova costruzione a 1.725 euro/mq), per un importo complessivo di circa 4,9 milioni di euro. Questo valore rientra nella forbice prevista dal bando (1.600–2.400 euro/mq). La progettazione integrata ha permesso di non applicare il sovrapprezzo del 18% normalmente previsto per il superamento del 20% dei requisiti NZEB, perché le strategie bioclimatiche passive sostituiscono i costosi sistemi impiantistici tradizionali anziché aggiungersi ad essi. --- ## State affrontando un concorso per una scuola o un edificio pubblico nel Mezzogiorno? L'edilizia scolastica è il settore dove qualità architettonica e sostenibilità producono l'impatto più misurabile, sul comfort degli studenti, sui costi energetici, sulla vita del quartiere. Se state lavorando a un bando FUTURA, un concorso PNRR o un progetto di rigenerazione urbana e cercate un team con esperienza su progettazione bioclimatica integrata e concorsi pubblici, possiamo valutare insieme l'opportunità. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Scuola ad Aosta** – Liceo bioclimatico con serra solare - **Polymnia Futura** – Rigenerazione urbana sostenibile a Polignano a Mare _Scopri il nostro approccio all'Architettura Specialistica →_ --- # Urban Dunes – Copertura bioclimatica stampata in 3D ad Abu Dhabi _Una volta in sabbia del deserto stampata in 3D che trasforma uno spazio pubblico in un'oasi urbana climatizzata passivamente._ **2020 · Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti · Spazio pubblico · 3D Printed Design + Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/urban-dunes URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/urban-dunes ## Italiano # Urban Dunes – Copertura bioclimatica stampata in 3D ad Abu Dhabi _Una volta in sabbia del deserto stampata in 3D che trasforma uno spazio pubblico in un'oasi urbana climatizzata passivamente._ **2020 · Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti · Spazio pubblico · 3D Printed Design + Sustainable Design** --- ## Sollevare la sabbia del deserto per creare un'oasi urbana Ad Abu Dhabi, per buona parte dell'anno le temperature estreme rendono impraticabili gli spazi pubblici all'aperto. Il Dipartimento dei Trasporti della città ha lanciato il Cool Abu Dhabi Challenge, una competizione globale per progettare coperture urbane capaci di mitigare l'effetto isola di calore. Barberio Colella Architetti, con Angelo Figliola, hanno risposto con Urban Dunes: un progetto che non aggiunge tecnologia allo spazio urbano, ma riscopre i principi dell'architettura tradizionale del mondo arabo e li reinventa con la fabbricazione digitale. L'idea generatrice è concreta: sollevare idealmente uno spesso strato di sabbia per creare dune artificiali sotto le quali prende forma un'oasi urbana. La copertura è una volta complessa (archi, colonne centrali, tre grandi oculi) composta da blocchi stereotomici stampati in 3D con la tecnologia del binder jetting, che solidifica la sabbia locale del deserto con un legante. Lo spessore di 55 centimetri conferisce alla volta un'inerzia termica elevata: la massa rallenta di ore il passaggio del calore dalla superficie esterna a quella interna, mantenendo fresco lo spazio sottostante anche nelle giornate più torride. Sotto la volta, un sistema integrato di raffrescamento passivo moltiplica l'effetto della copertura. Grate geometriche ispirate alla mashrabiyya tradizionale accelerano il flusso dei venti in ingresso per effetto Venturi e lo fanno passare su bacini di acqua fresca. Quattro torri catturano i venti prevalenti e li convogliano in earth pipe interrati a tre metri di profondità, dove l'aria cede calore al terreno prima di risalire dalle colonne traforate centrali. Due fontane a cascata e un gruppo di palme (libere di crescere attraverso l'oculo centrale fino a superare la volta) completano il microclima con il raffrescamento evaporativo. L'unico sistema attivo è un impianto di brumizzazione ad alta pressione che abbassa la temperatura percepita fino a 20°C. Il risultato, misurato con simulazioni UTCI, è uno spazio pubblico di 1.000 m² che raggiunge una temperatura percepita di 26°C ad agosto, confortevole per un ambiente esterno nel clima desertico di Abu Dhabi. Il progetto ha ricevuto la Menzione d'Onore al Cool Abu Dhabi Challenge, su oltre 300 proposte da 62 paesi, ed è stato pubblicato su vari siti specializzati, tra cui 3D Printing Industry, 3DNative e Parametric Architecture. --- ## Galleria immagini ![Urban Dunes vista esterna diurna Abu Dhabi](images/urban-dunes/urban-dunes-axonometric.jpg) *Vista esterna diurna della volta in sabbia stampata in 3D: gli archi aperti e le mashrabiyye geometriche creano un dialogo tra lo spazio pubblico coperto e il contesto urbano circostante.* ![Urban Dunes interno diurno oasi urbana](images/urban-dunes/urban-dunes-design-framework.jpg) *Lo spazio interno durante il giorno: la luce filtrata dalle mashrabiyye crea giochi d'ombra geometrici sui bacini d'acqua, mentre le palme attraversano l'oculo centrale della volta.* ![Urban Dunes interno al tramonto luce dorata](images/urban-dunes/urban-dunes-exterior-day.jpg) *Al tramonto, la luce radente attraversa le aperture arcuate della volta e le superfici perforate, generando un'atmosfera che richiama gli spazi della tradizione architettonica islamica.* ![Urban Dunes interno notturno illuminazione](images/urban-dunes/urban-dunes-exterior-night.jpg) *Vista notturna dello spazio pubblico sotto la volta: l'illuminazione artificiale valorizza la texture dei blocchi stereotomici in sabbia stampata e le fontane a cascata.* ![Urban Dunes esterno notturno Abu Dhabi](images/urban-dunes/urban-dunes-fabrication-process.jpg) *Vista esterna notturna: la volta illuminata diventa un landmark urbano, con i tre oculi (due per le fontane, uno per le palme) visibili dalla sommità.* ![Assonometria esplosa Urban Dunes componenti](images/urban-dunes/urban-dunes-interior-day.jpg) *Assonometria esplosa che mostra i componenti del sistema: volta stereotomica in blocchi stampati in 3D, colonne centrali con earth pipe, mashrabiyye perimetrali e bacini d'acqua.* ![Schema progettuale Urban Dunes strategie](images/urban-dunes/urban-dunes-interior-night.jpg) *Il framework progettuale: dall'analisi climatica di Abu Dhabi alle strategie passive e attive integrate nella copertura, vento, acqua, massa termica e ombreggiamento.* ![Processo fabbricazione binder jetting sabbia](images/urban-dunes/urban-dunes-interior-sunset.jpg) *Il processo di fabbricazione additiva: i blocchi stereotomici sono stampati in 3D con tecnologia binder jetting, solidificando la sabbia del deserto locale con un legante.* ![Modularità blocchi stereotomici volta](images/urban-dunes/urban-dunes-modularity.jpg) *Il sistema modulare della volta: i blocchi stereotomici sono progettati per essere assemblati a secco, seguendo la logica della stereotomia tradizionale reinterpretata con strumenti digitali.* ![Pianta Urban Dunes spazio pubblico coperto](images/urban-dunes/urban-dunes-plans.jpg) *Pianta dello spazio pubblico di 1.000 m² con le quattro torri di captazione dei venti, le colonne centrali e la disposizione dei bacini d'acqua e delle fontane a cascata.* ![Sezioni e prospetti volta bioclimatica](images/urban-dunes/urban-dunes-sections-and-elevations.jpg) *Sezioni e prospetti: la sezione mostra lo spessore di 55 cm della volta, gli earth pipe interrati a 3 metri e il sistema di ventilazione passiva integrato nelle colonne.* ![Strategie sostenibilità raffrescamento passivo](images/urban-dunes/urban-dunes-sustainability-02.jpg) *Diagramma delle strategie di raffrescamento: inerzia termica della volta, ventilazione naturale via mashrabiyya ed earth pipe, evaporazione da fontane e brumizzazione.* ![Analisi comfort termico UTCI Abu Dhabi](images/urban-dunes/urban-dunes-sustainability.jpg) *Seconda tavola di analisi ambientale: il mix di sistemi passivi e attivi raggiunge un UTCI di 26°C ad agosto, temperatura percepita come confortevole per uno spazio esterno.* ![Analisi termica volta sabbia stampata 3D](images/urban-dunes/urban-dunes-thermal-analysis.jpg) *Analisi termica della copertura: la simulazione mostra come l'inerzia termica della volta in sabbia da 55 cm ritardi il passaggio del calore di diverse ore tra superficie esterna e interna.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti - **Anno:** 2020 - **Committente:** Department of Municipalities and Transport, Abu Dhabi - **Tipologia:** Copertura urbana / spazio pubblico - **Superficie:** 1.000 m² - **Stato:** Concept premiato, Menzione d'Onore - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) con Angelo Figliola (progettazione e analisi ambientale) - **Premi:** Menzione d'Onore, Cool Abu Dhabi Challenge. Golden Trezzini Awards, Special Mention (2021) - **Pubblicazioni:** 3D Printing Industry, 3DNative, Parametric Architecture - **Materiali principali:** Sabbia del deserto stampata in 3D (binder jetting), cool pigments termoriflettenti, acqua - **Verticale BCA principale:** 3D Printed Design - **Verticale BCA secondario:** Sustainable Design --- ## Come si può raffrescare uno spazio pubblico in un clima estremo senza dipendere dalla climatizzazione meccanica? Nei climi desertici come Abu Dhabi, la temperatura estiva supera regolarmente i 45°C, rendendo gli spazi pubblici inutilizzabili per gran parte dell'anno. Le soluzioni convenzionali (climatizzazione meccanica a pieno regime) sono energivore e insostenibili su larga scala. Urban Dunes dimostra un approccio alternativo: reinterpretare i dispositivi dell'architettura tradizionale araba (volte massive, mashrabiyye, bacini d'acqua, torri del vento) con la fabbricazione digitale e la stampa 3D, creando una copertura che sfrutta la massa termica della sabbia, la ventilazione naturale e il raffrescamento evaporativo per raggiungere condizioni di comfort all'aperto con un consumo energetico minimo. --- ## Domande frequenti ### Come funziona la stampa 3D con la sabbia del deserto per creare strutture architettoniche? Il processo si chiama binder jetting: una stampante 3D di grande formato deposita strati di sabbia e li solidifica con un legante chimico, creando blocchi di grandi dimensioni con geometrie complesse e un alto livello di precisione. La sabbia del deserto, materiale abbondante e a costo quasi zero, diventa il materiale costruttivo primario. I blocchi stereotomici vengono poi assemblati a secco per comporre la volta, seguendo la logica della stereotomia tradizionale (la stessa usata per costruire le volte in pietra) ma reinterpretata con strumenti di modellazione parametrica. ### Quali sono le strategie di raffrescamento passivo utilizzate in Urban Dunes? Urban Dunes integra cinque strategie passive: l'inerzia termica della volta in sabbia da 55 cm di spessore, che ritarda di ore il trasferimento del calore; le mashrabiyye (grate geometriche tradizionali) che accelerano il vento per effetto Venturi e lo fanno passare su bacini d'acqua fredda; le torri di captazione dei venti collegate a earth pipe interrati a 3 metri, dove l'aria cede calore al terreno; le fontane a cascata e la vegetazione, che raffrescano per evaporazione; e i cool pigments miscelati alla sabbia, che aumentano la riflettanza superficiale. L'unico sistema attivo è un impianto di brumizzazione ad alta pressione. ### Che cos'è la stereotomia digitale e come si applica all'architettura contemporanea? La stereotomia è l'arte di tagliare materiali solidi in blocchi che si incastrano per formare strutture autoportanti, è il principio costruttivo delle volte in pietra dell'antichità. La stereotomia digitale riprende questo principio ma lo aggiorna con modellazione parametrica e fabbricazione digitale (stampa 3D, taglio CNC), permettendo geometrie più complesse e forme impossibili da realizzare con il taglio manuale. In Urban Dunes, i blocchi stereotomici della volta sono progettati parametricamente e fabbricati con stampa 3D in sabbia, unendo la logica costruttiva tradizionale con la precisione della fabbricazione additiva. ### Quanto è realistico costruire strutture architettoniche con stampa 3D in sabbia? La tecnologia binder jetting per la sabbia è già utilizzata industrialmente per la produzione di stampi da fonderia e componenti di grandi dimensioni. Aziende come ExOne, Voxeljet e D-Shape hanno dimostrato la fattibilità di blocchi architettonici stampati in sabbia. Il progetto Urban Dunes è stato sviluppato con parametri tecnici realistici: lo spessore di 55 cm è strutturalmente plausibile, le dimensioni dei blocchi sono compatibili con le stampanti industriali esistenti, e il processo di assemblaggio a secco segue una logica costruttiva collaudata dalla stereotomia tradizionale. La sfida principale resta la certificazione normativa dei componenti stampati, un tema su cui la ricerca è in rapida evoluzione. ### Chi ha progettato Urban Dunes e quali competenze hanno i progettisti? Urban Dunes è stato progettato da Barberio Colella Architetti (Maurizio Barberio e Micaela Colella) con Angelo Figliola per la progettazione ambientale. Barberio è autore del 'Manifesto for Stereotomy 2.0' pubblicato sul Nexus Network Journal, il fondamento teorico della stereotomia digitale applicata alla fabbricazione additiva. Lo studio ha pubblicato su Springer Nature (Digital Wood Design, Architettura 4.0) e ha esperienza nella fabbricazione digitale con il padiglione Hypar Gate a Troyes (2016), una struttura in pietra a doppia curvatura effettivamente costruita. ### Urban Dunes potrebbe essere realizzato in un clima mediterraneo come quello della Puglia? I principi progettuali di Urban Dunes (inerzia termica della massa, ventilazione naturale, raffrescamento evaporativo) sono applicabili a qualsiasi clima caldo, incluso il Mediterraneo. Gli stessi progettisti hanno suggerito che una versione pugliese potrebbe utilizzare gli scarti di lavorazione del settore lapideo locale invece della sabbia, creando un'architettura a km 0. La sfida del comfort estivo negli spazi pubblici del Sud Italia è meno estrema di Abu Dhabi ma reale, e le soluzioni passive integrate nella copertura funzionerebbero con efficacia anche a temperature più moderate. --- ## Hai un progetto che richiede fabbricazione additiva e design computazionale? Se stai esplorando la stampa 3D per componenti architettonici o strutture complesse, possiamo valutare insieme la fattibilità. BCA ha il background di ricerca e l'esperienza progettuale per tradurre un concept parametrico in un progetto realizzabile. **[Invia il tuo brief]** _[Invia il tuo brief]_ --- ## Progetti correlati - **AETHERIUS** – Padiglione modulare stampato in 3D con aggregati riciclati: stessa logica stereotomica/parametrica applicata a uno spazio pubblico - **3D Printed Mosque** – Moschea stampata in 3D con stereotomia digitale - **Additive Stereotomy** – Ricerca sulla stereotomia digitale applicata alla fabbricazione additiva _Scopri il nostro approccio al 3D Printed Design →_ ## English # Urban Dunes – 3D-printed bioclimatic roof in Abu Dhabi _A 3D-printed structure made of desert sand that transforms a public space into a passively climate-controlled urban oasis._ **2020 · Abu Dhabi, United Arab Emirates · Public space · 3D Printed Design + Sustainable Design** --- ## Lifting desert sand to create an urban oasis In Abu Dhabi, extreme temperatures render outdoor public spaces unusable for much of the year. The city’s Department of Transport launched the Cool Abu Dhabi Challenge, a global competition to design urban roofs capable of mitigating the heat island effect. Barberio Colella Architetti, in collaboration with Angelo Figliola, responded with Urban Dunes: a project that does not add technology to the urban space, but rediscovers the principles of traditional architecture from the Arab world and reinvents them through digital fabrication. The underlying idea is straightforward: to lift, as it were, a thick layer of sand to create artificial dunes beneath which an urban oasis takes shape. The roof is a complex vault (arches, central columns, three large oculi) composed of stereotomic blocks 3D-printed using binder jetting technology, which solidifies local desert sand with a binder. The 55-centimetre thickness gives the vault high thermal inertia: the mass slows the transfer of heat from the outer to the inner surface by hours, keeping the space below cool even on the hottest days. Beneath the vault, an integrated passive cooling system amplifies the roof’s effect. Geometric grilles inspired by traditional mashrabiyya accelerate the flow of incoming winds via the Venturi effect and direct them over water basins filled with cool water. Four towers capture the prevailing winds and channel them into earth-pipe heat exchangers buried three metres deep, where the air releases heat to the ground before rising back up through the central perforated columns. Two cascading fountains and a group of palm trees (free to grow through the central oculus until they rise above the dome) complete the microclimate with evaporative cooling. The only active system is a high-pressure misting system that lowers the perceived temperature by up to 20°C. The result, measured using UTCI simulations, is a 1,000 m² public space that reaches a perceived temperature of 26°C in August, comfortable for an outdoor environment in Abu Dhabi’s desert climate. The project received an honorable mention at the Cool Abu Dhabi Challenge, out of over 300 entries from 62 countries, and has been featured on various specialist websites, including 3D Printing Industry, 3DNative and Parametric Architecture. --- ## Image gallery ![Urban Dunes daytime exterior view Abu Dhabi](images/urban-dunes/urban-dunes-axonometric.jpg) *Daytime exterior view of the 3D-printed sand vault: the open arches and geometric mashrabiyyas create a dialogue between the covered public space and the surrounding urban context.* ![Urban Dunes interior by day, urban oasis](images/urban-dunes/urban-dunes-design-framework.jpg) *The interior space during the day: light filtered through the mashrabiyyas creates geometric patterns of shadow on the water basins, whilst palm trees pass through the central oculus of the vault.* ![Urban Dunes interior at sunset, golden light](images/urban-dunes/urban-dunes-exterior-day.jpg) *At sunset, the slanting light passes through the arched openings of the vault and the perforated surfaces, creating an atmosphere reminiscent of traditional Islamic architecture.* ![Urban Dunes interior at night, illuminated](images/urban-dunes/urban-dunes-exterior-night.jpg) *Night-time view of the public space beneath the vault: artificial lighting highlights the texture of the stereotomic blocks in 3D-printed sand and the cascading fountains.* ![Urban Dunes night-time exterior, Abu Dhabi](images/urban-dunes/urban-dunes-fabrication-process.jpg) *Night-time exterior view: the illuminated vault becomes an urban landmark, with the three oculus windows (two for the fountains, one for the palm trees) visible from the top.* ![Exploded axonometric view of Urban Dunes components](images/urban-dunes/urban-dunes-interior-day.jpg) *Exploded axonometric view showing the system’s components: stereotomic vault made of 3D-printed blocks, central columns with earth-pipe heat exchangers, perimeter mashrabiyyas and water basins.* ![Urban Dunes design framework](images/urban-dunes/urban-dunes-interior-night.jpg) *The design framework: from the climatic analysis of Abu Dhabi to the passive and active strategies integrated into the roof, wind, water, thermal mass and shading.* ![Sand binder jetting fabrication process](images/urban-dunes/urban-dunes-interior-sunset.jpg) *The additive manufacturing process: the stereotomic blocks are 3D-printed using binder jetting technology, solidifying local desert sand with a binder.* ![Modularity of the stereotomic blocks for the vault](images/urban-dunes/urban-dunes-modularity.jpg) *The modular vault system: the stereotomic blocks are designed for dry assembly, following the logic of traditional stereotomy reinterpreted using digital tools.* ![Plan of Urban Dunes covered public space](images/urban-dunes/urban-dunes-plans.jpg) *Plan of the 1,000 m² public space with the four wind-capturing towers, the central columns and the layout of the water basins and cascading fountains.* ![Sections and elevations of the bioclimatic vault](images/urban-dunes/urban-dunes-sections-and-elevations.jpg) *Sections and elevations: the section shows the 55 cm thickness of the vault, the earth-pipe heat exchangers buried at a depth of 3 metres and the passive ventilation system integrated into the columns.* ![Sustainability strategies for passive cooling](images/urban-dunes/urban-dunes-sustainability-02.jpg) *Diagram of cooling strategies: thermal inertia of the vault, natural ventilation via mashrabiyya and earth pipe heat exchanger, evaporation from fountains and misting.* ![UTCI thermal comfort analysis, Abu Dhabi](images/urban-dunes/urban-dunes-sustainability.jpg) *Second environmental analysis table: the combination of passive and active systems achieves a UTCI of 26°C in August, a temperature perceived as comfortable for an outdoor space.* ![Thermal analysis of 3D-printed sand vault](images/urban-dunes/urban-dunes-thermal-analysis.jpg) *Thermal analysis of the roof: the simulation shows how the thermal inertia of the 55 cm sand vault delays the transfer of heat between the external and internal surfaces by several hours.* --- ## Technical specifications - **Location:** Abu Dhabi, United Arab Emirates - **Year:** 2020 - **Client:** Department of Municipalities and Transport, Abu Dhabi - **Typology:** Urban roof - **Area:** 1,000 m² - **Status:** Award-winning concept, Honorable Mention - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) with Angelo Figliola (design and environmental analysis) - **Awards:** Honorable Mention, Cool Abu Dhabi Challenge. Golden Trezzini Awards, Special Mention (2021) - **Publications:** 3D Printing Industry, 3DNative, Parametric Architecture - **Main materials:** 3D-printed desert sand (binder jetting), heat-reflective cool pigments, water - **Main BCA vertical:** 3D Printed Design - **Secondary BCA vertical:** Sustainable Design --- ## How can a public space be cooled in an extreme climate without relying on active climate control? In desert climates such as Abu Dhabi, summer temperatures regularly exceed 45°C, rendering public spaces unusable for much of the year. Conventional solutions (active climate control running at full capacity) are energy-intensive and unsustainable on a large scale. Urban Dunes demonstrates an alternative approach: reinterpreting traditional Arab architectural elements (massive vaults, mashrabiyya, water basins, wind towers) through digital fabrication and 3D printing, creating a roof that harnesses the thermal mass of the sand, natural ventilation and evaporative cooling to achieve comfortable outdoor conditions with minimal energy consumption. --- ## Frequently Asked Questions ### How does 3D printing with desert sand work to create architectural structures? The process is called binder jetting: a large-format 3D printer deposits layers of sand and solidifies them with a chemical binder, creating large blocks with complex geometries and a high level of precision. Desert sand, an abundant material at virtually no cost, becomes the primary building material. The stereotomic blocks are then dry-assembled to form the vault, following the logic of traditional stereotomy (the same used to build stone vaults) but reinterpreted using parametric modelling tools. ### What passive cooling strategies are used in Urban Dunes? Urban Dunes incorporates five passive strategies: the thermal inertia of the 55 cm-thick sand vault, which delays heat transfer by hours; the mashrabiyya (traditional geometric grilles) which accelerate the wind via the Venturi effect and direct it over water basins filled with cold water; wind-capturing towers connected to ground-coupled heat exchangers buried 3 metres deep, where the air transfers heat to the ground; cascading fountains and vegetation, which cool through evaporation; and cool pigments mixed with the sand, which increase surface reflectance. The only active system is a high-pressure misting system. ### What is digital stereotomy and how does it apply to contemporary architecture? Stereotomy is the art of cutting solid materials into blocks that interlock to form self-supporting structures, it is the construction principle behind the stone vaults of antiquity. Digital stereotomy draws on this principle but updates it with parametric modelling and digital fabrication (3D printing, CNC cutting), allowing for more complex geometries and forms that are impossible to achieve with manual cutting. In Urban Dunes, the stereotomic blocks of the vault are parametrically designed and manufactured using 3D sand printing, combining traditional construction logic with the precision of additive manufacturing. ### How realistic is it to build architectural structures using 3D sand printing? Binder jetting technology for sand is already used industrially for the production of foundry moulds and large-scale components. Companies such as ExOne, Voxeljet and D-Shape have demonstrated the feasibility of 3D-printed architectural blocks. The Urban Dunes project was developed with realistic technical parameters: the 55 cm thickness is structurally plausible, the block dimensions are compatible with existing industrial printers, and the dry-assembly process follows a construction logic proven by traditional stereotomy. The main challenge remains the regulatory certification of the printed components, an area where research is evolving rapidly. ### Who designed Urban Dunes and what expertise do the designers have? Urban Dunes was designed by Barberio Colella Architetti (Maurizio Barberio and Micaela Colella) with Angelo Figliola for the environmental design. Barberio is the author of the ‘Manifesto for Stereotomy 2.0’ published in the Nexus Network Journal, the theoretical foundation of digital stereotomy applied to additive manufacturing. The practice has published in Springer Nature (Digital Wood Design, Architecture 4.0) and has experience in digital fabrication with the Hypar Gate pavilion in Troyes (2016), a double-curved stone structure that has actually been built. ### Could Urban Dunes be realised in a Mediterranean climate such as that of Puglia? The design principles of Urban Dunes (thermal inertia of mass, natural ventilation, evaporative cooling) are applicable to any hot climate, including the Mediterranean. The designers themselves have suggested that an Apulian version could use waste materials from the local stone industry instead of sand, creating locally sourced architecture. The challenge of summer comfort in public spaces in Southern Italy is less extreme than in Abu Dhabi but still very real, and the passive solutions integrated into the roof would work effectively even at more moderate temperatures. --- ## Do you have a project requiring additive manufacturing and computational design? If you are exploring 3D printing for architectural components or complex structures, we can assess the feasibility together. BCA has the research background and design experience to translate a parametric concept into a realisable project. **[Send your brief]** _[Send your brief]_ --- ## Related projects - **AETHERIUS** – Modular 3D-printed pavilion using recycled stone aggregates: the same stereotomic/parametric logic applied to a public space - **3D Printed Mosque** – 3D-printed mosque using digital stereotomy - **Additive Stereotomy** – Research into digital stereotomy applied to additive manufacturing _Discover our approach to 3D Printed Design →_ --- # Rosmely Steak Room — Interior design e arredamento su misura per una sala da braceria a Bari _La piccola sala interna di una braceria barese trasformata in uno spazio elegante e avvolgente, dove arredi fissi e boiserie su misura ridisegnano il locale senza quasi toccare le murature._ **2019 · Bari · Interior per la ristorazione · High-End Interiors** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/rosmely-steak-room URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/rosmely-steak-room ## Italiano # Rosmely Steak Room — Interior design e arredamento su misura per una sala da braceria a Bari _La piccola sala interna di una braceria barese trasformata in uno spazio elegante e avvolgente, dove arredi fissi e boiserie su misura ridisegnano il locale senza quasi toccare le murature._ **2019 · Bari · Interior per la ristorazione · High-End Interiors** --- ## Rivoluzionare una sala senza quasi toccare i muri Rosmely è una braceria di Bari, già avviata nella ristorazione e nella vendita al dettaglio di carni pregiate. Per la sua sala interna i proprietari volevano uno spazio elegante ed esclusivo, con pochi posti dedicati agli amanti della carne alla griglia di alta qualità e dei vini di pregio. La sfida è arrivata a cantiere già aperto: i lavori di rifacimento erano cominciati, ma il mood del locale non convinceva ancora. Barberio Colella Architetti, chiamata insieme alla falegnameria Coletta Ebanisteria Italiana, è intervenuta in corsa, con pochissimo tempo prima della riapertura. La proposta dello studio ribalta la sala, ribattezzata Steak Room, riducendo al minimo le opere murarie e lavorando soprattutto per addizione, con arredi fissi e boiserie in legno. È una scelta che trasforma il vincolo, poco tempo e cantiere avviato, in metodo: invece di demolire e ricostruire, si riveste e si attrezza. Grazie alla collaborazione con le maestranze dell'ebanisteria, il progetto è stato elaborato e portato a termine in poche settimane, appena in tempo per la riapertura. Il sistema di arredi e boiserie integrata governa l'intera sala: porte scorrevoli e a battente verso gli spazi di lavoro e i bagni; una parete attrezzata che ingloba i grandi frigoriferi per bevande e dolci; una grande parete porta-vino con illuminazione lineare a LED integrata e vani per i calici; una boiserie dogata sopra gli arredi in rovere naturale, illuminata dal basso. Gli arredi sono in multistrato di pioppo impiallacciato rovere, tinto nero con una patina dorata tra le venature; i tavoli in massello di rovere con la stessa finitura; e specchi tondi retroilluminati segnano l'unica parete libera, rivestita in gres porcellanato. Il contrasto fra la luce soffusa, integrata negli arredi e affidata alle lampade a sospensione in cemento, e i toni scuri di arredi e pareti costruisce l'atmosfera calda e raccolta giusta per la carne alla griglia e per un buon bicchiere di vino. A piccola scala, la Steak Room applica il metodo dello studio fondato da Maurizio Barberio e Micaela Colella: pochi gesti, lavorazione a secco e artigianato del legno, già sperimentati in altri progetti dello studio dedicati all'architettura di interni di qualità e attenti ai dettagli. --- ## Galleria immagini ![Vista d'insieme della sala Rosmely Steak Room a Bari](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-salavistainsieme.jpg) *Vista d'insieme della sala con arredi in rovere tinto nero, specchi tondi e lampade in cemento. Foto: Giorgio Moschetti per Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Sala della Steak Room verso il fronte vetrato](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-salaingressovetrato.jpg) *La sala verso il fronte vetrato d'ingresso, con i tavoli in rovere e le sospensioni in cemento. Foto: Giorgio Moschetti per Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Parete attrezzata e parete porta-vino della sala](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-pareteattrezzata-portavino.jpg) *La parete attrezzata che ingloba i frigoriferi e, a destra, la parete porta-vino retroilluminata. Foto: Giorgio Moschetti per Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Parete porta-vino retroilluminata a LED](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-portavino-lampada.jpg) *La grande parete porta-vino con illuminazione lineare a LED e una lampada a sospensione in cemento. Foto: Giorgio Moschetti per Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Boiserie dogata ed elemento scultoreo in rovere](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-elementoscultoreo-boiserie.jpg) *La boiserie dogata in rovere illuminata dal basso e l'elemento scultoreo che caratterizza la sala. Foto: Giorgio Moschetti per Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Parete porta-vino vista frontale, vani illuminati](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-portavino-frontale.jpg) *La parete porta-vino vista frontale, con i vani illuminati che reggono le bottiglie sul fondo in rovere. Foto: Giorgio Moschetti per Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Dettaglio dei vani porta-vino in rovere](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-dettagliobottiglie.jpg) *Dettaglio dei vani porta-vino in rovere con illuminazione integrata. Foto: Giorgio Moschetti per Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Sala apparecchiata della Rosmely Steak Room](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-salaapparecchiata.jpg) *La sala apparecchiata per il servizio, fra parete porta-vino, specchi tondi e tavoli in rovere. Foto: 2night.it* ![Specchio tondo retroilluminato e parete porta-vino](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-specchiotondo-portavino.jpg) *Uno specchio tondo retroilluminato accanto alla parete porta-vino e all'elemento scultoreo. Foto: 2night.it* ![Sala apparecchiata, vista d'angolo](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-salaapparecchiata-angolo.jpg) *La sala vista d'angolo, apparecchiata, con le sospensioni in cemento e i toni scuri degli arredi. Foto: 2night.it* --- ## Scheda tecnica - **Anno:** 2019 - **Committente:** Rosmely Braceria, Bari - **Tipologia:** Interior design e progettazione arredi su misura per la ristorazione — sala di una braceria (steak room) - **Superficie:** ~50 m² - **Stato:** realizzato (2019) - **Progettisti:** Arch. Maurizio Barberio, Arch. Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Processo:** incarico di interior design e progettazione arredi su misura; falegnameria e arredi su misura realizzati da Coletta Ebanisteria Italiana; intervento a cantiere già avviato - **Materiali:** multistrato di pioppo impiallacciato rovere, tinto nero con patina dorata, massello di rovere (tavoli), gres porcellanato Ariostea Teknostone Tobacco, lampade a sospensione in cemento Creative Cables (Prism KPAC01CGN), sedie Pedrali Queen 650, illuminazione lineare a LED integrata, specchi tondi retroilluminati - **Verticale BCA:** High-End Interiors + Architettura Specialistica --- ## Si può dare carattere a un locale quando il cantiere è già partito e non si vogliono rifare le murature? Capita spesso: i lavori di un locale sono già avviati, ma il risultato non convince, e rifare le murature significherebbe tempo e costi fuori controllo, oltre a rimandare la riapertura. Gli arredatori propongono cataloghi che non ridisegnano lo spazio; gli studi generalisti consegnano interni anonimi. Per una braceria che vuole una sala esclusiva, il problema è dare identità e atmosfera in poche settimane e quasi senza toccare i muri. Serve un progetto di interni che pensi per addizione, con arredi fissi e boiserie su misura, e che dialoghi con una falegnameria capace di realizzarli in tempi stretti. --- ## Domande frequenti ### Si può ristrutturare un locale quando i lavori sono già iniziati? Sì, e spesso è la scelta più sensata. Nella Steak Room di Rosmely il cantiere era già avviato e i tempi strettissimi: invece di demolire, lo studio ha lavorato per addizione, riducendo al minimo le opere murarie e concentrandosi su arredi fissi e boiserie in legno. È un approccio che permette di trasformare un ambiente senza fermare a lungo l'attività, perché gran parte del lavoro avviene in falegnameria e il montaggio in opera è rapido. ### Qual è la differenza fra arredare un ristorante e progettarne gli interni su misura? Arredare significa scegliere mobili a catalogo e disporli; progettare gli interni su misura significa ridisegnare lo spazio. Nella Steak Room arredi fissi e boiserie definiscono pareti, accessi, illuminazione e funzioni: una parete attrezzata che ingloba i frigoriferi, una parete porta-vino, porte integrate verso cucina e bagni, specchi e finiture coordinate. Il risultato è un ambiente coerente e riconoscibile, non un insieme di oggetti. ### Quanto tempo serve per realizzare una sala come la Steak Room? In questo caso poche settimane, dalla progettazione alla riapertura. È stato possibile perché il progetto è nato in stretta collaborazione con la falegnameria che ha realizzato gli arredi e le boiserie, riducendo i tempi di cantiere. La tempistica dipende dalla complessità, ma l'approccio per arredi su misura modulari realizzati in falegnameria è ciò che permette di accorciarla. ### Che cosa caratterizza la parete porta-vino della Steak Room? È l'elemento più riconoscibile della sala: una grande parete porta-vino in rovere con vani per le bottiglie e per i calici, illuminazione lineare a LED integrata e una boiserie dogata illuminata dal basso. Funziona insieme come arredo, dispositivo espositivo e fonte di luce d'atmosfera, e dialoga con gli specchi tondi retroilluminati posti sulla parete opposta rivestita in gres porcellanato. ### Quali materiali e finiture sono stati usati? Gli arredi sono in multistrato di pioppo impiallacciato rovere, tinto nero con una patina dorata tra le venature; i tavoli in massello di rovere con la stessa finitura. L'unica parete libera è rivestita in gres porcellanato (Ariostea Teknostone Tobacco) e segnata da specchi tondi retroilluminati. La luce è affidata a illuminazione LED integrata e a lampade a sospensione in cemento (Creative Cables); le sedute sono Pedrali Queen 650. ### Quali architetti progettano interni di ristoranti e locali a Bari e in Puglia? Barberio Colella Architetti, studio con sede a Bari fondato da Maurizio Barberio e Micaela Colella, progetta interni per ristorazione, retail e hospitality in Puglia, nel Mezzogiorno e su scala internazionale. La Steak Room della braceria Rosmely, realizzata nel 2019 in collaborazione con la falegnameria Coletta Ebanisteria Italiana, è un esempio di sala su misura realizzata in tempi stretti e con poche opere murarie. ## English # Rosmely Steak Room — Interior design and bespoke furnishings for a steakhouse in Bari _The small interior room of a steakhouse in Bari has been transformed into an elegant and cosy space, where built-in furniture and bespoke panelling have given the venue a new look without making any significant alterations to the walls._ **2019 · Bari · Restaurant interiors · High-End Interiors** --- ## Transforming a room while barely touching the walls Rosmely is a steakhouse in Bari, with a long-standing reputation in the restaurant business and the retail sale of premium meats. For its dining room, the owners wanted an elegant and exclusive space, with just a few seats reserved for connoisseurs of high-quality grilled meat and fine wines. The challenge arose once the building site was already up and running: the refurbishment work had begun, but the atmosphere of the venue was still not quite right. Barberio Colella Architetti, brought in alongside the joinery firm Coletta Ebanisteria Italiana, stepped in at the last minute, with very little time to spare before the reopening. The Firm’s proposal transforms the room, renamed the Steak Room, by minimising structural work and focusing primarily on additions, such as fixed furnishings and timber panelling. This approach turns the constraints – a tight schedule and an already underway construction site – into a method: rather than demolishing and rebuilding, the space is clad and fitted out. Thanks to the collaboration with the cabinetmakers, the project was developed and completed in just a few weeks, just in time for the reopening. The integrated furniture and panelling system defines the entire room: sliding and hinged doors leading to the workspaces and bathrooms; a fitted wall unit incorporating large fridges for drinks and desserts; a large wine rack with integrated linear LED lighting and compartments for wine glasses; a slatted panelling above the natural oak units, illuminated from below. The furniture is made of poplar plywood with an oak veneer, stained black with a golden patina running through the grain; the tables are in solid oak with the same finish; and backlit round mirrors adorn the only bare wall, which is clad in porcelain stoneware. The contrast between the soft lighting – integrated into the furnishings and provided by concrete pendant lamps – and the dark tones of the furnishings and walls creates the warm, cosy atmosphere perfect for grilled meat and a good glass of wine. On a small scale, the Steak Room applies the approach of the Firm founded by Maurizio Barberio and Micaela Colella: minimalist design, dry construction and timber craft – techniques already tried and tested in other projects by the Firm dedicated to high-quality, detail-oriented interior design. --- ## Image gallery ![An overview of the Rosmely Steak Room in Bari](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-salavistainsieme.jpg) *An overview of the room, featuring black-stained oak furniture, round mirrors and concrete lamps. Photo: Giorgio Moschetti for Coletta Ebanisteria Italiana.* ![The Steak Room, facing the glass front](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-salaingressovetrato.jpg) *The room leading towards the glass-fronted entrance, with oak tables and concrete pendant lights. Photo: Giorgio Moschetti for Coletta Ebanisteria Italiana.* ![The living room’s wall unit and wine rack](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-pareteattrezzata-portavino.jpg) *The fitted wall unit incorporating the fridges and, on the right, the backlit wine rack. Photo: Giorgio Moschetti for Coletta Ebanisteria Italiana.* ![LED-backlit wine rack](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-portavino-lampada.jpg) *The large wine rack featuring linear LED lighting and a concrete pendant lamp. Photo: Giorgio Moschetti for Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Slatted panelling and a sculptural feature in oak](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-elementoscultoreo-boiserie.jpg) *The oak panelling with slatted panels, illuminated from below, and the sculptural feature that characterises the room. Photo: Giorgio Moschetti for Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Front view of wine rack, illuminated compartments](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-portavino-frontale.jpg) *A front view of the wine rack, with its illuminated compartments holding the bottles on the oak base. Photo: Giorgio Moschetti for Coletta Ebanisteria Italiana.* ![Close-up of the oak wine racks](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-dettagliobottiglie.jpg) *Detail of the oak wine racks with integrated lighting. Photo: Giorgio Moschetti for Coletta Ebanisteria Italiana.* ![A table set in the Rosmely Steak Room](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-salaapparecchiata.jpg) *The dining room, laid out for service, featuring a wine rack, round mirrors and oak tables. Photo: 2night.it* ![Round backlit mirror and wine rack](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-specchiotondo-portavino.jpg) *A round backlit mirror next to the wine rack and the sculptural feature. Photo: 2night.it* ![A laid table, corner view](images/rosmely-steak-room/rosmely-steak-room-salaapparecchiata-angolo.jpg) *The corner dining room, laid out for a meal, with its concrete pendant lights and dark-toned furnishings. Photo: 2night.it* --- ## Technical specifications - **Year:** 2019 - **Client:** Rosmely Braceria, Bari - **Typology:** Interior design and bespoke furniture design for the hospitality sector — dining room of a steakhouse - **Area:** ~50 m² - **Status:** produced (2019) - **Designers:** Arch. Maurizio Barberio, Arch. Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Process:** Interior design and bespoke furniture design commission; joinery and bespoke furniture crafted by Coletta Ebanisteria Italiana; project at a site where work has already commenced - **Materials:** oak-veneered poplar plywood, stained black with a golden patina, solid oak (tables), Ariostea Teknostone Tobacco porcelain stoneware, Creative Cables concrete pendant lights (Prism KPAC01CGN), Pedrali Queen 650 chairs, integrated linear LED lighting, backlit round mirrors - **BCA vertical:** High-End Interiors + Public & Commercial Architecture --- ## Is it possible to give a venue some character once the building work has already started and you don’t want to redo the brickwork? It happens all the time: work on a venue is already underway, but the result isn’t quite right, and redoing the masonry would mean time and costs spiralling out of control, as well as delaying the reopening. Interior designers propose catalogues that don’t reimagine the space; generalist firms deliver anonymous interiors. For a steakhouse seeking an exclusive dining room, the challenge is to create a distinct identity and atmosphere in just a few weeks, whilst making almost no alterations to the walls. What’s needed is an interior design project that thinks in terms of additions – with fixed furnishings and bespoke panelling – and that works in tandem with a joinery workshop capable of producing them to a tight deadline. --- ## Frequently asked questions ### Can you renovate a property once the work has already started? Yes, and it’s often the most sensible choice. At Rosmely’s Steak Room, the building work was already underway and the deadlines were extremely tight: rather than demolishing anything, The Firm opted for an additive approach, minimising structural work and focusing on built-in furniture and timber panelling. This approach allows a space to be transformed without disrupting business for long, as most of the work is carried out in the joinery workshop and on-site assembly is quick. ### What is the difference between furnishing a restaurant and designing a bespoke interior for it? Furnishing means choosing furniture from a catalogue and arranging it; bespoke interior design means reimagining the space. In the Steak Room, built-in fittings and panelling define the walls, access points, lighting and functions: a fitted wall unit incorporating the fridges, a wine rack, integrated doors leading to the kitchen and bathrooms, mirrors and coordinated finishes. The result is a cohesive and distinctive space, not merely a collection of objects. ### How long does it take to create a room like the Steak Room? In this case, it took just a few weeks from design to reopening. This was possible because the project was developed in close collaboration with the joinery workshop that produced the fittings and panelling, thereby reducing the time spent on site. The timeframe depends on the complexity of the project, but the approach of using modular, bespoke furniture made in-house is what allows us to shorten it. ### What makes the Steak Room’s wine rack stand out? It is the most recognisable feature of the room: a large oak wine rack with compartments for bottles and glasses, integrated linear LED lighting and a slatted panelling illuminated from below. It functions as a piece of furniture, a display unit and a source of atmospheric lighting all in one, and interacts with the backlit round mirrors on the opposite wall, which is clad in porcelain stoneware. ### What materials and finishes were used? The furniture is made of poplar plywood with an oak veneer, stained black with a golden patina running through the grain; the tables are made of solid oak with the same finish. The only bare wall is clad in porcelain stoneware (Ariostea Teknostone Tobacco) and features round backlit mirrors. Lighting is provided by integrated LED lighting and concrete pendant lamps (Creative Cables); the chairs are Pedrali Queen 650. ### Which architects design the interiors of restaurants and bars in Bari and Puglia? Barberio Colella Architetti, a Bari-based firm founded by Maurizio Barberio and Micaela Colella, designs interiors for the restaurant, retail and hospitality sectors in Puglia, southern Italy and internationally. The Steak Room at Rosmely, a steakhouse, completed in 2019 in collaboration with the joinery firm Coletta Ebanisteria Italiana, is an example of a bespoke dining room created to a tight deadline and with minimal building work. --- # Additive Stereotomy – Sistemi voltati stampati in 3D _Un nuovo sistema costruttivo che unisce la stereotomia tradizionale con la fabbricazione additiva per realizzare spazi voltati ottimizzati._ **2018 · Ricerca / New York · Installazione e ricerca · 3D Printed Design + Digital & Parametric Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/additive-stereotomy URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/additive-stereotomy ## Italiano # Additive Stereotomy – Sistemi voltati stampati in 3D _Un nuovo sistema costruttivo che unisce la stereotomia tradizionale con la fabbricazione additiva per realizzare spazi voltati ottimizzati._ **2018 · Ricerca / New York · Installazione e ricerca · 3D Printed Design + Digital & Parametric Design** --- ## Dall'arte del taglio della pietra alla scienza dell'aggiunta La stereotomia, l'arte di tagliare materiali solidi in blocchi che si incastrano per formare strutture autoportanti, ha generato le volte in pietra più straordinarie dell'architettura occidentale e islamica. Ma dal XVIII secolo, con l'avvento del calcestruzzo armato e dell'acciaio, questa disciplina è caduta in un oblio durato oltre due secoli. Additive Stereotomy nasce dalla convinzione che le tecnologie dell'Industria 4.0 possano riaprire la strada alla costruzione di forme voltate complesse, rendendole più semplici, economicamente efficienti e strutturalmente ottimizzate. Il sistema progettato da Barberio e Colella, in collaborazione con Summum Engineering, ribalta la logica costruttiva tradizionale: una serie di archi adiacenti staticamente indipendenti copre un grande spazio aperto, formando una 'falsa volta' dove ogni arco resiste solo al proprio peso e ai carichi di precompressione. Questo schema elimina le criticità delle volte tradizionali: in caso di sisma ogni arco risponde indipendentemente, riducendo il rischio di collasso globale; e la copertura può essere traforata per far entrare luce naturale senza comprometterne la stabilità. Ogni concio è ottimizzato topologicamente: non più blocchi pieni ma elementi con percentuale variabile di cavità interne, progettati per ottenere uno stato di sollecitazione costante. La fabbricazione avviene con tecnologia binder jetting (ma anche per estrusione di materiale), ovvero stampanti 3D industriali che solidificano polveri di materiali lapidei in componenti ad alta precisione. Il progetto è sviluppato interamente in Grasshopper, creando una sinergia tra design parametrico e ingegneria computazionale. La prima applicazione progettuale è stata presentata al New York Institute of Technology nel 2018, nell'ambito della mostra Stereotomy 2.0 curata da Giuseppe Fallacara e Christian Pongratz: una rivisitazione della Biblioteca Nazionale di Boullée, dove al posto dei libri si trovano server e supercomputer, analoghi contemporanei per la conservazione della conoscenza umana. --- ## Galleria immagini ![Render esterno Additive Stereotomy contesto invernale](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-exterior-rendering-snow.jpg) *Render del sistema voltato in un contesto invernale: le aperture tra gli archi adiacenti permettono l’ingresso della luce naturale senza compromettere la stabilità.* ![Tipologie di volta archi stereotomici](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-vault-typologies-diagram.jpg) *Diagramma delle tipologie di volta: archi adiacenti staticamente indipendenti, ognuno suddiviso in conci ottimizzati topologicamente con cavità interne variabili.* ![Modello parametrico Grasshopper stereotomia](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-parametric-script-analysis.jpg) *Il modello parametrico sviluppato in Grasshopper: la progettazione computazionale permette di calibrare forma degli archi, cavità dei conci e forza di precompressione.* ![Vista superiore e inferiore volta stereotomica](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-top-and-bottom-view.jpg) *Viste dall’alto e dal basso della copertura voltata: la geometria degli archi adiacenti genera un pattern di luci e ombre che cambia durante il giorno.* ![Interno data center sotto volta stereotomica](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-interior-rendering-data-center.jpg) *Render interno: il sistema voltato ospita server e supercomputer in una rivisitazione della Biblioteca di Boullée, dove al posto dei libri si trovano i dati.* ![Interno tunnel archi adiacenti aperture luce](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-interior-rendering-tunnel.jpg) *Render interno: il tunnel di archi adiacenti conforma le aperture differenziate per il controllo dell’illuminazione naturale senza compromettere la struttura.* ![Prototipo fisico Additive Stereotomy NYIT](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-physical-model-exhibition.jpg) *Prototipo fisico esposto alla mostra Stereotomy 2.0 al New York Institute of Technology: la materializzazione del sistema costruttivo a scala ridotta.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** New York (presentazione) / progetto di ricerca - **Anno:** 2018 - **Committente:** Ricerca accademica - **Tipologia:** Sistema costruttivo / ricerca / installazione - **Stato:** Concept + prototipo a scala ridotta - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella - **Collaboratori:** Diederik Veenendaal (Summum Engineering, ingegneria strutturale), Concr3de (tecnologia di fabbricazione additiva), Simone Rutigliano (ottimizzazione topologica, follow up per la tesi di laurea svolta presso il Politecnico di Bari, 2020) - **Premi:** Presentato alla mostra Stereotomy 2.0, NYIT, curata da G. Fallacara e C. Pongratz - **Pubblicazioni:** Springer Nature (Digital Wood Design, Architettura 4.0), Nexus Network Journal - **Materiali principali:** Polveri di materiali lapidei solidificate con binder jetting (tecnologia Concr3de), cavi di precompressione - **Verticale BCA principale:** 3D Printed Design - **Verticale BCA secondario:** Digital & Parametric Design --- ## È possibile costruire strutture voltate complesse senza i costi e i limiti della costruzione tradizionale? Le volte in pietra richiedono centine provvisorie costose, manodopera specializzata di difficile reperimento e materiali massivi. Le strutture in calcestruzzo armato sono più semplici ma producono geometrie ripetitive. Additive Stereotomy propone una terza via: archi prefabbricati in 3D con conci ottimizzati topologicamente, assemblabili e disassemblabili grazie alla precompressione con cavo centrale. Il risultato è una struttura voltata che usa la quantità minima di materiale necessaria, concentrando la massa resistente solo dove serve, un principio possibile solo grazie alla progettazione computazionale e alla fabbricazione additiva. --- ## Domande frequenti ### Che cos'è la stereotomia e perché è rilevante nell'architettura contemporanea? La stereotomia è la scienza del taglio dei solidi in blocchi che si assemblano per formare strutture autoportanti, è il principio alla base delle volte in pietra medievali e rinascimentali. Nell'architettura contemporanea, la stereotomia digitale aggiorna questa disciplina con modellazione parametrica e fabbricazione digitale, permettendo geometrie che il taglio manuale non potrebbe realizzare. Additive Stereotomy porta il concetto un passo avanti: i blocchi non sono più tagliati (sottratti) da un solido, ma costruiti strato dopo strato con stampa 3D, eliminando lo spreco di materiale e permettendo cavità interne ottimizzate. ### Come funziona l'ottimizzazione topologica dei conci stereotomici? Nelle volte tradizionali i conci sono pieni, con sezioni maggiori alla base e più sottili in chiave. In Additive Stereotomy la sezione resta costante, ma i conci si svuotano progressivamente dall'interno: alla base sono quasi pieni, in chiave presentano una percentuale elevata di cavità. Questa distribuzione è calcolata computazionalmente per ottenere uno stato di sollecitazione interno costante in ogni punto dell'arco, il materiale è presente solo dove serve, eliminando la massa strutturalmente inutile. ### Quali vantaggi offre il sistema di archi indipendenti rispetto a una volta tradizionale? Due vantaggi principali. Primo: in caso di sisma, ogni arco risponde indipendentemente alle sollecitazioni, evitando il collasso a catena tipico delle volte tradizionali dove ogni parte dipende dalle altre. Secondo: la copertura può essere traforata tra un arco e l'altro per far entrare luce naturale zenitale e inserire illuminazione artificiale, senza compromettere la stabilità, cosa impossibile in una volta tradizionale dove ogni apertura è un punto di debolezza strutturale. ### La fabbricazione additiva può davvero sostituire il taglio della pietra in architettura? Non si tratta di sostituzione ma di evoluzione. La fabbricazione additiva (stampa 3D) elimina tre limiti della lavorazione sottrattiva tradizionale: lo spreco di materiale (nella pietra tagliata, fino al 60% diventa scarto), le limitazioni nelle geometrie realizzabili, e i costi di smaltimento. Con il binder jetting, polveri di materiali lapidei (incluse quelle derivate dagli scarti di cava) vengono solidificate in blocchi con geometrie interne complesse impossibili da ottenere con il taglio. Il risultato è un componente che ha l'aspetto e le proprietà della pietra ma è fabbricato senza sottrarre materiale. ### Quali studi di architettura lavorano sulla stereotomia digitale applicata alla fabbricazione additiva? Barberio Colella Architetti è tra i pochissimi studi al mondo che combinano ricerca sulla stereotomia digitale con applicazioni di fabbricazione additiva architettonica. Maurizio Barberio è autore del saggio scientifico ’An Unfinished Manifesto for Stereotomy 2.0’ pubblicato sulla rivista internazionale Nexus Network Journal (2018), considerato il testo fondativo della stereotomia digitale contemporanea. Lo studio ha collaborato con Summum Engineering per l’ingegneria computazionale. Il progetto elaborato in seguito dallo studio Urban Dunes ad Abu Dhabi (2020) dimostra l’applicazione di questi principi a scala urbana. --- ## Hai un progetto che richiede strutture voltate o componenti stereotomici? Se stai esplorando strutture voltate, coperture complesse o componenti architettonici con geometrie non standard, BCA ha le competenze di ricerca e progettazione per tradurre il concept in un sistema costruibile con fabbricazione additiva. **[Invia il tuo brief]** _[Invia il tuo brief]_ --- ## Progetti correlati - **Urban Dunes** – Volta bioclimatica in blocchi stereotomici stampati in 3D ad Abu Dhabi - **3D Printed Mosque** – Moschea con volte stampate in 3D in Kuwait - **First Stone** – Unità abitative stampate in 3D a New Orleans _Scopri il nostro approccio al 3D Printed Design →_ ## English # Additive Stereotomy – 3D-Printed Vaulted Systems _A new construction system that combines traditional stereotomy with additive manufacturing to create optimised vaulted spaces._ **2018 · Research · Installation and research · 3D Printed Design + Digital & Parametric Design** --- ## From the art of stone cutting to the science of addition Stereotomy, the art of cutting solid materials into blocks that interlock to form self-supporting structures, has produced the most extraordinary stone vaults in Western and Islamic architecture. But from the 18th century onwards, with the advent of reinforced concrete (RC) and steel, this discipline fell into obscurity for over two centuries. Additive Stereotomy stems from the belief that Industry 4.0 technologies can pave the way once more for the construction of complex vaulted forms, making them simpler, more cost-effective and structurally optimised. The system designed by Barberio and Colella, in collaboration with Summum Engineering, overturns traditional construction logic: a series of adjacent, statically independent arches spans a large open space, forming a ‘false vault’ where each arch supports only its own weight and the prestressing loads. This scheme eliminates the critical issues of traditional vaults: in the event of an earthquake, each arch responds independently, reducing the risk of global collapse; and the roof can be perforated to allow natural light in without compromising its stability. Each voussoir is topologically optimised: no longer solid blocks but elements with a variable percentage of internal cavities, designed to achieve a state of constant stress. Fabrication is carried out using binder jetting technology (as well as material extrusion), i.e. industrial 3D printers that solidify stone powders into high-precision components. The project is developed entirely in Grasshopper, creating a synergy between parametric design and computational engineering. The first design application was presented at the New York Institute of Technology in 2018, as part of the Stereotomy 2.0 exhibition curated by Giuseppe Fallacara and Christian Pongratz: a reinterpretation of Boullée’s National Library, where servers and supercomputers take the place of books, contemporary equivalents for the preservation of human knowledge. --- ## Image gallery ![External render of Additive Stereotomy in a winter setting](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-exterior-rendering-snow.jpg) *Render of the vaulted system in a winter setting: the openings between adjacent arches allow natural light to enter without compromising stability.* ![Typologies of stereotomic arch vaults](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-vault-typologies-diagram.jpg) *Diagram of typologies of arch vaults: statically independent adjacent arches, each divided into topologically optimised voussoirs with variable internal cavities.* ![Grasshopper parametric model of stereotomy](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-parametric-script-analysis.jpg) *The parametric model developed in Grasshopper: computational design allows for the calibration of arch shape, voussoir cavities and prestressing force.* ![Top and bottom views of the stereotomous roof](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-top-and-bottom-view.jpg) *Top and bottom views of the roof: the geometry of the adjacent arches generates a pattern of light and shadow that changes throughout the day.* ![Interior of data centre beneath stereotomic vault](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-interior-rendering-data-center.jpg) *Interior rendering: the vaulted system houses servers and supercomputers in a reinterpretation of Boullée’s Library, where data replaces books.* ![Interior of tunnel with adjacent arches and light openings](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-interior-rendering-tunnel.jpg) *Interior rendering: the tunnel of adjacent arches forms differentiated openings to control natural light without compromising the structure.* ![Physical prototype Additive Stereotomy NYIT](images/additive-stereotomy/additive-stereotomy-physical-model-exhibition.jpg) *Physical prototype exhibited at the Stereotomy 2.0 exhibition at the New York Institute of Technology: the materialisation of the construction system on a small scale.* --- ## Technical details - **Location:** New York (presentation) / research project - **Year:** 2018 - **Client:** Academic research - **Typology:** Construction system / installation - **Status:** Concept + small-scale prototype - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella - **Collaborators:** Diederik Veenendaal (Summum Engineering, structural engineering), Concr3de (additive manufacturing technology), Simone Rutigliano (topological optimisation, follow-up to his degree thesis at the Polytechnic University of Bari, 2020) - **Awards:** Presented at the Stereotomy 2.0 exhibition, NYIT, curated by G. Fallacara and C. Pongratz - **Publications:** Springer Nature (Digital Wood Design, Architecture 4.0), Nexus Network Journal - **Main materials:** Stone powders solidified using binder jetting (Concr3de technology), prestressing cables - **Vertical BCA specialisation:** 3D Printed Design - **Secondary BCA specialisation:** Digital & Parametric Design --- ## Are complex vaulted structures buildable without the costs and limitations of traditional construction? Stone vaults require costly temporary formwork, hard-to-find skilled labour and massive quantities of material. Reinforced concrete (RC) structures are simpler but produce repetitive geometries. Additive Stereotomy proposes a third way: 3D-printed prefabricated arches with topologically optimised voussoirs, which can be assembled and disassembled thanks to central cable prestressing. The result is a vaulted structure that uses the minimum amount of material required, concentrating the load-bearing mass only where it is needed, a principle made possible only by computational design and additive manufacturing. --- ## Frequently Asked Questions ### What is stereotomy and why is it relevant in contemporary architecture? Stereotomy is the science of cutting solids into blocks that are assembled to form self-supporting structures, it is the principle behind medieval and Renaissance stone vaults. In contemporary architecture, digital stereotomy updates this discipline with parametric modelling and digital fabrication, enabling geometries that manual cutting could not achieve. Additive Stereotomy takes the concept a step further: the blocks are no longer cut (subtracted) from a solid, but built layer by layer using 3D printing, eliminating material waste and allowing for optimised internal cavities. ### How does the topological optimisation of voussoirs in stereotomy work? In traditional vaults, the voussoirs are solid, with larger cross-sections at the base and thinner ones at the crown. In Additive Stereotomy, the cross-section remains constant, but the voussoirs are progressively hollowed out from the inside: at the base they are almost solid, whilst at the crown they have a high percentage of voids. This distribution is calculated computationally to achieve a constant internal stress state at every point of the arch, material is present only where it is needed, eliminating structurally unnecessary mass. ### What advantages does the system of independent arches offer compared to a traditional vault? Two main advantages. First: in the event of an earthquake, each arch responds independently to stresses, preventing the chain reaction collapse typical of traditional vaults where each part depends on the others. Second: the roof can be perforated between one arch and another to allow natural zenithal light to enter and to incorporate artificial lighting, without compromising stability, something impossible in a traditional vault where every opening is a structural weakness. ### Can additive manufacturing really replace stone cutting in architecture? It is not a question of replacement but of evolution. Additive manufacturing (3D printing) eliminates three limitations of traditional subtractive processing: material waste (in cut stone, up to 60% becomes scrap), limitations in the geometries that can be achieved, and disposal costs. With binder jetting, stone powders (including those derived from quarry waste) are solidified into blocks with complex internal geometries that are impossible to achieve through cutting. The result is a component that has the appearance and properties of stone but is manufactured without removing any material. ### Which architectural practices are working on digital stereotomy applied to additive manufacturing? Barberio Colella Architetti is one of the very few practices in the world combining research into digital stereotomy with applications of architectural additive manufacturing. Maurizio Barberio is the author of the scientific essay ‘An Unfinished Manifesto for Stereotomy 2.0’, published in the international journal Nexus Network Journal (2018), considered the seminal text of contemporary digital stereotomy. The practice collaborated with Summum Engineering on the computational engineering. The project subsequently developed by Urban Dunes in Abu Dhabi (2020) demonstrates the application of these principles on an urban scale. --- ## Do you have a project requiring vaulted structures or stereotomic components? If you are exploring vaulted structures, complex roofs or architectural components with non-standard geometries, BCA has the research and design expertise to translate your concept into a buildable system using additive manufacturing. **[Submit your brief]** _[Submit your brief]_ --- ## Related projects - **Urban Dunes** – Bioclimatic vault made from 3D-printed stereotomic blocks in Abu Dhabi - **3D Printed Mosque** – Mosque with 3D-printed vaults in Kuwait - **First Stone** – 3D-printed housing units in New Orleans _Discover our approach to 3D Printed Design →_ --- # Bamboo Office – Edificio bioclimatico per uffici a Changzhou _Un edificio dove la facciata è il sistema di climatizzazione primario: una foresta di bambù alta quindici metri che filtra luce, calore e vento._ **2018–2019 · Changzhou, Jiangsu, Cina · Edificio per uffici · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/bamboo-office URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/bamboo-office ## Italiano # Bamboo Office – Edificio bioclimatico per uffici a Changzhou _Un edificio dove la facciata è il sistema di climatizzazione primario: una foresta di bambù alta quindici metri che filtra luce, calore e vento._ **2018–2019 · Changzhou, Jiangsu, Cina · Edificio per uffici · Sustainable Design** --- ## Quando la facciata diventa foresta Nel distretto industriale verde di Wujin, a Changzhou, le autorità cinesi hanno promosso il 1st International Green/Ecological Building Competition (IGEBC) per costruire un quartiere modello di edifici sostenibili. Barberio Colella Architetti, in collaborazione con Angelo Figliola, hanno vinto il Lotto 14 con una proposta che ribalta il rapporto convenzionale tra edificio e natura: invece di aggiungere il verde come decorazione, lo rendono il cuore del sistema bioclimatico. La strategia progettuale nasce da un'osservazione precisa: negli edifici per uffici convenzionali, chi lavora perde ogni percezione del tempo e delle stagioni. La risposta di BCA è una facciata a doppia pelle di vetro strutturale alta quindici metri, al cui interno cresce una linea continua di bambù vivo. Questa 'bamboo line' non è un elemento estetico: è un dispositivo bioclimatico che controlla la quantità di luce solare in modo diffuso, eliminando i fenomeni di abbagliamento e riducendo il carico termico sulle superfici esposte a est, ovest e sud. Il funzionamento è stagionale. D'inverno, la doppia pelle accumula calore solare nella cavità d'aria tra le due pareti vetrate, preriscaldando l'aria prima che entri negli ambienti interni. D'estate, il sistema funziona al contrario: la ventilazione naturale attraversa la cavità portando via il calore in eccesso, mentre il bambù ombreggia le superfici trasparenti. Sul lato nord, un involucro opaco massivo e ben isolato protegge dai venti freddi. Il risultato è un edificio che riduce drasticamente la dipendenza dall'impiantistica meccanica, raggiungendo un PMV (Predicted Mean Vote) di -0,01, praticamente neutro, il massimo comfort termico possibile. L'intera struttura portante è realizzata in legno lamellare di bambù con connessioni metalliche nascoste, privilegiando l'uso di risorse locali rinnovabili. L'edificio di 816 m² distribuisce su quattro piani uffici, sale riunioni, una sala conferenze, spazi lounge e una reception a doppia altezza che si affaccia su un giardino interno di 70 m². Il tetto, coperto da film fotovoltaico, raccoglie l'acqua piovana per il riuso. La giuria del concorso (che includeva Mario Cucinella e Stefan Behnisch) ha selezionato il progetto tra 147 team provenienti da 11 paesi, riconoscendo nella proposta di BCA un modello replicabile di architettura per uffici dove la sostenibilità non è un'aggiunta, ma il principio generatore della forma. --- ## Galleria immagini ![Vista aerea Bamboo Office con facciata in bambù](images/bamboo-office/bamboo-office-bioclimatic-strategies.jpg) *Vista a volo d'uccello dell'edificio per uffici bioclimatico: la doppia pelle vetrata con bambù avvolge i tre lati esposti al sole, creando un filtro naturale tra interno ed esterno.* *La facciata a doppia pelle con la 'bamboo line' visibile attraverso il vetro strutturale: il bambù filtra la luce solare diretta riducendo il carico termico senza oscurare gli ambienti.* ![Reception Bamboo Office spazio doppia altezza](images/bamboo-office/bamboo-office-elevations-and-sections.jpg) *La reception a doppia altezza si affaccia sul giardino interno attraverso una grande parete vetrata: lo spazio verde è parte integrante dell'esperienza lavorativa quotidiana.* ![Ufficio open space Bamboo Office luce naturale](images/bamboo-office/bamboo-office-exterior-view.jpg) *L'ufficio open space al primo piano beneficia della luce naturale filtrata dal bambù: le simulazioni confermano un'autonomia di illuminazione naturale (sDA) del 62,5%, conforme ai requisiti LEED V4.* *Diagramma delle strategie bioclimatiche: la sezione mostra il funzionamento stagionale della doppia pelle ventilata, la ventilazione naturale e il sistema di ombreggiamento passivo.* ![Site plan Bamboo Office quartiere Wujin](images/bamboo-office/bamboo-office-site-plan.jpg) *Site plan del lotto 14 nel quartiere green di Wujin: la disposizione dell'edificio massimizza l'esposizione solare controllata e il rapporto con il giardino interno.* ![Piante architettoniche Bamboo Office quattro piani](images/bamboo-office/bamboo-office-masterplan.jpg) *Le piante dei quattro piani mostrano la distribuzione funzionale: reception e area espositiva al piano terra, uffici open space e sale riunioni ai piani superiori, sala conferenze all'ultimo livello.* ![Planimetria Bamboo Office con giardino interno](images/bamboo-office/bamboo-office-plans.jpg) *La planimetria evidenzia il rapporto tra edificio, giardino interno e contesto urbano: lo spazio verde di 70 m² è protetto dall'edificio stesso e dalle piante di bambù perimetrali.* *Prospetti e sezioni architettoniche: la sezione longitudinale rivela i 15 metri di altezza della facciata a doppia pelle e la struttura portante in lamellare di bambù.* ![Vista esterna Bamboo Office render notturno](images/bamboo-office/bamboo-office-rendering-reception-nb.jpg) *Render: Barberio Colella ARC, vista esterna che evidenzia la trasparenza della doppia pelle e il rapporto visivo tra interno ed esterno.* *Render: Barberio Colella ARC, la reception vista dall'ingresso, con la parete verde del giardino interno come sfondo naturale.* *Render: Barberio Colella ARC, l'area di lavoro con la struttura in lamellare di bambù a vista e la luce filtrata dalla facciata bioclimatica.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Changzhou, Jiangsu, Cina - **Anno:** 2018–2019 - **Committente:** Chinese Sustainable Design Centre / China New Building Materials Design & Research Institute - **Tipologia:** Edificio per uffici - **Superficie:** 816 m² - **Area verde:** 70 m² - **Stato:** Concept vincitore di concorso internazionale + incarico professionale - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella ARC) - **Collaboratori:** Angelo Figliola (progettazione e analisi ambientale) - **Premi:** Vincitore Lotto 14, 1st International Green/Ecological Building Competition (IGEBC). Giuria: Mario Cucinella, Stefan Behnisch. 147 team da 11 paesi. - **Materiali principali:** Legno lamellare di bambù (struttura), vetro strutturale (doppia pelle), bambù vivo (schermatura bioclimatica), film fotovoltaico - **Verticale BCA:** Sustainable Design --- ## Come si progetta un edificio per uffici che funzioni senza climatizzazione meccanica 24/7? Chi commissiona un edificio per uffici si trova di fronte a un paradosso: gli standard di comfort richiedono temperature e illuminazione costanti, ma i sistemi HVAC convenzionali consumano più energia di qualsiasi altro componente dell'edificio e spesso creano ambienti artificiali dove i lavoratori perdono ogni contatto con l'esterno. Le soluzioni 'green' più diffuse (cappotto termico, pompa di calore, pannelli fotovoltaici) riducono i consumi ma non cambiano il paradigma: l'edificio resta una scatola sigillata che dipende dall'impiantistica. Il Bamboo Office dimostra un approccio diverso: la facciata stessa diventa il sistema di climatizzazione primario. La doppia pelle ventilata con bambù vivo gestisce passivamente luce, calore e ventilazione, riducendo la dipendenza dagli impianti meccanici e riconnettendo chi lavora con il ritmo naturale delle stagioni. --- ## Domande frequenti ### È possibile costruire un edificio per uffici bioclimatico che rispetti gli standard di comfort senza impianti di climatizzazione sovradimensionati? Sì, il Bamboo Office dimostra che è possibile. La facciata a doppia pelle ventilata gestisce passivamente il comfort termico e luminoso: d'inverno accumula calore solare, d'estate sfrutta la ventilazione naturale. Le simulazioni ambientali confermano un PMV (Predicted Mean Vote) di -0,01 (comfort termico neutro) e un'autonomia di illuminazione naturale (sDA) del 62,5%, conforme ai requisiti LEED V4. L'impiantistica meccanica (sistema VRF a portata variabile + distribuzione sotto-pavimento) interviene solo come integrazione, non come sistema primario. ### Come funziona una facciata bioclimatica a doppia pelle con bambù? La doppia pelle è composta da tre strati: un vetro strutturale esterno (protezione dagli agenti atmosferici), una cavità d'aria (buffer termico e manutenzione) e una parete vetrata interna (isolamento e tenuta). All'interno della cavità crescono piante di bambù alte 15 metri che fungono da brise-soleil naturale. D'inverno, la radiazione solare preriscalda l'aria nella cavità prima che entri nell'edificio. D'estate, la ventilazione naturale attraversa la cavità portando via il calore, mentre il bambù ombreggia le superfici vetrate interne. Il risultato è un edificio che si adatta al clima in modo passivo, stagione per stagione. ### Il bambù può essere usato come struttura portante per un edificio per uffici? Il Bamboo Office utilizza legno lamellare di bambù ingegnerizzato (engineered bamboo) per travi e pilastri, con connessioni metalliche nascoste. Non si tratta di canne di bambù grezze, ma di un materiale industriale con proprietà meccaniche certificate, paragonabili al legno lamellare tradizionale ma con un ciclo di crescita molto più rapido (3-5 anni vs 20-30 per il legno). A Changzhou, il bambù è anche una risorsa locale, il che riduce l'impronta di carbonio legata al trasporto dei materiali e valorizza la filiera produttiva del territorio. ### Quanto costa costruire un edificio bioclimatico rispetto a uno convenzionale? Il costo di costruzione di un edificio bioclimatico come il Bamboo Office è generalmente superiore del 10-15% rispetto a un edificio convenzionale di pari superficie, principalmente per la maggiore complessità della facciata a doppia pelle e della struttura in bambù lamellare. Tuttavia, i costi operativi nel ciclo di vita sono significativamente inferiori grazie alla riduzione dei consumi energetici per climatizzazione e illuminazione. Il sistema fotovoltaico integrato nel tetto produce circa 31.000 kWh/anno, contribuendo ulteriormente all'autosufficienza energetica dell'edificio. Il ritorno sull'investimento si calcola sul ciclo di vita dell'edificio, non sul solo costo di costruzione. ### Come si misura il comfort ambientale in un edificio bioclimatico? Il Bamboo Office è stato progettato utilizzando simulazioni ambientali parametriche che misurano quattro indicatori chiave: il PMV (Predicted Mean Vote), che valuta il comfort termico su una scala da -3 (freddo) a +3 (caldo), il Bamboo Office raggiunge -0,01, praticamente neutro; il sDA (Spatial Daylight Autonomy), che misura la percentuale di spazio con illuminazione naturale sufficiente per almeno il 50% delle ore lavorative, il progetto raggiunge il 62,5%, sopra la soglia LEED V4; l'ASE (Annual Sunlight Exposure), che misura il rischio di abbagliamento, il progetto è al 7%, entro i limiti accettabili; e l'analisi del DGP (Daylight Glare Probability), che conferma abbagliamento impercettibile in tutti i punti analizzati. ### Quali architetti hanno esperienza nella progettazione di edifici per uffici bioclimatici? Barberio Colella Architetti è uno studio con sede a Bari fondato da due architetti con dottorato di ricerca in progettazione architettonica, con ricerca specifica sulla sostenibilità e il design bioclimatico. Il Bamboo Office, vincitore di un concorso internazionale con giuria composta da Mario Cucinella e Stefan Behnisch (tra 147 team di 11 paesi), dimostra la capacità di progettare edifici dove la strategia climatica è il principio generatore della forma architettonica, non un'aggiunta impiantistica. Lo studio opera in Puglia, nel Sud Italia e su progetti internazionali. --- ## Stai progettando un edificio che lavori con il clima, non contro di esso? Se stai valutando un progetto dove la sostenibilità non sia un certificato da appendere al muro ma il principio che genera la forma dell'edificio, possiamo parlarne. Una videochiamata di 30 minuti è sufficiente per capire se un approccio bioclimatico è applicabile al tuo caso specifico. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Urban Dunes** – Struttura ombreggiante bioclimatica stampata in 3D ad Abu Dhabi - **Polymnia Futura** – Rigenerazione urbana sostenibile a Polignano a Mare (Menzione Speciale Europan 18) - **Villa a Carovigno** – Residenza bioclimatica in Puglia _Scopri il nostro approccio al Sustainable Design →_ ## English # Bamboo Office – Bioclimatic office building in Changzhou _A building where the facade serves as the primary climate control system: a fifteen-metre-high bamboo forest that filters light, heat and wind._ **2018–2019 · Changzhou, Jiangsu, China · Office building · Sustainable Design** --- ## When the facade becomes a forest In the Wujin Green Industrial District in Changzhou, the Chinese authorities organised the 1st International Green/Ecological Building Competition (IGEBC) to build a model neighbourhood of sustainable buildings. Barberio Colella Architetti, in collaboration with Angelo Figliola, won Lot 14 with a proposal that overturns the conventional relationship between building and nature: instead of adding greenery as decoration, they make it the heart of the bioclimatic system. The design strategy stems from a precise observation: in conventional office buildings, workers lose all sense of time and the seasons. BCA’s solution is a fifteen-metre-high double-skin facade of structural glass, within which a continuous line of living bamboo grows. This ‘bamboo line’ is not merely an aesthetic feature: it is a bioclimatic device that controls the amount of solar radiation in a diffused manner, eliminating glare and reducing the thermal load on surfaces facing east, west and south. Its operation is seasonal. In winter, the double-skin facade accumulates solar heat in the air cavity between the two glass walls, preheating the air before it enters the interior spaces. In summer, the system works in reverse: natural ventilation flows through the cavity, carrying away excess heat, whilst the bamboo shades the transparent surfaces. On the north side, a solid, well-insulated opaque building envelope protects against cold winds. The result is a building that drastically reduces dependence on mechanical systems, achieving a PMV (Predicted Mean Vote) of -0.01, practically neutral, the maximum possible thermal comfort. The entire load‑bearing structure is made of glued laminated bamboo with concealed metal connections, prioritising the use of local renewable resources. The 816 m² building houses offices, meeting rooms, a conference room, lounge areas and a double‑height reception space spread over four floors, overlooking a 70 m² inner garden. The roof, covered with PV film, collects rainwater for reuse. The competition jury (which included Mario Cucinella and Stefan Behnisch) selected the project from among 147 teams from 11 countries, recognising BCA’s proposal as a replicable model of office architecture where sustainability is not an afterthought, but the principle that generates the form. --- ## Image gallery ![Aerial view of Bamboo Office with bamboo facade](images/bamboo-office/bamboo-office-bioclimatic-strategies.jpg) *Bird’s-eye view of the bioclimatic office building: the double-skin glazed facade with bamboo wraps around the three sides exposed to the sun, creating a natural filter between interior and exterior.* *The double-skin facade with the ‘bamboo line’ visible through the structural glass: the bamboo filters direct sunlight, reducing the thermal load without obscuring the interior spaces.* ![Bamboo Office reception area with a double‑height space](images/bamboo-office/bamboo-office-elevations-and-sections.jpg) *The double‑height reception area overlooks the inner garden through a large glass wall: the green space is an integral part of the daily working experience.* ![Bamboo Office open-plan office with natural light](images/bamboo-office/bamboo-office-exterior-view.jpg) *The open-plan office on the first floor benefits from natural light filtered through the bamboo: simulations confirm a natural daylight autonomy (sDA) of 62.5%, in line with LEED V4 requirements.* *Diagram of bioclimatic strategies: the section shows the seasonal functioning of the ventilated double-skin facade, natural ventilation and the passive shading system.* ![Site plan for Bamboo Office in the Wujin district](images/bamboo-office/bamboo-office-site-plan.jpg) *Site plan for plot 14 in the Wujin green district: the building’s layout maximises controlled solar exposure and the relationship with the inner garden.* ![Architectural floor plans for the four-storey Bamboo Office](images/bamboo-office/bamboo-office-masterplan.jpg) *The floor plans for the four storeys show the functional layout: reception and exhibition area on the ground floor, open-plan offices and meeting rooms on the upper floors, and a conference room on the top floor.* ![Floor plan of Bamboo Office with inner garden](images/bamboo-office/bamboo-office-plans.jpg) *The floor plan highlights the relationship between the building, the inner garden and the urban context: the 70 m² green space is sheltered by the building itself and the perimeter bamboo plants.* *Architectural elevations and sections: the longitudinal section reveals the 15-metre height of the double-skin facade and the load‑bearing structure made from laminated bamboo.* ![Exterior view of the Bamboo Office, night-time rendering](images/bamboo-office/bamboo-office-rendering-reception-nb.jpg) *Rendering: Barberio Colella ARC, exterior view highlighting the transparency of the double-skin facade and the visual relationship between interior and exterior.* *Render: Barberio Colella ARC, the reception area viewed from the entrance, with the green wall of the inner garden as a natural backdrop.* *Render: Barberio Colella ARC, the workspace with the exposed laminated bamboo structure and light filtered through the bioclimatic design of the facade.* --- ## Technical specifications - **Location:** Changzhou, Jiangsu, China - **Year:** 2018–2019 - **Client:** Chinese Sustainable Design Centre / China New Building Materials Design & Research Institute - **Typology:** Office building - **Floor area:** 816 m² - **Green area:** 70 m² - **Status:** Winning concept in international competition + professional commission - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella ARC) - **Collaborators:** Angelo Figliola (design and environmental analysis) - **Awards:** Winner of Lot 14, 1st International Green/Ecological Building Competition (IGEBC). Jury: Mario Cucinella, Stefan Behnisch. 147 teams from 11 countries. - **Main materials:** Glued laminated bamboo (structure), structural glass (double-skin facade), living bamboo (bioclimatic shading), photovoltaic film - **BCA vertical:** Sustainable Design --- ## How do you design an office building that functions without 24/7 active climate control? Those commissioning an office building face a paradox: comfort standards require constant temperatures and lighting, but conventional HVAC systems consume more energy than any other component of the building and often create artificial environments where workers lose all contact with the outside world. The most common ‘green’ solutions (thermal insulation, heat pumps, photovoltaic panels) reduce energy consumption but do not change the paradigm: the building remains a sealed box dependent on mechanical systems. The Bamboo Office demonstrates a different approach: the facade itself becomes the primary climate control system. The ventilated double-skin facade with living bamboo passively manages light, heat and ventilation, reducing dependence on mechanical systems and reconnecting workers with the natural rhythm of the seasons. --- ## Frequently Asked Questions ### Is it possible to build a bioclimatic office building that meets comfort standards without oversized air-conditioning systems? Yes, the Bamboo Office demonstrates that it is possible. The ventilated double-skin facade passively manages thermal and lighting comfort: in winter it stores solar heat, in summer it utilises natural ventilation. Environmental simulations confirm a PMV (Predicted Mean Vote) of -0.01 (thermal comfort neutral) and a natural daylight autonomy (sDA) of 62.5%, in line with LEED V4 requirements. The mechanical systems (variable refrigerant flow (VRF) system + underfloor distribution) act only as a supplement, not as the primary system. ### How does a double-skin bioclimatic facade with bamboo work? The double-skin facade consists of three layers: an external structural glass pane (weather protection), an air cavity (thermal buffer and maintenance access) and an internal glazed wall (insulation and sealing). Inside the cavity, 15-metre-tall bamboo plants grow, acting as a natural sunshade. In winter, solar radiation preheats the air in the cavity before it enters the building. In summer, natural ventilation flows through the cavity, carrying heat away, whilst the bamboo shades the internal glazed surfaces. The result is a building that adapts passively to the climate, season by season. ### Can bamboo be used as a load‑bearing structure for an office building? The Bamboo Office uses engineered bamboo glulam for beams and columns, with concealed metal connections. This is not raw bamboo cane, but an industrial material with certified mechanical properties, comparable to traditional glulam but with a much faster growth cycle (3–5 years vs 20–30 for timber). In Changzhou, bamboo is also a local resource, which reduces the carbon footprint associated with transporting materials and supports the local production chain. ### How much does it cost to build a bioclimatic building compared to a conventional one? The construction cost of a bioclimatic building such as the Bamboo Office is generally 10–15% higher than that of a conventional building of the same floor area, mainly due to the greater complexity of the double-skin facade and the laminated bamboo structure. However, the operating costs over the building’s life cycle are significantly lower thanks to reduced energy consumption for air conditioning and lighting. The photovoltaic system integrated into the roof produces approximately 31,000 kWh/year, further contributing to the building’s energy self-sufficiency. The return on investment is calculated over the building’s life cycle, not just on the basis of construction costs. ### How is indoor comfort measured in a bioclimatic building? The Bamboo Office was designed using parametric environmental simulations that measure four key indicators: the PMV (Predicted Mean Vote), which assesses thermal comfort on a scale from -3 (cold) to +3 (hot), the Bamboo Office achieves -0.01, which is practically neutral; the sDA (Spatial Daylight Autonomy), which measures the percentage of space with sufficient natural lighting for at least 50% of working hours, the project achieves 62.5%, above the LEED V4 threshold; the ASE (Annual Sunlight Exposure), which measures the risk of glare, the project stands at 7%, within acceptable limits; and the DGP (Daylight Glare Probability) analysis, which confirms imperceptible glare at all analysed points. ### Which architects have experience in designing bioclimatic office buildings? Barberio Colella Architetti is a firm based in Bari, founded by two architects with PhDs in architectural design, specialising in sustainability and bioclimatic design. The Bamboo Office, winner of an international competition judged by Mario Cucinella and Stefan Behnisch (from among 147 teams from 11 countries), demonstrates the ability to design buildings where the climate strategy is the principle that generates the architectural form, not an afterthought in the building services. The firm operates in Puglia, Southern Italy and on international projects. --- ## Are you designing a building that works with the climate, not against it? If you are considering a project where sustainability is not just a certificate to hang on the wall but the principle that shapes the building, let’s talk. A 30-minute video call is all it takes to see if bioclimatic design is suitable for your specific project. **[Let’s talk about your project]** _[Let’s talk about your project]_ --- ## Related projects - **Urban Dunes** – 3D-printed bioclimatic shading structure in Abu Dhabi - **Polymnia Futura** – Sustainable urban regeneration in Polignano a Mare (Europan 18 special mention) - **Villa in Carovigno** – Bioclimatic design residence in Puglia _Discover our approach to Sustainable Design →_ --- # Unit 27 – Luxury micro-condos prefabbricati per le città del futuro _Un sistema abitativo modulare di 27 mq che libera spazio esterno e ristabilisce il contatto diretto con il paesaggio urbano e naturale._ **2018 · Residenziale modulare · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/unit-27 URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/unit-27 ## Italiano # Unit 27 – Luxury micro-condos prefabbricati per le città del futuro _Un sistema abitativo modulare di 27 mq che libera spazio esterno e ristabilisce il contatto diretto con il paesaggio urbano e naturale._ **2018 · Residenziale modulare · Sustainable Design** --- ## Abitare in 27 mq senza rinunciare alla qualità: un modulo per le città di domani Nei prossimi cento anni le città saranno sempre più dense e questo determinerà due problemi convergenti: gli alloggi diventeranno sempre più piccoli e lo spazio aperto (privato e pubblico) si ridurrà fino a scomparire. Unit 27 nasce per dare una risposta progettuale a entrambe le questioni, rovesciando la logica dell'abitare compresso: non comprimere la vita in meno metri quadri, ma ripensare radicalmente cosa serve dentro e cosa può stare fuori, restituendo spazio al paesaggio e alle relazioni tra persone. L'unità abitativa misura 27 mq e contiene tutto il necessario per una vita quotidiana completa: cucina con tavolo da pranzo per sei persone, divano-letto multifunzionale, camera da letto con un mobile tutto-in-uno dotato di quattro cassettoni sotto il letto e un armadio estraibile laterale nascosto nello spessore della testiera, bagno completo con toilette separata e doppia doccia. La separazione tra zona giorno e zona notte è affidata a una parete-schermo che integra un televisore olografico bifacciale, visibile da entrambi i lati della casa. Lo spazio non appare angusto grazie a due scelte progettuali precise: l'open plan senza partizioni rigide e le ampie finestre che aprono la vista sul paesaggio circostante. Il singolo modulo è pensato per essere aggregato liberamente in altezza all'interno di una struttura a telaio in acciaio, con ampi balconi e terrazze. Lo spazio esterno (privato e comune) è organizzabile liberamente dagli abitanti con vegetazione e arredi, per facilitare le interazioni sociali e recuperare il rapporto con la natura e il paesaggio urbano nelle aree a clima temperato. Grazie alla sua impronta ridotta, Unit 27 può essere installato in spazi residuali delle aree urbane; aggregazioni più ampie generano ecosistemi costruiti dove piccoli alloggi organizzati, spazi esterni piacevoli e vegetazione trovano un equilibrio. Gli utenti ideali sono giovani coppie o single che non possono permettersi un alloggio più grande e costoso ma non vogliono rinunciare a uno spazio di alta qualità in contesto urbano. La prefabbricazione del modulo consente tempi di costruzione ridotti e un controllo rigoroso sulla qualità dei componenti, mentre la modularità del sistema permette di scalare l'intervento dalla singola unità al condominio-giardino. Unit 27 non è un compromesso sulla qualità dello spazio: è una scommessa progettuale sull'idea che vivere in meno metri quadri possa significare vivere meglio, se il progetto libera spazio per il paesaggio e le relazioni. --- ## Galleria immagini ![Render esterno Unit 27 aggregazione fronte mare](images/unit-27/unit-27-exterior-01.jpg) *Vista esterna dell'aggregazione di moduli Unit 27 in un contesto costiero, con terrazze verdi e spazi comuni aperti sul paesaggio.* ![Render esterno Unit 27 terrazze vicinato](images/unit-27/unit-27-exterior-02.jpg) *Le terrazze sono pensate come spazi comuni di vicinato, organizzabili con vegetazione e arredi per favorire le relazioni sociali.* ![Prospetto Unit 27 open plan luce paesaggio](images/unit-27/unit-27-elevation.jpg) *Il prospetto mostra le ampie aperture sul paesaggio: l'open plan interno non appare ridotto grazie alla luce naturale e all'assenza di partizioni chiuse.* ![Interno Unit 27 parete schermo TV olografico](images/unit-27/unit-27-interior-01.jpg) *La parete-schermo con TV olografico bifacciale separa zona giorno e notte mantenendo continuità visiva e spaziale.* ![Pianta Unit 27 spazi chiusi e logge esterne](images/unit-27/unit-27-plan.jpg) *La pianta mostra aree uguali tra spazi chiusi e aperti: cucina, soggiorno-letto, camera, bagno e ampie logge esterne.* ![Assonometria Unit 27 sistema costruttivo](images/unit-27/unit-27-axonometric-01.jpg) *Assonometria che illustra il sistema costruttivo dell'unità: stratigrafia, struttura portante e involucro bioclimatico.* ![Sezione condominio basso Unit 27 distribuzione](images/unit-27/unit-27-section.jpg) *Una sezione tipica di un condominio basso mostra la distribuzione verticale dei moduli e l'integrazione delle terrazze.* ![Interno Unit 27 zona giorno open space](images/unit-27/unit-27-interior-02.jpg) *L'interno con la zona giorno open space: l'organizzazione spaziale ottimizza il rapporto fra superficie utile e qualità abitativa.* ![Assonometria aggregazione modulare Unit 27](images/unit-27/unit-27-axonometric-02.jpg) *L'assonometria dell'aggregazione evidenzia il telaio in acciaio e l'equilibrio tra moduli abitativi e spazi aperti verdi.* --- ## Scheda tecnica - **Anno:** 2018 - **Committente:** Ricerca progettuale - **Tipologia:** Residenziale modulare, micro-condos prefabbricati - **Superficie:** 27 mq per unità - **Stato:** Concept - ricerca progettuale - **Progettisti:** Barberio Colella Architetti - **Pubblicazioni:** Rethinking The Future, re-thinkingthefuture.com/landscape/6305-unit-27-by-barberio-colella-architetti - **Verticale BCA:** Sustainable Design --- ## Come si progetta un'unità abitativa sostenibile quando lo spazio è ridotto e la densità urbana aumenta? La crescita delle città impone densità sempre maggiori, ma la risposta corrente (mini-appartamenti assemblati senza strategia ambientale) produce alloggi con consumi energetici sproporzionati alla superficie, nessuna ventilazione naturale efficace e zero rapporto con l'esterno. Il problema non è solo estetico: è climatico e sociale. Unit 27 dimostra che la prefabbricazione modulare e il design bioclimatico possono coesistere anche in 27 mq. L'open plan con ampie finestre massimizza la ventilazione passiva e la luce naturale, le terrazze verdi funzionano come buffer termico e spazio di socialità, e il telaio in acciaio consente il disassemblaggio e il riuso dei componenti. La sostenibilità qui non è un'etichetta: è il principio che genera la forma. --- ## Domande frequenti ### Come funziona la ventilazione naturale in un modulo da 27 mq? L'open plan senza partizioni rigide consente il flusso d'aria trasversale tra le ampie finestre su lati opposti dell'unità. La conformazione del modulo e il rapporto tra superficie vetrata e volume interno sono calibrati per massimizzare il ricambio d'aria naturale senza ricorrere a ventilazione meccanica nelle mezze stagioni. Le terrazze esterne funzionano come zone di transizione climatica, riducendo l'esposizione diretta al sole nelle ore più calde e favorendo il raffrescamento passivo. ### Quali sono i vantaggi ambientali della prefabbricazione modulare? La prefabbricazione in stabilimento riduce gli scarti di cantiere del 50-70% rispetto alla costruzione tradizionale, limita il trasporto di materiali al sito, e consente un controllo rigoroso sulla qualità dell'assemblaggio, che si traduce in un involucro più ermetico e performante. Il telaio in acciaio è progettato per il disassemblaggio: a fine vita, i moduli possono essere rimossi, ricondizionati o riciclati senza demolizione distruttiva. È un approccio circolare alla costruzione residenziale. ### In che modo Unit 27 riduce il consumo di suolo? Ogni unità occupa 27 mq di impronta a terra, ma l'aggregazione verticale su telaio in acciaio consente di raggiungere densità abitative significative senza saturare il lotto. Lo spazio risparmiato è restituito a terrazze verdi, giardini comuni e vegetazione, superfici permeabili che contribuiscono alla gestione delle acque meteoriche e alla riduzione dell'isola di calore urbana. Il progetto dimostra che densificare non significa cementificare, se il rapporto tra costruito e verde è progettato come sistema. ### Le terrazze verdi hanno una funzione bioclimatica o solo estetica? Le terrazze con vegetazione hanno una funzione bioclimatica misurabile: riducono la temperatura superficiale delle strutture esposte al sole (fino a 20°C in meno rispetto a una superficie nuda), fungono da isolamento termico aggiuntivo, e contribuiscono al raffrescamento evaporativo dell'aria circostante. In un'aggregazione di moduli Unit 27, le terrazze verdi distribuite sui vari livelli creano un microclima più fresco e umido che riduce il fabbisogno di raffrescamento meccanico degli alloggi. ### Unit 27 può funzionare come housing sociale sostenibile? Sì, la modularità e la prefabbricazione rendono Unit 27 scalabile per interventi di housing sociale: i costi sono prevedibili, i tempi di cantiere ridotti, e la qualità costruttiva è garantita dal processo industriale. L'aggregazione flessibile consente di adattare l'intervento a lotti di diverse dimensioni, mentre le terrazze comuni e gli spazi verdi condivisi creano le condizioni per una socialità di vicinato che l'edilizia residenziale pubblica tradizionale raramente produce. ### Qual è la differenza tra un modulo prefabbricato generico e un progetto come Unit 27? I moduli prefabbricati generici replicano la logica del container: un volume chiuso, standardizzato, senza relazione con il contesto climatico né con lo spazio esterno. Unit 27 è progettato da architetti con competenze bioclimatiche: l'orientamento delle finestre, il rapporto tra superficie vetrata e massa termica, la posizione delle terrazze e la permeabilità del telaio sono scelte progettuali che influenzano il comfort interno e il consumo energetico. La differenza è tra un prodotto industriale e un progetto architettonico prefabbricato. --- ## State valutando un progetto residenziale sostenibile a scala modulare o di quartiere? Unit 27 dimostra che la sostenibilità e la qualità abitativa possono coesistere anche in spazi ridotti. Se il vostro progetto richiede un approccio integrato (prefabbricazione, bioclimatica, densificazione intelligente) possiamo ragionare insieme sulla soluzione più adatta. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Temporary Housing for Surfers in Tarifa** – Moduli abitativi sostenibili prefabbricati - **Unboxed** – Casa prefabbricata in legno per il Mediterraneo _Scopri il nostro approccio al Sustainable Design →_ ## English # Unit 27 – Prefabricated luxury micro-flats for the cities of the future _A 27-square-metre modular housing system that frees up outdoor space and re-establishes direct contact with the urban and natural landscape._ **2018 · Modular housing · Sustainable Design** --- ## Living in 27 square metres without compromising on quality: a modular unit for the cities of tomorrow Over the next hundred years, cities will become increasingly dense, leading to two converging problems: homes will become ever smaller and open space (both private and public) will shrink until it disappears. Unit 27 was created to provide a design solution to both issues, overturning the logic of compact living: not squeezing life into fewer square metres, but radically rethinking what is needed inside and what can remain outside, restoring space to the landscape and to human relationships. The housing unit measures 27 square metres and contains everything necessary for a full daily life: a kitchen with a dining table for six people, a multifunctional sofa-bed, a bedroom with an all-in-one unit featuring four large drawers under the bed and a pull-out side wardrobe concealed within the headboard, and a full bathroom with a separate toilet and double shower. The separation between the living and sleeping areas is provided by a screen wall that incorporates a double-sided holographic television, visible from both sides of the home. The space does not feel cramped thanks to two specific design choices: the open-plan layout without rigid partitions and the large windows that open up the view of the surrounding landscape. The single module is designed to be freely stacked vertically within a steel frame structure, featuring large balconies and terraces. The outdoor space (both private and communal) can be freely organised by residents with vegetation and furnishings, to facilitate social interaction and reconnect with nature and the urban landscape in temperate climates. Thanks to its small footprint, Unit 27 can be installed in residual spaces within urban areas; larger clusters create built ecosystems where compact, well-organised dwellings, pleasant outdoor spaces and vegetation strike a balance. The ideal users are young couples or singles who cannot afford larger, more expensive accommodation but do not wish to compromise on high-quality living space in an urban context. The prefabrication of the module allows for reduced construction times and rigorous quality control of components, whilst the system’s modularity enables the project to be scaled from a single unit to a garden block of flats. Unit 27 is not a compromise on the quality of space: it is a design gamble on the idea that living in fewer square metres can mean living better, if the design frees up space for the landscape and relationships. --- ## Image gallery ![Unit 27 exterior rendering: seaside cluster](images/unit-27/unit-27-exterior-01.jpg) *Exterior view of the Unit 27 module cluster in a coastal setting, with green terraces and shared spaces opening onto the landscape.* ![Unit 27 exterior rendering: neighbourhood terraces](images/unit-27/unit-27-exterior-02.jpg) *The terraces are designed as shared neighbourhood spaces, which can be arranged with vegetation and furnishings to encourage social interaction.* ![Elevation of Unit 27: open plan, light and landscape](images/unit-27/unit-27-elevation.jpg) *The elevation shows the wide openings onto the landscape: the internal open plan does not feel confined thanks to natural light and the absence of closed partitions.* ![Interior of Unit 27: holographic TV screen wall](images/unit-27/unit-27-interior-01.jpg) *The screen wall with a double-sided holographic TV separates the living and sleeping areas whilst maintaining visual and spatial continuity.* ![Floor plan of Unit 27: enclosed spaces and external loggias](images/unit-27/unit-27-plan.jpg) *The floor plan shows equal areas of enclosed and open spaces: kitchen, living-dining room, bedroom, bathroom and large external loggias.* ![Axonometric view of Unit 27: construction system](images/unit-27/unit-27-axonometric-01.jpg) *Axonometric view illustrating the unit’s construction system: stratigraphy, load‑bearing structure and bioclimatic design of the building envelope.* ![Cross-section of low-rise block Unit 27 layout](images/unit-27/unit-27-section.jpg) *A typical cross-section of a low-rise block showing the vertical layout of the modules and the integration of the terraces.* ![Interior of Unit 27 open-plan living area](images/unit-27/unit-27-interior-02.jpg) *The interior with the open-plan living area: the spatial organisation optimises the relationship between usable floor area and quality of living.* ![Modular cluster axonometric view of Unit 27](images/unit-27/unit-27-axonometric-02.jpg) *The axonometric view of the cluster highlights the steel frame and the balance between residential modules and open green spaces.* --- ## Technical specifications - **Year:** 2018 - **Client:** Design research - **Typology:** Modular residential, prefabricated micro-condos - **Area:** 27 m² per unit - **Status:** Concept - design research - **Designers:** Barberio Colella Architetti - **Publications:** Rethinking The Future, re-thinkingthefuture.com/landscape/6305-unit-27-by-barberio-colella-architetti - **BCA Vertical:** Sustainable Design --- ## How do you design a sustainable housing unit when space is limited and urban density is increasing? Urban growth demands ever-increasing density, but the current response (mini-flats assembled without any environmental strategy) results in housing with energy consumption disproportionate to its floor area, no effective natural ventilation and zero connection to the outside world. The problem is not merely aesthetic: it is climatic and social. Unit 27 demonstrates that modular prefabrication and bioclimatic design can coexist even within 27 square metres. The open-plan layout with large windows maximises passive ventilation and natural light, the green terraces act as a thermal buffer and a space for socialising, and the steel frame allows for the disassembly and reuse of components. Here, sustainability is not just a label: it is the principle that shapes the design. --- ## Frequently Asked Questions ### How does natural ventilation work in a 27-square-metre module? The open-plan layout, free of rigid partitions, allows cross-ventilation between the large windows on opposite sides of the unit. The module’s design and the ratio of glazed area to internal volume are calibrated to maximise natural air exchange without the need for mechanical ventilation in the shoulder seasons. The external terraces act as climatic transition zones, reducing direct exposure to the sun during the hottest hours and promoting passive cooling. ### What are the environmental benefits of modular prefabrication? Factory prefabrication reduces on-site waste by 50–70% compared to traditional construction, limits the transport of materials to the site, and allows for rigorous control over the quality of assembly, which results in a more airtight and high-performance building envelope. The steel frame is designed for disassembly: at the end of its life, the modules can be removed, refurbished or recycled without destructive demolition. It is a circular approach to residential construction. ### How does Unit 27 reduce land consumption? Each unit occupies a 27 m² footprint, but vertical stacking on a steel frame allows for significant housing density without saturating the site. The space saved is reclaimed for green terraces, communal gardens and vegetation, permeable surfaces that contribute to rainwater management and the reduction of the urban heat island effect. The project demonstrates that densification does not mean overbuilding, provided the relationship between built-up and green areas is designed as a system. ### Do green terraces serve a bioclimatic function or are they merely aesthetic? Vegetated terraces have a measurable bioclimatic function: they reduce the surface temperature of structures exposed to the sun (by up to 20°C compared to a bare surface), act as additional thermal insulation, and contribute to the evaporative cooling of the surrounding air. In a cluster of Unit 27 modules, the green terraces distributed across the various levels create a cooler, more humid microclimate that reduces the need for mechanical cooling in the dwellings. ### Can Unit 27 function as sustainable social housing? Yes, the modularity and prefabrication make Unit 27 scalable for social housing projects: costs are predictable, construction times are reduced, and build quality is guaranteed by the industrial process. The flexible modularity allows the project to be adapted to plots of different sizes, whilst the communal terraces and shared green spaces create the conditions for a sense of community that traditional public housing rarely fosters. ### What is the difference between a generic prefabricated module and a project like Unit 27? Generic prefabricated modules replicate the logic of a shipping container: a closed, standardised volume, with no relation to the climatic context or the external space. Unit 27 is designed by architects with expertise in bioclimatic design: the orientation of the windows, the ratio of glazed area to thermal mass, the position of the terraces and the permeability of the frame are design choices that influence indoor comfort and energy consumption. The difference lies between an industrial product and a prefabricated architectural project. --- ## Are you considering a sustainable residential project on a modular or neighbourhood scale? Unit 27 demonstrates that sustainability and quality of living can coexist even in compact spaces. If your project requires an integrated approach (prefabrication, bioclimatic design, smart densification) we can work together to find the most suitable solution. **[Let’s discuss your project]** _[Let’s discuss your project]_ --- ## Related projects - **Temporary Housing for Surfers in Tarifa** – Sustainable prefabricated housing modules - **Unboxed** – Prefabricated timber building for the Mediterranean _Discover our approach to Sustainable Design →_ --- # Food & Wellness Club – Centro benessere bioclimatico a Bologna _Un edificio-organismo per il wellness nel cuore del polo agroalimentare FICO di Bologna: involucro parametrico ispirato alle cellule vegetali, corte interna per la ventilazione passiva e interni in legno che evocano i mattoni della città._ **2016 · Bologna, Italia · Wellness / Hospitality · Architettura Specialistica · Digital & Parametric Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/wellness-club URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/wellness-club ## Italiano # Food & Wellness Club – Centro benessere bioclimatico a Bologna _Un edificio-organismo per il wellness nel cuore del polo agroalimentare FICO di Bologna: involucro parametrico ispirato alle cellule vegetali, corte interna per la ventilazione passiva e interni in legno che evocano i mattoni della città._ **2016 · Bologna, Italia · Wellness / Hospitality · Architettura Specialistica · Digital & Parametric Design** --- ## Quando l'acqua genera la forma FICO Eataly World, il parco agroalimentare da 80.000 m2 inaugurato a Bologna nel polo del CAAB, è un luogo dove il cibo e la cultura alimentare italiana diventano esperienza. In questo contesto, il FICO Wellness Club di Barberio Colella Architetti (proposta di concorso) propone uno spazio dove la cura del corpo si intreccia con la stessa filosofia del luogo: ingredienti naturali, qualità dei materiali, attenzione sensoriale totale. Il brief richiedeva un centro benessere completo (piscine, spa, area meditazione, palestra, spa suite, ristorante) capace di attrarre visitatori di alta fascia e di offrire un'esperienza immersiva che coinvolgesse tutti i sensi. Due temi guidano l'intero progetto: l'acqua e il legno. L'acqua è l'elemento più prezioso per la vita umana e genera il legno, uno dei materiali più preziosi per la civiltà. Questa relazione si riflette nella forma dell'edificio: visto dall'esterno, il volume e il suo involucro in policarbonato traslucido evocano una goccia di rugiada su una foglia. L'interno è dominato dalla tonalità calda del legno, una reminiscenza cromatica dei mattoni con cui Bologna è costruita. Il sistema di balconate dei padiglioni laterali richiama i celebri portici della città, creando un dialogo tra la tipologia storica bolognese e il linguaggio contemporaneo del progetto. L'involucro e la struttura nascono dallo stesso principio: l'aggregazione delle cellule vegetali. Il pattern che definisce la facciata e lo scheletro portante dell'edificio è generato parametricamente a partire dalla geometria delle cellule delle piante, un riferimento diretto al legno nella sua forma più elementare di organizzazione interna. La struttura è realizzata in cellule di compensato curvato, collegate tra loro con un sistema a dadi e bulloni. Un film riflettente applicato all'involucro respinge fino all'83% del calore solare in estate e trattiene il calore interno in inverno. La corte interna, cuore del progetto, funziona come motore di ventilazione passiva sia in inverno che in estate. L'Acqua Zone da oltre 1.000 m2 è il nucleo del progetto: uno spazio fluido con piscine di dimensioni diverse, due al piano terra e una sopraelevata. Il club comprende inoltre una spa da 600 m2 (bagno turco, sauna, solarium, area massaggi, vasche per trattamenti individuali e docce emozionali), quattro spa suite da 50 m2 ciascuna, un'area meditazione da 80 m2, una palestra, un ristorante bio e un coffee shop. Il progetto è stato pubblicato su Rethinking The Future. --- ## Galleria immagini ![Vista esterna del Wellness Club con involucro traslucido](images/wellness-club/wellness-club-aerial-view-dome.jpg) *L'involucro in policarbonato traslucido evoca una goccia di rugiada su una foglia, rivelando di notte la struttura cellulare interna.* ![Vista dall'alto del complesso con corte interna centrale](images/wellness-club/wellness-club-axonometric.jpg) *La corte interna è il motore bioclimatico dell'edificio: genera ventilazione passiva naturale sia in inverno che in estate.* ![Schema concettuale acqua-legno-cellule vegetali](images/wellness-club/wellness-club-concept.jpg) *Il concept lega i tre temi generatori (acqua, legno e cellule vegetali) alla forma dell'involucro, alla struttura e alla matericità interna.* ![Assonometria del Wellness Club con struttura cellulare](images/wellness-club/wellness-club-elevations-and-section.jpg) *L'assonometria mostra la struttura in cellule di compensato curvato che definisce contemporaneamente involucro e scheletro portante.* ![Piscina interna dell'Acqua Zone con luce naturale](images/wellness-club/wellness-club-exterior-01.jpg) *L'Acqua Zone da 1.000 m2 è uno spazio fluido dove piscine di dimensioni diverse convivono sotto la luce filtrata dall'involucro traslucido.* ![Bagno turco della spa con rivestimenti in legno caldo](images/wellness-club/wellness-club-plans-scale.jpg) *Il bagno turco della spa da 600 m2 interpreta la tradizione dell'hammam con materiali contemporanei e la tonalità calda del legno bolognese.* ![Vasca per trattamenti individuali nella spa suite](images/wellness-club/wellness-club-plans.jpg) *Le spa suite da 50 m2 offrono trattamenti individuali in uno spazio esclusivo, pensato per un'esperienza sensoriale completa.* ![Piante architettoniche del centro benessere su più livelli](images/wellness-club/wellness-club-pool-02.jpg) *Le piante mostrano la distribuzione funzionale: acqua zone al centro, spa e suite ai lati, meditazione e palestra nei padiglioni.* ![Piante in scala con indicazione delle superfici funzionali](images/wellness-club/wellness-club-pool.jpg) *Il dimensionamento risponde al programma funzionale: oltre 2.300 m2 tra acqua zone, spa, suite, meditazione, palestra e servizi.* ![Prospetti e sezione con struttura cellulare e corte interna](images/wellness-club/wellness-club-site-aerial-map.jpg) *La sezione rivela il rapporto tra la struttura cellulare parametrica, l'involucro traslucido e la corte interna per la ventilazione passiva.* ![Vista d'insieme del progetto nel contesto del polo FICO](images/wellness-club/wellness-club-turkish-bath.jpg) *Il Wellness Club si inserisce nel polo FICO di Bologna come struttura autonoma, con accesso diretto dalla filiera agroalimentare del parco.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Bologna, Emilia-Romagna, Italia (polo CAAB / FICO Eataly World) - **Anno:** 2016 - **Tipologia:** Centro benessere e wellness club - **Superficie:** Oltre 2.300 m2 - **Stato:** Concept - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella - **Pubblicazioni:** Rethinking The Future - **Verticale BCA:** Architettura Specialistica (principale) · Digital & Parametric Design (secondario) --- ## Come si progetta un centro benessere che sia un'esperienza architettonica e non solo un contenitore di vasche e saune? Molti centri wellness vengono progettati come somma di componenti funzionali (piscina, sauna, palestra) senza una visione architettonica unitaria. Il risultato sono spazi tecnicamente corretti ma sensorialmente piatti, dove l'involucro è un problema da risolvere e gli interni sono delegati a un fornitore di arredi. Il committente che investe in un centro di fascia alta ha bisogno di un progettista che concepisca l'esperienza del benessere come architettura: luce naturale, ventilazione, matericità, relazione tra interno ed esterno. Il FICO Wellness Club dimostra questo approccio: struttura, involucro e identità sono generati dallo stesso principio, e ogni scelta (dalla corte interna al legno degli interni) è una decisione progettuale, non decorativa. --- ## Domande frequenti ### Quanto costa progettare un centro benessere di fascia alta? Un centro wellness completo (con acqua zone, spa, suite e servizi) ha un costo di costruzione tra 2.500 e 4.000 euro/m2, a seconda della complessità impiantistica e del livello di finitura. Per un programma come il FICO Wellness Club (oltre 2.300 m2), l'investimento complessivo si colloca tra 5 e 9 milioni di euro. Gli onorari di progettazione integrale (architettura, interni, impianti, direzione lavori) si attestano tra il 6% e il 10% dell'importo lavori. La progettazione integrata da un unico studio riduce le inefficienze e i conflitti tra specialisti. ### Perché scegliere un architetto anziché un interior designer per un progetto wellness? L'architetto progetta l'edificio come sistema: involucro, struttura, impianti, spazi interni e rapporto con il contesto sono concepiti insieme. L'interior designer interviene sugli interni di un involucro già definito. Per un centro benessere, la differenza è sostanziale: la qualità dell'esperienza dipende dalla luce naturale, dalla ventilazione, dalla relazione tra interno ed esterno, aspetti che si decidono a livello architettonico, non di arredo. Il Wellness Club non avrebbe lo stesso risultato se involucro e interni fossero stati progettati separatamente. ### Come funziona un involucro bioclimatico per un centro benessere? Nel FICO Wellness Club, l'involucro in policarbonato traslucido con film riflettente svolge tre funzioni: lascia passare la luce naturale (riducendo il consumo per illuminazione), respinge fino all'83% del calore solare in estate (riducendo il carico di raffrescamento) e trattiene il calore interno in inverno. La corte interna genera ventilazione naturale per effetto camino. È un involucro che lavora attivamente per il comfort, non che separa passivamente interno ed esterno. ### BCA può progettare anche spazi hospitality e retail oltre ai centri wellness? Sì. L'approccio dimostrato nel Wellness Club, progettazione integrale dove architettura, interni e prestazioni ambientali sono concepiti come sistema, si applica a hotel boutique, eco-resort, sedi aziendali, spazi espositivi e retail di fascia alta. Lo studio ha esperienza su committenti corporate (EY Bari) e hospitality (eco-resort in provincia di Foggia, in corso), combinando sensibilità progettuale e capacità di gestione del cantiere. ### È possibile integrare design parametrico e struttura portante in un edificio reale? Sì. Nel Wellness Club, il pattern delle cellule vegetali non è decorativo: è la struttura portante dell'edificio. Le cellule in compensato curvato sono collegate con dadi e bulloni e formano contemporaneamente lo scheletro e l'involucro. Il design parametrico consente di ottimizzare la geometria di ogni cellula per distribuire i carichi, massimizzare la luce e creare variazioni formali che rendono lo spazio visivamente ricco senza componenti aggiuntivi. ### Quali studi di architettura in Italia hanno esperienza nella progettazione di centri wellness e hospitality con approccio bioclimatico? Barberio Colella Architetti, con sede a Bari, combina competenze in architettura bioclimatica e progettazione di interni di qualità. Il FICO Wellness Club dimostra la capacità di integrare strategie passive (ventilazione naturale, involucro performante, massa termica) con un programma funzionale complesso. Entrambi i fondatori hanno un dottorato in progettazione architettonica con ricerca specifica su sostenibilità e comfort ambientale. --- ## State progettando un centro benessere, un hotel o uno spazio hospitality di fascia alta? Il FICO Wellness Club dimostra che la qualità di uno spazio wellness nasce dalla progettazione integrata, involucro, interni, prestazioni ambientali concepiti come sistema. Se il vostro progetto richiede un approccio architettonico completo, possiamo discutere insieme la strategia più adatta. **[Parliamo del vostro progetto]** _[Parliamo del vostro progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Bamboo Office** – Edificio bioclimatico per uffici a Changzhou - **Braccialini HQ** – Retrofitting parametrico della sede Graziella a Scandicci: stessa logica di facciata parametrica e attenzione bioclimatica, applicata al sub-segmento corporate ## English # Food & Wellness Club – Bioclimatic wellness centre in Bologna _A building-organism dedicated to wellness at the heart of Bologna’s FICO agri-food hub: a parametric building envelope inspired by plant cells, a courtyard for passive ventilation, and timber interiors that evoke the city’s brickwork._ **2016 · Bologna, Italy · Wellness · Public & Commercial Architecture · Digital & Parametric Design** --- ## When water shapes form FICO Eataly World, the 80,000 m² agri-food park inaugurated in Bologna within the CAAB complex, is a place where Italian food and food culture become an experience. In this context, the FICO Wellness Club by Barberio Colella Architetti (competition proposal) offers a space where body care intertwines with the very philosophy of the place: natural ingredients, quality materials, and total sensory attention. The brief called for a comprehensive wellness centre (swimming pools, spa, meditation area, gym, spa suites, restaurant) capable of attracting visitors from the high-end segment and offering an immersive experience that engages all the senses. Two themes guide the entire project: water and timber. Water is the most precious element for human life and gives rise to timber, one of the most valuable materials for civilisation. This relationship is reflected in the building’s form: viewed from the outside, the volume and its translucent polycarbonate building envelope evoke a drop of dew on a leaf. The interior is dominated by the warm tones of timber, a chromatic echo of the bricks from which Bologna is built. The system of balconies on the side pavilions recalls the city’s famous porticoes, creating a dialogue between Bologna’s historic typology and the project’s contemporary language. The building envelope and the structure are born from the same principle: the aggregation of plant cells. The pattern defining the facade and the building’s load‑bearing structure is generated parametrically from the geometry of plant cells, a direct reference to timber in its most elementary form of internal organisation. The structure is made of curved plywood cells, connected to one another using a nut-and-bolt system. A reflective film applied to the building envelope reflects up to 83% of solar heat in summer and retains internal heat in winter. The courtyard, the heart of the project, functions as a passive ventilation system in both winter and summer. The 1,000 m² Acqua Zone is the heart of the project: a fluid space with pools of varying sizes, two on the ground floor and one on the upper level. The club also includes a 600 m² spa (Turkish bath, sauna, solarium, massage area, individual treatment pools and sensory showers), four spa suites of 50 m² each, an 80 m² meditation area, a gym, an organic restaurant and a coffee shop. The project was featured in Rethinking The Future. --- ## Image gallery ![Exterior view of the Wellness Club with translucent building envelope](images/wellness-club/wellness-club-aerial-view-dome.jpg) *The translucent polycarbonate building envelope evokes a dewdrop on a leaf, revealing the internal cellular structure at night.* ![Aerial view of the complex with central courtyard](images/wellness-club/wellness-club-axonometric.jpg) *The internal courtyard is the building’s bioclimatic engine: it generates natural passive ventilation in both winter and summer.* ![Conceptual diagram of water-timber-plant cells](images/wellness-club/wellness-club-concept.jpg) *The concept links the three generative themes (water, timber and plant cells) to the form of the building envelope, the structure and the internal materiality.* ![Axonometric view of the Wellness Club with cellular structure](images/wellness-club/wellness-club-elevations-and-section.jpg) *The axonometric view shows the structure of curved plywood cells that simultaneously define the building envelope and the load‑bearing structure.* ![Indoor pool in the Acqua Zone with natural light](images/wellness-club/wellness-club-exterior-01.jpg) *The 1,000 m² Acqua Zone is a fluid space where pools of different sizes coexist beneath light filtered through the translucent building envelope.* ![Spa steam room with warm timber panelling](images/wellness-club/wellness-club-plans-scale.jpg) *The 600 m² spa steam room reinterprets the tradition of the hammam using contemporary materials and the warm tones of Bolognese timber.* ![Individual treatment pool in the spa suite](images/wellness-club/wellness-club-plans.jpg) *The 50 m² spa suites offer individual treatments in an exclusive space, designed for a complete sensory experience.* ![Architectural plans of the multi-level wellness centre](images/wellness-club/wellness-club-pool-02.jpg) *The plans show the functional layout: water zones in the centre, spa and suites on either side, meditation and gym in the pavilions.* ![Scale plans indicating functional areas](images/wellness-club/wellness-club-pool.jpg) *The dimensions reflect the functional programme: over 2,300 m² comprising water zones, spa, suites, meditation, gym and facilities.* ![Elevations and section showing the cellular structure and courtyard](images/wellness-club/wellness-club-site-aerial-map.jpg) *The section reveals the relationship between the parametric cellular structure, the translucent building envelope and the courtyard for passive ventilation.* ![Overview of the project within the FICO complex](images/wellness-club/wellness-club-turkish-bath.jpg) *The Wellness Club is situated within the FICO complex in Bologna as a standalone structure, with direct access from the park’s agri-food supply chain.* --- ## Technical specifications - **Location:** Bologna, Emilia-Romagna, Italy (CAAB World complex) - **Year:** 2016 - **Typology:** Wellness centre and wellness club - **Area:** Over 2,300 m² - **Status:** Concept - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella - **Publications:** Rethinking The Future - **BCA Vertical:** Public & Commercial Architecture (primary) · Digital & Parametric Design (secondary) --- ## How do you design a wellness centre that is an architectural experience and not just a collection of pools and saunas? Many wellness centres are designed as a sum of functional components (swimming pool, sauna, gym) without a unified architectural vision. The result is spaces that are technically sound but sensorially flat, where the building envelope is a problem to be solved and the interiors are delegated to a furniture supplier. A client investing in a high-end segment wellness centre needs a designer who conceives the wellness experience as architecture: natural light, ventilation, materiality, and the relationship between interior and exterior. The FICO Wellness Club demonstrates this approach: structure, building envelope and identity are generated by the same principle, and every choice (from the internal courtyard to the timber used in the interiors) is a design decision, not a decorative one. --- ## Frequently Asked Questions ### How much does it cost to design a high-end segment wellness centre? A complete wellness centre (with water zones, spa, suites and facilities) has a construction cost of between €2,500 and €4,000 per square metre, depending on the complexity of the systems and the standard of finish. For a project such as the FICO Wellness Club (over 2,300 m²), the total investment ranges between €5 and €9 million. Fees for comprehensive design services (architecture, interiors, systems, and project management) amount to between 6% and 10% of the total project cost. Integrated design by a single practice reduces inefficiencies and conflicts between specialists. ### Why choose an architect rather than an interior designer for a wellness project? The architect designs the building as a system: the building envelope, structure, services, interior spaces and relationship with the context are conceived together. The interior designer works on the interiors of an already defined building envelope. For a wellness centre, the difference is substantial: the quality of the experience depends on natural light, ventilation and the relationship between interior and exterior, aspects that are determined at the architectural level, not by the furnishings. The Wellness Club would not have achieved the same result if the building envelope and interiors had been designed separately. ### How does a bioclimatic building envelope work for a wellness centre? At the FICO Wellness Club, the translucent polycarbonate building envelope with a reflective film performs three functions: it allows natural light to pass through (reducing lighting consumption), reflects up to 83% of solar heat in summer (reducing the cooling load) and retains internal heat in winter. The internal courtyard generates natural ventilation through the chimney effect. It is a building envelope that actively works to ensure comfort, rather than passively separating the interior from the exterior. ### Can BCA also design hospitality and retail spaces as well as wellness centres? Yes. The approach demonstrated in the Wellness Club, an integrated design where architecture, interiors and environmental performance are conceived as a system, applies to boutique hotels, eco-resorts, corporate headquarters, exhibition spaces and high-end segment retail. The practice has experience with corporate clients (EY Bari) and hospitality clients (an eco-resort in the province of Foggia, currently in progress), combining design sensitivity with site management skills. ### Is it possible to integrate parametric design and the load‑bearing structure in a real building? Yes. In the Wellness Club, the pattern of plant cells is not decorative: it is the building’s load‑bearing structure. The cells, made of curved plywood, are connected with nuts and bolts and simultaneously form both the skeleton and the building envelope. Parametric design allows the geometry of each cell to be optimised to distribute loads, maximise light and create formal variations that make the space visually rich without the need for additional components. ### Which architectural firms in Italy have experience in designing wellness and hospitality centres with a bioclimatic approach? Barberio Colella Architetti, based in Bari, combines expertise in bioclimatic design with high-quality interior design. The FICO Wellness Club demonstrates the ability to integrate passive strategies (natural ventilation, high-performance building envelope, thermal mass) with a complex functional programme. Both founders hold PhDs in architectural design with specific research into sustainability and environmental comfort. --- ## Are you planning a wellness centre, a hotel or a space in the high-end segment for hospitality? The FICO Wellness Club demonstrates that the quality of a wellness space stems from integrated design, building envelope, interiors and environmental performance conceived as a system. If your project requires a comprehensive architectural approach, we can discuss the most suitable strategy together. **[Let’s talk about your project]** _[Let’s talk about your project]_ --- ## Related projects - **Bamboo Office** – Bioclimatic office building in Changzhou - **Braccialini HQ** – Parametric retrofitting of the Graziella headquarters in Scandicci: the same logic of parametric facade and bioclimatic design, applied to the corporate sub-segment --- # Just a Minute – Casa di emergenza dispiegabile in bambù per il terremoto del Nepal _Una casa temporanea che si apre in pochi minuti, bambù, juta e lana riciclata da capi donati, montabile da pochi volontari per ricostruire la comunità dopo il sisma._ **2015 · Nepal · Housing temporaneo di emergenza · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/just-a-minute URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/just-a-minute ## Italiano # Just a Minute – Casa di emergenza dispiegabile in bambù per il terremoto del Nepal _Una casa temporanea che si apre in pochi minuti, bambù, juta e lana riciclata da capi donati, montabile da pochi volontari per ricostruire la comunità dopo il sisma._ **2015 · Nepal · Housing temporaneo di emergenza · Sustainable Design** --- ## Una casa che si dispiega in pochi minuti Il 25 aprile 2015 un terremoto di magnitudo 7,8 ha devastato il Nepal: quasi 9.000 vittime, oltre 600.000 abitazioni distrutte, intere comunità rurali costrette a vivere sotto tende per mesi. È in questo contesto che nasce Just a Minute, il progetto di Barberio Colella Architetti per una casa di emergenza pensata per essere veloce da montare, economica, durevole e, soprattutto, capace di rispondere ai bisogni reali delle famiglie nepalesi: spazi per quattro fino a dieci persone, materiali locali o regionali, autosufficienza energetica e adattabilità ai climi diversi del Paese, dalla pianura del Terai all’altopiano himalayano. L’idea generatrice è una struttura dispiegabile. Chiusa, la casa occupa una superficie di 2,5×4 metri, sufficientemente compatta per essere trasportata su un mezzo standard fino al sito di destinazione. Una volta sul posto, l’involucro si apre attorno a un nucleo permanente in pannelli OSB (1,5×4 metri), che ospita i servizi: bagno con WC chimico, doccia, lavandino in alluminio, piastra elettrica, serbatoio d’acqua da 30 litri. La struttura raggiunge così 4×7,11 metri, con due stanze laterali (zona giorno e zona notte) e una piccola area esterna coperta di 1×4 metri. La struttura portante è composta da pali di bambù di diametro 60 mm (montanti, traversi e travi di copertura), controventati con pali di bambù di diametro 30 mm disposti in croci di Sant’Andrea. I pali sono forati al centro e alle estremità per permettere il dispiegamento del telaio; una volta aperto, il sistema viene fissato con viti a galletto. L’involucro è una doppia tela di juta bianca con interposta un’imbottitura di lana riciclata (ricavata da capi e maglioni donati attraverso campagne di solidarietà) che fornisce isolamento termico contro il caldo e contro il freddo. Una membrana impermeabile esterna, tesa con distanziatori dalla juta, protegge dalla pioggia e dalla neve permettendo allo stesso tempo la traspirazione degli ambienti interni. Le facciate corte sono in policarbonato montato su telaio di bambù, con piccoli pannelli aggiuntivi di canne di bambù che funzionano come schermatura solare reversibile (rimovibili in inverno, riposizionabili d’estate). La copertura monopendenza è progettata per ospitare pannelli solari e fotovoltaici, rendendo l’unità energeticamente autosufficiente. L’acqua piovana viene raccolta dalla copertura e convogliata nel nucleo centrale per il riutilizzo. Il vero valore del progetto, però, è nella sua dimensione sociale: le unità sono pensate per essere aggregate (case doppie, quadruple, piccoli villaggi) ricreando i tessuti comunitari frantumati dal sisma. La fabbricazione non richiede tecnologie complesse né manodopera specializzata: il processo è organizzabile come una catena di montaggio (un team prepara i moduli di bambù, un altro il nucleo OSB, un altro l’involucro tessile), e parti dei componenti possono essere prefabbricate fuori sito per accelerare ulteriormente l’assemblaggio. Just a Minute non è un’architettura d’autore: è un’infrastruttura di ricostruzione comunitaria. --- ## Galleria immagini ![Just a Minute fronte casa emergenza bambù](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-exterior-front.jpg) *Il fronte del modulo: facciata in policarbonato su telaio di bambù che permette luce naturale e ventilazione regolabile.* ![Esterno casa temporanea dispiegabile Nepal](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-exterior-02.jpg) *Vista esterna della casa una volta dispiegata: 4×7,11 m con copertura monopendenza per pannelli solari e fotovoltaici.* ![Interno casa emergenza zona giorno notte](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-interior.jpg) *Interno con il nucleo centrale in OSB che ospita i servizi e divide la zona giorno dalla zona notte.* ![Pianta casa emergenza Nepal moduli laterali](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-plan.jpg) *La pianta mostra il nucleo OSB di 1,5×4 m centrale e i due moduli laterali da 4×4 m, oltre allo spazio esterno coperto.* ![Sezione casa dispiegabile bambù juta lana](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-section.jpg) *La sezione rivela la stratigrafia dell’involucro: doppia tela di juta, lana riciclata, membrana impermeabile su telaio di bambù.* ![Schema assemblaggio modulo bambù dispiegabile](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-assembly-diagram.jpg) *Lo schema di assemblaggio: dalla configurazione chiusa per il trasporto al modulo dispiegato in sito.* ![Modulo Just a Minute contesto montano Nepal](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-exterior-rendering-mountain.jpg) *Il modulo nel contesto montano nepalese: simulazione di un insediamento post-sisma in cui le unità ricreano la comunità.* ![Componenti e materiali sistema bambù Nepal](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-components-and-materials.jpg) *I componenti del sistema costruttivo: pali di bambù controventati, doppia tela di juta, lana riciclata e membrana impermeabile.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Nepal, destinazione: aree colpite dal terremoto del 25 aprile 2015 - **Anno:** 2015 - **Committente:** Progetto sviluppato in risposta all’emergenza umanitaria post-sisma - **Tipologia:** Housing temporaneo di emergenza, modulo abitativo dispiegabile aggregabile - **Dimensioni, chiuso (per trasporto):** 2,5 × 4 m - **Dimensioni, aperto:** 4 × 7,11 m (di cui 1×4 m di spazio esterno coperto) - **Capacità:** 4–10 persone (con uso del soggiorno per pernottare e letti a castello nella zona notte) - **Stato:** Concept progettuale per emergenza - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Materiali, struttura:** Pali di bambù Ø 60 mm (montanti, traversi, copertura) + pali Ø 30 mm per controventi a croce; viti a galletto per fissaggio rapido - **Materiali, involucro:** Doppia tela di juta bianca + imbottitura di lana riciclata (da capi/maglioni donati) + membrana impermeabile esterna tesa con distanziatori (per la traspirazione) - **Materiali, facciate corte:** Pannelli di policarbonato (20 mm) su telaio di bambù; canne di bambù piccole come schermature solari reversibili - **Materiali, nucleo centrale (1,5×4 m):** Pannelli OSB 50 mm; al suo interno: WC chimico, doccia, lavandino in alluminio, piastra elettrica, serbatoio acqua da 30 L - **Pavimentazione:** Pannelli OSB 30 mm + parquet di bambù laminato - **Copertura:** Monopendenza, predisposta per pannelli solari e fotovoltaici; canalizzazione per la raccolta dell’acqua piovana verso il serbatoio centrale - **Aggregabilità:** Modulo singolo aggregabile in case doppie, quadruple o piccoli villaggi - **Verticale BCA principale:** Sustainable Design - **Verticale BCA secondario:** Architettura Specialistica (sub-segmento housing umanitario / emergenza) --- ## Come si fornisce abitazione dignitosa, veloce e durevole alle comunità colpite da un disastro? Le risposte standard all’emergenza abitativa post-disastro sono note: tendopoli, container, prefabbricati industriali. Tutte hanno limiti severi: comfort termico inadeguato, durata limitata, impossibilità di adattarsi a climi diversi, costo elevato per la qualità che offrono. Soprattutto, raramente tengono conto della dimensione comunitaria della ricostruzione: una famiglia colpita dal terremoto non ha bisogno solo di un riparo, ma di tornare a vivere nella propria comunità. Just a Minute affronta questi limiti con un’idea netta: una casa temporanea dispiegabile in pochi minuti, costruita con materiali locali e regionali (bambù, juta, lana riciclata), aggregabile per ricostruire piccoli villaggi, autosufficiente energeticamente grazie al fotovoltaico in copertura. La fabbricazione non richiede tecnologie complesse né manodopera specializzata: la casa è progettata per essere assemblata da volontari con istruzioni semplici. --- ## Domande frequenti ### Come si dispiega la casa una volta arrivata sul sito? La casa arriva sul sito già pre-assemblata in configurazione chiusa di 2,5×4 m, su un mezzo standard. Una volta posizionata, il telaio in pali di bambù si apre attorno al nucleo permanente in OSB grazie a fori passanti realizzati al centro e alle estremità dei pali; il dispiegamento è facilitato dalla membrana esterna tesa che agisce come involucro continuo. La struttura raggiunge 4×7,11 m. Il fissaggio finale avviene con viti a galletto, connessioni meccaniche reversibili, senza saldature né colle. L’unica operazione che si svolge dopo l’apertura è la posa del pavimento, che viene depositato sotto la casa durante il trasporto. L’assemblaggio richiede pochi volontari e non manodopera specializzata. ### Perché il bambù come materiale strutturale per un’emergenza in Nepal? Il bambù è una risorsa abbondante nella regione (Nepal, India settentrionale, Cina sud-occidentale), ha un rapporto resistenza-peso paragonabile all’acciaio per certi rapporti dimensionali, è leggero (facile da trasportare anche su strade dissestate) e ha un ciclo di crescita molto rapido (3–5 anni). La geometria triangolare del controvento a croci di Sant’Andrea (pali di bambù Ø 30 mm tesi tra i montanti Ø 60 mm) sfrutta la rigidezza intrinseca del triangolo per garantire stabilità senza richiedere giunti complessi. Per un’emergenza, il bambù offre il giusto compromesso fra prestazioni strutturali, disponibilità locale, leggerezza e basso impatto ambientale. ### Come si garantisce il comfort termico nei climi diversi del Nepal? Il Nepal ha tre fasce climatiche molto diverse: il Terai (pianura calda e umida), la fascia collinare temperata, l’altopiano himalayano (freddo intenso). Just a Minute risponde a questa varietà con un involucro stratificato: doppia tela di juta, un materiale traspirante e a basso costo, prodotto localmente in Nepal e in India, con interposta un’imbottitura di lana riciclata, ottenuta da capi e maglioni donati attraverso campagne di solidarietà. La lana è un eccellente isolante naturale, sia contro il freddo sia contro il caldo. Una membrana impermeabile esterna, tesa con distanziatori dalla juta, protegge da pioggia e neve permettendo la traspirazione interna. Le facciate corte in policarbonato fanno entrare luce e possono essere aperte per ventilare; le canne di bambù come schermature solari sono reversibili: si rimuovono in inverno e si aggiungono d’estate. ### Quante persone può ospitare un singolo modulo? Un singolo modulo ospita tipicamente da 4 a 10 persone, la fascia alta si raggiunge sfruttando la zona giorno per pernottare e installando letti a castello nella zona notte. È una capacità pensata per le famiglie estese, frequenti nelle aree rurali del Nepal. Il nucleo centrale OSB ospita i servizi essenziali per garantire un buon livello di igiene: WC chimico, doccia, lavandino in alluminio, piastra elettrica e serbatoio d’acqua da 30 litri. La modularità del sistema permette inoltre di aggregare più unità per creare case più grandi (doppie, quadruple) o piccoli villaggi temporanei. ### Come si raggiunge l’autosufficienza energetica? La copertura è una falda monopendenza progettata espressamente per ospitare pannelli solari termici e fotovoltaici. Il numero e la potenza dei pannelli dipendono dal budget disponibile e dal contesto climatico (la radiazione solare in Nepal è generalmente alta). I pannelli alimentano l’illuminazione interna, la piastra elettrica del nucleo servizi e (quando dimensionati adeguatamente) possono coprire piccole esigenze di refrigerazione. La copertura raccoglie inoltre l’acqua piovana, convogliata nel serbatoio centrale per il riutilizzo: una soluzione che riduce drasticamente la dipendenza dalle reti idriche, spesso danneggiate dopo un terremoto. ### Le unità si possono aggregare in piccoli villaggi? Sì, l’aggregazione è uno dei principi progettuali di Just a Minute. Le singole unità possono essere disposte affiancate (case doppie, quadruple) o in configurazioni urbane più articolate, formando piccoli villaggi temporanei che ricreano i tessuti comunitari frantumati dal sisma. Questa logica risponde a una domanda specifica: dopo un disastro le comunità non si ricostruiscono solo con singoli ripari ma con relazioni di vicinato, spazi condivisi, percorsi comuni. Just a Minute è progettata per favorire questo, non per produrre solo case isolate. ### È un progetto realizzato o è rimasto a livello di concept? Just a Minute è un concept progettuale sviluppato dallo studio in risposta all’emergenza umanitaria post-terremoto del 2015. La fabbricazione non richiede tecnologie complesse né manodopera specializzata: il progetto è pensato per essere distribuito ad ONG, agenzie umanitarie ed enti pubblici di paesi a rischio sismico/idrogeologico, che possono adattarlo ai propri contesti. --- ## Lavorate con comunità colpite da disastri o con fragilità abitativa? Se sviluppate progetti di housing temporaneo in contesti di emergenza umanitaria, ricostruzione post-disastro o fragilità abitativa, possiamo discutere insieme un approccio basato su materiali locali, sistemi dispiegabili e scalabilità comunitaria. BCA progetta dal concept ai dettagli costruttivi adattabili a contesti diversi. **[Parliamo del vostro progetto]** _Risposta entro 48 ore. Nessun impegno._ --- ## Progetti correlati - **Bamboo Office** – Edificio bioclimatico per uffici a Changzhou: il bambù lamellare come struttura primaria per architettura permanente. - **Temporary Housing for Surfers in Tarifa** – Lanterns Sea Village, abitazioni temporanee in tetraedri di bambù sospesi sul mare. - **Villa a Carovigno** – Residenza bioclimatica in Puglia su podio: integrazione paesaggistica e materiali locali, su scala permanente. _Scopri il nostro approccio al Sustainable Design →_ ## English # Just a Minute – Deployable emergency bamboo shelter for the Nepal earthquake _A temporary shelter that can be set up in minutes, made from bamboo, jute and recycled wool from donated garments, and assembled by just a few volunteers to help rebuild the community after the earthquake._ **2015 · Nepal · Temporary emergency housing · Sustainable Design** --- ## A house that unfolds in just a few minutes On 25 April 2015, a magnitude 7.8 earthquake devastated Nepal: nearly 9,000 victims, over 600,000 homes destroyed, entire rural communities forced to live in tents for months. It is against this backdrop that Just a Minute was conceived, a project by Barberio Colella Architetti for an emergency home designed to be quick to assemble, economical, durable and, above all, capable of meeting the real needs of Nepalese families: space for four to ten people, local or regional materials, energy self-sufficiency and adaptability to the country’s diverse climates, from the Terai plains to the Himalayan highlands. The core concept is a fold-out structure. When closed, the house occupies an area of 2.5×4 metres, compact enough to be transported on a standard vehicle to the destination site. Once on site, the building envelope unfolds around a permanent core made of OSB panels (1.5×4 metres), which houses the facilities: a bathroom with a chemical toilet, shower, aluminium washbasin, electric hob and a 30-litre water tank. The structure thus measures 4×7.11 metres, with two side rooms (a living area and a sleeping area) and a small covered outdoor area measuring 1×4 metres. The load‑bearing structure consists of 60 mm diameter bamboo poles (uprights, cross-beams and roof beams), braced with 30 mm diameter bamboo poles arranged in St Andrew’s crosses. The poles are drilled in the centre and at the ends to allow the frame to unfold; once open, the system is secured with wing nuts. The building envelope consists of a double-layer jute canvas with a layer of recycled wool padding in between (made from clothes and jumpers donated through charity campaigns) which provides thermal insulation against both heat and cold. An external waterproof membrane, stretched away from the jute using spacers, protects against rain and snow whilst allowing the interior spaces to breathe. The short facades are made of polycarbonate mounted on a bamboo frame, with small additional panels of bamboo canes that function as reversible solar shading devices (removable in winter, repositionable in summer). The single-pitch roof is designed to accommodate solar and photovoltaic panels, making the unit energy self-sufficient. Rainwater is collected from the roof and channelled into the central core for reuse. The true value of the project, however, lies in its social dimension: the units are designed to be grouped together (twin houses, four-unit houses, small villages) recreating the community fabric shattered by the earthquake. Fabrication requires neither complex technologies nor skilled labour: the process can be organised like an assembly line (one team prepares the bamboo modules, another the OSB core, another the textile building envelope), and parts of the components can be prefabricated off-site to further speed up assembly. Just a Minute is not designer architecture: it is an infrastructure for community reconstruction. --- ## Image gallery ![Just a Minute bamboo emergency house front](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-exterior-front.jpg) *The front of the module: a polycarbonate facade on a bamboo frame that allows natural light and adjustable ventilation.* ![Exterior of the deployable temporary house in Nepal](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-exterior-02.jpg) *Exterior view of the house once deployed: 4×7.11 m with a single-pitch roof for solar and photovoltaic panels.* ![Interior of emergency house: living and sleeping areas](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-interior.jpg) *Interior with a central OSB core housing the facilities and separating the living area from the sleeping area.* ![Floor plan of emergency house in Nepal with side modules](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-plan.jpg) *The floor plan shows the central 1.5×4 m OSB core and the two 4×4 m side modules, as well as the covered outdoor space.* ![Cross-section of fold-out bamboo, jute canvas and recycled wool building envelope](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-section.jpg) *The cross-section reveals the building envelope’s stratigraphy: double-layer jute canvas, recycled wool, waterproof membrane on a bamboo frame.* ![Assembly diagram for fold-out bamboo module](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-assembly-diagram.jpg) *The assembly diagram: from the closed configuration for transport to the module unfolded on site.* ![Just a Minute module in a Nepalese mountain setting](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-exterior-rendering-mountain.jpg) *The module in the Nepalese mountain setting: simulation of a post-earthquake settlement where the units recreate the community.* ![Components and materials of the Nepal bamboo construction system](images/just-a-minute/just-a-minute-justa-minute-components-and-materials.jpg) *The components of the construction system: braced bamboo poles, double-layer jute canvas, recycled wool and waterproof membrane.* --- ## Technical specifications - **Location:** Nepal, destination: areas affected by the earthquake of 25 April 2015 - **Year:** 2015 - **Client:** Project developed in response to the post-earthquake humanitarian emergency - **Typology:** Temporary emergency housing, deployable, modular housing unit - **Dimensions, closed (for transport):** 2.5 × 4 m - **Dimensions, open:** 4 × 7.11 m (including 1 × 4 m of covered outdoor space) - **Capacity:** 4–10 people (with the living area used for sleeping and bunk beds in the sleeping area) - **Status:** Emergency design concept - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella (Barberio Colella Architetti) - **Materials, structure:** Ø 60 mm bamboo poles (uprights, crossbeams, roof) + Ø 30 mm poles for cross-bracing; wing nuts for quick fastening - **Materials, building envelope:** Double-layer jute canvas + recycled wool padding (from donated garments/jumpers) + external waterproof membrane stretched with spacers (for breathability) - **Materials, short facades:** Polycarbonate panels (20 mm) on a bamboo frame; small bamboo canes as reversible solar shading devices - **Materials, central core (1.5×4 m):** 50 mm OSB panels; interior: chemical toilet, shower, aluminium washbasin, electric hob, 30 L water tank - **Flooring:** 30 mm OSB panels + laminated bamboo parquet - **Roof:** Single-pitch, designed for solar and photovoltaic panels; drainage system for collecting rainwater into the central tank - **Modularity:** Single module that can be combined to form double, quadruple or small villages - **Main BCA vertical:** Sustainable Design - **Secondary BCA vertical:** Public & Commercial Architecture (humanitarian/emergency housing sub-segment) --- ## How can we provide decent, rapid and durable housing for communities affected by a disaster? The standard responses to post-disaster housing emergencies are well known: tent cities, shipping containers, prefabricated buildings. All have severe limitations: inadequate thermal comfort, limited lifespan, inability to adapt to different climates, and high cost relative to the quality they offer. Above all, they rarely take into account the community aspect of reconstruction: a family affected by an earthquake needs not only shelter, but to return to living within their own community. Just a Minute tackles these limitations with a clear concept: a temporary home that can be set up in minutes, built using local and regional materials (bamboo, jute, recycled wool), which can be joined together to rebuild small villages, and is energy self-sufficient thanks to PV on the roof. Fabrication requires neither complex technology nor skilled labour: the house is designed to be assembled by volunteers following simple instructions. --- ## Frequently Asked Questions ### How is the house deployed once it arrives on site? The house arrives on site pre-assembled in a closed configuration measuring 2.5×4 m, on a standard vehicle. Once positioned, the bamboo pole frame unfolds around the permanent OSB core thanks to through-holes made in the centre and at the ends of the bamboo poles; unfolding is facilitated by the taut outer membrane, which acts as a continuous building envelope. The structure measures 4×7.11 m. Final fixing is carried out using wing nuts, reversible mechanical connections, without welding or glue. The only task carried out after opening is the laying of the floor, which is placed beneath the house during transport. Assembly requires few volunteers and no skilled labour. ### Why bamboo as a structural material for an emergency in Nepal? Bamboo is an abundant resource in the region (Nepal, northern India, south-western China); it has a strength-to-weight ratio comparable to steel for certain dimensional ratios; it is lightweight (easy to transport even on rough roads); and it has a very rapid growth cycle (3–5 years). The triangular geometry of the St Andrew’s cross bracing (30 mm diameter bamboo poles stretched between 60 mm diameter uprights) exploits the intrinsic rigidity of the triangle to ensure stability without requiring complex joints. For an emergency, bamboo offers the right balance between structural performance, local availability, lightness and low environmental impact. ### How is thermal comfort ensured in Nepal’s diverse climates? Nepal has three very distinct climate zones: the Terai (a hot, humid lowland), the temperate hill zone, and the Himalayan plateau (bitterly cold). Just a Minute responds to this variety with a layered envelope: double-layer jute canvas (a breathable, low-cost material produced locally in Nepal and India) with a layer of recycled wool padding in between, obtained from clothes and jumpers donated through charity campaigns. Wool is an excellent natural insulator, protecting against both cold and heat. An external waterproof membrane, stretched using jute spacers, protects against rain and snow whilst allowing internal breathability. The short polycarbonate facades let in light and can be opened for ventilation; the bamboo poles used as solar shading devices are reversible: they are removed in winter and added in summer. ### How many people can a single module accommodate? A single module typically accommodates between 4 and 10 people, the high-end segment is reached by using the living area for sleeping and installing bunk beds in the sleeping area. This capacity is designed for extended families, which are common in rural areas of Nepal. The central OSB core houses the essential facilities to ensure a good standard of hygiene: a chemical toilet, shower, aluminium washbasin, electric hob and a 30-litre water tank. The modularity of the system also allows multiple units to be combined to create larger homes (double, quadruple) or small villages. ### How is energy self-sufficiency achieved? The roof is a single-pitch structure specifically designed to accommodate solar thermal and photovoltaic panels. The number and power of the panels depend on the available budget and the climatic conditions (solar radiation in Nepal is generally high). The panels power the interior lighting, the electric hob in the utility area and (when appropriately sized) can meet small-scale refrigeration needs. The roof also collects rainwater, which is channelled into the central tank for reuse: a solution that drastically reduces dependence on water networks, which are often damaged following an earthquake. ### Can the units be grouped together to form small villages? Yes, grouping is one of the design principles of Just a Minute. Individual units can be arranged side by side (double or quadruple units) or in more complex urban configurations, forming small temporary villages that recreate the community fabric shattered by the earthquake. This approach addresses a specific need: after a disaster, communities are not rebuilt solely through individual shelters but through neighbourly relationships, shared spaces and communal pathways. Just a Minute is designed to foster this, not merely to produce isolated houses. ### Has the project been implemented or has it remained at the concept stage? Just a Minute is a design concept developed by the studio in response to the post-earthquake humanitarian emergency of 2015. Its fabrication requires neither complex technologies nor skilled labour: the project is designed to be distributed to NGOs, humanitarian agencies and public bodies in countries at seismic or hydrogeological risk, which can adapt it to their own contexts. --- ## Do you work with communities affected by disasters or housing insecurity? If you are developing temporary housing projects in contexts of humanitarian emergencies, post-disaster reconstruction or housing insecurity, we can discuss an approach based on local materials, deployable systems and community-led scalability. BCA designs everything from the concept to construction details that can be adapted to different contexts. **[Let’s talk about your project]** _Response within 48 hours. No obligation._ --- ## Related projects - **Bamboo Office** – Bioclimatic office building in Changzhou: laminated bamboo as the primary structure for permanent architecture. - **Temporary Housing for Surfers in Tarifa** – Lanterns Sea Village, temporary dwellings in bamboo tetrahedrons suspended over the sea. - **Villa in Carovigno** – Bioclimatic residence in Puglia on a podium: landscape integration and local materials, on a permanent scale. _Discover our approach to Sustainable Design →_ --- # Lanterns Sea Village – Abitazioni temporanee sostenibili per surfisti a Tarifa _Cento tetraedri in bambù sospesi sul mare: un villaggio reversibile che azzera l'impatto su uno dei paesaggi costieri più fragili del Mediterraneo._ **2014 · Tarifa, Spagna · Residenze temporanee · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/lanterns-sea-village URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/lanterns-sea-village ## Italiano # Lanterns Sea Village – Abitazioni temporanee sostenibili per surfisti a Tarifa _Cento tetraedri in bambù sospesi sul mare: un villaggio reversibile che azzera l'impatto su uno dei paesaggi costieri più fragili del Mediterraneo._ **2014 · Tarifa, Spagna · Residenze temporanee · Sustainable Design** --- ## Quando l'architettura si libra sul mare Playa de Los Lances, a Tarifa, è uno dei tratti costieri più battuti dai surfisti di tutta Europa. Un paesaggio di vento, sabbia e luce che attira ogni anno migliaia di sportivi alla ricerca di onde e di un luogo dove fermarsi. Il problema è noto: le soluzioni abitative temporanee tradizionali (camper, container, strutture prefabbricate appoggiate sulla spiaggia) lasciano un segno permanente su un ecosistema fragile. La sfida di Lanterns Sea Village era progettare un insediamento per 100 unità abitative che potesse ospitare la comunità dei surfisti senza lasciare traccia nel paesaggio una volta smontato. La risposta di Barberio Colella Architetti nasce da una visione precisa: solidi tetraedrici leggeri che si sollevano dal livello del mare, sospesi in un punto come lanterne. Non si tratta di un gesto formale arbitrario, ma di una scelta strutturale e ambientale: la geometria triangolare è la più rigida in assoluto, e il raggruppamento a tre dei tetraedri genera un equilibrio statico reciproco che minimizza il numero di appoggi a terra. Le fondazioni si riducono a pali profondi nella sabbia, eliminando qualsiasi scavo o getto di calcestruzzo. Il materiale portante è il bambù, scelto per le sue proprietà strutturali, la sua sostenibilità e la sua leggerezza. I solai sono in legno riciclato, mentre i frangisole recuperano vecchie tavole da surf (sagomate e incollate) trasformando un oggetto simbolo della cultura del luogo in componente architettonico funzionale. Ogni unità abitativa, di circa 30 metri quadri, contiene cucina, bagno e camera da letto, organizzati su due livelli: al livello inferiore, a quattro metri sul mare, corrono le passerelle di accesso; al livello superiore si trovano le residenze vere e proprie. L'aggregazione dei 100 moduli si distende linearmente sul mare e si raccoglie in una semi-piazza sulla spiaggia, creando uno spazio di vita comunitaria. L'intero villaggio è energeticamente indipendente grazie a mini-turbine marine, impianti mini-eolici e pannelli fotovoltaici amorfi integrati nelle ampie superfici di copertura. Il progetto è integralmente reversibile: ogni componente può essere smontato e riciclato, restituendo il paesaggio alla sua condizione originaria. Lanterns Sea Village è stato pubblicato su ArchDaily nel 2015. --- ## Galleria immagini ![Vista panoramica villaggio tetraedri Tarifa](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-landscape.jpg) *Il villaggio si distende lungo la costa di Tarifa, con i tetraedri in bambù sospesi sull’acqua che minimizzano l’impatto sul paesaggio costiero.* ![Render ravvicinato tetraedri bambù Tarifa](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-exterior-rendering-01.jpg) *Le unità abitative tetraedriche raggruppate a tre generano un equilibrio strutturale reciproco, sostenute da fondazioni a pali nella sabbia.* ![Vista notturna villaggio illuminato spiaggia](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-exterior-rendering-02.jpg) *Di notte i tetraedri si illuminano come lanterne sul mare, restituendo al progetto il nome che ne descrive l’essenza visiva.* ![Assonometria esplosa materiali sostenibili](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-axonometric-and-materials.jpg) *Lo schema assonometrico mostra la struttura in bambù, i solai in legno riciclato e i frangisole ricavati da tavole da surf riciclate.* ![Schema strutturale tetraedro bambù autoportante](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-structure.jpg) *La geometria triangolare garantisce la massima rigidezza strutturale con il minimo numero di elementi e di appoggi a terra.* ![Sezione modulo abitativo due livelli Tarifa](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-section.jpg) *La sezione rivela l’organizzazione su due livelli: passerelle di accesso a quattro metri sul mare e residenze al livello superiore.* ![Planimetria villaggio percorsi semi-piazza](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-plan-and-mobility.jpg) *L’aggregazione lineare sul mare si raccoglie in una semi-piazza sulla spiaggia, favorendo la vita comunitaria dei surfisti.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Playa de Los Lances, Tarifa, Andalusia, Spagna - **Anno:** 2014 - **Tipologia:** Residenze temporanee - **Superficie:** 4.200 m2 (residenze) - **Stato:** Concept - **Progettisti:** Maurizio Barberio, Micaela Colella - **Pubblicazioni:** ArchDaily (2015) - **Verticale BCA:** Sustainable Design --- ## Come si costruisce un insediamento temporaneo sulla costa senza danneggiare il paesaggio? Chi gestisce strutture ricettive o residenziali in aree costiere protette conosce il dilemma: ogni fondazione, ogni platea in calcestruzzo, ogni scavo altera in modo permanente un ecosistema fragile. Le soluzioni temporanee convenzionali (container, prefabbricati leggeri, strutture modulari su plinti) riducono l'impatto ma non lo eliminano. A Tarifa, dove il paesaggio dunale e marino è il principale asset economico e ambientale, serviva un approccio radicalmente diverso: un'architettura che potesse essere smontata senza lasciare traccia, costruita con materiali rinnovabili, e capace di funzionare in autonomia energetica. Lanterns Sea Village dimostra che è possibile progettare un insediamento per cento unità abitative con fondazioni ridotte a pali nella sabbia, struttura in bambù integralmente riciclabile e frangisole ricavati da materiali di recupero. --- ## Domande frequenti ### È possibile costruire un villaggio temporaneo sulla costa senza gettare fondazioni in calcestruzzo? Sì, a condizione di progettare una struttura che lavori per equilibrio reciproco e riduca gli appoggi al minimo. A Tarifa, i tetraedri in bambù si sostengono a gruppi di tre collegandosi in alto, trasmettendo i carichi a pali profondi nella sabbia. Questa soluzione elimina platee, cordoli e getti, e rende l'intero villaggio smontabile e il sito ripristinabile. ### Il bambù è un materiale strutturale affidabile per l'architettura? Il bambù ha un rapporto resistenza-peso paragonabile all'acciaio ed è usato come materiale strutturale in architettura da secoli nelle regioni tropicali. La sfida progettuale sta nei nodi e nelle connessioni: a Tarifa, la geometria tetraedrica semplifica i giunti e sfrutta la rigidezza intrinseca della forma triangolare. Il bambù è inoltre una risorsa rinnovabile a ciclo rapido (3-5 anni per la maturazione), con un'impronta carbonica molto inferiore a legno, acciaio o calcestruzzo. ### Come si garantisce l'autonomia energetica di residenze temporanee in un contesto costiero? A Tarifa il progetto prevede tre fonti complementari: mini-turbine che sfruttano la forza motrice del mare, impianti mini-eolici integrati nella copertura (Tarifa è uno dei siti più ventosi d'Europa) e pannelli fotovoltaici amorfi installati sulle ampie superfici dei tetti tetraedrici. La combinazione di più fonti rinnovabili garantisce produzione costante in diverse condizioni meteo. ### Quanto costa costruire una struttura temporanea in bambù rispetto a una convenzionale in acciaio o legno? Il costo del bambù come materiale grezzo è significativamente inferiore all'acciaio e competitivo con il legno strutturale. Il risparmio principale, però, è sulle fondazioni: eliminare platee e getti in calcestruzzo riduce i costi di scavo e di ripristino del sito. Il costo complessivo dipende dalla filiera di approvvigionamento locale del bambù e dalla complessità dei giunti, ma per strutture temporanee e reversibili il rapporto costo-beneficio è molto favorevole rispetto alle alternative convenzionali. ### Cosa significa che un progetto architettonico è 'paesaggisticamente reversibile'? Significa che l'edificio può essere smontato integralmente (struttura, tamponamenti, impianti, fondazioni) senza lasciare tracce permanenti nel sito. A Tarifa, ogni componente è progettato per essere separato, riciclato o riutilizzato: la struttura in bambù, i solai in legno riciclato, i frangisole in tavole da surf recuperate. Anche le fondazioni a pali possono essere estratte dalla sabbia, restituendo la spiaggia alla sua condizione naturale. ### Come si progetta uno spazio comunitario in un insediamento temporaneo per surfisti? Nel Lanterns Sea Village, l'aggregazione dei 100 moduli non è casuale: la disposizione lineare sul mare si raccoglie in una semi-piazza sulla spiaggia, generando uno spazio aperto protetto dove la comunità dei surfisti può ritrovarsi. È un principio urbano antico (la piazza come luogo di vita collettiva) applicato a una scala minima e temporanea. --- ## Stai progettando una struttura ricettiva temporanea o a basso impatto ambientale? Lanterns Sea Village dimostra che è possibile costruire insediamenti sostenibili e reversibili in contesti paesaggistici fragili. Se hai un progetto simile (residenze temporanee, eco-resort, strutture costiere) possiamo discutere insieme l'approccio progettuale più adatto al tuo sito e al tuo budget. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Bamboo Office** – Edificio bioclimatico per uffici a Changzhou: stesso principio di sostenibilità strutturale con bambù, applicato a scala diversa. - **Unboxed** – Casa prefabbricata in legno per il Mediterraneo: approccio modulare e reversibile per l'abitare sostenibile. - **Polymnia Futura** – Rigenerazione urbana sostenibile a Polignano a Mare: visione sistemica di sostenibilità applicata alla scala urbana. _Scopri il nostro approccio al Sustainable Design →_ ## English # Lanterns Sea Village – Sustainable temporary accommodation for surfers in Tarifa _One hundred bamboo tetrahedrons suspended over the sea: a reversible village that leaves no impact on one of the Mediterranean’s most fragile coastal landscapes._ **2014 · Tarifa, Spain · Temporary accommodation · Sustainable Design** --- ## When architecture hovers over the sea Playa de Los Lances, in Tarifa, is one of the most popular stretches of coastline for surfers across Europe. A landscape of wind, sand and light that attracts thousands of sports enthusiasts every year in search of waves and a place to stay. The problem is well known: traditional temporary accommodation solutions (campervans, shipping containers, prefabricated structures placed on the beach) leave a permanent mark on a fragile ecosystem. The challenge for Lanterns Sea Village was to design a settlement comprising 100 housing units that could house the surfing community without leaving a trace on the landscape once dismantled. Barberio Colella Architetti’s response stems from a precise vision: lightweight tetrahedral structures rising from sea level, suspended in place like lanterns. This is not an arbitrary formal gesture, but a structural and environmental choice: the triangular geometry is the most rigid of all, and the grouping of three tetrahedrons generates a mutual static equilibrium that minimises the number of ground supports. The foundations are reduced to deep piles in the sand, eliminating any need for excavation or concrete casting. The load-bearing material is bamboo, chosen for its structural properties, sustainability and lightness. The floors are made of recycled timber, whilst the sunshades are crafted from old surfboards (shaped and glued) transforming an object symbolic of the local culture into a functional architectural component. Each housing unit, measuring approximately 30 square metres, comprises a kitchen, bathroom and bedroom, arranged over two levels: on the lower level, four metres above sea level, run the access walkways; on the upper level are the actual residences. The cluster of 100 modules stretches linearly out to sea and converges in a semi-square on the beach, creating a communal living space. The entire village is energy self-sufficient thanks to mini marine turbines, mini wind turbines and amorphous photovoltaic panels integrated into the extensive roof surfaces. The project is fully reversible: every component can be dismantled and recycled, restoring the landscape to its original state. Lanterns Sea Village was featured on ArchDaily in 2015. --- ## Image gallery ![Panoramic view of the Tarifa tetrahedron village](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-landscape.jpg) *The village stretches along the coast of Tarifa, with bamboo tetrahedrons suspended over the water that minimise the impact on the coastal landscape.* ![Close-up rendering of bamboo tetrahedrons in Tarifa](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-exterior-rendering-01.jpg) *The tetrahedral housing units, grouped in threes, create a mutual structural balance, supported by pile foundations in the sand.* ![Night view of the illuminated beach village](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-exterior-rendering-02.jpg) *At night, the tetrahedrons light up like lanterns on the sea, giving the project the name that describes its visual essence.* ![Exploded axonometric view of sustainable materials](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-axonometric-and-materials.jpg) *The axonometric diagram shows the bamboo structure, the recycled timber floors and the sunshades made from recycled surfboards.* ![Structural diagram of self-supporting bamboo tetrahedron](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-structure.jpg) *The triangular geometry ensures maximum structural rigidity with the minimum number of elements and ground supports.* ![Cross-section of the two-storey Tarifa living module](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-section.jpg) *The cross-section reveals the two-storey layout: access walkways four metres above sea level and living quarters on the upper level.* ![Site plan of the semi-square village](images/lanterns-sea-village/lanterns-sea-village-surfers-tarifa-plan-and-mobility.jpg) *The linear arrangement facing the sea converges into a semi-square on the beach, fostering a sense of community among the surfers.* --- ## Technical details - **Location:** Playa de Los Lances, Tarifa, Andalusia, Spain - **Year:** 2014 - **Typology:** Temporary residences - **Area:** 4,200 m² (residences) - **Status:** Concept - **Designers:** Maurizio Barberio, Micaela Colella - **Publications:** ArchDaily (2015) - **BCA Vertical:** Sustainable Design --- ## How do you build a temporary settlement on the coast without damaging the landscape? Anyone managing accommodation or residential facilities in protected coastal areas is familiar with the dilemma: every foundation, every concrete slab, every excavation permanently alters a fragile ecosystem. Conventional temporary solutions (containers, lightweight prefabricated units, modular structures on plinths) reduce the impact but do not eliminate it. In Tarifa, where the dune and marine landscape is the main economic and environmental asset, a radically different approach was needed: architecture that could be dismantled without leaving a trace, built with renewable materials, and capable of operating with energy self-sufficiency. Lanterns Sea Village demonstrates that it is possible to design a settlement comprising one hundred housing units with foundations reduced to bamboo poles in the sand, a fully recyclable bamboo structure, and sunshades made from recycled materials. --- ## Frequently Asked Questions ### Is it possible to build a temporary village on the coast without laying concrete foundations? Yes, provided the structure is designed to rely on mutual balance and minimise the number of supports. In Tarifa, the bamboo tetrahedrons are supported in groups of three, connected at the top, transferring loads to deep-set bamboo poles in the sand. This solution eliminates foundation slabs, kerbs and concrete pours, and makes the entire village demountable and the site restorable. ### Is bamboo a reliable structural material for architecture? Bamboo has a strength-to-weight ratio comparable to steel and has been used as a structural material in architecture for centuries in tropical regions. The design challenge lies in the joints and connections: in Tarifa, the tetrahedral geometry simplifies the joints and exploits the intrinsic rigidity of the triangular form. Bamboo is also a rapidly renewable resource (3–5 years to mature), with a much lower carbon footprint than timber, steel or concrete. ### How is the energy self-sufficiency of temporary residences ensured in a coastal setting? In Tarifa, the project incorporates three complementary sources: mini-turbines harnessing the power of the sea, mini-wind turbines integrated into the roof (Tarifa is one of the windiest places in Europe) and amorphous photovoltaic panels installed across the large surfaces of the tetrahedral roofs. The combination of multiple renewable sources ensures constant energy production across a range of weather conditions. ### How much does it cost to build a temporary bamboo structure compared to a conventional one made of steel or timber? The cost of bamboo as a raw material is significantly lower than that of steel and competitive with structural timber. The main saving, however, lies in the foundations: eliminating concrete slabs and in-situ concrete reduces excavation and site restoration costs. The overall cost depends on the local bamboo supply chain and the complexity of the joints, but for temporary structures the cost-benefit ratio is favourable and very advantageous compared to conventional alternatives. ### What does it mean for an architectural project to be ‘landscape-reversible’? It means that the building can be completely dismantled (structure, cladding, services, foundations) without leaving any permanent traces on the site. In Tarifa, every component is designed to be separated, recycled or reused: the bamboo structure, the recycled timber floors, the sunshades made from salvaged surfboards. Even the pile foundations can be extracted from the sand, restoring the beach to its natural state. ### How do you design a communal space in a temporary settlement for surfers? In Lanterns Sea Village, the arrangement of the 100 modular units is not random: the linear layout facing the sea converges into a semi-square on the beach, creating a sheltered open space where the surfing community can gather. It is an ancient urban principle (the square as a place for communal life) applied on a small and temporary scale. --- ## Are you designing a temporary facility or one with low environmental impact? Lanterns Sea Village demonstrates that sustainable and reversible settlements are buildable in fragile landscapes. If you have a similar project (temporary residences, eco-resorts, coastal facilities) we can discuss the design approach best suited to your site and budget. **[Let’s talk about your project]** _[Let’s talk about your project]_ --- ## Related projects - **Bamboo Office** – Bioclimatic office building in Changzhou: the same principle of structural sustainability using bamboo, applied on a different scale. - **Unboxed** – Prefabricated timber building for the Mediterranean: a modular and reversible approach to sustainable living. - **Polymnia Futura** – Sustainable urban regeneration in Polignano a Mare: a systemic vision of sustainability applied at an urban scale. _Discover our approach to Sustainable Design →_ --- # Unboxed – Casa prefabbricata in legno per il Mediterraneo a Polignano a Mare _Una casa in Xlam completamente prefabbricata, smontabile e riciclabile al 100%, pensata per dimostrare che la costruzione in legno è un'alternativa concreta alla muratura nel Sud Italia._ **2014 · Polignano a Mare, Puglia · Residenza · Sustainable Design** URL canonico (IT): https://barberiocolella.com/progetti/unboxed URL canonico (EN): https://barberiocolella.com/en/projects/unboxed ## Italiano # Unboxed – Casa prefabbricata in legno per il Mediterraneo a Polignano a Mare _Una casa in Xlam completamente prefabbricata, smontabile e riciclabile al 100%, pensata per dimostrare che la costruzione in legno è un'alternativa concreta alla muratura nel Sud Italia._ **2014 · Polignano a Mare, Puglia · Residenza · Sustainable Design** --- ## Oltre la scatola: il legno come casa mediterranea Costruire una casa con pareti portanti in Xlam significa, inevitabilmente, costruire una “scatola”. Unboxed parte da questo vincolo tecnico e lo trasforma in tema progettuale: accettare la scatola muraria (che è il principio compositivo del 99% delle abitazioni mediterranee) per superarne i limiti. Il progetto è pensato per Polignano a Mare, in Puglia, dove la tipologia della casa bianca con volumi netti e rapporto calibrato con la luce solare e il paesaggio è un dato culturale profondo. Unboxed non imita la tradizione: la traduce in modernità con un sistema costruttivo diverso, dimostrando che la casa in legno prefabbricata può essere pienamente mediterranea. L'elevata standardizzazione dei moduli e la loro totale prefabbricazione consentono di proporre quattro varianti dimensionali a partire da esigenze di spazio diverse. Ogni elemento costruttivo (solai, pareti, infissi, gronde) è concepito per essere montato già completo di rifiniture interne ed esterne, senza ponti termici. Questo approccio apre a soluzioni industriali per la produzione in serie e l'abbattimento dei costi, senza rinunciare alla qualità architettonica. Anche i pannelli ombreggianti, intagliati con macchine a controllo numerico, sono progettati con inclinazioni calibrate per la schermatura estiva e possono essere personalizzati con quattro pattern base diversi. La sostenibilità non è uno slogan. La casa è riciclabile al 100% e completamente smontabile grazie a una fondazione innovativa in acciaio che elimina lo scavo, isola dall'umidità del terreno e ospita buona parte degli impianti. La copertura a bassa inclinazione consente la posa di tegole solari capaci di produrre energia elettrica e termica. Il corridoio vetrato che divide zona giorno e zona notte non è solo un elemento distributivo: è un passaggio nella natura, uno spazio di transizione che ristabilisce il contatto visivo e sensoriale con l'ambiente circostante ad ogni attraversamento. La progettazione degli spazi interni conferma l'intenzione progettuale: arredi su misura si alternano ad arredi industriali, dimostrando il potenziale di queste abitazioni quando sono progettate con attenzione al dettaglio tecnico ed estetico. La zona giorno è organizzata attorno a una grande parete attrezzata il cui centro è un biocamino che domina la prospettiva centrale; la zona notte, con due camere e un bagno, è caratterizzata da una boiserie a tutta altezza che nasconde porte a filo verso la cabina armadio. Il colore bianco dominante, il rapporto con la luce e il dialogo con la natura circostante completano la trasposizione dei caratteri della casa mediterranea in chiave lignea e contemporanea. --- ## Galleria immagini ![Volume Unboxed pannelli ombreggianti notte](images/unboxed/unboxed-exterior-evening.jpg) *Il volume bianco con pannelli ombreggianti a controllo numerico reinterpreta i caratteri della casa mediterranea in un sistema costruttivo in Xlam.* ![Assonometria esplosa moduli Unboxed](images/unboxed/unboxed-axonometric.jpg) *Lo schema assonometrico mostra la scomposizione dell'edificio in elementi costruttivi base, ciascuno montabile già completo di rifiniture.* ![Varianti dimensionali moduli Unboxed](images/unboxed/unboxed-modules.jpg) *Quattro varianti dimensionali rispondono a esigenze abitative diverse, dalla coppia alla famiglia, grazie alla standardizzazione modulare.* ![Pannelli prefabbricati Unboxed senza ponti termici](images/unboxed/unboxed-prefab-panels.jpg) *Ogni pannello prefabbricato è completo di rifiniture e privo di ponti termici, pronto per il montaggio diretto in cantiere.* ![Frangisole CNC clima pugliese Unboxed](images/unboxed/unboxed-panels.jpg) *I pannelli frangisole sono intagliati a controllo numerico con inclinazioni calibrate per la schermatura solare estiva nel clima pugliese.* ![Pianta Unboxed 100mq giorno notte](images/unboxed/unboxed-floor-plan-100sqm.jpg) *La pianta della versione da 100 m2 mostra la chiara divisione tra zona giorno e zona notte, collegate dal corridoio vetrato centrale.* ![Ingresso Unboxed corridoio vetrato natura](images/unboxed/unboxed-entrance.jpg) *Il corridoio vetrato è un passaggio nella natura che ristabilisce il contatto con l'ambiente circostante ad ogni attraversamento della casa.* ![Esterno Unboxed contesto pioggia campagna](images/unboxed/unboxed-exterior-rainy-day.jpg) *L'edificio nel contesto naturale: la pelle bianca dialoga con il paesaggio anche nelle giornate piovose, restituendo l'identità mediterranea.* ![Cucina Unboxed interior design custom](images/unboxed/unboxed-kitchen.jpg) *La cucina dimostra il potenziale dell'interior design in case prefabbricate: arredi su misura e materiali di qualità in un sistema industrializzato.* ![Living Unboxed open space caldo](images/unboxed/unboxed-living.jpg) *Il living open space integra zona giorno e nuove forme di socialità domestica, in dialogo continuo con il paesaggio attraverso le aperture vetrate.* ![Camera matrimoniale Unboxed boiserie cabina](images/unboxed/unboxed-bedroom.jpg) *La camera matrimoniale è caratterizzata da una boiserie a tutta altezza che nasconde l'accesso alla cabina armadio retrostante.* --- ## Scheda tecnica - **Luogo:** Polignano a Mare, Puglia, Italia - **Anno:** 2014 - **Committente:** Marlegno (concorso) - **Tipologia:** Residenza unifamiliare prefabbricata - **Superficie:** 100 m2 (versione principale; 4 varianti disponibili) - **Stato:** Concept con sviluppo esecutivo - **Progettisti:** Micaela Colella (Project Leader), Maurizio Barberio (Principal Architect) - **Premi:** WA Award Cycle 20 (World Architecture Community Award) - **Pubblicazioni:** ArchDaily, eVolo Magazine, Inhabitat, Architizer (Idea 996802), World Architecture Community, Pinterest. Tutti i link disponibili cercando "Barberio Colella Unboxed" - **Verticale BCA:** Sustainable Design --- ## Ha senso costruire una casa in legno nel clima mediterraneo del Sud Italia? Nel Mezzogiorno la casa in legno prefabbricata è ancora percepita come un prodotto estraneo, pensato per climi nordici. Chi valuta questa alternativa si scontra con una doppia diffidenza: quella culturale ('qui si costruisce in muratura') e quella tecnica ('il legno non funziona con il caldo estivo e l'umidità'). In realtà, il problema non è il materiale ma il progetto: una casa in legno progettata senza attenzione al clima mediterraneo (schermature solari, ventilazione, rapporto con la luce) non funziona. Ma non funzionerebbe nemmeno in muratura. Unboxed dimostra che la trasposizione lignea della casa mediterranea è possibile quando il progetto è calibrato sul contesto: pannelli ombreggianti studiati per la radiazione estiva pugliese, fondazione ventilata che isola dall'umidità, involucro senza ponti termici. --- ## Domande frequenti ### Quanto costa costruire una casa prefabbricata in legno in Puglia? I costi di una casa in Xlam prefabbricata partono da circa 1.200-1.500 euro/m2 per la sola struttura (chiavi in mano, escluso terreno e fondazioni). Rispetto alla muratura tradizionale, il costo al metro quadro può essere leggermente superiore ma i tempi di cantiere si riducono drasticamente (8-12 settimane per il montaggio), con risparmi significativi su manodopera, noleggi e imprevisti. Il vantaggio economico reale emerge nel ciclo di vita: consumi energetici inferiori, manutenzione ridotta, e la possibilità di smontare e ricollocare l'edificio. ### Una casa in legno prefabbricata resiste al clima caldo e umido della Puglia? Sì, a condizione che il progetto sia calibrato sul clima mediterraneo. I fattori critici sono tre: schermatura solare adeguata (a Polignano, Unboxed usa pannelli CNC con inclinazioni studiate per bloccare la radiazione estiva), ventilazione naturale (il corridoio vetrato e le aperture creano circolazione d'aria), e gestione dell'umidità (la fondazione in acciaio solleva la casa dal terreno e crea una camera ventilata). L'involucro in Xlam, con il suo spessore e la sua massa termica, contribuisce a stabilizzare la temperatura interna. ### Qual è la differenza tra una casa in Xlam e una casa a telaio in legno? La casa in Xlam (Cross Laminated Timber) usa pannelli massicci di legno lamellare incrociato come pareti portanti, funziona come una scatola strutturale rigida, simile alla muratura tradizionale. La casa a telaio usa montanti e traversi in legno con tamponamenti leggeri. L'Xlam offre maggiore massa termica (utile nel clima mediterraneo per lo sfasamento del calore estivo), migliore isolamento acustico e maggiore resistenza al fuoco. Unboxed sceglie l'Xlam proprio perché il suo comportamento strutturale e termico è più vicino a quello della casa in muratura mediterranea. ### È possibile smontare e spostare una casa prefabbricata in legno? Sì, se il progetto è concepito fin dall'inizio per la smontabilità. In Unboxed, la fondazione in acciaio elimina il getto di calcestruzzo e permette di rimuovere la struttura senza danneggiare il sito. Ogni elemento costruttivo (pareti, solai, copertura, infissi) è montato con connessioni meccaniche reversibili, non con incollaggi permanenti. Questo rende la casa completamente smontabile, trasportabile e rimontabile in un nuovo sito. È anche integralmente riciclabile a fine vita. ### Come si personalizza una casa prefabbricata senza perdere i vantaggi della standardizzazione? La chiave è la modularità intelligente. Unboxed propone quattro varianti dimensionali a partire dagli stessi elementi costruttivi base, e i pannelli ombreggianti possono essere personalizzati con pattern diversi grazie al taglio a controllo numerico. La standardizzazione riguarda i componenti (produzione in serie, abbattimento dei costi, qualità costante), non il risultato finale: combinando moduli e finiture in modo diverso, ogni casa può avere un carattere proprio. ### Quali architetti in Puglia progettano case prefabbricate in legno per il clima mediterraneo? Barberio Colella Architetti, con sede a Bari, ha sviluppato Unboxed come progetto di ricerca specifico sulla casa prefabbricata in legno per l'area mediterranea. La co-fondatrice Micaela Colella ha dedicato la propria ricerca dottorale alla casa prefabbricata sostenibile mediterranea nell'era dell'Industria 4.0, con pubblicazioni su Springer Nature. Lo studio combina competenze accademiche verificabili con esperienza progettuale sul territorio pugliese. --- ## Stai valutando una casa in legno in Puglia o nel Sud Italia? Unboxed nasce dalla convinzione che la costruzione in legno possa essere pienamente mediterranea. Se stai considerando una casa prefabbricata in legno per il clima del Sud Italia (o se vuoi capire se è la scelta giusta per il tuo progetto) possiamo parlarne con dati e competenze concrete. **[Parliamo del tuo progetto]** _[Parliamo del tuo progetto]_ --- ## Progetti correlati - **Unit 27** – Sistema modulare di micro-condos prefabbricati: stessa logica di prefabbricazione e modularità applicata alla densificazione urbana - **Bamboo Office** – Edificio bioclimatico per uffici a Changzhou: approccio bioclimatico e materiali naturali come principio generatore della forma. - **Polymnia Futura** – Rigenerazione urbana sostenibile a Polignano a Mare: visione di sostenibilità integrata nella stessa località pugliese. _Scopri il nostro approccio al Sustainable Design →_ ## English # Unboxed – Prefabricated timber building for the Mediterranean in Polignano a Mare _A fully prefabricated, demountable and 100% recyclable CLT building, designed to demonstrate that timber construction is a viable alternative to masonry in Southern Italy._ **2014 · Polignano a Mare, Puglia · Residential · Sustainable Design** --- ## Beyond the box: timber as a Mediterranean home Building a house with load-bearing walls in CLT inevitably means building a ‘box’. Unboxed takes this technical constraint and transforms it into a design theme: accepting the box-like structure (which is the compositional principle of 99% of Mediterranean homes) in order to overcome its limitations. The project is designed for Polignano a Mare, in Puglia, where the typology of the white house with clean volumes and a balanced relationship with solar light and the landscape is a deeply rooted cultural feature. Unboxed does not imitate tradition: it translates it into modernity with a different construction system, demonstrating that the prefabricated timber building can be fully Mediterranean. The high standardisation of the modules and their complete prefabrication allow for four dimensional variants based on different spatial requirements. Every structural element (floors, walls, joinery, eaves) is designed to be installed fully finished, both internally and externally, without thermal bridges. This approach opens the door to industrial solutions for mass production and cost reduction, without compromising on architectural quality. Even the shading panels, cut using CNC machines, are designed with calibrated angles for summer shading and can be customised with four different base patterns. Sustainability is not just a slogan. The house is 100% recyclable and can be completely dismantled thanks to an innovative steel foundation that eliminates the need for excavation, insulates against ground damp and houses most of the building services. The low-pitched roof allows for the installation of solar tiles capable of generating both electrical and thermal energy. The glazed corridor dividing the living and sleeping areas is not merely a functional element: it is a passage into nature, a transitional space that re-establishes visual and sensory contact with the surrounding environment with every crossing. The design of the interior spaces confirms the design intent: bespoke furnishings alternate with industrial-style pieces, demonstrating the potential of these homes when designed with attention to technical and aesthetic detail. The living area is organised around a large fitted wall unit, the centre of which is a bioethanol fireplace dominating the central perspective; the sleeping area, with two bedrooms and a bathroom, features full-height panelling that conceals flush doors leading to the walk-in wardrobe. The dominant white colour, the interplay with light and the dialogue with the surrounding nature complete the transposition of the characteristics of the Mediterranean home into a contemporary wooden interpretation. --- ## Image gallery ![Unboxed volume with night-time shading panels](images/unboxed/unboxed-exterior-evening.jpg) *The white volume with numerically controlled shading panels reinterprets the characteristics of the Mediterranean home within an Xlam construction system.* ![Exploded axonometric view of Unboxed modules](images/unboxed/unboxed-axonometric.jpg) *The axonometric diagram shows the building broken down into basic construction elements, each of which can be assembled complete with finishes.* ![Dimensional variants of Unboxed modules](images/unboxed/unboxed-modules.jpg) *Four dimensional variants cater to different housing needs, from couples to families, thanks to modular standardisation.* ![Unboxed prefabricated panels without thermal bridges](images/unboxed/unboxed-prefab-panels.jpg) *Each prefabricated panel is fully finished and free from thermal bridges, ready for direct assembly on site.* ![Unboxed CNC-cut sunshades for the Apulian climate](images/unboxed/unboxed-panels.jpg) *The sunshade panels are CNC-cut with calibrated angles for summer solar shading in the Apulian climate.* ![Unboxed 100m² floor plan: day and night areas](images/unboxed/unboxed-floor-plan-100sqm.jpg) *The floor plan of the 100 m² version shows the clear division between the living and sleeping areas, connected by the central glass corridor.* ![Unboxed Entrance: glazed corridor and nature](images/unboxed/unboxed-entrance.jpg) *The glazed corridor is a passage through nature that re-establishes contact with the surrounding environment every time you walk through the house.* ![Unboxed Exterior: rain and countryside](images/unboxed/unboxed-exterior-rainy-day.jpg) *The building in its natural setting: the white facade interacts with the landscape even on rainy days, reflecting its Mediterranean identity.* ![Kitchen Unboxed custom interior design](images/unboxed/unboxed-kitchen.jpg) *The kitchen demonstrates the potential of interior design in prefabricated homes: bespoke furnishings and quality materials within an industrialised system.* ![Living room Unboxed warm open-plan](images/unboxed/unboxed-living.jpg) *The open-plan living room integrates the living area with new forms of domestic socialising, in constant dialogue with the landscape through the glazed openings.* ![Unboxed master bedroom with panelling and walk-in wardrobe](images/unboxed/unboxed-bedroom.jpg) *The master bedroom features full-height panelling that conceals the access to the walk-in wardrobe behind it.* --- ## Technical details - **Location:** Polignano a Mare, Puglia, Italy - **Year:** 2014 - **Client:** Marlegno (competition) - **Typology:** Prefabricated single-family residence - **Area:** 100 m² (main version; 4 variants available) - **Status:** Concept with detailed design - **Designers:** Micaela Colella (Project Leader), Maurizio Barberio (Principal Architect) - **Awards:** WA Award Cycle 20 (World Architecture Community Award) - **Publications:** ArchDaily, eVolo Magazine, Inhabitat, Architizer (Idea 996802), World Architecture Community, Pinterest. All links available by searching for "Barberio Colella Unboxed" - **BCA Vertical:** Sustainable Design --- ## Does it make sense to build a timber house in the Mediterranean climate of Southern Italy? In Southern Italy, the prefabricated timber building is still perceived as a foreign product, designed for northern climates. Anyone considering this alternative faces a double dose of scepticism: cultural (‘here we build with brick and mortar’) and technical (‘timber doesn’t cope with the summer heat and humidity’). In reality, the problem isn’t the material but the design: a wooden house designed without consideration for the Mediterranean climate (solar shading devices, ventilation, relationship with light) simply won’t work. But it wouldn’t work in brick and mortar either. Unboxed demonstrates that a timber version of the Mediterranean home is possible when the design is tailored to the context: shading panels designed for Apulian summer radiation, a ventilated foundation that insulates against damp, and a building envelope free of thermal bridges. --- ## Frequently Asked Questions ### How much does it cost to build a prefabricated timber building in Puglia? The costs for a prefabricated timber building start at around €1,200–1,500 per square metre for the structure alone (turnkey, excluding land and foundations). Compared to traditional brick-and-mortar construction, the cost per square metre may be slightly higher, but construction times are drastically reduced (8–12 weeks for assembly), with significant savings on labour, hire costs and unforeseen expenses. The real economic benefit becomes apparent over the building’s life cycle (LCA): lower energy consumption, reduced maintenance, and the possibility of dismantling and relocating the building. ### Can a prefabricated timber building withstand the hot and humid climate of Puglia? Yes, provided the design is tailored to the Mediterranean climate. There are three critical factors: adequate solar shading (in Polignano, Unboxed uses CNC-cut panels with angles designed to block summer solar radiation), natural ventilation (the glazed corridor and openings create air circulation), and humidity management (the steel foundations lift the house off the ground and create a ventilated cavity). The CLT building envelope, with its thickness and thermal mass, helps to stabilise the internal temperature. ### What is the difference between an Xlam house and a timber-frame house? The CLT (Cross-Laminated Timber) house uses solid CLT panels as load-bearing walls, it functions as a rigid structural box, similar to traditional masonry. The timber-frame house uses wooden studs and joists with lightweight infill panels. CLT offers greater thermal mass (useful in the Mediterranean climate for delaying the transfer of summer heat), better sound insulation and greater fire resistance. Unboxed chooses CLT precisely because its structural and thermal behaviour is closer to that of a traditional Mediterranean brick-built house. ### Is it possible to dismantle and move a prefabricated timber building? Yes, if the design is conceived from the outset to be dismantled. At Unboxed, the steel foundation eliminates the need for concrete casting and allows the structure to be removed without damaging the site. Every structural element (walls, floors, roof, and joinery) is assembled using reversible mechanical connections, not permanent adhesives. This makes the house fully dismantlable, transportable and reassemblable at a new site. It is also fully recyclable at the end of its life. ### How can a prefabricated house be customised without losing the benefits of standardisation? The key is intelligent modularity. Unboxed offers four size variants based on the same basic building elements, and the shading panels can be customised with different patterns thanks to CNC cutting. Standardisation applies to the components (mass production, cost reduction, consistent quality), not the final result: by combining modules and finishes in different ways, each house can have its own character. ### Which architects in Puglia design prefabricated timber buildings for the Mediterranean climate? Barberio Colella Architetti, based in Bari, developed Unboxed as a specific research project on prefabricated timber buildings for the Mediterranean region. Co-founder Micaela Colella dedicated her doctoral research to sustainable prefabricated Mediterranean homes in the Industry 4.0 era, with publications in Springer Nature. The firm combines verifiable academic expertise with design experience in the Apulia region. --- ## Are you considering a timber home in Puglia or Southern Italy? Unboxed stems from the belief that timber construction can be truly Mediterranean. If you are considering a prefabricated timber building for the climate of Southern Italy (or if you want to understand whether it is the right choice for your project) we can discuss it using concrete data and expertise. **[Let’s talk about your project]** _[Let’s talk about your project]_ --- ## Related projects - **Unit 27** – Modular system of prefabricated micro-condos: the same logic of prefabrication and modularity applied to urban densification - **Bamboo Office** – Bioclimatic office building in Changzhou: a bioclimatic design and natural materials as the principle shaping the form. - **Polymnia Futura** – Sustainable urban regeneration in Polignano a Mare: a vision of sustainability integrated into the Apulian town itself. _Discover our approach to Sustainable Design →_